Cosa fare dopo le superiori, 3 errori da non commettere e un metodo per scegliere la facoltà giusta

scelta universitàL’estate è un momento molto importante e delicato della vita degli studenti che hanno terminato le scuole superiori perché devono scegliere se proseguire gli studi, e quindi scegliere la facoltà universitaria, oppure se avvicinarsi al mondo del lavoro. Ma scegliere se studiare o lavorare, o scegliere il corso di laurea migliore per te è una decisione importante che influenzerà il tuo futuro professionale ma soprattutto la tua vita, una decisione che richiede maturità e consapevolezza dei tuoi obiettivi e delle tue capacità. Una decisione che non può essere casuale ma ben ponderata e strutturata.
La laurea non è sempre la soluzione migliore, a volte è più opportuno scegliere subito il lavoro o addirittura inventarsi un nuovo lavoro al di fuori dei percorsi che gli studi offrono.


In questo articolo ti forniamo dei consigli, dei suggerimenti e degli di strumenti utili per prendere le decisioni giuste o comunque le migliori, senza illuderti che sia facile, ma per evitarti il più possibile delusioni e insuccessi.
Buona lettura!

Il mese di Agosto è il periodo in cui, recuperate le energie e la serenità dopo gli esami delle scuole superiori, devi decidere il tuo futuro.
Hai la possibilità di proseguire gli studi, scegliendo tra l’istruzione universitaria o la formazione artistica e musicale, oppure puoi scegliere di andare subito a lavorare.

La prima domanda che ti starai ponendo è se scegliere seguendo la passione o in base agli sbocchi e alle opportunità lavorative che ti si presentano o che il corso ti offrirà.

Va bene scegliere con il cuore ma devi usare anche la testa.
Decidere di proseguire gli studi a tutti i costi per ritardare l’entrata nel mondo del lavoro, consapevole che studiare per te è una grossa forzatura, potrebbe essere un grosso errore.
Così come è molto rischioso optare ostinatamente per una facoltà che non ti offrirà sbocchi lavorativi.

Non è semplice trovare un percorso di studi che rispetti le tue attitudini e le tue passioni e che ti prospetti interessanti sbocchi lavorativi, ma l’obiettivo che ci prefiggiamo con questo articolo è di offrirti un metodo e dei criteri per decidere al meglio, e perché no anche dei consigli che possono risultare sempre utili.
Il nostro intento  è di fornirti degli spunti, dei consigli e delle riflessioni per iniziare a costruirti il migliore futuro.
Infine ti proponiamo una sintesi delle varie aree formative, che potrai approfondire su altri siti.

Siamo certi di poterti aiutare a capire come cogliere le migliori opportunità di crescita per te, seguendo innanzitutto le tue caratteristiche personali e le tue attitudini, ma facendo leva sul tuo senso di responsabilità.

Per prima cosa devi stare molto attento a non commettere degli errori comuni.

Il primo errore che non devi commettere è scegliere con improvvisazione, senza una attenta riflessione e analisi, magari seguendo le scelte dei tuoi amici per stare assieme a loro o seguendo le tradizioni della tua famiglia o assecondando i desideri dei tuoi genitori.

Il secondo errore da non commettere è di far scegliere agli altri il tuo futuro, devi usare la tua testa e utilizzare i pareri degli altri come consigli su cui riflettere, come spunti da approfondire.

Un terzo errore molto diffuso è di scegliere per comodità, pensando di fare il percorso meno difficile e impegnativo.

Ricorda che alla fine stai decidendo per il tuo futuro, e pensando all’immediato è in gioco la tua soddisfazione, il tuo entusiasmo, la tua vita per i prossimi 5 anni almeno.
Scegliere di lavorare perché così ti puoi permettere l’auto, l’indipendenza di un tuo appartamento, le serate con gli amici è una posta troppo piccola da giocare per la soddisfazione di una vita intera.
Continuare il percorso di studi iniziato alle superiori, anche se non ti piace, perché così sarà più facile, molte cose le conosci già e dovrai impegnarti di meno, sarebbe imperdonabile.

Inoltre, è molto importante che tu sia cosciente dell’impegno fisico, psichico ed anche economico, che gli studi universitari ed in particolare certe facoltà richiedono. Il corso di studi che sceglierai deve essere alla tua portata.
Ad esempio, se scegli una laurea in lettere lo sbocco naturale è l’insegnamento, che almeno in Italia sta vivendo una forte crisi occupazionale.

Se pensi di scegliere medicina devi sapere che la semplice laurea è solo una tappa del percorso di studi, poi vi sono le specializzazioni ed i corsi di aggiornamento.
Se stai pensando ad ingegneria, la matematica e la fisica non ti devono essere ostili.
Non puoi sottovalutare nemmeno l’impegno richiesto dalla ricerca della sistemazione per vitto e alloggio, per chi vive lontano dalle sedi universitarie.

Alla  base di ogni tuo ragionamento vi deve essere la consapevolezza che se decidi di proseguire gli studi, per i prossimi 3 – 5 anni trascorrerai la tua vita proprio studiando e occupandoti degli argomenti che avrai scelto.

Se abbiamo detto cosa non devi fare, ora ti diciamo che la principale mossa corretta è il confronto. Confronto con te stesso e con gli altri, con le università, con gli altri studenti, con chi fa già il lavoro che vorresti fare da grande, con i professori a scuola, con i tuoi amici.
Non sottovalutare l’importanza di condividere con gli altri le informazioni e di parlare delle tue preoccupazioni e dei tuoi dubbi.

Per fare la migliore scelta per te, questi sono i tre elementi che ti devono guidare:

  1. conoscere le tue inclinazioni, i tuoi desideri, le tue aspirazioni per il futuro.
    Capire che cosa ti piace studiare o cosa ti piacerebbe fare come professione, ma anche essere sincero con te stesso di cosa non ti piace.
    Riflettere su quale preparazione di base possiedi, quali capacità hai nel reagire alle difficoltà che il percorso di studi comporterà, quanta volontà e determinazione possiedi per affrontare le difficoltà e le delusioni e non farti scoraggiare
  2. informarti sulle varie facoltà, sui percorsi di studi, sugli atenei.
    Fare i test, visitare personalmente le Università e partecipare alle giornate informative, incontrare gli altri studenti.
    Il confronto con chi ha già svolto o sta svolgendo il percorso di studi che vorresti intraprendere è sempre molto utile
  3. pensare alle prospettive lavorative che il mercato del lavoro ti offre.
    Conoscere il mondo del lavoro e le figure professionali richieste, parlare con chi già fa il lavoro che vorresti fare.

Se hai già deciso di proseguire gli studi, ti consigliamo questo semplice metodo per scegliere la migliore facoltà universitaria:

  • 1  – conosciti
    La prima cosa che devi fare è capire esattamente cosa vuoi.
    Devi definire i tuoi obbiettivi, riflettere sui tuoi desideri e sapere quello che vuoi fare da grande.
    Se ti sembra di non avere nessun interesse particolare, puoi tornare indietro con la memoria e pensare alle aspirazioni ed ai sogni che avevi quando eri piccolo, agli argomenti che hai letto con più passione, a quello che ti ha entusiasmato o incuriosito.
    Confronta le tue attitudini, la tua formazione e le tue inclinazioni con le varie offerte formative disponibili.
    Devi capire e sapere quali abilità possiedi, quali sono le tue passioni, in quali ambiti sei forte e in quali lo sei di meno.
    Naturalmente non basta che il percorso di studi ti piaccia, ma deve essere percorribile da te, deve essere alla tua portata. Puoi chiedere aiuto a chi ti conosce bene e confrontarti con lui. I tuoi professori ti sono stati accanto negli ultimi anni e ti conoscono, conoscono i tuoi punti di forza e quelli di debolezza. Anche i tuoi genitori ed i tuoi migliori amici ti conoscono.
    Noi ti consigliamo di fare una chiacchierata con loro, confrontando le tue ambizioni ed i tuoi sogni.
    Questo ti aiuterà sicuramente a fare chiarezza, i punti di vista degli altri ed i pareri discordanti forniscono sempre molti spunti di riflessione e ti fanno scoprire cose a cui non hai mai dato peso.
    Ma non commettere l’errore di far decidere e scegliere agli altri per te.
  • 2  – informati e  preparati
    Finito il riposo e le ferie estive, è importante ricercare  e analizzare le proposte dei vari corsi di laurea, sfruttando il servizio d’orientamento fornito dai vari atenei, ed essere il più preparato possibile.
    Se fai una scelta ben informata non potrai che fare la scelta migliore.
    Devi capire se i vari esami previsti nel corso di studi sono quelli che ti piacciono, se coincidono con i tuoi punti di forza, se sono vicini alle tue passioni.
    Devi confrontare le offerte formative delle varie università e conoscere cosa e dove andrai a studiare, toccare con mano per capire veramente bene di cosa si tratta.
    A differenza dei nostri tempi, ora quasi tutti gli atenei propongono delle giornate per l’orientamento durante le quali presentano i diversi corsi di laurea, propongono incontri con i docenti e con altri studenti.
    Alcune facoltà offrono delle simulazioni e dei test, delle visite guidate del campus, ecc. Anche in rete sono disponibili vari test che ti forniscono un punteggio per le diverse aree di interesse, evidenziando le tue maggiori affinità.
    Naturalmente i test sono un percorso di riflessione e vanno intesi come punto di partenza.
    Non delegare ad un test la tua scelta, ” non far scegliere agli altri “.
  • 3  – pensa anche al tuo futuro
    Il periodo di studi è un periodo temporaneo e transitorio, una specie di rampa di lancio per il mondo del lavoro.
    È necessario che valuti gli sbocchi professionali e le opportunità di lavoro che un corso di laurea ti offre rispetto ad un altro.
    Quali sono le figure professionali richieste dal mercato del lavoro e in quali zone.Certo il mondo evolve e le cose cambiano, forse mai velocemente come in questi anni, ma un utile consiglio che ti diamo è di parlare con chi già lavora nel campo di tuo interesse  per farti un’idea più precisa del lavoro e della professione verso cui ti stai indirizzando.
    Se stai già pensando che andrai a lavorare in un altro paese, valuta quanto sia spendibile all’estero il titolo di studio che intendi prendere.

Un altro consiglio che vogliamo darti è di scegliere, se ne hai la possibilità economica, una sede universitaria lontana da dove abiti, che richieda il tuo trasferimento.
L’università non è solo un percorso di studi ma è anche (e soprattutto) un percorso di vita, di condivisione e di confronto con le altre persone.
Imparare a convivere con gli altri, a condividere gli spazi, le attività, i problemi, le opportunità, le soddisfazioni e le gioie, le amicizie, il tempo, ti prepara al mondo del lavoro e in generale alla vita più di molti esami.

Bene, adesso hai molti elementi per fare una attenta riflessione.

Se ti può essere utile, ti proponiamo una sintesi delle principali aree e possibilità formative.

  • Area sanitaria
    • Medicina e Chirurgia,
    • Odontoiatria,
    • Medicina Veterinaria,
    • Scienze e tecnologie farmaceutiche,
    • Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche,
    • Professioni sanitarie della riabilitazione,
    • Professioni sanitarie tecniche.
  • Area umanistica
    • Lettere,
    • Filosofia,
    • Lingue e culture moderne,
    • Scienze geografiche,
    • Scienze storiche,
    • Scienze dei beni culturali,
    • Scienze e tecnologie della musica, dello spettacolo e della moda,
    • Accademia delle belle arti,
    • Scienze della comunicazione.
  • Area giuridica
    • Scienze dei servizi giuridici,
    • Scienze politiche e delle relazioni internazionali,
    • Scienze giuridiche,
    • Scienze della difesa e della sicurezza.
  • Area psicopedagogica
    • Scienze sociologiche
    • Scienze dell’educazione e della formazione, scienze psicologiche,
    • Scienze del servizio sociale,
    • Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace,
    • Scienze del turismo.
  • Area economica
    • Scienze economiche,
    • Scienze dell’amministrazione,
    • Scienze dell’economia e della gestione aziendale.
  • Area tecnica
    • Scienze matematiche,
    • Scienze e tecnologie fisiche,
    • Scienze Biologiche,
    • Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali,
    • Scienze e tecnologie chimiche,
    • Scienze e tecnologie zootecniche,
    • Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura,
    • Scienze delle attività motorie e sportive,
    • Scienze e tecnologie informatiche,
    • Scienze statistiche,
    • Scienze dell’architettura,
    • Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale,
    • Ingegneria civile, industriale e ambientale.

Ora non ci resta che augurarti un sentito e grosso in bocca al lupo !!

Se ti può essere di aiuto nella scelta, puoi anche leggere l’articolo sulle facoltà che garantiscono guadagni migliori o più alta probabilità di occupazione.

Oppure, se hai già fatto la tua scelta ti può essere molto utile sapere se è meglio frequentare le lezioni, oppure come scegliere quali corsi frequentare o se è meglio preparare uno solo o più esami per volta.

Inoltre, se hai necessità di un confronto, di un parere o di qualche consiglio basato sulla nostra esperienza, puoi scriverci e saremo ben lieti e contenti di poterti aiutare.

Ciao.

Ah, dimenticavamo di dirti che puoi anche approfondire gli argomenti leggendo i nostri percorsi di crescita personale e professionale.

 

Integrazione all’articolo 

Ciao a tutti, analizzando i vostri molteplici commenti e le vostre domande, abbiamo individuato alcuni elementi comuni caratterizzanti i vostri pensieri. Così  abbiamo deciso di aggiungere questa integrazione che riteniamo possa essere utile a molti di voi.

Innanzitutto riscontriamo una grande paura di sbagliare, il terrore di fare la scelta sbagliata di cui poi pentirsi. L’altro elemento ricorrente è la convinzione che la laurea sarà necessariamente il vostro futuro lavoro.

Bene, iniziamo con il condividere il fatto che la grande indecisione che molti di voi si trovano ad affrontare è una cosa comune, diffusa e se vogliamo anche naturale. È corretto che a 20 anni una persona non abbia chiaro in testa cosa farà nei suoi prossimi 50 anni, è normale che le prime scelte importanti di un giovane siano problematiche.
La scelta universitaria, o comunque la scelta di cosa fare dopo la scuola, è una tra le prime grandi scelte che ci si trova a dover fare, quando tutte le scelte precedenti sono state fatte o guidate da altri, dai nostri genitori. Questa non sarà sicuramente l’ultima delle scelte importanti e non sarà certamente esente da errori, come tutte le altre scelte che farete nella vita.

Imparate ad accettare questa realtà, non date a questa scelta un peso maggiore di quello che effettivamente rappresenta. Prendete seriamente tutte le  scelte importanti che farete nella vostra vita ma datevi il permesso di poterne anche sbagliare qualcuna e di poter correggere il tiro successivamente, mano a mano che crescete e che capite effettivamente e concretamente i risvolti della vostra scelta.
Non fate però l’errore di non decidere e di tergiversare, prendendo tempo e ingannando voi stessi (e gli altri) con non scelte e con scuse, con frequenti ripensamenti e cambi.

Non vogliamo contraddire ciò che abbiamo scritto sopra, perché la scelta universitaria è effettivamente molto importante, ma essa non significa necessariamente il vostro futuro, non rappresenta il vostro lavoro. La preparazione che riceverete all’Università e dalla vita universitaria (specie se trascorsa fuori casa), rappresenterà le basi per il futuro, i pilastri delle vostre conoscenze ed esperienze, ma non è una direzione obbligata, senza ritorno.

Prendiamo il nostro caso personale. Anche noi terminati gli studi superiori ci siamo trovati in grande difficoltà. Cosa fare? Quale facoltà frequentare? Presso quale ateneo? Oppure scegliere di lavorare?

Se avete voglia, ascoltate questa mia storia personale.
Terminate le scuole superiori, avevo deciso di lavorare poiché ne avevo la possibilità, avevo una strada già tracciata e pronta (perciò più facile da percorrere)  e molti dei miei amici già lavoravano. Poi un giorno sento parlare di una “nuova disciplina” che, si dice, diventerà importante per il futuro: l’INFORMATICA.
Così decido di approfondire il tema, mi informo sulle materie da studiare, sugli atenei dove si possono frequentare questi percorsi di studi, sulla disponibilità del materiale didattico e sulle previsioni di impiegabilità di queste lauree in ambito lavorativo.
Al termine della mia ricerca deduco che questa disciplina, con ottime prospettive di lavoro, non fa per me, la ritengo troppo rigida e specialistica per le mie caratteristiche personali.
Così mi dico: “forse è meglio che inizi a lavorare.”

Quasi per caso (non c’erano i siti WEB dove confrontarsi) capisco che una mia grande passione fin da piccolo è l’elettricità. Così mi informo un po’ e capisco che Ingegneria è una laurea che da buoni sbocchi per il futuro, tratta materie scientifiche (che non mi sono ostiche, anzi), ecc.
A questo punto mi viene facile fare 1 + 1: ok scelgo di provare Ingegneria Elettrotecnica.

Perché provare …,  beh perché cosa ne sapevo io, a 19 anni, se mi sarebbe piaciuta, se ce l’avrei fatta, se era realmente quello che mi piaceva, se la vita universitaria fuori casa non era un problema.

Bene, senza farla troppo lunga, durante i primi 2 anni e poi nei successivi 3, scopro che effettivamente Ingegneria mi piace, mi fornisce dei metodi applicabili in svariati ambiti, sviluppa la razionalità, è una buona preparazione per vivere il mondo (come diceva mia zia).
Insomma, questa facoltà rispecchia molto il mio carattere e mi fornisce delle solide basi su cui costruire il mio futuro e la mia professionalità.
Però in questi anni una cosa si forma molto chiara e nitida nella mia mente: IO NON FARO’ L’INGEGNERE, non farò il progettista.

Ma come? Cinque anni di fatica, di sacrifici, di studi tecnici, battaglie con la matematica, la fisica, la chimica e poi tutto nel cesso? NO!
Cinque anni per capire meglio chi sono, per sviluppare dei metodi, per rinforzare la fiducia in me stesso, per fare esperienze di vita, per sviluppare la mia personalità. Insomma per capire cosa voglio fare, per decidere chi sarò ma soprattutto per definire cosa non voglio fare.
Così decido di intraprendere un percorso professionale che sviluppi la mia managerialità e non la specializzazione, in un settore che non ha nulla a che vedere con l’elettricità …
 … oggi son un manager d’azienda dell’industria manifatturiera.

E se tornassi indietro? Beh, rifarei esattamente la stessa scelta, senza pensarci nemmeno un attimo!

Bene, tutto questo per rassicurarvi che le vostre ansie sono e sono state un po’ le ansie di tutti i giovani che si trovano a dover decidere, a sbagliare, a dover cambiare, e che  capiscono chi sono realmente e cosa vogliono fare solo durante o alla fine del percorso universitario, non all’inizio.

Un ultimo consiglio, presa una decisione cambiatela solo dopo averci pensato e riflettuto bene.
Concedetevi un solo cambio di rotta, non di più, altrimenti girerete in tondo, perdendo tempo, fiducia in voi stessi, chiarezza di pensiero.

Un forte abbraccio a tutti.

 

Ricordati che puoi anche approfondire gli argomenti leggendo i nostri percorsi di crescita personale e professionale.


 
Immagine: FreeDigitalPhotos.net

289 thoughts on “Cosa fare dopo le superiori, 3 errori da non commettere e un metodo per scegliere la facoltà giusta

  1. Le Facoltà più Pagate o ben remunerate sono economia ed ingegneria a seguire Medicina. Secondo la tecnica della scuola anche Chimica e farmacia, ma soprattutto consigliata ai titolari di farmacia.Cosa consigliate ad un quarantenne per interesse.

    1. Ciao Marco, la domanda che ti voglio fare è: “perché vuoi studiare?” Ci sono delle facoltà più remunerative di altre, ma cosa succederebbe se iniziassi a studiare qualcosa che non ti piace, qualcosa che addirittura diventa un peso? Domandati cosa ti piacerebbe fare! Se stai cercando un altro lavoro allora la scelta della facoltà non dipende solo da cosa ti piace fare, ma anche dal tuo obiettivo finale. Ma sei sicuro che per cambiare lavoro tu debba per forza laurearti? E quanto tempo ci metterai prima di concludere? Se invece stai cercando semplicemente qualcosa che ti arricchisca, allora segui le tue passioni.. personalmente, dopo molti anni di studi ed applicazioni in ambito tecnico io mi sono appassionato alla pittura, alla letteratura ed alla psicologia e probabilmente al tuo posto sceglierei una di queste facoltà.
      Ti aspettiamo ancora su iWolm se hai voglia di dialogare con noi.
      A presto Gaetano e Vittorio

      1. Salve a tutti, sono un ragazzi di 20 anni in totale confusione. Ho provato a fare Scienze motorie a Bologna, poi mi sono trasferito a Chieti, e infine adesso penso proprio di fare la rinuncia agli studi anche se non so se sia la scelta giusta. Il punto è che a me piace studiare ma quello che dico io in quella data giornata, non cose in cui mi sento obbligato, sono tra quei gruppi di persone chiamate “multipotenziali” che si interessano a molte cose ma che perdono interesse abbastanza in fretta. Ho un mio piano di vita che non vi elencherò per sintesi, ma vorrei avere un bello stipendio e molto tempo libero per dedicarmi a tutte le mie passioni. Però vorrei chiedervi, cosa mi consigliate? Continuo con Scienze motorie anche se non mi piace e non mi darà praticamente nulla dopo la laurea (praticamente ho solo due esami sul libretto)? Oppure lavoro? O trovo un altro corso di studi? O lavoro in attesa di maturare una scelta più sensata? Pensavo a ingegneria gestionale, che permetterebbe di accontentare il mio essere eclettico dandomi la possibilità di lavorare in diversi campi, il problema è che la matematica non mi è mai piaciuta. La grande verità è che non so cosa voglio fare né cosa mi piace e non ho più margine di errore. Per favore aiutatemi…

        1. Salve Antonio, da quanto scrivi capiamo che l’attuale percorso di studi non ti piace e non è quello che desideri. Pertanto un cambio deciso deve essere sicuramente fatto ( il cambio della sede non ha risolto e non risolverà nulla ).
          Questo cambiamento può essere sia scegliere un’altra facoltà che iniziare a lavorare. Non commettere l’errore di iniziare a lavorare in attesa di avere le idee più chiare: o decidi di lavorare oppure di studiare!
          Non scegliere facoltà le cui materie non rientrano nelle tue corde, sarebbe una grande fatica e una perdita di tempo.
          Quindi il nostro consiglio è di capire cosa ti piace e ti appassiona veramente, prova ad immaginare e visualizzare il tuo futuro, ossia te stesso impegnato in una particolare professione e che ti permetta/richieda di avere lo stile di vita che desideri. Se questo è ottenibile solo con la laurea, allora scegli quella che più si avvicina, altrimenti scegli la professione.
          Un grande in bocca al lupo da G&V.

