Gli errori da non commettere per essere il capo migliore

Il capo migliore non è quello che pretende obbedienza ma è quello che convince e che garantisce l’integrazione sociale.
E’ quello che aiuta gli altri a diventare veri capi a loro volta.
 
Il raggiungimento degli obiettivi di una organizzazione dipende sempre dall’apporto di molte persone che sono coinvolte nei processi.


Ogni persona si crea una propria mappa della realtà ( PNL ) e molti problemi nascono da una errata percezione della realtà.
Il fallimento nel raggiungimento degli obiettivi è dovuto molto spesso al fatto che le diverse persone non convergono alla stessa meta, ma si dividono.
Ciascuno cerca di far valere l’interesse della sua categoria, del suo gruppo, della sua funzione.
Ogni funzionario e capo funzione tende ad aumentare il suo raggio d’azione e quindi il suo potere.

Così facendo, vengono definite procedure vincolanti, regole inutili e divieti assurdi.
Quando accade ciò in una organizzazione, c’è la necessità di avere un uomo forte cioè di avere un capo che in quel momento sappia imporre un unico punto di vista, in modo da costringere tutti all’ubbidienza.
Questa azione energica diventa necessaria ed avrà successo poiché finiranno le discussioni, tutti correranno in un’unica direzione, diminuiranno le inefficienze ed i ritardi.

E’ fondamentale, però, che questo modo di pretendere obbedienza venga attuato solo nella prima fase, esso aiuterà l’organizzazione solo se non permarrà nel tempo, altrimenti l’impresa perderà energie e vitalità, alle persone mancherà l’entusiasmo, la voglia di migliorare, la creatività.
Questo pericoloso errore non deve essere commesso dal capo, il quale non deve fraintendere il suo ruolo che non è quello di imporre la sua volontà, pretendere obbedienza assoluta e seminare il terrore.

Il capo deve indicare la meta, far vedere la direzione da percorrere, dire agli altri dove andare.
Deve permettere il raggiungimento degli obiettivi, garantendo contemporaneamente l’integrazione sociale.
Perciò il capo migliore deve spronare i suoi collaboratori, deve permettere loro di mettere a frutto le loro idee, li deve aiutare ad usare le loro energie e le loro capacità per trovare gli strumenti più adatti a raggiungere la meta comune, cioè a diventare veri capi a loro volta.


Immagine: FreeDigitalPhotos.net

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