          1. Innanzitutto grazie davvero della risposta e dei consigli! Il problema che trovo in quella visualizzazione è che io mi vedo bene con un bel lavoro che mi dia un bello stipendio e con i risparmi fare corsi di formazione in finanza e investimento e poi investire, scrivere libri e costruirmi quindi piano piano una rendita passiva o comunque qualcosa che mi lasci il tempo di coltivare le mie tante passioni. Il problema è trovare un corso di laurea e successivamente un lavoro che mi permetta di fare ciò. A me piace piace scrivere, leggere, la crescita personale, la cucina, i videogames, creare video per youtube, il cosmo, la scienza in generale, fare sport, trasmettere insegnamenti, e magari altre cose che neanche ora ricordo. Ma il punto cruciale è che sono molto curioso ma sembro non essere in grado di fare la stessa cosa per tanti anni di fila. Quindi come posso capire qual è veramente quello che mi piace se non so in cosa consistono precisamente i vari corsi di laurea e i vari lavori che ci sono?

          2. Ciao Antonio, è normale alla tua età non sapere con esattezza quali lavori si possono fare e quali corsi di laurea si possono seguire. Però il punto ora non è sapere e conoscere tutte le possibilità e le offerte formative, ma scoprire cosa piacerebbe a te, quale lavoro potrebbe garantirti un certo tipo di vita, solo in questo modo puoi ridurre il campo di ricerca e trovare la migliore cosa per te.
            Cerchiamo di spiegarci meglio, capisci se ti piace un lavoro che ti permetta di stare molto tempo all’aperto, oppure uno che ti permetta di viaggiare molto, o uno che ti garantisca la sicurezza di un tuo ufficio, oppure ancora qualcosa che richieda il contatto con le persone, o con culture diverse.
            Oppure un lavoro che richieda di guidare molto, o molto poco, oppure di dirigere e coordinare altre persone, ecc.
            Per capire meglio cosa ti piacerebbe fare, o cosa vorresti assolutamente non fare ( forse è più facile ), un consiglio è di visualizzarti mentre fai quel lavoro; così devi vederti mentre guidi l’auto, o mentre viaggi in aereo e trascorri le notti negli hotel di posti diversi, oppure mentre dirigi la tua squadra di persone, o mentre ti rechi nel tuo caro e accogliente ufficio, magari a piedi o in bicicletta, e così via.
            Pensa anche se vuoi costruirti una famiglia, oppure se vuoi rimanere single, magari essere un business man che vive sempre in posti diversi.
            Immagina e visulizza tutte queste situazioni, poi scegli quelle che più ti piacerebbe vivere ( non più di 3 ) e associa i vari possibili lavori che ti permetterebbero di farlo ( manager, ingegnere, medico, libero professionista, agricoltore, tecnico specializzato, avvocato, artigiano, operaio generico, commesso, guida turistica, cuoco, commerciante, agente di commercio, ecc. ).
            Fatto ciò individua quale professione potresti e vorresti fare più di tutte le altre, infine capisci se serve una laurea e se si quale.
            Buon lavoro da G&V.

          3. Credo di esserci riuscito. Lo scrivo qui come una conferma per me stesso. La mia visione (praticamente la sola che mi sia veramente piaciuta) è quella di vivere in un posto abbastanza caldo, una bella villa, avere un mio ufficio magari in casa o comunque a massimo 30 minuti da essa. Una famigliola felice e poter godere dei paesaggi all’aria aperta quando c’è bel tempo (per esempio mentre cerco di trovare una soluzione per un progetto a lavoro), poter guadagnare da subito abbastanza soldi che spenderò in formazione e scrivere libri e iniziare piano piano ad investire in modo da avere sempre più tempo libero che sfrutterò seguendo i miei hobbies e la mia famiglia.
            Quindi sono abbastanza sicuro serva una laurea, le lauree che al momento permettono di guadagnare qualche soldo in più sono medicina, ingegneria e professioni sanitarie (quest’ultima forse). Medicina è un percorso troppo lungo e che implica un impegno (soprattutto da specializzando in poi) full time e non mi permetterebbe di coltivare altre passioni. Il salario di professioni sanitarie è abbastanza scarso (in ottica del mio sogno) da ciò che ho letto e sentito. Quindi credo che opterò per ingegneria, magari gestionale perché è un po’ più affine al mio carattere. A me è sempre piaciuta la logica, la matematica sto tornando a studiarla per conto mio. 🙂

  2. sapete io sono davvero indecisa….. vorrei fare giurisprudenza perchè penso di poter sfruttare questa l’aurea anche a livello internazionale ecc ma non so si questa scelta sia giusta.

  3. Ciao, non ti preoccupare perchè è normalissimo essere indecisi, soprattutto quando si tratta di scelte così importanti.
    Comunque ci sembra che tu abbia già fatto un importante ragionamento sull’investimento per il tuo futuro, questo è un ottimo punto di partenza.
    Ora, per essere convinta al 100%, devi solo capire se questo tipo di studi si adatta alle tue caratteristiche, dopodichè procedi con convinzione e determinazione.
    Un saluto ed un grande in bocca al lupo da Vittorio e Gaetano!

  4. Ciao entro domani devo prendere la decisione che influirà su tutta la mia vita ma sono totalmente confusa! Ho sempre sognato studiare inglese e trasferirmi all’estero quindi avevo pensato di fare lingue, ma la scorsa settimana ho passato il test per professioni sanitarie che potrebbe darmi maggiori possibilità di lavoro. Come faccio a scegliere? :O

  5. Ciao Lex, vogliamo cercare di aiutarti facendoti fare questo ragionamento :
    – Se hai fatto il test per le professioni sanitarie significa che qualche interesse o qualche motivazione l’hai avuta. Domandati cosa ti ha spinto a fare questo test e rispondi con assoluta sincerità, non limitarti alla risposta più facile e scontata.
    – Ci sono molte possibilità di studiare e imparare l’inglese e non necessariamente l’Università.
    – All’estero ci puoi andare anche con una professione ed una preparazione specifica, anzi è preferibile.
    Siamo consapevoli di non poter fare molto per te tramite queste poche righe, ma confidiamo che saprai fare la tua scelta migliore.
    Un grandissimo in bocca al lupo da Vittorio & Gaetano e facci sapere.

  6. Ciao ragazzi, sono davvero triste. ho 23 anni e mi sono laureata ad aprile in sviluppo economico e cooperazione internazionale. l’ho portata a termine pur non essendo per niente convinta. Durante l’estate sono andata a lavorare a londra perchè in italia non trovavo niente. Ora sono tornata per decidere cosa fare come magistrale e sono in crisi da un mese. Ho pensato addirittura di ricominciare un altra triennale ma non ho passato il test di facoltà sanitarie. quindi le mie opzioni adesso sono due: andare a londra a fare giornalismo oppure fare un anno di biologia per tentare l’anno prossimo logopedia.
    Oltre ad essere una richiesta di aiuto credo sia anche uno sfogo personale..quindi scusate per il papiro.
    un saluto,
    erika

    1. Ciao Erika, in quello che leggo hai sempre scritto quello che non ti piace fare o di cui non eri convinta. Spesso facciamo cose che non ci appartengono per fare piacere qualcuno, per esempio i nostri genitori, e la paura di affrontare la decisione che ci potrebbe far stare bene ci costringe a non vivere. Metti un attimo da parte la tua razionalità ed i calcoli che stai facendo sulle possibilità ed ascolta i tuoi desideri. Quando vai a dormire questa notte prova a fare questo esercizio: immagina una lavagna bianca, concentrati sul tuo respiro ed inizia a contare.. conta mentalmente 7 quando inspiri, poi trattieni il respiro e conta 2, quindi espira contando 7, fermati per altri 2 e poi riprendi. Questo esercizio di rilassamento “7-2” ti aiuterà a liberare la mente.. se arriva un pensiero, tu accoglilo e lascialo andare.. quando ti sentirai più in pace con te stessa inizia a riempire la lavagna con quello che vorresti essere. Crea un immagine sempre più nitida e ricca di particolari, aggiungi anche i profumi ed i suoni.. Come stai in questo mondo? Sei una giornalista o una logopedista?
      Facci sapere come è andata..

  7. Salve, io sono praticamente nel panico su quale facoltà scegliere. I primi 2 anni di liceo (magistrale) ero convintissima della psicologia, perchè è l’unica materia che studio più che volentieri e ottenendo buoni voti. poi abbiamo visitato dei centri per disabili..ex tossico dipendenti.. e ho capito che mi piacerebbe molto lavorare con loro, non come psicologa ma come educatrice ovvero vivere con loro, esserci sempre per ogni cosa,aiutarli. solo che c’è un problema…. scienze dell’educazione è strapiene di materie sulla storia, materia che io odio, non capisco e non voglio capire. non so se rischiare, e magari poi mi impegno e riesco a studiarle comunque, o pensare ad altro, e in più ho molta paura che sia un campo dove non c’è lavoro. help 😀

    1. Ciao Chiara, in quello che scrivi c’è un denominatore comune: il bisogno di fare qualcosa di concreto nel sociale, “di esserci, vivere con loro, aiutarli”. I laureati in psicologia trovano più facilmente lavoro di quelli che hanno studiato scienze dell’educazione? Non penso sia questo il punto.. hai mai provato a vivere vicino a delle persone che hanno bisogno del tuo supporto, che hanno bisogno di essere guidate, pulite ed imboccate? Non è facile, ma anche molto appagante.. Penso che questo sia il punto! Il mio consiglio è di provare, magari facendo la volontaria anche solo per qualche giorno..
      Le materie che non ti piacciono non ti piaceranno fino a quando dirai che non ti piacciono (è un po’ un gioco di parole, ma spero renda l’idea). Quello che ci piace o non ci piace dipende da molte cose, tra cui per esempio il professore che ce le spiega, la nostra convinzione (fasulla) di non essere capaci o all’altezza o la nostra paura di rischiare..
      Il bello della vita che viviamo è che non sappiamo mai dove ci porterà.. ma pensa che noia se sapessimo già tutto in anticipo! Però abbiamo un grande dono che si chiama “sensazione”.. sperimenta ed ascolta cosa provi.. quella è la scelta giusta!

  8. ho iniziato da un mese la facoltà di design della comunicazione del politecnico di milano, ma sento che io non c’entro nulla con le cose che studiano e andranno a fare, le sento come inutili, e non mi interessano.
    soprattutto non mi aspettavo che fosse praticamente tutta grafica al computer! sono rimasta delusa.
    prima di essere presa al politecnico ero indecisa tra giurisprudenza e scienza umanistiche per la comunicazione, oggi non sono andata al politecnico e ho assistito ad una lectio di lettere mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato.
    domani vorrei provare ad andare a giurisprudenza, il mio sogno da piccina.
    e per ultimo assistero ad una lezione di scienze della comunicazione sempre in statale a milano.
    da grande ho un immagine di me che vacilla tra l’avvocato e la giornalista.
    in ogni caso, visto che sono già fuori termine, dovrei, una volta presa la decisione, fare la rinuncia agli studi e comprare cori singoli dell’università che sceglierò.
    MI SERVE ASSOLUTAMENTE UN AIUTO.

    1. Ciao Valentina,
      conosco molto bene la sensazione di sentirsi un pesce fuor d’acqua, di capire che quello che accade attorno a te non c’entra nulla e capisco anche che in questo momento tu sia confusa. Innanzi tutto vorrei che tu fossi consapevole che quanto ti sta accadendo non è una tragedia, che capita a molte persone di accorgersi di aver fatto una scelta sbagliata e mi piacerebbe ce pensassi che sei fortunata! Ma come, ti dirai? Sì, pensa se ti fossi accorta molto più avanti, pensa a chi si accorge solo quando è anziano che ha sbagliato.. tu hai la fortuna di esserti messa in discussione, hai la fortuna di essere una persona che si ascolta e che si domanda cosa fare..
      Andare alle lezioni purtroppo aiuta relativamente, in quanto dipende molto dal professore, dalla passione che riesce a comunicare e dalla sua abilità di entrare in contatto con il “pubblico”.. quindi il mio secondo consiglio è quello di considerare questa esperienza per quello che conta.
      Il terzo consiglio che voglio darti è di non chiedere troppo in giro. Ogni uno ha le sue preferenze, i sui difetti, le sue percezioni e soprattutto misura le proprie esperienze con i propri standard derivanti da quanto ha vissuto, dai suoi sogni ed aspirazioni..
      Leggo che ti vedresti un po’ giornalista ed un po’avvocato.. è già un passo avanti.. tu hai una visione! L’ultimo consiglio che vorrei darti è di provare a sostituire la parola “immagine” con “sogno”. Quale è il sogno? Prova a contestualizzarlo, a sentirlo tuo, prova capire come ti senti in quel sogno.. Sii onesta con te stessa e la parte più intima di te ti ripagherà quando ti troverai a dover superare le avversità che hai di fronte. Quando ti dico che il sogno deve essere onesto intendo anche che devi renderti conto se veramente vuoi imparare tomi di diritto, o citare leggi a memoria..
      Quando il tuo sogno sarà chiaro allora fai un progetto! Questo comprenderà la gestione di questo anno con la rinuncia agli studi ecc.. Se prenderai una cosa alla vota non avrai problemi a gestire anche queste cose e se hai bisogno di aiuto possiamo darti anche un supporto gratuito, magari con Skype..
      Facci sapere
      Ciao Gaetano & Vittorio

  9. Salve.
    Sono di nuovo nel panico più totale per quanto riguarda la mia scelta.
    L’anno scorso avevo deciso di prendere un anno di pausa -e così ho fatto- nella speranza che da lì all’anno seguente sarei riuscita a capire cosa fosse adatto a me e cosa desiderassi davvero, ebbene, è trascorso un anno ed io non ho ancora capito casa accidenti voglio! E mi sento nuovamente sulla linea di partenza, anzi, lo sono proprio!
    Nonostante questo ho fatto i test d’ingresso per le due facoltà che mi sembravano più adeguate alle mie potenzialità: giurisprudenza e psicologia -nel frattempo gravitava nella mia testa la vaga fantasia di “provare ” in medicina. I due tentativi non hanno dato il risultato atteso, dunque, per non perdere nuovamente un altro anno, mi sono iscritta da esterno alla facoltà di giurisprudenza (mossa strategica che mi è stata consigliata da molti).
    Eppure, non mi sento per nulla entusiasta. Non fraintendetemi, io adoro studiare, ed è il mio sogno laurearmi, però, avverto una sensazione in me che mi dice di star perdendo un altro anno, ché questa non è una scelta autentica e che non è ciò che davvero desidero. Ma, allora, cosa voglio fare? Questa domanda mi dà ancora tormento. Penso a medicina ma poi non ne sono neanche tanto certa… perché è difficile, e lo è soprattutto per me dato che non ho la formazione scientifica adeguata di base (ho il diploma del liceo artistico).
    Ho quasi vent’anni e mi sento come se stessi perdendo tempo: mi sento indietro, debole, e sciocca. Non sopporto tutta questa indecisione da parte mia!

    Scusatemi per lo sfogo. Mi farebbe piacere ricevere dei consigli, perché io non so più che pensare.

    1. Ciao Roberta,
      io partirei ancora più a monte ed infatti ti chiedo: perché vuoi laurearti? A volte i sogni che crediamo di avere non sono nostri, sono quelli di qualcun altro, spesso dei nostri genitori. Rilassati, non stai perdendo tempo, ti stai facendo delle domande alle quali non è evidentemente semplice rispondere, altrimenti lo avresti già fatto.. giusto? Non credere che tutti abbiano risposto a quanto ti stai domandando in questo momento, semplicemente molti non si pongono alcuna domanda..
      Ma, ti stai facendo le domande giuste? Una volta ho letto un articolo sulle domande della vita, le famose domande esistenziali, quelle del tipo perché sono qui, cosa c’è dopo, quale è il mio scopo ecc. insomma le cose importanti. Quali sono le cose importanti? Darsi degli obiettivi, avere uno scopo, fare una famiglia, scegliere la scuola giusta.. ecco, non credo a nessuna di queste. Per me le cose importanti sono i momenti in cui percepisci che sei lì nelle cose che stai facendo esattamente come le stai facendo.. e soprattutto che non c’è niente da mettere a posto!
      Allora Roberta, riparti da dentro di te da quello che percepisci. La cosa importante non è correggere quello che percepisci, il fastidio che provi. Quando rifletti su te stessa provi un fastidio, ti senti indietro, debole, sciocca.. questo è importante, non che lo vuoi correggere (il fastidio), non che hai un progetto per migliorare..
      Percepisci, semplicemente percepisci il fastidio che provi. Le cose sono come sono e quando arriva il dolore per il senso di inadeguatezza, percepiscilo bene senza dirti che lo vorrai correggere.. allora ritroverai te stessa ed eliminerai la cosa peggiore che nella vita ci può fare del male: il modello di perfezione.
      Allora vivrai il tuo sogno!

      In bocca al lupo, e facci sapere come procede..

  10. Caro Gaetano,
    Innanzitutto ti ringrazio per avermi risposto dandomi giusti consigli e considerazioni mirate.
    C’ho pensato su parecchio.
    Per prima cosa avevo dimenticato quanto fosse importante riconoscersi in quel che si fa e nelle proprie scelte (su questo punto sono molto d’accordo con te).
    Riguardo al sentimento negativo che percepisco, sono certa di averlo già provato altre volte, in altre occasioni: è paura, camuffata da rabbia, senso di repulsione anche, ma è paura. Credo di non avere riconosciuto questo sentimento prima perché non sopporto le mie debolezze (hai ragione quando dici che non c’è nulla di peggio del voler essere perfetti). Questo è il mio difetto. E sino a che non accetterò di avere paura non capirò di cosa ho paura e di conseguenza non capirò come affrontarla.
    Alla domanda che mi hai direttamente posto (perché vuoi laurearti? ) io non so rispondere.
    So che mi piace molto leggere. Oltre alla letteratura di piacere, mi diverto tanto leggendo i libri di saggistica, sopratutto sulle neuroscienze come i libri di Oliver Sacks oppure di Ramachandran; ultimamente ho letto anche un altro libro molto bello, di Lorenz, l’altra faccia dello specchio. A giudicare i miei interessi, facendo una media, potrei dire che mi piace molto il comportamento umano e da cosa questo dipenda, che mi incuriosisce capire il funzionamento delle aree del cervello e in che modo queste, guastandosi, generino patologie.
    Io pensavo all’università per curiosità, e anche perché volevo ricevere degli insegnamenti completi dato che per ora sono come una ladra: raccolgo letture frammentate.
    Per il resto, i miei genitori sono rimasti sorpresi nel sentirmi esprimere questo desiderio, ma ci credono al mio possibile susuccesso.
    Ah… Che dire… Per quest’anno ormai è così. Dovrò cercare dei corsi, o una facoltà, inerente a questi miei interessi.

    1. Ciao Roberta,
      Grazie per aver condiviso con noi i tuoi pensieri ed i tuoi sentimenti. Ti auguro di trovare presto quanto cerchi.. è un percorso importante che riuscirai sicuramente a fare e dal quale, sono sicuro, uscirai molto più forte! Life is imotion!

  11. @Lex: Salve, io vorrei condividere con voi con totale trasparenza quelli che sono i miei ragionamenti riguardo la scelta dell’università.

    Area umanistica
    Sono da sempre appassionato di storia, approfondire la materia all’università dev’essere estremamente entusiasmante e gratificante a livello intellettuale. Però non c’è lavoro, mi sentirei frustrato a frequentare ogni giorno una facoltà così poco spendibile sul mercato. (discorso analogo altre facoltà umanistiche che mi suscitano interesse quali psicologia e DAMS).

    Area politico-sociale
    Detesto la politica e non provo il minimo interesse per la legge. Neanche a pensarci.

    Area economica
    C’è lavoro. È un fattore importante da considerare, ma mi piace davvero la materia? Trovo difficile che mi possa appassionare di economia, borsa, statistica e finanza, diciamo che potrei sopportare 5 anni di studi perché sono portato per la matematica e non troverei ostiche le materie, ma di certo neanche entusiasmanti. Potrei scegliere economia solo per esclusione.

    Area sanitaria
    Siamo seri, appena vedo un po’ di sangue inizio a sbiancare e non ho assolutamente propensione a soccorrere qualcuno in stato di pericolo o interesse nell’aiutare in generale i malati. Potrei svenire alla sola idea di dover operare qualcuno. Certo potrei occuparmi di ricerca, ma c’è poco lavoro, oppure il tecnico, tipo radiologo, ma la verità è che non vorrei per nulla al mondo lavorare in un ambiente come l’ospedale, mi mette tristezza. Non se ne parla.

    Area scientifica
    Escludendo a priori matematica, fisica e ingegneria per l’elevata difficoltà che sinceramente non potrei sostenere, l’unica che mi sentirei tra quelle toste è chimica, scegliendo l’indirizzo chimica e tecnologie chimiche per poi specializzarmi in chimica industriale, ma purtroppo non ho la costanza e la forza di volontà per poter conseguire una laurea del genere, è bene riconoscere i miei limiti e non confondere una una facoltà interessante per me interessante con quella che è una facoltà dura, impegnativa e per cui ci vuole una reale passione/vocazione.
    Escludo a priori biologia, scienze naturali e biotecnologie perché troppo legate alla ricerca e al limite dell’inutile in questo momento in Italia.
    Rimane il settore alimentare, ovvero il dipartimento di agraria, e dato che non vorrei lavorare fuori città, potrei tentare tecnologie alimentari, che si occupa più della conservazione del prodotto finito che della sua produzione. Ma sinceramente non ho mai manifestato grande interesse per la cucina, quindi sono molto dubbioso.

    Conclusioni
    O tento chimica perché la trovo interessante, anche se sono convinto che dentro di me non mi piaccia abbastanza, o meglio che non abbia una passione tale da conferirmi la forza di volontà necessaria per ottenere una laurea così difficile, o provo tecnologie alimentari, di cui ho seri dubbi anche lì sul mio effettivo interesse, visto che poi ci devo dedicare tutta la mia vita, oppure faccio come tanti che, proprio per l’indecisione, si iscrivono a economia perché è molto spendibile, permette se si è in gamba di guadagnare anche bene, e non richiede un impegno nello studio troppo elevato.

    Al momento sarei propenso a iscrivermi a economia, che ne pensate?

  12. Buongiorno Luca,
    beh hai già descritto tu i pro ed i contro delle varie facoltà, filtrati ed interpretati secondo le tue attitudini e aspettative.
    Come scriviamo nell’articolo, scegliere qualcosa che non fa per noi, che non ci appassiona, che non ci motiva non è la scelta migliore che possiamo fare. Considera anche che non si tratta di una scelta relativa al solo periodi di studi ma è la scelta che fai come investimento sul tuo futuro, sulla tua vita!

    Come pensi di porre delle solide basi per vivere una vita felice, ricca di gioie, di entusiasmo e di soddisfazioni se sai già che dovrai fare qualcosa che non ti piace ( anche se magari riuscirai a guadagnarci bene ).
    Poichè si tratta di investire 5 anni della tua vita che pongono le basi per i successivi 50 anni, pensaci attentamente! Non scartare quelle facoltà e quelle discipline che ti piacciono solo perchè dovrai impegnarti per conseguire una laurea, un risultato. Corretto e lodevole riconoscere i propri limiti, ma sei sicuro che si tratta di limiti reali ?
    Non porti delle barriere limitanti e soprattutto non confondere i limiti con il risparmio di fatica, è questo il momento di fare i necessari sacrifici per costruirti il tuo futuro. Investi ora e raccogli poi!

    Un valido metodo per trovare le giuste e necessarie motivazioni per superare le difficoltà consiste nel visualizzare la vita che vuoi vivere in futuro, dopo la laurea, ossia visualizzare ciò che vorrai essere come se stessi già vivendo quella vita.
    Fallo ogni giorno, ogni volta che dovrai superare un ostacolo, questo ti darà una straordinaria energia per superarlo.

    Da quanto leggiamo, potresti iniziare a visualizzarti come un bravo e felice chimico…

    Complimenti comunque per la chiarezza di idee, la sintesi e l’analisi che hai fatto.

  13. Ciao, trovo interessante questo articolo. Il mio problema e’ non saper scegliere. Mi accorgo di non conoscere bene i miei interessi a livello universitario, non saprei cosa scegliere. Ho pensato ad una facolta’ di economia o informatica, perche’ faccio un istituto tecnico di ragioneria in indirizzo informatico e perche’ dovrebbe offrire oppurtunita’ di lavoro. Ma non ne sono convinto perche’ in realta’ , anche se probabilmente potrei affrontarli, non ho passione per nessuna delle due

  14. Ciao, sono uno studente di ingegneria non convinto però della sua scelta , fatta forse più dal volere dei genitori che da me. La situazione è che mi piace fare tutto e non piace fare niente , nel senso che non c’è qualcosa in particolare che mi entusiasma da meritare una specializzazione o approfondimento. La mia passione è l’informatica , ma si limita semplicemente alle componenti hardware e non mi piace ciò che si studia all’università di informatica. Sono un perito , quindi ho due scelte : 1 fare l’università e farmi piacere qualche facoltà 2 iniziare a lavorare , entrambe le scelte mi spaventano soprattutto la seconda che mi da la sensazione di perdere un’occasione preziosa.

    Un vostro consiglio?
    Saluti.

    1. Ciao Daniele, la scelta dell’università non è mai semplice e soprattutto all’inizio ingegneria non è molto “pratica”. Quello che stai imparando devi vederlo in prospettiva e non solo nell’immediato. Ok, ti piace soprattutto l’aspetto hardware dell’informatica, ma come ti vedresti nell’ambito lavorativo? Vorresti riparare PC tutto il giorno o pensi che anche altri aspetti potrebbero interessarti? Magari sarebbe interessante amministrare la rete di un’azienda o fare il consulente informatico o ancora insegnare alle superiori.. Il consiglio che ti posso dare è darti il tempo di capire cosa stai facendo e cosa ti piacerebbe diventare visualizzando il tuo futuro.
      In bocca al lupo!
      Gaetano

  15. Ciao, sono una studentessa al secondo anno di economia. Mi sono sempre vista giornalista, ma date le minime possibilità occupazionali mi è stato consigliato da persone che esercitano la professione di non studiare giornalismo ma economia o giurisprudenza, continuare a scrivere e provare a inseguire il sogno di scrivere per un giornale/rivista/newsletter ecc avendo però un lavoro più sicuro. Successivamente ho avuto ispirazione nel fare le pubblicità, la comunicazione evidentemente è il background delle mie aspirazioni, perchè mi entusiasmava l’idea della commercializzazione del linguaggio. Qual è il problema? Non capisco fin dove arriva la passione e se in quello che dico c’è autoconvinzione dato che ogni volta che sono sotto stress mi viene l’istinto di mollare tutto per fare medicina, facoltà che ho sempre accantonato per evitare di seguire le orme di un genitore, farmi influenzare dall’opinione comune e offuscare la mia personalità e anche per il fatto che mi è sempre stato detto che “non capisco nulla” di chimica e biologia. Spesso mi sento devastata da questa mia crisi e ho paura dell’insoddisfazione, di gettare via le possibilità che ho di essere ciò che voglio. Quando mi trovo in difficoltà con la carriera universitaria (esame difficile, colleghi stronzi, studio arretrato) pensare alla medicina mi fa stare meglio, aiuto.

  16. Ciao Federica, da quello che scrivi ci sembra di capire che hai rifiutato medicina per andare contro il parere degli altri, essendo medicina una scelta scontata. Capito che economia potrebbe non essere la tua aspirazione, devi essere molto chiara ed onesta con te stessa e domandarti se è il pensiero a medicina che ti fa star meglio o se è il pensiero a una qualsiasi altra facoltà che non sia quella attuale. Domandati veramente se stai fuggendo dalle difficoltà, se provi a scappare.
    Però, se pensare a medicina, pensare a quando sarai alle prese con biologia e chimica, pensare alle persone ammalate che possono avere bisogno del tuo aiuto, immaginarti con il camicie bianco ti fa brillare gli occhi, ti fa accapponare la pelle, ti fa sentire le farfalle nello stomaco, beh allora hai capito !!!!
    Cara Federica, prova a rileggere l’articolo e a seguire i nostri consigli, siamo sicuri che troverai le risposte. Vittorio e Gaetano.

  17. Ciao a tutti. Ho vent’anni e sono uno studente di Ingegneria dell’Informazione a Padova. Sono al secondo anno ma parecchio indietro con gli esami (dati 3 su 11 totali per i primi due anni) perché la mia testa vaga per altri lidi, specialmente lavorativi. Provengo da un liceo scientifico ed ho ottenuto buoni risultati ma ho molte carenze sia nel metodo di studio che nelle conoscenze relative alle materie correlate alla Fisica. Purtroppo ho scelto ingegneria quasi ad occhi chiusi senza informarmi adeguatamente prima. Perché? Perché da piccolo dicevo di voler fare l’ingegnere ma poi mi sono ricreduto poiché, nel frattempo, ho ottenuto conoscenze e competenze di buon profilo nell’ambito grafico-visuale e comunicativo. Negli ultimi tempi mi sono appassionato tanto o forse troppo al web in ogni sua forma, dalle piattaforme al web marketing, dai video alla SEO. Ho trovato la mia vocazione lavorativa, ovvero voglio diventare web project manager (magari per una grande impresa) ed un giorno voglio avere una catena di digital agecies (sono parecchio ambizioso). A questo punto vorrei capire se mi convenga cambiare e passare a Scienze della Comunicazione, che penso possa appassionarmi parecchio, o ad un altro corso che sia orientat al business, al management, al marketing e alla comunicazione. Purtroppo attualmente non ho alcuno stimolo nello studio perché fondamentalmente penso al lavoro (realizzo progetti sul web) e le carenze in ambito scientifico, date da un’impronta più umanistica del mio liceo nonostante sia scientifico, si stanno facendo sentire troppo. Tutti mi dicono che dovrei continuare con ingegneria e stringere i denti… Avete qualche consiglio da darmi? Conoscete qualche corso di laurea magari in Veneto che possa fare al caso mio?
    Grazie per avermi dedicato il vostro tempo.

    1. Ciao Luca, da quanto scrivi sembra di capire che ti sia già chiaro cosa fare, forse ti manca solo il coraggio di prendere una decisione. Il consiglio migliore che ci sentiamo di darti è di decidere prima possibile, senza aspettare che le cose prendano una direzione diversa per inerzia.
      In poche parole, lavorare per prendere tempo te ne fa perdere ancora di più. Un grosso tuo vantaggio potrebbe essere quello di poter studiare marketing e comunicazione e contemporaneamente applicare i concetti appresi realizzando progetti web.
      Un grande in bocca al lupo!
      G&V

  18. Salve, io sono attualmente scritto a Biologia.. e come corso di Laurea mi appassiona, ma il fatto che è certo di non poter trovare un giorno un’occupazione in Italia mi ha letteralmente bloccato e non riesco più a concentrarmi nello studio.. perchè fino ad ora ho seguito le mie passioni senza riflettere sul futuro lavorativo.
    Quest’anno sarei indeciso quindi sul provare tra i due corsi più richiesti in termini lavorativi e anche più affascinanti per me, perchè entrambi do
    i ambito tecnico-scientifico, ossia Medicina e Ingegneria.
    In realtà non mi sento tanto portato ad operare le persone, quindi so bene che il Chirurgo non lo farei mai.. ma ho saputo che non tutti i Medici operano, infatti parecchi lavorano anche nella Ricerca. Per quanto riguarda Ingegneria, in particolare mi affascina da sempre la Meccanica, e la Fisica ma devo ammetterlo che non ho un minimo di logica matematica pur avendo fatto uno Scientifico. Passo ore ed ore su un problema senza riuscire a risolverlo, la trovo molto complicata, anche se desidero tanto poterla capire. Detto questo sono davvero indeciso se dedicarmi alla ricerca medica facendo Medicina, oppure dedicarmi alla tecnica tipica di Ingegneria. Entrambe mi appassionano allo stesso modo.

  19. Salve Raffaele, poichè hai già fatto una buona analisi devi solo adottare il metodo descritto nel nostro articolo.
    L’importante è che tu non decida solo in base al parametro ” possibilità di lavoro ” ma consideri i vari elementi per fare la migliore scelta che poi sarà il tuo futuro.
    Un consiglio che ti diamo è di non cercare compromessi o vie di mezzo, ma di pensare alla scelta che soddisfa tutti i tuoi parametri.
    G&V

  20. Ciao, faccio 19 anni la prossima settimana e sono in pieno periodo d’esami, e forse sarebbe meglio andassi a prepararmi per la terza prova.
    Alle superiori sto concludendo i 5 anni di Ragioneria, che inizialmente scelsi perchè 5 anni fa si poteva ancora aspirare a trovare lavoro solo con il diploma da ragioniere e io non ero intenzionata a continuare l’università, però è tutto cambiato e tutto è stato stravolto.
    Ho realizzato di avere bisogno dell’università in quanto senza una laurea non accrescerei il mio grado sul posto di lavoro.
    Non salirei mai di livello, se nasco segretaria, rimango segretaria.
    Con il fatto che arrivo da 5 anni di ragioneria l’idea più ovvia era continuare economia aziendale all’università, provare i 3 anni e poi vedere qualcosa all’estero. Tuttavia continuo a pensarci e ripensarci rimanendo nella stessa assurda indecisione.
    Se devo seguire il mio cuore, opterei per psicologia… ma non ho idea per la richiesta di psicologi e gli sbocchi lavorativi.
    E un’altra mia paura è rimanere bloccata in Italia, perchè vorrei una laurea “valida” anche all’estero e non so quanto valga una laurea in psicologia presa in Italia.
    Non so proprio decidermi… economia ci sono momenti che la adoro, altri che la detesto e quasi la schifo.
    Maledetta indecisione…

    1. Ciao Silvia, ho aspettato a risponderti ritenendo importante che ti concentrassi prima di tutto sugli esami che ti auguro siano andati bene. Mi è difficile darti un consiglio diretto perché la tua indecisione tra economia e psicologia fa capire che devi ancora chiarirti le idee. Per questo motivo ti chiedo di fare questo esercizio : scrivi 10 elementi di valutazione delle 2 facoltà, quelli per te più importanti ( es. esami che ti interessano e appassionano, livello di conoscenza degli argomenti, ecc. ), quindi attribuisci un voto da 1 ( basso ) a 5 scrivendolo su 2 colonne. Fatto ciò analizza le voci dove la differenza di valutazione è maggiore di 2 punti ( es. economia è 2 e psicologia 5 ) e datti le risposte ponendoti almeno 3 volte perché. Se sarai onesta con te stessa e farai questo lavoro in modo serio, prendendoti il tempo necessario, avrai le idee molto più chiare. Magari scrivici dopo averlo fatto. G&V

  21. Buongiorno a tutti. Sono uno studente di mediazione linguistica per le imprese e il turismo e studio inglese e cinese. Ho scelto quest facoltà per seguire la mia passione per le lingue e le culture straniere,in particolare quelle orientali. Tuttavia mi sono reso conto che non voglio in un già insicuro futuro lavorativo trovarmi a lavorare come interprete,traduttore o tanto meno insegnante di lingue. Avendo fatto degli esami a scelta nel mio piano didattico,mi sono interessato moltissimo al marketing,in particolare in campo interculturale,al commercio Estero e alla possibilità di poter interagire nei mercati globali. Purtroppo però ho paura di fare un corso di economia perché non ho delle spiccate capacità in logica matematica e calcolo,anche se sto pensando di trasferirmi alla magistrale ad un corso di laurea in scienze aziendali (LM-77) grazie a cui i miei esami caratterizzanti di economia mi permetterebbero di soddisfare i requisiti minimi curricolari e poter accedere. La mia paura però é di ritrovarmi a dover fare un corso troppo difficile per le mie competenze. Per cercare di aiutarmi ho fatto una profonda analisi di me stesso,in particolare sulle mie soft skill,che indifferentemente alle capacità che presumibilmente si acquisiscono nella laurea,sono quelle che fanno di noi un lavoratore che riesce a Contraddistinguersi dal punto di vista professionale. Sono uno studente rivolto principalmente verso attività di sussistenza e servizio,tremendamente empatico,timido e purtroppo irrazionale, (anche se riesco a organizzarmi perfettamente nel metodo di studio) rivolto verso un settore lavorativo del sociale e/o terziario)Il lavoro che faccio deve quindi anche appagarmi perché mi deve dar realizzare,deve essere qualcosa che nel mio piccolo aiuta a ritagliarmi un piccolo posto nel mondo e a tentare di contribuire a renderlo migliore. Difficilmente credo che con entrambe lenir scelte possa inserirmi in questo settore,anche se il mondo lavorativo di oggi presenta grandi sorprese. Chiedo umilmente un consiglio a persone più esperte di me per aiutarmi in questo dubbio. Vi ringrazio anticipatamente.

    1. Buongiorno Riccardo ( deduco ), molto interessante la tua analisi e lodevole il tuo pensiero. Sono convinto che le tue soft skills ti saranno utili a prescindere dalla tua scelta universitaria, e sicuramente guideranno le tue scelte e le tue azioni lavorative. Se ti piace fare una cosa non ti preoccupare delle difficoltà che potrai incontrare, anzi riconoscendo fin da subito scarse attitudini affronta la cosa con ancora maggiore determinazione e impegno. Sarà così molte volte nella vita. Un consiglio che ti voglio dare è di non confondere la preparazione universitaria con la professione, la persona mette in pratica, con il proprio lavoro, le sue molteplici conoscenze, esperienze e caratteristiche, indirizzando le proprie azioni verso gli obiettivi che si prefigge. G&V

      1. La ringrazio molto per l’aiuto Vittorio,attualmente mi sto preparando per passare sia il test di ammissione a scienze aziendali sia per continuare i miei studi di mediazione linguistica. Seguendo il suo consiglio, ho deciso di tentare la possibilità di cimentarmi in un percorso diverso da quello che avevo deciso per me un’anno fa, consapevole di avere ora le idee più chiare e sapendo che la dedizione e il duro lavoro sono la chiave per il successo. Nel caso non passassi il test,continuerò i miei studi di lingue aggiungendo degli esami integrativi di economia che colmeranno le mie lacune nei requisiti minimi curricolari. La ringrazio per la gentilezza,il tempo dedicatomi e auguri per lo splendido lavoro che sta svolgendo per work life management. Riccardo (deduce benissimo 😉

        1. Grazie Riccardo per l’apprezzamento.
          Siamo davvero e sinceramente contenti se riusciamo a darvi dei metodi, degli spunti di riflessione e dei consigli realmente utili per prendere le migliori decisioni e per aiutarvi a superare le difficoltà. Questo ci appaga molto e rende piacevole dedicarvi il giusto tempo.
          Un grande in bocca al lupo, Vittorio.

  22. Salve, sono iscritta al primo anno di scienze e tecniche di psicologia cogn. e al momento sono totalmente in crisi riguardo al mio percorso. in parte la crisi è dovuta al fatto che sono sempre andata bene al liceo e ora mi ritrovo ad accettare voti mediocri ma soprattutto non ho la certezza assoluta che le materie mi piacciano , non sono entusiasta e contenta così come i miei compagni di corso. precedentemente ho fatto lo scientifico uscendo con un buon voto alla maturità(90) nonostante abbia odiato matematica e faticato con alcune materie scientifiche per cinque anni ..
    Ora mi ritrovo a non saper più cosa fare nella vita . Non sono mai stata quel tipo di persona con le idee chiare sul futuro in passato e avevo pensato a medicina, Filosofia e giurisprudenza anche se adesso escluderei le ultime due dal momento che non ho né il della dialettica né quello della scrittura. sono sempre stata interessata dalla letteratura e dalle lingue ma non credo di voler approfondirle all’università anche per mancanza di prospettive .
    attualmente sto considerando logopedia ,odontoiatria, medicina o qualcosa che riguardi l’ambito sociale. Non so più cosa fare. mi piace tutto e niente allo stesso momento . non ho idea per quanto riguarda le mie capacità o riguardo alle mie “inclinazioni” … mi piacerebbe lavorare con i bambini in futuro o stare in contatto con le persone..
    non voglio perdere un altro anno facendo qualcosa che sì mi interessa ma in cui non mi vedrei mai in un possibile lavoro.

    Vi ringrazio anticipatamente, V.

    1. Salve Valeria, devo ammettere che non è facile darti un concreto aiuto data la tua estrema indecisione e confusione di idee. Quello che ritengo ti possa aiutare è rileggere con attenzione l’articolo e soffermarti sul ricordare cosa ti piaceva quando eri più giovane, quali sogni avevi, quali giochi facevi. Credo che tu oggi sia combattuta tra i pensieri razionali, la preoccupazione di un lavoro futuro, la insicurezza di farcela, ecc. Prova ad abbandonare tutto ciò e ascolta le tue sensazioni, le tue emozioni. Spero che in questo modo tu possa trovare la giusta serenità per proseguire lungo il cammino che intraprenderai. Vittorio

  23. Ciao. Quali sono le lauree più spendibili all’estero? Sarei molto interessato a scienze dei servizi giuridici ma non so quanto sia spendibile all’estero visto che si studia il diritto italiano. Voi che ne dite?

    1. Ciao Marco, concordo con te che all’estero siano meno spendibili le lauree imperniate su aspetti dello Stato in cui le ottieni, tipo scienze dei servizi giuridici. Le lauree tecniche e quelle sanitarie sono sicuramente più indicate. G&V

  24. Salve a tutti, sono in crisi. Sono iscritta al primo anno di scienze e tecniche psicologiche ma non sono del tutto convinta che mi possa dare un futuro roseo. A settembre voglio provare il test per le professioni sanitarie perchè secondo me potrebbero darmi un futuro migliore, ma adesso arrivano due dilemmi:
    1. se non supero il test cosa fare?continuare psicologia o cambiare radicalmente?
    2.se supero il test e poi mi pento di aver lasciato psicologia perchè magari questa nuova facoltà è più difficile?
    Sono completamente confusa, io vorrei soltanto trovare una facoltà che mi permetta di avere un bel lavoro che mi piaccia ma che al contempo mi dia un buon futuro. Il mio intento era,finita la laurea,trasferirmi negli Stati Uniti o magari laurearmi anche li…quindi vorrei trovare qualcosa che m permetta di trovare lavoro li…per favore datemi dei consigli perchè non so proprio come fare.grazie

    1. Salve Alessia, come prima cosa ti consiglio di non preoccuparti troppo del lavoro che potrai fare negli USA, ma di pensare a cosa vorrai fare più in generale. La scelta di quale facoltà fare falla pensando a cosa ti piace di più e non in base a quella che credi sia la più facile. Se psicologia non è stata una buona scelta cambia facoltà, sarebbe peggio laurearti in qualcosa che non ti piace fare e studiare. Se poi ti piacciono le professioni sanitarie preparati al meglio per il test e dai il tuo massimo, vedrai che andrà bene. In bocca al lupo e magari scrivici a Settembre per confermarci l’iscrizione. G&V

  25. Salve, sono uno studente appena diplomato al liceo classico ad indirizzo linguistico. Fin dal momento in cui ho scelto tale liceo ero certo che le lingue sono la mia passione più grande, in particolare francese e spagnolo. E ne sono più che certo ancora adesso. A metà luglio andrò a Verona per visitare l’Università in cui vorrei studiare e per avere più informazioni sulla facoltà di lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale. Non mi sono mai lasciato influenzare dagli altri (mio padre mi consiglia caldamente medicina ma la mia risposta è stata chiara fin da subito: no) ma ho dei “leggeri” dubbi. A me piace anche lo studio della mente umana, il comportamento umano e ho sempre provato un certo interesse per riviste e articoli che trattano di psicologia intesa in senso lato. Ma la sola idea di studiare psicologia e abbandonare le lingue mi inquieta perché le lingue, ripeto, sono state da sempre la mia passione. Mi ha lasciato perplesso quando sono venuto a conoscenza del fatto che secondo alcuni professori hanno pensato che per me lingue è “poco” (mi sono diplomato con 100) ma credo che l’abbiano pensato perché magari essendo molto bravo si aspettavano che scegliessi qualcosa di più astruso. Ovviamente non mi lascio condizionare da ciò che pensano loro ma il loro parere si è configurato come un importante stimolo per riflettere attentamente su ciò: scelgo ciò che mi ha sempre affascinato, opto per qualcosa di più astruso oppure do adito al mio interesse per la psicologia ? La ringrazio.

    1. Salve Marco, mi sembra di capire che le idee tu le abbia chiare. Corretto ascoltare il parere e il punto di vista delle persone competenti e di fiducia, ma analizza bene cosa può significare ” poco “. Se posso darti un parere di uomo d’azienda, pensa bene a quali lingue scegliere, quelle più scontate, diffuse e inflazionate o quelle più difficili, poco diffuse e ricercate. Vittorio

  26. grazie mille…mi potreste consigliare se secondo voi è meglio psicologia o qualcuna delle professioni sanitarie se magari avete avuto contatto con queste due facoltà?

    1. Ciao Alessia, a questa domanda non posso dare una risposta. Non esiste in termini assoluti una facoltà migliore di un’altra, dipende dai parametri che ciascuno considera più importanti, dalla predisposizione per certe materie, ecc. Quindi è molto soggettivo. Vittorio

  27. è questo il mio problema….nella vita non sono mai stata decisa in niente, nemmeno nello sport da praticare perchè me ne piacevano diversi e non potendoli fare tutti, ho mollato…adesso è lo stesso con l’unoversità… sono indecisa….non vorrei prendere una scelta sbagliata e rimpiangerla per il resto della vita

    1. Buongiorno Alessia, anche ascoltando i tuoi dubbi e le tue difficoltà abbiamo deciso di integrare il nostro articolo. Prova a leggere quanto abbiamo scritto, sicuramente troverai qualche ulteriore risposta che ti sarà d’aiuto.
      G&V

  28. Salve, sono una studentessa di Biologia al secondo anno. Sono in Biologia perché è da due anni che non entro in Medicina. Fare il medico è sempre stato il mio sogno ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e inizio a temere di aver idealizzato troppo questa mia aspirazione. In Biologia mi trovo bene, le materie mi piacciono ma non mi attira il lavoro che potrò fare appena finirò questo percorso di studi, ovvero fare attività di ricerca. Sono in crisi perché non so se conviene buttare via questi due anni e queste 12 materie cercando di entrare in Medicina (la convalida certa nel caso dovessi entrare è massima per tre materie) oppure iniziare questo nuovo percorso di 6 anni, sempre se riuscirò ad entrare, con la paura di non farcela e rimanere senza nessun pezzo di carta, dopo che ho studiato tanto! L’altra opzione che mi frulla nella testa in questi giorni è quello di completare Biologia, dandomi le materie che restano per laurearmi e riprovare i test per Medicina il prossimo anno…ma forse ciò non ha senso visto che forse sto solo rimandando quello che voglio realmente fare…non lo so, sono confusa, forse tutta questa indecisione risiede nel fatto che non sono sicura di Medicina? Come posso capirlo? Il pensiero dei test fra qualche mese non aiuta la mia decisione, visto che per me sono stati e saranno sempre uno scoglio, la sola idea di doverli riprovare mi mette tanta ansia e sconforto, perché non superarli sarebbe un ulteriore sconfitta e delusione personale. E’ inutile dirlo ma questi test mi fanno letteralmente stare “male” e frenano tanto la mia scelta di riprovare ma io stessa mi ripeto che probabilmente me ne pentirò se non li provo… Cosa devo fare? Come posso superare questo momento? Per favore datemi qualche consiglio, sono molto confusa in questi giorni, i test incalzano ed io sono sempre al punto di partenza: MEDICINA o BIOLOGIA …grazie in anticipo per la vostra gentile attenzione!

    1. Buongiorno Martina, proprio oggi abbiamo integrato il nostro articolo per dare un ulteriore aiuto a chi, come te, è molto indeciso.
      Sicuramente questa integrazione ti sarà di aiuto.
      Per quanto riguarda la tua specifica domanda, il mio consiglio è che provi ancora i test di medicina, ma senza pensare che essi sono l’unica possibilità, che se non li passi il tuo futuro è segnato. Essi sono soltanto un’ulteriore possibilità che tu hai scelto di avere, sono una tua alternativa non l’unica chance. Se li affronti in questo modo, oltre ad essere sicuramente più serena, non metterai in discussione la fiducia in te stessa. Poi mi sembra di capire che Biologia non ti calzi poi così male, ma non pensare che il futuro lavorativo sia solo la ricerca, c’è la possibilità di lavorare negli zoo, in aziende dove ci sono lavorazioni chimiche, ecc. Vittorio

  29. Salve,
    sono molto indecisa su cosa fare, quale corso scegliere. Il problema è che non so giudicarmi obiettivamente,quando mi guardo non mi immagino in nessun lavoro. E’ forse una questione di fiducia in me stessa che non ho, sento che qualsiasi percorso sceglierò non sarà giusto per me, invece voglio scegliere un corso che mi porti direttamente a cosa voglio, forse una via troppo semplice e anche se cosa voglio non lo so. Quasi come una rivelazione,qualcosa che dovrei aver dentro. Tutti mi consigliano di fare lingue, ma non mi immagino ad un museo,parlando davanti a tutti. Anche se provengo da un liceo linguistico, parlare in lingua non mi mette a mio agio e gli esami in lingua orali sono sempre peggiori degli scritti, anche se i risultati sono molto buoni. Le materie che mi sono sempre piaciute di più sono francese, italiano, inglese, ma soprattutto la letteratura, la cultura, mentre non mi interessa la lingua in sé. Stavo pensando ad un corso di lettere moderne, dato che sono più portata verso la letteratura, ma tutti sanno che non da reali sbocchi tranne l’insegnante, che anche è diventato difficile e che non mi piace realmente. Un’altra scelta sarebbe psicologia, dato che tutte le materie mi piacciono, ma il problema è che non sono portata per chimica, matematica, fisica, che tra l’altro non mi piacciono per niente. E dopo psicologia non mi piacerebbe diventare psicologa ma partecipare alla ricerca. Il mio ideale è quello di fare ricerche anche nel campo della letteratura e affiancare letteratura e psicologia e prendere una laurea triennale sia in psicologia che lettere, sa se è possibile? Lavorare nel campo dell’editoria mi piacerebbe molto. In poche parole so che tutte le mie scelte non hanno molte possibilità poi negli sbocchi…Qualcuno mi consiglia?

    1. Salve Luisa, prova a leggere l’integrazione al nostro articolo che abbiamo appena pubblicato.
      Lì troverai sicuramente qualche risposta in più. G&V

  30. Salve ho appena terminato gli studi presso il liceo artistico,con un fantastico voto finale. Ora sono in crisi perché non so quale facoltà scegliere..i miei punti di forza sono matematica (mi viene facile rispetto agli altri) e l’amore per animali e natura (una passione che ho fin da piccola). Mi sto informando un po in giro, mi piaceva scienze naturali e etologia ma dicono ci siano poche probabilità di sbocco lavorativo ,così mi sono buttata su ingegneria ambientale. Sto ascoltando consigli in giro che dicono che serve a poco,meglio ingegneria civile,ma quest’ultima proprio non mi attrae,costruzioni di ponti,ferrovie,strade proprio non mi interessano. Mi piace l’ambiente e la sua salvaguardia,gli animali e la protezione delle specie ma dal’altra parte ho paura di studiare molto per poi non avere un lavoro sicuro e “buono”. Mi stavo informando su economia,molto consigliata,ma anche essendo brava in matematica questa non sembra essere il mio sogno. Mi porterà probabilmente un buon guadagno ma ne saró felice? Condurrò una vita felice chiusa in un ufficio? Io sono più per gli spazi aperti a stretto contatto con la natura…non so proprio quale scelta fare. Passione o guadagno? È una gran paura la mia di fare una scelta sbagliata. Aspetto un vostro consiglio,grazie!!!

    1. Salve Monia, da quanto scrivi hai già le idee sufficientemente chiare, sei solo preoccupata delle possibilità di impiego futuro. Beh, se hai scelto ingegneria ambientale non hai motivo di esserlo, rappresenta sicuramente un ottimo compromesso tra le cose che ti piacciono e le opportunità future. Continua a coltivare la tua passione per la natura e gli animali e vedrai che alla fine del tuo percorso di studi avrai tutti gli elementi per realizzare i tuoi progetti. Vittorio

  31. Salve, mi sono appena diplomato al liceo classico,un liceo che rifarei assolutamente per le ottime e solide basi, non solo culturali,che offre. Ho scelto il classico perché amavo la storia ed ero affascinato dalla possibilità di studiare il greco e il latino. Il greco è la materia che ho amato di più in questi cinque anni,soprattutto per la letteratura e per la professoressa che ho avuto, una professoressa che ha saputo riconoscere in me moltissimi pregi che nessuno aveva mai scorto.
    Il problema è che ora mi ritrovo totalmente indeciso riguardo il mio futuro. Sono una persona che fa con impegno e costanza tutto ciò che gli capita e ,per questo motivo, gli stessi professori con i quali mi sono confrontato mi hanno detto che potrei fare bene qualsiasi cosa voglia.
    L’unica professoressa che ha osato spingersi più in là “rischiando” di condizionarmi è stata proprio la professoressa di greco che, dopo avermi invitato a proseguire gli studi classici per il mio amore per il greco, mi ha consigliato filosofia o giurisprudenza (dato che anche a giurisprudenza si studia molta filosofia, o almeno così m’ha detto). Per il mio carattere chiuso e riservato avevo da subito escluso giurisprudenza pensando esclusivamente ad una carriera da avvocato ma la professoressa mi ha detto che giurisprudenza, oltre alla banale e scontata professione d’avvocato, offre sbocchi nell’amministrazione pubblica o aziendale. Ma è vero?
    Per ora posso solamente dire che ho escluso le facoltà di area tecnica-economica e, anche se con più difficoltà, la facoltà di area sanitaria. Perciò mi ritrovo a un scelta tra l’area umanistica e l’area giuridica che, a mio parere, rappresenta perfettamente la tipica domanda “è meglio scegliere una facoltà che ami o una facoltà che offre più sbocchi lavorativi?”
    Le materie che amo di più sono letteratura greca, letteratura italiana, filosofia e storia.
    Per quanto riguarda giurisprudenza, io non ho alcuna conoscenza nel campo del diritto e semmai decidessi di intraprendere la facoltà di giurisprudenza lo farei principalmente per l’aspetto filosofico che ruota intorno ad esso (almeno da quanto mi hanno detto).
    Come potete vedere, sono molto confuso…perciò confido in un vostro suggerimento.
    Grazie in anticipo.

    1. Buongiorno Luca, la tua analisi e le tue conclusioni sono corrette. Giurisprudenza offre sicuramente molti più sbocchi lavorativi, non solo nella professione di avvocato ma anche in ambito aziendale.
      Da quanto scrivi però non sei veramente confuso, la tua passione per il greco e per la letteratura in generale è molto grande e infatti stai cercando anche qualcosa che si avvicini e ti dia maggiori sbocchi lavorativi.
      Perciò, se è realmente così e non si tratta solo di ” temporanea infatuazione “, non trascurare la vera passione con compromessi che ti lasceranno l’amaro in bocca.
      Solo una grande raccomandazione : devi essere assolutamente certo che si tratti di una vera e concreta passione. Vittorio

  32. Salve, ho appena terminato il liceo scientifico e sono molto indecisa sulla scelta universitaria da intraprendere. le mie passioni sono sempre state 3: l’arte (in particolare espressione e comunicazione), culture e tradizioni di diversi popoli, e infine le scienze della terra, l’ecologia e la salvaguardia ambientale. se provo ad immaginarmi in una figura professionale potrei vedermi in svariati modi diversi, ma nessuno sembra soddisfare i pienamente. Il mio sogno però sarebbe un po’ quello di “salvare il mondo dallo smog”, purtroppo però tutti sanno che in ambito lavorativo questo è un po’ improbabile e che di sbocchi professionali, uscendo da una laurea di scienze della terra, vi sono solo ricercatore e insegnante.. professioni che eviterei volentieri. mi piacerebbe di più fare seriamente qualcosa per l’ambiente, quello che oggi si chiama Green Job, anche se non ne vedo molti. Così ho pensato di dirigermi nell’ambito dell’ingegneria ambientale, considerando anche che in matematica me la sono sempre cavata. il problema sarebbe che gli sbocchi professionali sicuri e ben pagati non ci sono nemmeno qui, soprattutto rispetto a ogni altra facoltà di ingegneria. altri 2 problemi legati al l’ingegneria sono la preoccupante quantità di studio che richiede, e il fatto che sia molto legato alla progettistica, alla meccanica e al l’idraulica, cose per cui il mio interesse cala notevolmente.
    così sono arrivata a inserire nelle mie possibilità anche ingegneria biomedica, scienze mi è sempre piaciuta e le opportunità lavorative sembrano essere promettenti, ma anche questa non mi sembra una soluzione soddisfazione, sento di poter perdere qualcosa nel caso di una scelta di questo tipo.
    quindi la domanda a cui non so proprio rispondere è se bisogna accontentarsi di qualcosa che può piacere senza soddisfare pienamente nonostante abbia buone potenzialità lavorative o optare per una facoltà che piace, nonostante nel mondo del lavoro non sia per niente richiesto?

    1. Salve Ilaria, premesso che le varie opzioni da te analizzate non sono poi così diverse le une dalle altre, alla tua domanda finale, ragionando in accordo con il metodo esposto nell’articolo e con il nostro modo di pensare, la risposta che ti posso dare è di pensare anche in un’ottica futura. Vittorio

  33. Salve, io ho le idee piuttosto chiare sulla facoltà Universitaria in cui studierò: Lingue e culture per il turismo e il commercio, ma solo un dubbio mi attanaglia, ossia la scelta della lingua. Tale corso di studio dà la possibilità di scegliere due lingue tra Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Russo e Cinese. Se dovessi ascoltare il mio cuore sceglierei Francese e Spagnolo senza pensarci su due volte perché sono le lingue che mi hanno sempre appassionato ma sul web si legge che queste sono le lingue che offrono meno sbocchi lavorativi e che è meglio optare, dal punto di vista lavorativo, per Cinese e Russo. Tedesco e Cinese le escludo dal momento che sono lingue che so che non mi piacciono e non avrei nessuna passione nello studiarle. Per quanto riguarda Inglese il discorso è un po’ diverso: mi piace ma non quanto Francese e Spagnolo (quando penso alla scelta dell’Inglese mi chiedo “Ma come faccio a scegliere Inglese e abbandonare anche solo una delle lingue che amo ?”) dunque la escludo. Restano Francese, Spagnolo e Russo. Su quest’ultima mi sono informato un po’ sul web e, sì, è utile per trovare lavoro ma dopo aver studiato l’alfabeto e imparato a leggerlo, oltre ad aver memorizzato qualche parola e visto un’infarinatura di grammatica, mi sono reso conto che non è una lingua della quale mi appassionerò come le prime due, la trovo ostica e so già che non fa per me. Ed ecco che restano le prime due: Francese e Spagnolo. Sul web si leggono articoli di ogni tipo, in alcuni si sottolinea l’importanza di “seguire il cuore perché nessuno è in grado di studiare quello che non piace” mentre in altri si enfatizza la crisi occupazionale che attanaglia il nostro paese oggigiorno e si consiglia dunque di “ragionare a lungo sulle lingue più richieste dal mercato, mettendo da parte le nostre passioni”. Ho notato che anche lei, in alcune risposte, sollecita a seguire le proprie passioni, ad eccellere in ciò che piace e non pensare al domani, mentre in altre incita a riflettere sugli sbocchi occupazionali, a scegliere lingue richieste dal mercato, corsi di studio tecnici piuttosto che umanistici… (sono tante le sue affermazioni del tipo “Chiediti se è veramente ciò che vuoi studiare e se offre lavoro. Perché invece non opti per una facoltà che ti dà la sicurezza, ecc.”, come se volesse far cambiare idea a noi studenti, facendoci affogare in uno stato di dubbio ancora più profondo). Insomma, ci decidiamo ? La mia domanda è solo una: è meglio seguire il CUORE o la RAGIONE ? Esigo, se mi è concesso, una risposta “secca”, diretta. Non papiri che esulano dalla domanda posta, grazie.

    1. Salve Marco, di primo acchito ero tentato ad accogliere la tua provocazione ed a rispondere in modo secco cosa avrei fatto io nel tuo caso, e non avrei alcun dubbio in proposito.
      Però, se lo avessi fatto, ti avrei indotto a commettere proprio uno degli errori che non si devono fare.
      Poichè non sei interessato ad approfondire un metodo che ti aiuti a scegliere, ti auguro un in bocca al lupo. Vittorio

  34. Ciao,
    Questo anno ho finito il quarto anno del liceo scientifico e ho detto di cominciare a pensare cosa voglio fare in seguito al prossimo anno. Sono molto indecisa…da sempre sono stata curiosa. Io voglio sapere tutto su tutto, i miei genitori a volte dicono che sono pazza. Mi piacciono moltissimo i libri, soprattutto quelli da cui posso imparare qualcosa, mi piace la storia delle antiche civiltà (mi affascinano i Maya e gli Egizi), le lingue , non queste moderne ( odio l’inglese e il francese), ma quelle antiche, per esempio il latino. Poi c’è il greco(non lo studio a scuola ma mi piacerebbe farlo) e le scritture antiche, ecc. Date tutte queste cose ho pensato ad una laurea in beni culturali e poi che ne so in archeologia. Ma ho fatto alcune ricerche e ho visto che non hai molte possibilità a trovare lavoro. Cosi ho accantonato quest’idea.
    Poi ho pensato a medicina, secondo me sarei in grado di affrontarla. State attenti, mi piace anche la biologia, la matematica, la fisica, la chimica,(prima avevo pensato anche ad astrologia o.O),semplicemente rimango affascinata dalla conoscenza, non per caso ho scelto di fare il liceo scientifico. Ma poi ho detto che non fa per me lavorare negli ospedali, mi deprimano. Il sangue non mi fa nessun effetto invece gli aghi si e non sopporto di avere sulla coscienza una persona che non sono stata in grado di salvare. Ma se fai medicina non è che per forza devi fare il medico, cosi ho pensato ad una specializzazione per diventare nutrizionista. Ma se vado a medicina gli anni sono troppo molti e di conseguenza troppi soldi, che io non ne ho.
    Qualche mese fa ho pensato anche alla psicologia, ma l’ho scartata per le poche possibilità di lavoro. Economia e politica credo che sono gli unici campi in cui non ho nessun interesse, quindi sono stati buttati nel cestino dall’inizio. E rimasta l’ingegneria. Pensavo a quella elettronica…mi piace pure l’informatica, mi sono anche avventurata a imparare l’HTML e il CSS.
    Qualche consiglio

    1. Ciao, intanto complimenti per aver iniziato a pensare al tuo futuro con giusto anticipo, questo ti permetterà di non arrivare impreparata alla decisione e ti risparmierà un po’ di ansia.
      Da quanto scrivi credo che il tuo problema non sia decidere tra ciò che ti piace e ciò che è utile per il lavoro, in quanto sei interessata da molte discipline, anche molto diverse tra loro.
      Ora, se non hai delle vere passioni, pensa alla facoltà che ti potrà dare maggiori possibilità di impiego e quella da te individuata è sicuramente valida. G&V

  35. Ciao 🙂
    Ho appena finito il linguistico e vorrei fare il test di ingresso per ctf (chimica e tecnologia farmaceutiche). Mi sono allontanata molto dalle materie di indirizzo del liceo, ma non mi pento della scelta fatta, conoscere tre lingue straniere è un’ottima carta in più, ormai negli annunci richiedono sempre la conoscenza di una o più lingue straniere. E niente, ho sempre avuto un rapporto particolare con la matematica, ma non perchè la detesto, non è la mia materia preferita, ma mi basta impegnarmi e riesco ad arrivare tranquillamente tra il 6 e il 7. Per fisica stesso discorso, anche se mi piace giusto un po’ di più della matematica. Poi ho scoperto la passione per la chimica.E questo mi spinge a tentare questo test. Si tratta di una scoperta fatta piano piano, ma mi accorgo che è vera quando mi ricordo il nome per intero della sostanza mdma dopo averla sentita al tg o quando uso l’acetone e mi viene in mente il suo nome chimico e dal fatto che si parte dall’ossidazione di un alcol secondario. E potrei continuare.

    1. Ciao Chiara, sembrerebbe che tu abbia una buona affinità con la chimica. Se è davvero così vai avanti fino in fondo, senza farti scoraggiare da nulla e da nessuno. Vittorio

  36. Ciao
    per cominciare vorrei farvi i complimenti per questo articolo e per tutti gli altri, mi piace molto quello che scrivete!! Sono una studentessa che ha appena finito l’istituto tecnico commerciale e si trova di fronte una confusione abbastanza impegnativa: mi piacciono molto il diritto e la politica, infatti trovo molto interessanti la facoltà di Giurisprudenza, Scienze Giuridiche Applicate o Scienze Politiche.. Mi affascina molto però anche il comportamento e il pensiero delle persone,la psiche umana,la sociologia(perchè mi sono documentata e ne ho sentito molto parlare) e quindi mi piacerebbe anche intraprendere la facoltà di Psicologia. Quindi mi ritrovo a dover scegliere due facoltà non molto simili tra loro ma che mi piacciono allo stesso modo. I miei genitori si limitano a dire che dovrei fare quello che più mi piace ma è proprio questo il problema.. Allora pensavo che voi di Work Life Management potevate aiutarmi più approfonditamente dandomi dati in più di queste facoltà e pareri personali. Grazie in anticipo 🙂

    1. Ciao Irene, intanto grazie per l’apprezzamento dei nostri articoli.
      Se entrambe le facoltà ti piacciono, sei più ” fortunata ” di altri giovani che devono scegliere tra passione e sbocchi lavorativi. Non vi è dubbio che la prima scelta offre sicuramente maggiori opportunità lavorative ed è più facilmente spendibile in futuro, mentre Psicologia o sociologia offrono meno sbocchi lavorativi.
      Poi, se hai anche una passione per ciò che attiene alla psiche ed al comportamento umano, la puoi sempre coltivare parallelamente agli studi universitari ed al tuo futuro lavoro. Pensaci.
      Vittorio

  37. Ho trovato questo articolo piuttosto utile, ma sono ancora troppo confusa. Pensavo di andare a studiare lingue, visto che mi appassionano abbastanza, ma pensandoci bene mi sembra troppo rischioso perché gli sbocchi lavorativi sono incerti. Così pensavo di iscrivermi in un altra facoltà e proseguire il discorso delle lingue in seguito. Ho fatto il liceo scientifico e ,sebbene io non sia il classico genio, la matematica mi piace, e così anche la fisica, per questo stavo pensando a qualcosa come ingegneria, ma so che sarà un percorso di studio difficilissimo e ho paura di non farcela, anche perché non ho proprio basi di chimica e dovrei iniziarla proprio da zero. Mi sto sottovalutando troppo o sono semplicemente realistica e dovrei sceglier qualcosa di più alla mano?

    1. Federica, condivido il tuo ragionamento e capisco le tue preoccupazioni. Se matematica e fisica non sono un problema, non starei a preoccuparmi della chimica.
      È normale avere dei dubbi ed essere preoccupati di non farcela, ma se sei veramente consapevole delle tue capacità non porti delle barriere limitanti ( puoi leggere anche i nostri articoli sulla PNL ).
      Quindi, il mio consiglio è di non sottovalutarti e di non accontentarti già adesso, ancora prima di iniziare, di qualcosa di meno, punta in alto perché c’è sempre tempo x scendere, molto meno x salire. Un grande augurio, Vittorio.

  38. Ciao.. Magari potrà sembrarvi un po’ troppo presto per pensare ad un futuro così lontano (neanche troppo), ma penso di aver fatto degli errori, e vorrei rimediare nel miglior modo possibile.
    Studio lingue alle superiori da tre anni, non direi che la cosa mi appassioni (posso affermare con sicurezza che ho scelto questo indirizzo solo nella speranza che un giorno mi risulti più semplice, viste le nozioni apprese, trasferirmi all’estero) ma me la cavo bene. Il problema è che non ho mai visto un futuro per me nel quale le lingue apprese potessero rivelarsi utili, a parte riuscire a seguire dei corsi di fisica, astronomia, e cibernetica (mi rendo conto che queste sono materie un po’ diverse tra loro, ma sono sempre stata appassionata tanto di computer quanto di astrofisica o meglio, astronomia) all’estero, quindi seguendo dei corsi in lingua straniera. Le uniche opzioni che mi si presentano seguendo questo corso non sono molto allettanti, o meglio, non è quello che ho sempre voluto “fare da grande”. Non ho scelto un indirizzo scientifico alle superiori solo perché in queste materie sono sempre stata nella norma, non ho mai eccelso, se non in qualche sezione disparata. Ora che però la maturità si avvicina anno dopo anno, io mi preoccupo sempre di più, e il mio tormento, è quello di aver scelto l’indirizzo sbagliato e di non essermi buttata su ciò che invece mi appassiona veramente. Vorrei quindi chiedervi un parere: è troppo tardi per iniziare un corso di studi totalmente diverso da quello intrapreso negli anni precedenti? È meglio puntare a qualcosa più della mia portata? Scusate l’abbandono, ma credo che esprimerlo qui mi abbia davvero alleggerita.
    Nella speranza che una vostra risposta porti consiglio, vi saluto.
    Ingrid

    1. Ciao Ingrid, non essere troppo severa con te stessa. Dal nostro punto di vista non hai commesso nessun errore, hai fatto delle scelte che ora non ti convincono più. Sai quante volte ti capiterà nella vita?
      Non è assolutamente troppo tardi per cambiare rotta e scegliere un percorso diverso, anzi. Sarà un po’ più difficile percorrerlo all’inizio, in quanto ti troverai su un terreno nuovo, tutto da scoprire, ma superata la difficoltà iniziale sarà più facile che continuare su un percorso che non ti convince.
      Un saluto, Vittorio & Gaetano.

  39. ciao, sono una studentessa di architettura al secondo anno. Dopo il diploma ho scelto architettura, primo perchè non sono entrata in disegno industriale e secondo perchè vedendo le materie più o meno ho trovato qualcosa che mi piaceva. Il problema è che dopo due anni sento che mi soffoca, che perdo solo tempo, non mi sono mai vista come architetto e non provo quell’interesse e quella passione che vedo in altri miei compagni, soprattutto per quanto riguarda i corsi di progettazione. Già dall’anno scorso mi era venuta in mente l’idea di cambiare facoltà ma ho pensato che dovevo provarci e capire se ero io che non m’interessavo alle materie e quindi non perdevo molto tempo per approfondirle oppure se veramente architettura non faceva per me. Dopo un anno ho capito che non ho molto interesse per ciò che riguarda l’architettura in se, non ho quella voglia di approfondire, di essere curiosa riguardo ai lavori di diversi architetti e ogni volta che devo fare qualcosa che riguarda proprio questa materia lo vedo come un peso che non finisce mai anche perchè in molti casi i professori non sono mai contenti e quindi si modificano i lavori anche due giorni prima dell’esame. Quest’anno però ho deciso di cambiare solo che non so bene cosa fare e la paura e l’ansia di non fare la scelta giusta mi sta uccidendo. Fin da piccola mi sono piaciute le materie scientifiche e anche se alcune volte sono un po’ difficili, dato che non sono un genio, ho sempre provato un grande interesse verso di loro. Infatti ricordo che quando ero piccola e vedevo quelli del liceo nei laboratori di fisica, chimica e biologia sognavo col giorno in cui anche io avrei sezionato qualcosa o quando avrei imparato a mescolare le sostanze e a capire come poter cambiare il colore delle cose o la consistenza o il suo stato, solo che quel momento non è mai arrivato perchè mi sono trasferita in italia e il liceo che ho frequentato non faceva queste cose. Per questo motivo ho scelto di provare con ingegneria meccanica, in questo modo potrei fare qualcosa di po’ più generale e poi alla magistrale specializzarmi in ingegneria chimica, biomedica oppure in qualche corso di design. Come piano b, in caso non riesco a superare l’esame d’ammissione, penso che sceglierei ingegneria chimica . Il fatto è che c’è pure medicina. Mia madre è medico e fin da piccola mi ha introdotto un po’ in quel ambiente, non perché lei volesse che io facessi il medico ma perchè non voleva lasciarmi con una babysitter e io mi trovavo bene in ospedale, mi ci trovo ancora; per me è normale passare le giornate fra i corridoi e sapere cosa hanno le persone, mi sembra quasi di stare a casa, soprattutto in sala operatoria. Infatti tutti sono rimasti un po’ sconvolti quando non ho scelto medicina. Io medicina l’ho scartata non perchè non mi piacesse ma perchè volevo conoscere qualcosa di nuovo, di diverso e poi non mi piace molto come l’insegnano qui, almeno nelle università che ci sono nella mia città e non ho pensato di andare fuori. Ora, però, non so se invece quella era la scelta giusta e io per paura del carico di studio e delle difficoltà che fare medicina comporta non ho scelto ciò che faceva per me. Nonostante questo ho ancora la voglia di scoprire qualcos’altro, io non voglio sapere solo una cosa voglio un po’ di tutto e per questo motivo non so bene cosa scegliere. C’è sempre qualcosa in ogni facoltà che vorrei conoscere ma non riesco a distinguere la passione dalla curiosità o dal semplice interesse. Quindi non sono neanche sicura se ingegneria sia la scelta giusta oppure no.
    Scusatemi per lo sfogo. Mi farebbe piacere ricevere dei consigli.

    1. Ciao Samantha, mi sembra di capire che la chimica ti interessa quindi potresti scegliere una facoltà che la tratti. Non esiste solo ingegneria chimica ma anche tante altre facoltà in cui la chimica è trattata in modo più diretto come ad esempio, restando in ambito medico, biologia.
      Quindi il mio consiglio è innanzitutto di capire bene se veramente la chimica è una passione, informandoti meglio sulle facoltà che la trattano e sugli esami.
      Per quanto riguarda ingegneria, se non sei attratta dalle materie riguardanti la progettazione, potrebbe non interessarti come architettura.
      In bocca al lupo, Vittorio.

  40. Ciao, ho letto molti commenti che ho reputato interessanti.
    Sono una ragazza di ventidue anni che un po in ritardo ha deciso di iscriversi all’università.
    Prima di prendere questa decisione ho passato degli anni all’estero e ora posso finalmente dire di parlare tre lingue.
    Per il mio percorso di studi ho scelto scienze del lavoro dell’amministrazione e del management nonostante la mia paura rispetto ad alcune materie ma se non altro le affronterò con maggiore determinazione proprio per il timore di non passare gli esami.
    Il mio dubbio ora si basa sulle possibilità lavorative che offre questo corso di studi.
    Mi consentirà di trovare lavoro?è una facoltà valida?
    Vorrei avere alcune opinioni e qualche consiglio.
    Attendo delle vostre risposte
    Grazie in anticipo

    1. Ciao Elisa, per avere risposte adeguate alla tua domanda ti consigliamo di cercare nei siti specializzati, tipo Almalaurea.
      Noi ci limitiamo a presentare un metodo per scegliere nel migliore modo possibile e soprattutto per non commettere alcuni grossolani errori. Comunque, come abbiamo già avuto modo di scrivere, l’Universita’ non rappresenta necessariamente il nostro futuro ma è piuttosto la nostra cassetta degli attrezzi per affrontare il futuro e il mondo del lavoro. Più attrezzi ci sono e più diversi sono, più è probabile che ci saranno quelli giusti per le varie necessità e circostanze.
      Un saluto, Vittorio.

  41. Ciao. Mi ritrovo a dover affrontare come molti altri una scelta universitaria. Su internet trovi opinioni contrastanti su ogni corso di laurea. Vorrei iscrivermi a Biologia e anche se mi appassiona il mondo della ricerca e di questa scienza della vita, non voglio ritrovarmi ad essere un ricercatore precario con uno stipendio di 600 euro al mese. Penso che non sono l’unico che pensa alla spendibilitá della propria laurea per un domani in cui si dovrá mantenere una famiglia. Insomma, non confondere un possibile hobby con un lavoro utopico. Quindi, considerando che mi piace la matematica e anche stare in mezzo le scartoffie, l’ordine della burocrazia e così via, ho pensato di optare per economia e coltivare questa passione per la biologia e casomai riprenderla un domani. Ma ho paura che me ne pentirò. La carriera lavorativa pesa molto in me perché ho voglia di un riscatto personale quindi non so proprio cosa fare. Tutti dicono che con Biologia non c’é lavoro e se lo dovessi trovare finirei a fare l’informatore medico oppure con un contratto a tempo determinato con un salario al limite del redicolo per il ruolo che si ricopre…é vero? Che pensate del ragionamento per Economia? Grazie mille.

    1. Ciao Manuel, il tuo ragionamento è corretto anche se non vi è mai la certezza per il futuro. Sembra banale ma ciò che vorrei far capire è che il percorso di studi non è un’ipoteca sul nostro futuro, sulla nostra vita. Nel senso che oggi potremmo fare delle considerazioni che potrebbero non essere più valide tra 5 anni ( finita l’Università ) o tra 10 anni e più, ossia quando siamo nel bel mezzo del nostro percorso lavorativo.
      Allora, poichè è necessario scegliere ( sempre ! ) è opportuno farlo al meglio delle conoscenze che si hanno nel momento in cui ci si trova a prendere la decisione. Cosa intendiamo dire con questo ?
      Il nostro obiettivo è fornire ai giovani la consapevolezza che l’Università, così come le esperienze di vita o quelle lavorative, ti fornisce delle basi su cui costruire il futuro, ti dà degli strumenti da utilizzare, ma non è necessariamente il tuo futuro.
      Quindi, tornando a te Manuel, poichè matematica, scartoffie, ecc. non costituiscono un problema, le puoi considerare delle valide basi su cui costruire il tuo futuro.
      Poi, strada facendo, deciderai se costruire il tuo futuro professionale su di esse ( per capirci se fare il Commercialista ) o se intraprendere strade diverse che sfruttino comunque gli apprendimenti e gli insegnamenti ottenuti da esse.
      Se poi, come dicevi tu, riesci ad approfondire anche quella che sembrerebbe essere una tua passione : la biologia beh, avrai delle ottime carte in più da giocarti!
      Noi siamo convinti che è più importante e utile avere tante carte da giocare, piuttosto che poche anche se buone, proprio per essere il più preparati possibile alla velocità con cui il mondo cambia. Puoi approfondire i concetti leggendo Vita ricca di soddisfazioni oppure gli altri articoli correlati del nostro blog.
      G&V

  42. A settembre dovrò andare all’università ed avevo pensato di iscrivermi ad informatica. Il problema è che io non ho nessunissima nozione informatica: con il computer so fare, principalmente, quello che la stragrande maggioranza della popolazione, in dotazioni di tale strumento, sa fare. Sono una ragazza tenace e la voglia di imparare non mi manca (tanto più che penso sia indispensabile, al giorno d’oggi, saper utilizzare il pc in maniera più “approfondita”), ma sarò in grado di colmare le mie lacune, o mi troverò come “un pesce fuor d’acqua” alla facoltà di informatica (dove, invece, credo gravitino persone con una passione profonda e prolunga nel tempo su tale argomento)?
    Avrei scelto informatica per le elevate possibilità lavorati, una volta conseguite la laurea. Provengo, infatti, da una famiglia disagiata economicamente e quindi ho l’esigenza di trovarmi un’occupazione al più presto.
    La situazione si complica ulteriormente, in quanto, le mie reali passioni tendono ad appartenere maggiormente al mondo umanistico, che a quello scientifico-matematico. La matematica, in particolare, mi affascina, ma credo di mancare di una logica salda ed adeguata.

    In internet, mi sono informata ed ho scoperto che esiste l’università di informatica umanistica, che riunirebbe la mia passione per la storia, la filosofia, la letteratura…con la multimedialità e l’informatica. Ma mi sembra un corso “abbozzato ed in via di sperimentazione”, che non possa offrire dei validi sbocchi lavorativi.
    Quindi, rimango, mi trovo paralizzata sul da farsi: il mio unico desiderio è di trovare un percorso di studi che mi sappia dare un lavoro “appagante”, non solo dal punto di vista remunerativo, ma anche d’interesse, di passione, di crescita…
    Secondo voi quale sarebbe la scelta migliore: informatica, informatica umanistica o una scelta, diametralmente, diversa?

    1. Alessandra, l’informatica non è una disciplina alla quale sia facile avvicinarsi se non ti piace. Non si tratta solo di saperci fare, ma piuttosto di avere passione e logica matematica.
      Con questo non vogliamo sconsigliarti ma farti riflettere sui motivi per cui stai pensando proprio ad informatica.
      Se non riesci a darti le risposte alle domande che abbiamo riportato nel nostro articolo è preferibile che valuti delle alternative più adatte alle tue caratteristiche ed aspirazioni.
      Un saluto, G&V.

  43. Ciao, ho un diploma in ragioneria e a settembre mi devo iscrivere all’università però in francia siccome la mia famiglia si deve trasferire li. Studio il francese dalla prima media ma non penso sia abbastanza per affrontare l’università infatti questo mi spaventa, perciò avevo pensato di iscrivermi alla facoltà di lingue appunto per facilitare il tutto e rendere la cosa fattibile però pensando al mio futuro sarei più propensa a scegliere qualcosa che riguardi il marketing ( anche se dopo aver fatto 5 anni di ragioneria penso di non essere portata per economia aziendale) , commercio ed il turismo con anche qualcosa delle lingue. Mi piacerebbe lavorare in un’azienda o impresa relazionandomi con l’estero oppure fare l’hostess ( qualcosa del genere ). Non so se esiste una facoltà che tratti pressapoco di queste cose soprattutto in francia ed infatti volevo chiedere se ne sapete qualcosa. Grazie

    1. Ciao Sara, non siamo in grado di fornirti informazioni precise circa le facoltà francesi che trattino gli argomenti da te indicati, ma ti puoi rivolgere direttamente a dei siti universitari francesi.
      Per quanto riguarda il tuo dubbio, secondo noi scegliere lingue per migliorare il tuo francese non è la scelta migliore.
      Il francese lo puoi sempre studiare con dei corsi mirati al perfezionamento della lingua. G&V

  44. Ciao a tutti. ho appena finito il liceo classico e ora mi ritrovo molto confusa…mi sembra di non avere nessuna attitudine in particolare! La mia passione è sempre stata l’inglese e perciò avevo pensato di fare lingue. Inizialmente avvo pensato allo studio del cinese,sembrava molto interessante ma leggendo le esperienze dei neo lauereati in questa facoltà mi sono scoraggiata moltissimo. Tutti dicono che ho ottime doti retoriche e mi consigliano qualcosa di prettamente orale come giurisprudenza ma non mi convince molto e lingue mi piace moltissimo e dicono tutti che io sia portata ma ho davvero paura di fare un buco nell’acqua essendo che nellabmia carriera scolastica ho sempre reso molto più agli orali che agli scritti e lingue è prettamente scritta!altre facoltà non saprei visto che odio le materie scientifiche e sarebbe una sofferenza prendere una facoltà scientifica! Lettere sono consapevole di non trovare lavoro e psicologia,nonostante mi piaccia molto,me la sconsigliano molti…aiuto sono in panico!

    1. Ciao Anna, comprendiamo e capiamo le tue paure e le tue difficoltà, ma ti assicuriamo che la scelta non è così drammatica come sembra e non deve assolutamente indurre il panico.
      Se le lingue ti appassionano e ci sei portata, anziché cercare alternative che ti portano solamente alla confusione, concentrati sul definire bene quali lingue studiare. Questo deve essere l’argomento su cui ti devi impegnare. Non scegliere la lingua più comoda, quella che sai già, ma informati bene sui possibili sviluppi che ogni lingua ti può offrire.
      Non stare a preoccuparti del fatto che sei più brava con l’orale invece che con lo scritto, questa sarà una caratteristica, un tuo punto di forza che potrai sfruttare nel lavoro. Nello studio vedi solo di impegnarti e di dare il meglio.
      Un abbraccio, G&V.

  45. Ciao a tutti,sono una ragazza di 19 anni e quest’anno ho finito il liceo scientifico.Il mio sogno è sempre stato quello di fare la giornalista perchè una delle mie più grandi passioni è scrivere.Soltanto che quest’anno mi sono ritrovata a dover scegliere per l’università e non è semplice.Il settore specifico: media e giornalismo è stato tolto e le uniche facoltà plausibili sono: lettere,scienze politiche e giurisprudenza.Le prime due me l’hanno sconsigliate dopo essere ovviamente andata a vederle e quindi ho scelto di provare a fare la triennale a giurisprudenza cioè servizi giuridici, per poi fare il master specifico in giornalismo.Solo che sono un po’ confusa,non so se sto facendo la cosa giusta e se in questo modo avrò sbocchi per il futuro…voi cosa mi consigliate?

    1. Ciao Mafalda, se hai letto gli altri commenti avrai capito che tu sei avvantaggiata rispetto a molti altri giovani in quanto hai già chiaramente identificato una tua passione che, per di più, può offrire anche delle buone opportunità di impiego.
      Non credo tu abbia bisogno di noi per sapere che entrare nel mondo del giornalismo non è semplice, ma durante il tuo percorso avrai sicuramente modo di capire se lo vuoi veramente e come fare.
      Ora devi solo impegnarti e dare il meglio di te stessa per essere il più preparata e pronta possibile.
      In bocca al lupo da G&V.

  46. Quello di integrare passioni e opportunità lavorative, insieme al consiglio di conoscersi sono dei punti assolutamente veri. Dopo le superiori non sapevo assolutamente che fare della mia vita. Nella confusione decisi di seguire scienze politiche perché mi era stato detto che c’erano sbocchi lavorativi e perché si studiavano materie già affrontate al liceo: sbagliatissimo! Dopo pochi mesi infatti abbandonai perché quello che studiavo mi risultava molto pesante perché non mi interessava. Fare lo sbaglio contrario ovvero quello di seguire le passioni è ancora peggio: si potrebbero creare illusioni e i soldi, le energie e il tempo perso per studiare sarebbe inutile. Ecco perché non ho scelto scienze dell’educazione. Per farla breve, il tempo mi ha dato tutte le risposte e adesso studio teologia che è una meravigli: mi piace studiare le materie e i laureati in questo ambito dicono che ci sono buone oppurtunità se ti impegni.Mi chiedo però come mai non sia nell’elenco delle facoltà. Ottimo articolo!

    1. Grazie Salvo per il tuo prezioso contributo.
      Noi siamo consapevoli che il passaggio dalle superiori all’Universita’ sia un momento difficile per tutti i giovani in quanto non si tratta solo di scegliere cosa studiare ma anche di capire cosa vogliamo, chi siamo e chi diventare.
      Per quanto riguarda la Teologia, probabilmente non l’abbiamo inserita nel nostro elenco per la ridotta diffusione, come per qualche altra facoltà.
      Non ce ne voglia nessuno per queste nostre dimenticanze, anzi ringraziamo chi, come te, ci da l’occasione di citarle.
      Grazie da G&V.

  47. Salve !
    Ho letto il vostro articolo pieno di consigli utilissimi per chi ha intenzione di intraprendere questo percorso.
    Il mio dubbio pero’ non e’ ancora stato chiarito 😀 ; in pratica, ho la possibilita’ di effettuare uno stage lavorativo di 1 mese in Irlanda con la scuola superiore appena terminata, ma al contempo, sono gia’ immatricolato al primo anno di Ingegneria a Bologna (devo ancora iniziarlo). Dato che tale stage terminerebbe intorno al 10 ottobre e l’universita’ inizia gia’ il 21 settembre, vorrei chiedervi un consiglio se fare tale viaggio o meno, perche’ non so davvero cosa decidere..! Grazie mille anticipatamente

    1. Salve Mike, per prima cosa ti consigliamo di approfondire il tema dello stage lavorativo.
      Se esso è in linea con il percorso di studi che intendi affrontare ( Ingegneria ), il nostro consiglio è di parteciparvi con la consapevolezza che al tuo rientro dovrai impegnarti molto di più, per recuperare le 3 settimane di corsi che perderai.
      Se invece lo stage non si avvicina a ciò che stai per iniziare a studiare, ti sconsigliamo di andare in Irlanda. Chiaro che perdi una opportunità, ma si tratta per l’appunto di questa opportunità e sicuramente ce ne saranno delle altre più attinenti ai tuoi studi.
      Speriamo di esserti stati d’aiuto, G&V.

  48. Ciao a tutti,
    ho trovato questo articolo molto interessante ma non sono riuscita a eliminare i dubbi che avevo. Ho passato tutta l’estate a cercare la facoltà fatta apposta per me e rimango in dubbio tra due: ingegneria gestionale o una laurea in chimica (anche se rimango aperta a nuovi indirizzi). Premetto che non ho problemi a studiare quindi la mia scelta non è in base alla più facile e dal momento che entrambe mi piacciono mi ero soffermata sulla possibilità di occupazione futura. Ho letto su vari siti che sono molto richiesti ing. gestionali per la loro versatilità ma non trovo stime precise recenti nè in quanti ogni anno si laureano in questa facoltà o quanti restano disoccupati… Guardando invece per chimica non sempre i siti sono concordi sulla possibile occupazione e inoltre ho letto che spesso sono trattati al livello di periti ( non ho niente contro di loro ma ci dovrebbe essere differenza se paragonati a laureati)… qualche consiglio?

    1. Ciao Giovanna, il consiglio che ti possiamo dare e’ di non preoccuparti troppo delle differenze tra le due specializzazioni in quanto l’attenzione maggiore deve essere rivolta più ad imparare ad imparare che a cosa imparare. Questo significa che, chiarito il tuo interesse per le materie scientifiche, ciò che le statistiche oggi riportano potrebbe essere rovesciato tra 5 anni, quindi fare progetti dettagliati basati su questo assunto non ha molto senso. Inoltre durante il percorso di studi puoi sempre cambiare scelta.
      Perciò domandati se preferisci le discipline gestionali o quelle chimiche, quindi studia quelle che ti interessano, coinvolgono ed emozionano di piu’. Impara come si deve studiare in modo efficace ed efficiente e come si imparano queste discipline nello specifico : impara ad imparare, il mondo cambia così velocemente e questa è la capacità principale da sviluppare per essere pronti a cambiare con esso.
      Un saluto G&V.

  49. Ciao, io sono iscritta al quarto anno di giurisprudenza e a breve dovrei intraprendere il quinto. Negli anni passati ho cercato di farmi andare a genio questa facoltà, cercando di immaginarmi sempre in occupazioni che non fossero tradizionali, e dimostrando ai miei e a me stessa che ero capace prendendo voti molto alti. Quest anno sono riuscita a dare solo 3 esami e mi ritrovo con una decina di esami mancanti e un’ insoddisfazione di fondo perché so che non è quello che voglio fare e l’ ho capito perché ogni esame è sempre più un peso (soprattutto se penso che al quinto anno mi aspettano le procedure ) non so come affrontarlo e mi spaventano le possibili occupazioni giuridiche o che potrei ottenere con questa facoltà . A me è sempre piaciuta l’ arte e rimpiango fortemente di non aver tentato un test per architettura o al limite ingegneria (che oggi da molti sbocchi professionali ) solo perché non avevo una buona preparazione scientifica. Insomma lasciare mi sembra da folli ma se vado avanti potrei essere delusa per il resto della vita, non so cosa fare e sono in cerca di consigli. Grazie 🙂

    1. Ciao Lucia, arrivata a questo punto il consiglio che ti diamo è di continuare e portare a termine il percorso intrapreso, concentrandoti sugli ultimi esami senza pensare ad altre discipline. Sarebbe uno spreco di tempo cambiare ora.
      Per quanto riguarda il possibile impiego in ambito giuridico, non farti troppi problemi se non ti piace, puoi intraprendere molte altre strade. Come abbiamo gia’ avuto modo di dire, ciò che importa di più e’ imparare ad imparare in modo da poter affrontare i veloci cambiamenti che il futuro ci riserva.
      La tua passione per l’arte la puoi coltivare comunque, ed in ogni caso non riteniamo che Architettura o Ingegneria ti darebbero molte più possibilità di sviluppare questa tua passione.
      Un saluto G&V.

  50. Buonasera, mi serve davvero un aiuto…
    Sono ormai due settimane che continuano a tormentarmi parecchi dubbi riguardo a che facoltà scegliere. Ho concluso con successo il primo anno di giurisprudenza, e mi e’ piaciuta molto… La trovo interessante e affascinante. Il problema è che da un po’ di tempo ho iniziato a pensare che forse non è la mia strada… Dura troppo tempo, pensando al tirocinio e all’iscrizione all’albo; poi mi sono fatta totalmente prendere dall’ansia leggendo le prospettive di occupazione. Il primo innamoramento e’ stato mediazione linguistica, che poi ho accantonato perché sono sempre stata molto ambiziosa e determinata e legge mi appagava da questo lato… Mi piace anche la moda e il design. Ill problema è che amo troppe cose allo stesso livello, e quindi non riesco a scegliere. Mi serve un aiuto 🙁 scusate la lungaggine

    1. Salve Monica, avendo già frequentato Giurisprudenza per un anno sei in grado di capire e di valutare se realmente ti piace.
      Comprensibile che tu abbia più passioni ma devi pensare che le une non escludono le altre, devi solo dare priorità è tempi diversi.
      Il nostro consiglio e’ di non cambiare strada, anche se 1 solo anno non sarebbe un problema, ma da quello che scrivi sembra che Giurisprudenza ti piaccia. Inoltre non è’ scontato che dovrai fare tirocinio, dipende dalla strada che deciderai di intraprendere ( pensa a ruoli aziendali come HR, finance, gestione e stipula contratti, ecc. ) ed hai ancora qualche anno per decidere.
      Un saluto, G&V.

  51. Buonasera,
    trovo che il vostro articolo sia molto d’aiuto! ho concluso le superiori quest’anno uscendo da un tecnico turistico con 93 e fin qui tutto bene.. Ora siamo ai primi di settembre e non ho ancora le idee ben chiare se fare scienze della comunicazione (ramo comunicazione e pubblicità) o andare a lavorare.. l’università mi entusiasma molto ma allo stesso tempo penso che farsi qualche esperienza lavorativa sia importante.. mia madre mi dice che è inutile questa facoltà in quanto chi ne è uscito non trova lavoro e mi consiglia di prendere lingue in quanto in periodo di crisi è molto importante una laurea cosi! Però l’unica che farei è sdc con la paura che po sia inutile! Cosa mi consigliate? Cordiali saluti 🙂

    1. Salve Martina, noi siamo dell’opinione che l’Universita’ a tutti i costi non sia la scelta migliore, pertanto se non sei pienamente convinta di Scienze della comunicazione e non ti interessa qualche altra facolta’ ti consigliamo di fare l’esperienza lavorativa.
      Naturalmente strada facendo puoi sempre decidere diversamente e, come dicevi giustamente tu, un’esperienza lavorativa può essere utilissima se ben capitalizzata, se non altro per chiarirti le idee.
      Un saluto G&V.

  52. Ciao,ho letto una buona parte dell’articolo e l’ho trovato piuttosto interessante.
    ma proprio non riesco o forse non voglio capire capire quali siano le mie reali attitudini,attualmente frequento giurisprudenza,e sto per iniziare il secondo anno,ma sto avendo diversi dubbi ,non so se il diritto mi interessi realmente e di conseguenza i vari lavori che si possono svolgere e che riguardano il campo del diritto;ma il diritto internazionale mi attira,forse sarebbe meglio fare scienze politiche se,forse ho questa attitudine.
    E inoltre vengo da una forte esperienza di recitazione teatrale praticamente messa da parte ,ma che bussa sempre alla porta,quindi non so esattamente cosa fare..mi rendo conto che sono due esperienze completamente diverse,voi cosa consigliate?

    1. Ciao Marco, per quanto riguarda se continuare Giurisprudenza o fare Scienze politiche essendo solo il diritto internazionale a crearti dubbi, ti consigliamo di proseguire il cammino già intrapreso.
      Molto più interessante invece i dubbi verso la passione della recitazione teatrale. Per prima cosa ti diciamo di fare una precisa analisi del perché l’hai messa da parte, ponendoti 5 volte il perché del perché e rispondendo fino all’ultimo perché. In questo modo potrai risalire al vero motivo che ti ha portato a metterla da parte. Quindi, se il motivo è ancora valido procedi con Giurisprudenza, potrai sempre coltivare la tua passione.
      Ma se il motivo non è più valido, segui la tua passione.
      In bocca al lupo. G&V.

  53. Salve,
    non riesco a scegliere tra filosofia e giurisprudenza e ormai i tempi stanno per scadere. Giurisprudenza è una facoltà che non conosco molto non avendo mai fatto diritto e filosofia,pur avendola studiata al liceo,mi spaventa un po’ per la complessità delle materie….cosa dovrei fare? :O
    Grazie

    1. Salve Luca, gli elementi che ci fornisci per darti dei consigli sono veramente pochi e ti consigliamo di rileggere con attenzione il nostro articolo e di provare ad individuare le tue passioni.
      Ad ogni modo non escludere l’una o l’altra possibilità solamente per il timore delle difficoltà e delle complessità che dovrai affrontare, ma impegnati al massimo delle tue capacità, solo dopo potrai decidere se è realmente troppo per te. G&V.

  54. Ciao, a breve inizierò il quarto anno di liceo scientifico, probabilmente è presto, ma l’ansia della scelta mi attanaglia già da un po’, quindi ho deciso di cominciare ad informarmi. Ho una propensione per la biologia, ma Medicina è fuori discussione, sia per un aspetto economico che di ‘coraggio’ inoltre in parte mi interessa anche la chimica… il problema principale sono le terminologie usate dai svariati siti che ho visitato fin ora, che come risultato finale hanno il confondermi ancora di più.
    Ho provato anche con dei test attitudinali, che o sbagliavano in pieno il mio profilo o mi riportavano all’alternativa scartata a priori (Medicina). Potreste darmi qualche consiglio, indirizzarmi a qualche vostro articolo o a qualche sito che sia comprensibile anche da chi nel mondo dell’università non ci è ancora entrato?

    1. Ciao Valeria, lodevole da parte tua aver già iniziato ad informarti sul percorso di studi che più fa per te, ma non devi farti prendere troppo dalla preoccupazione e dalla paura. Le idee ti si schiariranno mano a mano che ci penserai, vedrai.
      Se Biologia o più in generale la chimica ti appassionano informati su queste discipline e su quali facolta’ le trattano ( non c’è solo Medicina ) visitando i siti degli Atenei dove si tengono i corsi ma anche leggendo il materiale disponibile nelle segreterie.
      Per quanto concerne la terminologia utilizzata non farti scoraggiare, concentrati sul capire se si farà più pratica di laboratorio o più teoria, se si studiano più gli impianti o i componenti, e così via in base a quello che ti piacerebbe o interesserebbe di più.
      Come abbiamo scritto nel nostro articolo, una cosa molto importante e’ informarsi bene se quello che si intende studiare è allineato con le nostre aspettative e le nostre passioni.
      Un saluto, G&V.

  55. È chiaro che essere indecisi su facoltà che comunque garantiscono un lavoro è un conto, mentre essere indecisi se iscriversi ad esempio a scienze della comunicazione e lettere ( lauree sempre meno richieste nel mondo del lavoro) è un altro.
    Se si ha una passione verso materie che sono “di moda” in questo momento si e’ fortunati. Studiare ingegneria, economia o informatica oggi significa avere una vita lavorativa con più possibilità.
    Ma se non si è fatti per studiare materie tecniche non so che storie di successo si potranno raccontare.

    1. Sara, condividiamo in parte ciò che tu scrivi. Si, per chi predilige percorsi di studio tipici delle facoltà che oggi offrono maggiori possibilità di impiego, la ricerca del lavoro e’ più facile, ma non significa avere una vita lavorativa migliore o in generale una vita più soddisfacente o di successo.
      C’è differenza tra la passione per alcune materie e il lavoro che poi si farà. Perciò le storie di successo si possono trovare anche tra chi sceglie percorsi di studio e di lavoro in accordo con le proprie idee e i propri stili di vita. Un nostro amico laureato in Agraria ha uno studio proprio, e’ sempre in giro per i boschi, i vigneti e la campagna per fare perizie e ama la vita all’aria aperta. Non è successo questo?
      Oppure una nostra amica e’ laureata in Lingue e odiando la vita d’ufficio ha scelto di girare il mondo facendo la guida internazionale.
      Quindi le vere storie di successo sono quelle delle persone che sono riuscite a seguire le proprie passioni e a vivere una vita ricca di soddisfazioni e di entusiasmo. G&V

  56. Sono una studentessa di tecniche di laboratorio biomedico. Sto per iniziare il secondo anno, ma sono molto indecisa sul da farsi. La mia scelta iniziale era fisioterapia seguita poi da medicina. Sono un indecisa cronica dalla tenera etá, ma su una cosa sono sempre stata sicura: io da grande volevo aiutare la gente. Volevo curare, far sorridere le persone, mi vedevo come una donnina (-una per la mia statura) con un camice bianco che si aggira per gli ospedali, incute timore negli infermieri come si vede in Greys Anatomy, si siede accanto ai pazienti e li aiuta ad andare avanti giorno per giorno. Ma la realtá é molto distante dai miei sogni di bambina. Amo vedere ossa rotte, sangue, operazioni e organi come accade in anatomia patologica nel laboratorio, ma il tecnico si limita a preparare vetrini per i medici o coltivare batteri per i biologi e il che non mi emoziona per niente. Sono una persona che si interessa di molte cose, ma pensare di fare facoltà come ingegneria, economia, giurisprudenza o lingue non sen ne parla. Lo stesso vale per infermieristica. Attualmente sono molto indecisa se fare agraria o scienze erboristiche oppure continuare tecniche di laboratorio e riprovare fisioterapia il prossimo anno. Medicina ho deciso di lasciar perdere lperche è un percorso lungo e i malloppi da 800 pagine mi spaventano…conosco i miei limiti, non ho troppa costanza nello studio né un ottima parlantina per sostenere i numerosissimi esami orali. Con agraria potrei dedicarmi ad attività di ricerca e come corso di laurea apre più strade rispetto al tecnico di laboratorio, mentre con scienze erboristiche si va già sullo specifico, ma combinerei la mia passione da crocerossina con la natura. Ho già cambiato corso di laurea una volta, in origine infatti mi ero iscritta a psicologia clinica per poi entrare a tecniche di laboratorio, perciò la paura di sbagliare è molta. Non voglio passare il resto della vita a provare e magari non riuscire , voglio trovare un lavoro, mantenermi da sola, viaggiare e creami una famiglia. Si possono aiutare le persone in molti modi, no? Non so se cambiare rotta e provare a buttarmi nel mondo di agraria per poi poter avere più libertá di scelta o continuare a provare e rischiare di fallire di nuovo e perdere così un altro anno. So cosa voglio, ma non so come arrivarci…

    1. Salve Sara, forse sbagliamo ma ci sembra di capire che il tuo interesse sia orientato verso la Medicina o al più Fisioterapia. Le altre opzioni sembrano molto dei surrogati per non prendere una decisione che richiede sicuramente un impegno superiore.
      Se ci stiamo sbagliando, devi decidere se preferisci una vita al chiuso, quella dei laboratori, o all’aperto come Agraria ti potrebbe permettere di avere.
      In bocca al lupo! G&V.

  57. Salve a tutti, bellissimo articolo che mi ha fatto molto pensare.
    Io, come tanti altri che hanno commentato sul vostro sito, sono molto indecisa su cosa fare in futuro. Mi sono diplomata al liceo linguistico con un voto decente (86) e, sebbene sia portata per le lingue, non ho alcuna intenzione di proseguire quel cammino, in quanto non mi appassionano ma mi è interessato studiarle per il gusto di “saperle”. Diciamo che anche quando avevo finito le medie, avevo le idee un po’ confuse, volevo fare il chirurgo o la giornalista. Scartai a priori il liceo scientifico perchè mio padre mi diceva sempre che non ero portata per la matematica, così scelsi il liceo classico e le uniche materie che studiavo erano inglese, matematica e greco. Ma alla fine persi l’anno in quanto sentivo un senso di inadeguatezza latente e non mi sentivo all’altezza di niente (soprattutto perchè non riuscivo a raggiungere risultati ottimi e fin dall inizio del mio percorso scolastico ero stata una ragazza che prendeva sempre bei voti). Così ripiegai sul liceo linguistico solo perchè sapevo che per me sarebbe stato semplice e così fu. Con il passare del tempo durante quei 5 anni la materia in cui riuscivo ad avere più soddisfazioni era la matematica, seguita dalle lingue, filosofia, letteratura e chimica.
    Ora, ho deciso di prendermi un anno sabatico in cui poter riflettere bene sulla mia scelta universitaria, in quanto mi sono ritrovata a voler fare medicina e ho passato l’estate a studiare per il test ma non mi sentivo pienamente convinta, dato che continuavo a pensare ad ingegneria. Diciamo che ora sto rivalutando tutto dall’inizio per non lasciarmi sfuggire niente. La mia più grande paura è fare la scelta sbagliata, una scelta che mi renderebbe insoddisfatta per il resto della mia vita, ma d’altro canto dovrebbe essere una scelta che mi permetta di inserirmi bene in un contesto lavorativo, dato che provengo da una famiglia con non poche difficoltà economiche. Per quanto riguarda il mio approccio verso lo studo, io sono una tipa che “se so che devo farlo per forza, che sia un esame o quant’altro, ci metto tutta la volontà e la determinazione necessaria per raggiungere un risultato quanto più possibile vicino alla perfezione”. Mi piace sapere di dare il massimo di me ma ho tremendamente paura di sbagliare qualcosa. Per ora i percorsi che più mi interessano sono:
    – medicina
    – tecnico di neurofisiopatologia
    – infermiera
    – ingegneria ( mi interessa l’ambito biomedico ma anche quello chimico e informatico, dato da una passione per i software usati sugli smartphone fin da quando ero alle medie)
    – farmacia

    In particolare, mi interesserebbe operare nel campo della ricerca e il mio sogno sarebbe andare a stabilirmi all’estero un giorno. Ma d’altro canto, il mio più grande sogno sarebbe quello di aiutare le persone in difficoltà, anche solo per farle tornare a sorridere, per consigliarle ed offrire loro il mio supporto. Da ciò si spiega perchè mi interessa sia medicina che ingegneria medica (soprattutto il ramo per la creazione di organi artificiali e protesi).
    Che cosa mi potreste consigliare Voi? Vi chiedo un consiglio da esterni perchè di consigli di familiari e amici ne ho avuti fin troppi, i quali peraltro dicono che potrei fare qualsiasi cosa ma a me questo limbo non piace. Cosa darei per avere le idee chiare!

    1. Salve Luisa, dalla tua analisi emerge che sei particolarmente interessata dalle discipline nell’ambito della Medicina. Tu affermi che il tuo sogno e’ aiutare le persone, dare loro il tuo aiuto, quindi fai un ulteriore sforzo e capisci se oltre a questo ti piace anche il contatto con le persone sofferenti e se sei portata per le relazioni interpersonali.
      Se così fosse escludi tutto quello che non ruota direttamente attorno alla persona come ad esempio Ingegneria biomedica, che non ti darebbe quell’appagamento che stai cercando. Altrimenti valuta seriamente le discipline più tecniche che hai descritto.
      Ad ogni modo, prima fai una ulteriore riflessione sul tuo reale interesse per Medicina ed affini. G&V.

  58. Salve ad entrambi, Gaetano e Vittorio. Premetto che, non diversamente da altri, anche io ho apprezzato il vostro punto di vista e le vostre parole di incoraggiamento nei confronti di noi ragazzi che, per la prima volta, per così dire, incominciamo appena ad affacciarci alla vita. Vi racconto in breve il mio percorso fino ad ora. Ho terminato l’anno scorso il liceo ad indirizzo scientifico, diplomandomi col massimo dei voti. Insieme alla scuola, parallelamente al mio primo anno delle medie, ho incominciato anche lo studio del violino, che tuttavia ho sempre coltivato come un piacere marginale da un insegnante privato. Finita la scuola, mi si sono così poste davanti due strade: 1) iscrivermi al conservatorio, coltivando la mia passione in un mondo dai mille interrogativi in Italia (e forse qualcuno in meno all’estero), con uno strumento musicale caratterizzato da concorsi tra i più agguerriti al mondo, strumento per il quale si inizia a suonare generalmente anche a 5 o 6 anni (mentre io iniziai a 12-13); 2) frequentare l’università, e in questo caso mi si sono aperte altre due strade: a) iscrivermi al corso di laurea in fisica, essendo io per natura curioso di conoscere ciò che quest’ambito tratta, anche se, devo dire, non ne ero proprio “innamorato”, ma le opportunità di lavoro sono oggi rilevanti in questo settore, oserei dire molte di più di quelle di tanti altri ambiti comunemente citati; b) iscrivermi ad un corso di laurea in storia o storia dell’arte, materie che (specie storia) ho sempre apprezzato enormemente e per cui credo di nutrire molta sensibilità, molto gusto e passione, in parte fregandomene della speranza di trovare lavoro (che di certo non cercherei qui in Italia). Alla fine, nel settembre dell’anno scorso, mi iscrissi a Fisica, ma già dopo il primo mese incominciai ad avvertire grande insoddisfazione, dovuta però non a lacune o a difficoltà di percorso perché tutto sommato sono portato per l’ambito scientifico, ma al rammarico di aver abbandonato la musica e, pur essendomi iscritto all’università, di non frequentare uno dei due corsi che più mi piacevano (cioè storia o storia dell’arte). Circa quest’ultimo aspetto, non mi iscrissi di proposito, perché in realtà questi due corsi non sono presenti nell’offerta formativa dell’università della mia città, o meglio…ci sono, ma sotto forma di lettere (ma è inutile frequentarlo se mi voglio laureare in storia, intanto perché la storia propriamente detta che si studia lì è ben poca e poi perché il mondo di oggi si muove verso una maggiore specificità e io rischierei di trovarmi alla specialistica con colleghi con tre anni di esperienza più di me in quell’ambito, che io dovrei recuperare in soli due (anni)) e beni culturali, ma quest’ultimo, se confrontato con altri corsi in nord Italia, fa veramente sorridere e, per lo stesso motivo già espresso per storia, manca di specificità e sarebbe per me inutile se intendessi diventare storico dell’arte, perché lì di storia dell’arte se ne parla poco o niente. Tornando a me…ora è trascorso un anno e sto ancora a Fisica, dopo aver passato i primi mesi dopo l’iscrizione litigando con i miei perché intendevo abbandonare il corso per studiare musica e la seconda metà dell’anno a digerire l’impossibilità di diventare violinista, pensando nel frattempo alla possibilità di lavorare una volta lasciata Fisica, realizzando così almeno il sogno di diventare storico, studiando con i soldi guadagnati fuori città, in Nord Italia. Inutile dire che durante quest’anno sì, la mia mente è stata altrove ma ho anche studiato e dato qualche materia (con successo, ma non con emozione). Ho digerito la faccenda musica (che rimane per me adesso un grande piacere, quasi come far visita ad una vecchia amica ogni tanto e tornare a discutere con lei) e mi sono reso conto, dopo tre-quattro mesi di riflessione, che Storia E’ IL MIO PERCORSO. Non ho però ancora avuto la forza di prendere definitivamente questa decisione, da un lato perché non avrei l’appoggio di nessuno credo (ma questo per me non è un problema, stiamo parlando della mia vita) ma dall’altro, soprattutto, perché questo corso lo potrei frequentare soltanto in Nord Italia (non lo dico per capriccio, ma perché in Veneto o in Emilia Romagna per esempio questi corsi hanno un senso e promettono un’ottima preparazione, anche a detta di alcuni mie conoscenti)…dicevo…perché questo corso lo potrei e vorrei frequentare solo in Nord Italia e i miei non mi possono mantenere fuori, quindi dovrei lavorare. Sarei disponibilissimo a tirarmi su le maniche, ma, come forse saprete (avendo io visto, a maggior ragione, una disarmante puntata di “Presadiretta” che proprio ieri trattava questo tema, il lavoro giovanile in Italia è oggi più che mai dilaniato, con stipendi A DIR POCO DA FAME, oppure del tutto assente, quindi, anche passando due anni a lavorare, non riuscirei a raccogliere il necessario per realizzare completamente i miei obiettivi. Vi chiedo quindi il vostro parere, scusandomi per la lunghezza del testo (oltre che per lo sfogo) e ringraziandoVi o in anticipo per la risposta.
    P.S.: se qualcosa non dovesse essere chiaro, che non si esiti a chiedere. A presto.

    1. Salve Marcello, la tua storia e’ abbastanza singolare perché ci sembra di capire che tu ora sai cosa vuoi fare ma per farlo ad un buon livello devi risolvere dei problemi economici.
      Premesso che studiare e lavorare non è certamente facile, noi consigliamo vivamente di fare l’esperienza universitaria fuori casa ( se possibile ). Infatti, oltre agli insegnamenti universitari, sono molto importanti gli insegnamenti di vita e di convivenza derivanti dallo studiare lontano da casa. Naturalmente se si dispone delle necessarie risorse economiche o delle agevolazioni previste, come borse di studio, convitti agevolati nelle case per studenti per fasce di reddito, ecc.
      Quindi noi siamo per lo studio fuori casa e ti consigliamo di trovare delle soluzioni per te sostenibili.
      In bocca al lupo da G&V.

  59. Salve a tutti sono una ragazza del Liceo Artistico al quinto anno , e scrivo perché vorrei davvero avere un consiglio vero e sincero . Da premettere che il mio caso e’ un po’ strano,perché’ sono davvero orientata verso la facoltà di medicina e chirurgia e la cosa mi attrae molto. Ma sono pigra come studente, per le materie umanistiche ma quando si parla di anatomia mi brillano gli occhi , o matematica o chimica o ancora meglio scienze, le uniche materie sulle quali non provo noia o frustrazione . Ricordo che studiavo con molta passione la chimica ma sopratutto l’anatomia che al liceo artistico si studia e si disegna . Ho capacità di memoria fotografica , ho la fissazione di trovare sempre una soluzione ad ogni costo , e mi piace ragionare sulle cose oltre ad approfondire le materie per una mia cultura personale . E quando le cose riescono mi gratificano in una maniera allucinante . Io ho sempre amato la matematica anche se la fisica non è il mio forte . Ma ad esempio l’anno scorso sono stata rimandata di fisica e matematica e la cosa mi ha scoraggiato moltissimo , il professore mi ha presentato con due in matematica e tre in fisica . Non la studiavo questo e’ vero ma quando lo facevo i compiti mi andavano lo stesso male , dato che metteva comunque esercizi troppo difficili , il resto della classe copiava e prendeva otto io studiavo e il professore si ostinava anche a mettermi uno . Ho capito solo dopo averla studiata che amo e ho sempre amato la matematica , mi sono preparata le materie DA SOLA e ho fatto un buon esame . Ma non sto qui a parlare del professore anche se ha influito molto sulla mia autostima e sicurezza ! …. Sto già pensando di prepararmi per Il test di medicina 2016 , a dare un’occhiata su cosa e’ l’università e a capire più o meno come funziona o come si ci orienta ,Ma le persone mi spaventano dicendomi che è troppo difficile!!! ma io ho troppa voglia di provarci !!! e ci sono specializzazioni interessanti come pediatria o chirurgia ortopedica due che mi piacciono da morire ! Ho davvero paura perché so’ quando do’ il massimo delle mie forze e se non dovessi riuscirci cadrei in depressione .

    1. Salve Daniela, buttati senza pensare troppo alle difficoltà che potresti incontrare. Come hai già’ avuto modo di capire e di dimostrare, le difficoltà non ti fermano e se ti impegni seriamente le puoi superare anche facilmente. Certo, qualche sconfitta e qualche delusione ci sarà, capitano più volte a tutti durante la vita, ma non sono queste che determinano il nostro successo o insuccesso, ma è come noi reagiamo ad esse, con quale determinazione e convinzione.
      Io ad esempio sono stato l’unico del gruppo di una dozzina di compagni d’Universita’ che non superò il primo esame, nonostante l’impegno elevato. Così avevo 2 possibilità, scoraggiarmi e mollare tutto ( ero all’inizio e non mi costava davvero nulla ) o provarci con ancora maggiore determinazione e tentare ben due esami nello stesso mese, per recuperare ed essere ancora assieme ai miei compagni di studio.
      Quindi il nostro consiglio : preparati al meglio per i test di Medicina e dai il meglio di te.
      Un saluto, G&V.

  60. Salve ho letto l’articolo e devo dire che è molto interessante.. voglio esporvi la mia situazione..
    Ho 19 anni e ho finito il liceo classico a giugno, a settembre ho affrontato i test per l’università provando medicina, professioni sanitarie (in particolare logopedia), biotecnologie nel caso per convalidare qualche materia ed economia perché mio padre ha uno studio contabile e quindi avrei un grande aiuto, ma non ho superato nessuno di questi nonostante un ottimo punteggio, l’unica in cui potrei sperare nello scorrimento è economia ma non so se è realmente la mia strada!
    Inoltre dopo di ciò mi sono pentita di non aver tentato materie umanistiche in cui sono decisamente più portata, sono una ragazza che ama aiutare la gente e vorrei fare qualcosa che mi gratifichi realmente ma ahimè so bene che lo sbocco lavorativo ad esempio per gli psicologi non è proprio il massimo, ho pensato quindi che forse potrei tentare in scienze del servizio sociale magari da qualche parte dove il corso di laurea è a numero aperto, oppure fare lo stesso con economia anche se non so se poi mi piacerebbe realmente!
    Credo che un consiglio mi serva e anche in fretta, mi devo decidere perché non voglio sbagliare ma neanche perdere tempo! Spero possiate aiutarmi!

    1. Salve Daniela, leggendo la tua storia ci sembra che tu sia più appassionata e portata per Medicina e affini che non per Economia o per le materie umanistiche.
      Pertanto il nostro consiglio è di valutare qualche corso di laurea nell’ambito delle discipline mediche, frequentare quest’anno e capire se veramente ci sei portata. Poi magari ritentare i test x Medicina il prossimo anno. In bocca al lupo, G&V.

  61. Salve Sig. Vittorio e Sig. Gaetano. Ho 28 anni, “lavoricchio” e ovviamente mi sento insoddisfatto della mia vita in generale. Sarebbe andata meglio se non mi fossi fermato anni fa. Ero un bravo studente di liceo scientifico, lodato da quasi tutti i professori. Non uno studente super secchione ma, per così dire, il prototipo di studente modello: studioso, tranquillo e abbastanza timido :D. Oggi sento di dover continuare, di finire il mio percorso di studi, di valere qualcosa (anche per dare una soddisfazione ai miei genitori).
    Ora sorge la domanda: quale facoltà scegliere?
    La confusione regna sovrano in me e a causa di cìò ho buttato all’aria un altro anno. L’età avanza e io sono ancora un “nessuno” …….
    Avevo pensato a medicina, ma sono troppi gli anni di studio e sinceramente, a 28 anni per di più, non mi sento più in grado di reggere una grande mole di studio, come quella che richiede appunto tale facoltà.
    Allora ingegneria? Si, ma quale…..non ho un particolare interesse in uno specifico campo, una passione sfrenata in qualcosa che io possa trasformare in un lavoro (forse il mondo del fitness e dell’alimentazione, ma c’è troppa concorrenza).
    Al liceo mi piaceva studiare soprattutto l’Inglese, ma con una laurea in lingue cosa ci fai oggi….
    Come ho già detto, durante i tempi dello scientifico non ho maturato nessuna inclinazione verso una determinata materia o campo di studio. Studiavo per far felici i prof….gravissimo errore……
    L’unica strada percorribile sembra essere quella di fare una triennale in infermieristica, tanto il lavoro lì si trova sempre. Ma è davvero alla mia portata? O meglio, ho l’indole dell’infermiere?
    Come vedete sono abbastanza (anzi molto XD) confuso e gli anni passano.
    Scusatemi se vi ho annoiato. Saluti e grazie.

    1. Salve Antonio, permettici di approfittare del tuo commento per chiarire un concetto che altrimenti potrebbe aumentare la confusione.
      Quando dobbiamo scegliere cosa fare come percorso di studio, o più in generale quando siamo davanti ad un bivio e dobbiamo scegliere quale strada percorrere ( tu quel bivio l’hai già superato scegliendo una strada che ti sta portando dove non ti interessa o non ti piace andare, che non significa necessariamente essere la strada sbagliata, solo che ora non ti soddisfa più) abbiamo diversi criteri di scelta.
      Questi criteri dipendono dai valori che noi diamo alle cose e potrebbero essere :
      Lavoro più facile da trovare
      Lavoro più remunerativo
      Lavoro per aiutare gli altri
      Prestigio sociale
      Passione pura
      Missione che vogliamo compiere
      Tipologia di vita con maggiore libertà
      Ecc.
      Dall’elenco si capisce che una scelta non esclude necessariamente tutte le altre, sta a noi orientarci continuamente verso la destinazione che preferiamo in quel momento. Ma la destinazione può cambiare nel tempo, possiamo rivalutare aspetti che prima erano secondari oppure ancora le nostre priorità possono cambiare, anche per cause che non dipendono da noi.
      Tutto questo per dirvi cosa, solo per farvi capire che decidere oggi in modo puntuale e preciso quello che dovrebbe essere la nostra destinazione tra 5 o 10 anni può avere un significato più leggero di quello che gli stiamo attribuendo.
      Nel tuo caso Antonio, presa consapevolezza di voler proseguire gli studi a 28 anni e delle relative conseguenze, devi chiederti dove vuoi andare ma soprattutto per quale motivo, non servono necessariamente passioni specifiche.
      Quindi una buona idea può essere scegliere un percorso di studi non troppo lungo che ti permetta di fare quello che oggi ti manca e di vivere in accordo con i tuoi principi.
      Speriamo di averti dato un punto di vista diverso che ti permetta di scegliere al meglio, sapendo che strada facendo puoi sempre tarare il tiro, non solo durante gli studi, ma anche nella scelta della professione.
      Un saluto G&V.

  62. Salve, anch’io come tanti quest’anno ho preso la maturità. Ora, dopo tante indecisioni, cambi di rotta su quale facoltà scegliere e quale città sembra..ripeto, sembra che abbia trovato ciò che mi piace: scienze della natura (o scienze naturali).
    Ero molto indeciso tra scienze della formazione primaria (ho fatto il test senza superarlo), scienze e tecnologie agrarie (ho fatto il test senza superarlo) e scienze dell’amministrazione.
    Provengo dal liceo delle scienze umane economico-sociale…a scuola ero bravo nelle materie umanistiche medie alte 8/9 mentre in quelle scientifiche non ho mai potuto confrontarmi, però nel biennio a scienze prendevo sempre 8 e mi piaceva tanto.
    Odio profondo per la matematica però. (anche se sotto sotto a volte mi interessava, solo che un pò troppo difficile per me)
    Tuttavia i miei genitori mi ripetono di dover scegliere scienze dell’amministrazione che dà molti sbocchi nel mondo lavorativo.
    A me piace anche, non posso negarlo, e non so nemmeno se le materie scientifiche, di scienze naturali,saranno troppo difficili per me.
    il cuore mi ha indicato questa facoltà. Ma voi avete detto che bisogna scegliere anche con la testa. Ma la testa non capisce più niente.
    Scienze naturali permette di insegnare (magari..)
    Impieghi nell’amministrazione ed enti pubblici (sempre riguardanti l’ambiente)
    Gestore o guida di parchi naturalistici (bello ma si ,muore di fame…)
    Bene…cosa fare?
    Aiutatemi…:-S

    1. Salve Alex, come hai correttamente osservato le scelte devono essere fatte valutando più elementi e senza dimenticare che la scelta del percorso di studi traccia o comunque indica la strada che si intende percorrere e la vita che si vuole vivere.
      Pertanto, se hai una vera e concreta passione per la natura, per la vita all’aria aperta, per il contatto con la flora e la fauna, ecc., la scelta è chiara.
      Se invece ritieni che una vita d’ufficio o l’insegnamento siano più adatti alle tue caratteristiche, scegli Scienze dell’Amministrazione le cui possibilità lavorative sono decisamente diverse.
      In entrambi i casi non decidere in base alle difficoltà che potrai incontrare durante gli studi o alle paure che hai prima di iniziare, riconosci i tuoi limiti ma non porteli tu, senza sapere realmente come stanno le cose.
      Un saluto, G&V.

  63. Ciao, mi chiamo Ivan e ho 21 anni, ho finito la scuola alberghiera con 60 😀
    Mi piacerebbe studiare scienze motorie sportive,ma sono molto indeciso visto che non sono un amante dello studio…come devo fare?!

    1. Ciao Ivan, se non ti piace studiare non lo devi necessariamente fare. Come abbiamo scritto nell’articolo, la scelta e’ anche quella di iniziare il proprio percorso lavorativo.
      Se invece hai deciso di continuare gli studi e ti piace una facoltà specifica non devi farti intimorire dalla paura di studiare e non devi porti limiti sulla capacità’ di farcela. Infatti non devi pensare allo studio come ad una scelta fine a se stessa, come ad un fine, quasi fosse una professione, una scelta di vita.
      Ma l’obiettivo deve essere imparare le Scienze motorie sportive e lo studio deve essere solamente il mezzo per poterti occupare di questo.
      Ti garantiamo che se approcci alla questione da questo punto di vista, con una vera e forte motivazione di ciò’ che vorrai fare, le cose ti appariranno molto più semplici e il non amore per lo studio non rappresentera’ un ostacolo.
      Inoltre, se ti potesse essere di aiuto, ti informiamo che prossimamente usciremo anche con dei contenuti sui migliori metodi per studiare, sull’importanza della motivazione, ed altro ancora. G&V.

  64. Ciao, io mi sono iscritta da poco a giurisprudenza, dopo aver abbandonato una grande opportunità, ossia quella di fare ingegneria biomedica al politecnico di torino. Avevo scelto questa facoltà perché mi piace la matematica, la chimica e mi interessava molto la biochimica e la genetica. Ho deciso di abbandonare perché non mi sarei vista come ingegnere, lavoro troppo tecnico per me, mentre mi sarei vista più come commissario di polizia o magistrato (sogno che ho da bambina). Tuttavia ora che faccio giurisprudenza non mi interessano molto le materie e mi spaventa studiare enormi libri e tante leggi. Non so se ho fatto la scelta giusta, a volte penso che avrei dovuto provare ingegneria o il test di medicina e ora sono in crisi. Cosa mi consigliate? Grazie mille

    1. Ciao Francesca, da quanto leggiamo non ci è chiaro cosa ti piace.
      Ci sembra di capire che i lavori tecnici non ti piacciono e se è realmente così non puoi certamente scegliere facoltà scientifiche o tecniche.
      Se invece il tuo sogno e la tua reale passione è fare il commissario o il magistrato, hai scelto la facoltà giusta solo che non ti devi far spaventare e intimorire dallo studio delle sue materie.
      Come abbiamo avuto modo più volte di scrivere, lo studio universitario non è un fine ma è un mezzo per arrivare a fare il lavoro, e la vita, che ci piace.
      Quindi, devi prima capire bene cosa ti piace fare, cosa vuoi diventare e chi vuoi essere, scopri anche i lavori che non fanno per te. Poi ti devi dimenticare delle materie che non ti piacciono tanto e concentrarti solo a studiare, impegnarti per superare gli esami e porre le basi di quello che diventerai. In bocca al lupo da G&V.

  65. Salve, ho 21 anni e da poco ho iniziato il secondo anno di infermieristica. Premetto che la mia prima scelta, da un po’ di anni a questa parte, è stata medicina, ma da un po’ di tempo ho capito di essermi sbagliata e quindi ho lasciato perdere. Comunque, due anni fa, ho provato per la prima volta il test, appunto, ma non sono riuscita ad entrare. Nel contempo provo anche il test per biologia e quello di professioni sanitarie. Tra quest’ultime( visto che c’è la possibilità di mettere tre opzioni di corsi di laurea) misi come terza opzione infermieristica, ma più che altro lo feci perché spinta dai miei genitori e difatti non nego che storsi il naso nel farlo. Fatto sta che entrai a biologia e, nella fretta di non farmi perdere l’opportunità, mi iscrissi. Poco dopo ho lasciato perché nella testa avevo sempre in mente medicina, per cui decisi di dedicare i mesi che precedevano il test( che venne fatto ad Aprile) allo studio e alla preparazione in vista della prova, aiutata da un ragazzo esperto in materia. Verso dicembre, con i vari scorrimenti, risulto vincitrice ad infermieristica, ma l’ateneo dà la possibilità di iscriversi nell’anno in corso o nel nuovo anno accademico, e visto che mi stavo impegnando a prepararmi per il test di medicina decisi di non iscrivermi nell’immediato. Ad Aprile ho riprovato il test, ma purtroppo senza ottenere buoni risultati. Ed ecco che inizia una “tragedia”: ero ovviamente delusa, ma anche arrabbiata sapendo quello che mi aspettava. Sapendo che a settembre mi sarei immatricolata ad infermieristica, visto che era un’occasione da non perdere. E così ho fatto: mi sono iscritta, dicendo apertamente ai miei genitori che non ero per niente contenta; che la mia non era una scelta, ma più che altro un “tentare”. Il primo mese di tirocinio passa abbastanza in fretta e, devo dire, erano più le volte che tornavo a casa contenta che quelle in cui ero infelice. Gli esami vanno a gonfie vele, ma al momento del ritorno in tirocinio nel mese di maggio e giugno riecco spuntare i vari dubbi, la convinzione di non essere fatta per questa professione. E così succede: ho passato due mesi di scontento, in cui mi sono sentita fuori posto, un pesce fuor d’acqua. Sono stati due mesi pesantissimi, talmente tanto da portarmi ad essere una persona completamente diversa da quella che sono sempre stata: ero furiosa, stressata, giù di morale, disinteressata durante il tirocinio e quasi apatica.
    E veniamo ad ora: agli inizi di settembre ho riprovato il test per le sanitarie mettendo tra le scelte tecnico di laboratorio biomedico , ma, purtroppo, i posti sono pochissimi. Il fatto è che io non sono per nulla contenta di star continuando il percorso di infermieristica: durante gli ultimi mesi di tirocinio mi sentivo insoddisfatta, senza un obiettivo da raggiungere. Il vostro articolo, peraltro interessantissimo, mi ha fatto pensare a quali fossero le mie passioni da piccola, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il teatro e quindi la recitazione. Non che abbia fatto grandi cose, sia chiaro, ma quando ero sul palco a fare una semplice recita( e questo anche durante l’adolescenza visto che poi ho frequentato un corso) ero felice, appagata. Mi sentivo al posto giusto.
    Altre passioni erano e sono la lettura e la scrittura; la natura. La fotografia e, crescendo, le lingue.
    Se avessi il coraggio e delle alternative valide lascerei infermieristica anche adesso, ma nel caso in cui lo faccia( adesso o nei prossimi mesi) che cosa potrei andare a fare? Come faccio a scegliere una strada da prendere tra le miei passioni ed essere sicura che sia quella definitiva?
    Scusate per il poema, ma mi piace scrivere anche perché ho bisogno, come in questo caso, di sfogarmi 🙂
    Grazie in anticipo e complimenti per il sito!

    1. Grazie Isabella, dal tuo poema si evince chiaramente una cosa: infermieristica non ti piace ( e probabilmente le discipline sanitarie in genere ), non lo studio delle materie ma la professione che hai avuto modo di sperimentare grazie al tirocinio. Questa è la cosa più importante da capire, non importa tanto se piacciono le materie da studiare quanto se piace la professione, perché quello è il futuro.
      Chiarito questo, devi capire cosa ti piace veramente fare, quali sono le tue attuali passioni e le tue aspirazioni. Non abbiamo elementi sufficienti per aiutarti ad individuarle, ma devi avere il coraggio di scoprirle senza la paura che potrebbero non essere quelle definitive. Non importa poiché tutto cambia, e strada facendo potrai sempre tarare il tiro. Però se fai quello che ti porterà ad essere ciò che sicuramente non vuoi, non hai possibilità alcuna di raddrizzare la rotta perché sarà quella sbagliata. Un abbraccio G&V.

  66. Ciao e complimenti per l’articolo! Mi ci sono imbattuta perché anche quest’anno sono alla prese con la fatidica domanda “Corsi, università o lavoro??”.
    Ho l’età di chi, se frequenta l’Università, sta per laurearsi alla triennale o comunque sta frequentando il terzo anno, ma non sto facendo nessuna delle due cose.
    Pensavo che la mia strada fosse la scienza: appena “maturata” mi affascinava la chimica (nonostante studiassi tutt’altro al liceo delle scienze umane) , ma anche il mondo dell’Università, della vita lontana dal mio paese in un appartamento con dei coinquilini, l’essere matricola, ecc..
    Nonostante ciò il primo anno dopo la maturità me lo sono preso molto sabbatico, nel senso che non solo non ho fatto l’Università, ma non sono riuscita neanche a trovare lavoro (o forse non mi sono impegnata a cercarlo, perché il fatto di lavorare mi spaventava).
    L’anno dopo mi sono iscritta all’università perché non mi andava di essere nullafacente, ma soprattutto volevo ricominciare ad imparare qualcosa, perché a me piace molto studiare (anche se a volte mi manca la costanza e l’attenzione..). Facoltà scientifica, come piaceva a me, ma ho scoperto dopo pochi mesi di non essere portata per quelle materie, nonostante ne fossi affascinata.
    Ho smesso di nuovo di studiare, ma stavolta ho iniziato a lavorare. Lavoretti molto poco retribuiti, non dignitosi (almeno secondo me che sognavo altro nella vita), e anche non capaci di darmi una vera e propria esperienza. I soldi, si sa, non puzzano mai, quindi sono stata contenta di guadagnare qualcosa e smettere di pesare, almeno un po’, sulla mia famiglia, ma quest’anno, anche se continuerò a lavorare, voglio imparare qualcosa che mi diriga verso il mio lavoro ideale.
    Negli anni ho scoperto di essere una persona artistica, con la passione per la scienza, ma con la parte sinistra del cervello troppo poco sviluppata per studiare chimica, fisica, matematica, ecc..
    Nella mia vita vorrei fare la fotografa di grandi eventi; magari organizzarli anche questi grandi eventi; aprire un blog sponsorizzato, scrivere, fare la graphic e web designer e possibilmente anche la video-maker. Mi piace molto lo sport, la psicologia, mi affascina la letteratura italiana e vorrei imparare bene una lingua straniera per poter lavorare qualche tempo all’estero.
    Mi piacciono un sacco di cose ma non so come fare a metterle in pratica.
    Quest’anno avevo pensato di frequentare l’Accademia di belle arti, ma non ho passato il test d’ingresso. Ho pensato quindi di iniziare Scienze della Comunicazione. Questa facoltà mi piace, ci sono materie interessanti, ma…non sono riuscita ad iscrivermi e adesso sono demoralizzata e triste.
    Non mi sono iscritta là perché ho riflettuto un attimo sul mio futuro: se faccio SdC devo cambiare città, e nonostante questa cosa mi piaccia, ho paura di non riuscire ad ambientarmi, ma soprattutto di non avere più tempo per le mie passioni e interessi. Inoltre se studio all’Uni ormai ne uscirò a 25-26 anni e dovrò fare una magistrale o un master, quindi avrò finito di studiare quasi a trentanni.
    Qui nel mio paese ho trovato una scuola di cinema. Questa dà la possibilità di fare importanti stage, ma soprattutto dura solo un anno e uscita da lì saprei fare materialmente qualcosa. Però se frequentassi quella scuola mi mancherebbe la parte teorica, es. studiare letteratura, lingue e psicologia..
    A me piacerebbe iniziare a fare esperienza nel campo del lavoro che vorrei fare, anche senza essere pagata, solo per imparare il mestiere, però ripeto che mi mancherebbero delle basi teoriche e forse mi si “chiuderebbe” il cervello (quando studiavo, invece, sentivo di avere una mente più aperta rispetto ad ora).
    Non so come risolvere questo problema. C’è chi dice: – studia e fai pratica contemporaneamente – ma io non sono la persona adatta: per esperienza, se dovessi frequentare lezioni e studiare per gli esami non riuscirei a fare anche un corso pratico (non potrei permettermelo nemmeno economicamente), rischierei per fare male entrambe le cose.
    Cosa mi consigliate? sono disperata…
    Grazie davvero per la vostra disponibilità!

    1. Ciao Ginevra, intanto grazie per l’apprezzamento. Vogliamo essere sinceri e schietti nel dirti che ti stai facendo troppo domande, troppe analisi che ti portano alla paralisi ( parafrasando un nostro boss ).
      Significa che non troverai mai la condizione ideale, quella che soddisfa tutte le tue necessità, ma non per questo devi stare ferma, questo è un errore. Dici che ti piacciono un sacco di cose, ma devi pensare prima a quelle che ti mettono nella condizione di essere più serena, ossia di iniziare a mettere al loro posto i primi tasselli e di capire cosa realmente vorrai fare.
      Allora il nostro consiglio è di seguire la tua passione artistica e di iniziare concretamente a portare a termine questo impegno. G&V.

      1. Grazie mille per la risposta, e soprattutto per la pazienza!
        Sì, mi rendo conto di essere “paralizzata” dai troppi pensieri, infatti sto passando le mie giornate senza far niente.
        Probabilmente farò il corso di Regia, così da poter concretamente fare qualcosa. Lascerò un po’ a malincuore il sogno universitario e la vita fuori dalla mia città, ma non riesco proprio ad iscrivermi a questa perché ho paura di non realizzarmi..
        Grazie ancora,
        Ginevra

  67. Salve, io ho un problema molto urgente: ho 19 anni e a luglio ho terminato il liceo linguistico, che in realtà non era stata una mia scelta, ma più che altro guidata dall’incertezza di cosa fare, dal fatto che mia sorella gemella si sarebbe iscritta lí e dall’opinione positiva che aveva mio padre nei confronti della scuola e a me era personalmente piaciuto molto il laboratorio di scienze. Comunque mi sono diplomata con 99 risultando la seconda migliore della classe (dopo il 100 di mia sorella) e in generale sono sempre stata una buona studentessa anche se a dire il vero non mi sono mai considerata poi così brava a causa della mia scarsa autostima. Un altro particolare importante è che il quarto anno di liceo l’ho passato in California. Infatti la mia più grande passione sono gli Stati Uniti e fin da quando ho iniziato le superiori sapevo di volerci andare, così ho lottato per il sogno, anche contro mia madre che era molto preoccupata e non approvava la mia idea, e sono partita, senza alcun aiuto da parte della scuola, che anzi, nonostante io sia sempre stata brava e mia sia impegnata molto nel seguire corsi difficili e collegati alle materie fatte in Italia ottenendo buoni risultati (sono stata persino riconosciuta studente del mese a Marzo tra 2500 studenti) mi ha richiesto di fare un esame di recupero di 6 materie a Settembre. Dunque al ritorno dagli USA, dove comunque ho continuato a studiare, ho dovuto studiare ancora e ancora per affrontare la quinta. Ma non è stato un grandissimo peso in quanto a me studiare piace e mi piace imparare cose nuove.
    Questo ci porta ad aprile dell’anno scorso, quando ho fatto il test per Business and Economics all’università di Bologna, sia per la sede di Bologna che per il progetto BA, ovvero di frequentare il primo anno a Buenos Aires a partire da Gennaio 2016, in quanto in argentina le lezioni iniziano a Gennaio, sono entrata ad entrambi e tra i due ho scelto Buenos Aires perché io in realtà non ho una particolare passione per l’economia e ricordo che quel poco fatto in America mi era piaciuto per via della bravissima insegnante che ho avuto, più che per la materia in sé, dunque con una seconda esperienza all’estero pensavo di compensare l’incertezza sulla materia. Inoltre mio padre è laureato in economia ed ha lavorato (prima di andare in pensione) come direttore amministrativo di un’azienda, il che gli ha sempre garantito un buon guadagno. Dunque, oltre all’esperienza all’estero questa facolta garantirebbe un futuro lavorativo.
    Io peró, già al momento del test ero insicura perché pur non avendo mai avuto grandi idee sul futuro (tutto quello che ho sempre desiderato fare era andare a vivere in America e una volta realizzato il mio sogno non sapevo più cosa fare, mi sentivo realizzata sul momento, ma avevo già una grande paura del futuro) mi sono appassionata alla medicina, in particolare alla neurochirurgia. Ho fatto comunque il test, anche per via delle pressioni di mio padre, credo, ma stava nascendo in me una nuova e inaspettata passione per la medicina. Purtroppo pero noi a scuola non abbiamo mai fatto materie come biologia e chimica (in Italia), almeno non bene quanto avremmo dovuto, quindi con zero preparazione di base e pochissimo tempo (ho finito di studiare per la maturita il 6 luglio e il 10 sono arrivate due amiche dall’America che sono rimaste fino ad agosto) ho studiato per tre settimane e ho tentato il test di medicina, dove ovviamente non sono entrata, data la mia scarsa preparazione, anche se sono stata comunque contenta di avver almeno superato la sufficienza. Dopo il test in italiano ho provato anche quello in inglese che si è svolto una settimana dopo per il quale mi sono concentrata sullo studio della biologia e ho totalizzato 10 punti in più rispetto a quello in italiano, ma comunque non sono entrata nemmeno qui perché il numero di posti è molto ridotto e i punteggi minimi molto più alti.
    Ho sempre detto che se non fossi entrata a medicina sarei partita per Buenos Aires, ma dopo lo sconfortante risultato dei test sono rimasta davvero molto molto delusa da me stessa e diciamo che la mia già scarsa autostima ne ha sofferto maggiormente. Ora pero ho trovato una facolta a numero aperto di Biosciences e Biotechnology a Camerino (circa 4/5 ore da casa mia) che mi sembra davvero interessante, e dunque sono risorti tutti i dubbi sull’economia. Comunque ho dubbi anche sulla biologia perché io vorrei tentare di nuovo il test di medicina l’anno prossimo (anche se mio padre non è d’accordo, quindi non credo glielo dirò in caso), ma non avendo mai davvero fatto chimica e fisica, materie del primo anno, non so se riuscirei a farle e inoltre non ho un grande appoggio da parte di mio padre perché dice che biologia non da possibilità di lavoro in futuro.
    Dunque ecco il mio dubbio: partire per l’Argentina e fare economia, oppure scegliere biologia? (entrambe sono comunque in inglese).
    Potete aiutarmi a risolverlo???

    Scusate per il papiro, ma volevo dare più informazioni possibili perché mi possiate sinceramente aiutare.

    1. Salve Michela, il ragionamento che ti consigliamo di fare è capire quanto realmente sei interessata ed attratta da Medicina.
      Frequentare Bioscienze e Biotecnologie a Camerino ti permetterebbe di capire realmente quanto le materie come chimica, fisica e biologia ti sono affini, quindi di capire se ha realmente senso pensare ancora a Medicina ed eventualmente ritentare il test il prossimo anno. Quindi l’iscrizione a Biologia la puoi vedere anche come un test di affinità, oltre che una scelta universitaria.
      Detto ciò, non vi è dubbio che la preparazione in Economia garantirebbe molte possibilità di impiego, ma ciò ha senso solo se le materie economiche rientrano nelle tue corde e ti immagini un futuro gioioso di professionista in questo settore. In caso contrario sarebbe solo una forzatura.
      Per chiudere, il nostro consiglio è di approfondire l’interesse per Medicina e affini.
      In bocca al lupo dal G&V team.

      1. Grazie mille per la risposta e i consigli. Nei prossimi giorni andrò a vedere la facoltà a Camerino e poi prenderò una decisione definitiva. Ancora mille grazie per la disponibilità, vi farò sapere la mia decisione finale.
        Buona giornata e buon weekend!

  68. Ciao, mi ho colpito molto l’articolo, specie la storia dell’autore.
    Comunque sono qui perchè mi ritrovo in una situazione insolita… Quest’anno come moltissime persone ho tentato il test di medicina, ma non sono passata; d’altra parte ho fatto il test di biotecnologie e là sono passata, quindi senza pensarci due volte mi sono iscritta là… Tuttavia non mi sento affatto coinvolta o entusiasta del corso, faccio molta fatica a seguire le lezioni ( al liceo non avevo problemi del genere, andavo bene in tutto alla fin fine) oltretutto non riesco nemmeno a studiare, a me è sempre piaciuto studiare, l’idea di conoscere ecc… Non capisco cosa mi succede! Ho iniziato a pensare di dover cambiare facoltà, pensavo di andare a fisica (al liceo era tra le mie materie preferite insieme a biologia), ma a me gli sbocchi di fisica non convincono più di tanto (quelli che conosco almeno, ossia l’insegnamento e la ricerca), sotto questo profilo sono più entusiasta all’idea di diventare una ricercatrice medica… Mi sembra di non sapere più chi sono. Mi chiedo devo farmi forza e proseguire su questo percorso (e magari tentare di nuovo medicina)? Oppure cambiare totalmente strada?

    Grazie per la pazienza e per la disponibilità.

    1. Ciao Lara, in realtà la tua situazione non è insolita perché il tuo dubbio sulla facoltà giusta si presenta sia prima che dopo aver fatto la scelta.
      Però ci sembra di capire che le materie nell’ambito della biologia e della medicina ti piacciano, il problema è relativo alla difficoltà che incontri nel seguire le lezioni ed a concentrarti nello studio.
      Se è così, non devi preoccuparti in quanto non è raro che capiti quando si cambia radicalmente la modalità scolastica, tipico del passaggio dalle superiori all’Università.
      Quindi, consapevole di questo fenomeno e del fatto che ogni cambiamento introduce difficoltà di adattamento e smarrimento ( anche inconscie ), il consiglio che ti diamo è di sgombrare la testa dai dubbi sul cambiare facoltà o percorso di studi. Concentrati sullo studio di quello che stai facendo e porta a termine il primo anno. Semmai al suo termine potrai fare un bilancio e rivalutare il test di Medicina o altro.
      Tra l’altro, a breve potremo aiutarti con del nuovo materiale dedicato ai metodi per studiare meglio, ai vari modi di frequentare le lezioni con successo, alle tecniche per concentrarsi ed altro ancora. Un abbraccio dal team G&V.

  69. Ciao ragazzi, l’articolo è davvero brillante e ben strutturato.
    Vi volevo chiedere un parere circa la mia storia e il mio percorso accademico : sono sempre stato uno studente molto brillante, ho concluso a pieni meriti le varie scuole e mi sono diplomato con il massimo dei voti al liceo scientifico. Le materie che mi hanno sempre affascinato sono quelle scientifiche senza però una propensione per una in particolare. Fin da piccolo ho avuto una gran passione per lo spazio e questo filo conduttore mi ha portato dalla piccola età di appena dieci,undici anni all’idea di voler diventare ingegnere aerospaziale. Sono arrivato quindi tranquillo al momento della decisione… presa senza rifletterci troppo su.
    Fin dal momento dell’iscrizione qualcosa però è iniziato ad andare storto, mi sono chiedo se veramente mi interessava studiare gli aerei,le manovre di volo, la meccanica e così via. E dopo aver concluso in maniera ” travagliata ” il primo anno, sebbene conseguendo comunque tutti gli esami, sono ancora qui a chiedermi se questa è davvero la mia strada giusta. Ho maturato l’idea di voler aiutare gli altri anche se non in maniera diretta. Vorrei studiare per poi fare un lavoro che sia ” utile “. L’idea della ricerca mi affascina moltissimo ma non troppo quella in campo aeronautico. Da qui l’idea di ingegneria biomedica che però mi è stata fortissimamente sconsigliata in ambito lavorativo soprattutto nel nostro Paese, che ormai si contraddistingue per lo scarso interesse e gli scarsi fondi in ambito di ricerca e sviluppo. Ho pensato vista questa “vocazione” l’idea di iscrivermi a medicina ma sono quasi sicuro che scarterei a prescindere l’ambito chirurgico, sono molto schizzinoso verso sangue e annessi.
    Questa profonda decisione mi ha portato in una fase di stallo … sto continuando a seguire le lezioni e a studiare in maniere passiva, le materie non mi interessano granché ma mi sto aggrappando all’idea che forse nella professione sarà diverso. Forse però è una motivazione troppo fragile per ritenere di avere le basi per continuare. Sono in forte dubbio … mi chiedo ha senso continuare così o pensare di fare qualcos altro .. non ho in questo momento però passioni specifiche e questo mi blocca.
    Vi ringrazio per l’attenzione e la pazienza, siete grandi.

    1. Ciao Lex, se le discipline scientifiche ti sono sempre piaciute crediamo non ci sia una valida ragione per cambiare direzione. Quindi riteniamo che optare per Medicina o affini sia un errore. Se il tuo dubbio deriva dalla voglia di fare qualcosa per aiutare gli altri, non ti preoccupare perché troverai sicuramente molteplici modi per farlo, a prescindere dalla professione che farai.
      Detto ciò, una riflessione più profonda va fatta circa Ingegneria aerospaziale che rappresenta una scelta ben precisa, con degli ambiti di studio ben delimitati, seppur sempre nell’ambito dell’Ingegneria. Premesso che la tua futura professione potrebbe essere diversa dall’ambito strettamente aeronautico, se già lo studio delle materie ti lascia perplesso e non ti convince appieno, puoi valutare altre specializzazioni, magari dopo aver concluso il biennio. In questo modo avrai la possibilità di capire veramente se il settore aerospaziale ti piace, ma avrai anche completato un percorso, cosa sempre preferibile rispetto a lasciare a metà strada. Cogli anche l’occasione per capire se la ricerca ti affascina veramente o se sei più portato per l’applicazione in ambito industriale.
      Quindi, per concludere, concentrati a capire cosa ti piace fare nell’ambito scientifico, magari sempre dell’Ingegneria, lascia perdere pensieri di altro tipo che avrebbero il solo risultato di distrarti e confonderti. Un saluto da G&V.

  70. Buonasera,
    sono al secondo anno di scienze naturali e ammetto che ho ancora alcuni dubbi sulla scelta. Sono sicura che l’area scientifica è quella adatta a me; mi piace la matematica, biologia, chimica.Negli ultimi anni ho scoperto una forte passione per gli animali.. per questo motivo ho scelto scienze naturali perchè penso che sia adatta per tale studio. Tuttavia, da quando ho incominciato, ho sempre il timore di aver sbagliato e che magari la facoltà che mi può preparare meglio per il mestiere di zoologa/etologa sia scienze biologiche. Per di più la paura di non trovare un lavoro in questo ambito e il fatto che mi ci vedo anche in un laboratorio, mi lasciano ancora più nel dubbio. sono andata a consigliarmi con entrambi i coordinatori dei corsi ed entrambi mi hanno detto che la parte zoologica è più o meno uguale nei due corsi. però non sono sollevata da questi discorsi.. mi sento ancora molto indecisa e non capisco il perchè.
    spero in un vostro consiglio.
    grazie

    1. Salve Arianna, da quanto scrivi ci sembra di capire che il tuo dubbio non sia tanto tra Scienze naturali e biologiche, che hanno molte comunanze. La nostra impressione è che tu sia spaventata da quello che il futuro lavorativo ti riserverà e non sei pienamente convinta di arrivare preparata al meglio per affrontarlo.
      Se è così non devi preoccuparti eccessivamente, e’ comune ai giovani, soprattutto finché la direzione intrapresa non è ancora così ben chiara e definita. Con questo vogliamo dirti di non farti distrarre e demotivare da questi pensieri, ma di concentrarti sul percorso di studi che hai scelto e che ci sembra di capire rispecchi le tue passioni e predisposizioni.
      Inoltre, come abbiamo già avuto modo di scrivere, frequentare l’Universita’ non significa solo conoscere le materie studiate ma è molto di più e questo rappresenta la tua migliore preparazione per la vita lavorativa. Un abbraccio G&V.

  71. Qualsiasi scelta facciate, perche’ non andare all’estero, almeno a MIGLIORARE L’INGLESE?!?! E’ utile, oserei dire indispensabile, sia si decida di proseguire gli studi (non dimentichiamo che in alcune facolta’ si studia direttamente da libri di testo in lingua inglese!) sia si decida di entrare nel mondo del lavoro.
    “Ma i corsi di inglese all’estero costano troppo!”: vero, di solito sono molto molto cari. Soprattutto se, come me, si decide di andare DALL’ALTRA PARTE DELL’OCEANO (piu’ precisamente in Canada, Vancouver). Ma per esperienza diretta e personale vi dico che si possono trovare scuole molto valide a prezzi accessibili. Basta fare attenzione al tipo di scuola che si sceglie. Potete contattarmi in privato se volete maggiori informazioni o consigli.
    “Perche’ scegliere il Canada, visto l’iter burocratico piu’ complicato?”, quante volte mi hanno rivolto questa domanda: innanzitutto l’iter e’ semplice e breve se si decide di venire a studiare solo per un certo periodo, che sia un mese o qualche anno. Chiedere e ottenere il Visto da studente e’ davvero semplice e per noi europei i casi di Visto rifiutato sono davvero rari (io personalmente non ho mai sentito di alcun caso). Se invece ci si vuole TRASFERIRE in Canada…beh, allora si’ la faccenda e’ complicata. A meno che non sia un “super-esperto” in qualche settore in cui i canadesi hanno qualche lacuna, allora in quel caso avremo la fila di aziende pronte a sponsorizzarci in qualsiasi modo! E nessun ostacolo da parte del Canada. Per tornare alla domanda “perche’ il Canada?”…non saprei nemmeno da dove cominciare per elencare le ragioni. E’ un Paese che funziona, per prima cosa. Non e’ perfetto, le cose perfette non esistono. Ma qui si va avanzi per meritocrazia, qui si fa strada se ci si da da fare, qui apprezzano l’onesta’ piu’ della furbizia, qui c’e’ umanita’, qui le culture si mescolano e si integrano, qui si impara sempre qualcosa da qualcuno, che sia un insegnante o un manager, un operaio o un senzatetto. Qui si puo’ sopravvivere con un lavoro part-time e intanto studiare, o si possono fare tanti soldi in pochissimo tempo (nota personale: non ho mai visto cosi’ tante Lamborghini e Ferrari girare per strada come qui!). E’ la terra delle opportunita’, con l’umanita’ e la cultura della cara vecchia Europa. Qui vince la generosita’, la bonta’, i sani principi. Per cui, rivolgendomi agli italiani ancora in Italia, perche’ non venire qui in Canada? Almeno a dare una sbirciatina, a vedere che il mondo puo’ funzionare anche in qualche altro modo: bene.
    Sono a disposizione di chiunque voglia rivolgermi domande o consigli per venire in Canada, sopratutto a Vancouver. Io sto studiando e lavorando qui. Cornerstone International College di Vancouver. Mi trovate su Facebook (Marta Cornerstone) o alla mia mail marta.habeler@ciccc.ca

  72. Salve, come molti altri ho dei dubbi riguardo all’università da scegliere e vorrei un vostro parere. Da quando ero piccola mi sono sempre interessata al campo della progettazione architettonica, infatti, diventare architetto era il mio sogno fino a circa un anno fa, quando ho iniziato a farmi delle domande,e mi sono infatti resa conto di provare una certa attrazione verso il campo della medicina, in effetti sono sempre stata brava in materie come matematica, chimica, fisica e biologia al contrario materie come storia e letteratura non mi hanno mai affascinavano molto, tuttavia so che intraprendere la carriera di medico è molto faticoso e prima che si diventi dottori ce ne vuole di tempo. Oltretutto come scuola superiore avevo scelto l’indirizzo geometra che mi avrebbe permesso di lavorare in un campo simile all’architettura se avessi deciso di non proseguire con i studi, tuttavia volendo scegliere medicina ho delle lacune nelle materie scientifiche perché le ho svolte solamente nel biennio. Premetto che sto in quarto superiore perciò ho ancora un anno per decidere, per colmare le lacune nelle materie scientifiche se decido di fare medicina.
    Il mio problema è che studiando le materie ‘tecniche’ mi sono resa conto di non vedermi nel campo delle costruzioni, la progettazione mi affascina ancora, il disegno tecnico soprattutto, ma non mi vedo nel futuro a girare per i cantieri. Mentre sono molto affascinata dalla medicina, dall’essere un dottore un giorno e di essere capace di aiutare altre persone con le mie conoscenze. Sono anche consapevole che come architetto non ci sono molti sbocchi lavorativi e soprattutto molti posti di lavoro ,quindi la domanda che chiedo, sarà una giusta scelta scegliere il campo della medicina, dovendo applicarmi un po’ di più sicuramente per recuperare le lacune, o scegliere architettura che comunque trovo anch’essa molto interssante? grazie dell’aiuto

    1. Salve Jessica, innanzitutto come detto ad altri complimenti per aver già iniziato a pensare e documentarti sul tuo futuro lavorativo e formativo. I tuoi dubbi sono normali e vorremmo fare assieme a te questo ragionamento.
      Le tue passioni sembrano Architettura e Medicina, nel caso della prima hai già iniziato a sperimentare lo studio delle materie tecniche ed è ovvio che hai qualche riserva, nel caso della seconda hai dei timori dovuti alla scarsa conoscenza delle materie scientifiche. Quindi non fare dei confronti diretti su questi aspetti perché non sono comparabili.
      Altra considerazione, studiare Architetuttura non significa solo dover andare per cantieri, ci sono molte altre possibilità : designer, arredamento, progettazione, ecc.
      Ultima considerazione, gli altri si possono aiutare in molteplici modi, non solo facendo il Medico ( volontariato, formazione, coaching, insegnamento, ecc. ).
      Ora, in base a quanto ci siamo detti sopra, devi ragionare almeno su questi 3 elementi e chiarirti le idee, pensando prima di tutto cosa ti piace veramente fare, senza farti condizionare dalle possibili difficoltà che incontrerai, queste le affronterai mano a mano. Un saluto da G&V team.

  73. Salve, mi chiamo Federica ho 27 anni (cosa molto importante) e abito a Napoli (cosa altrettanto importante). Vi spiego brevemente la mia situazione degli ultimi 8 anni circa: mi sono diplomata all’età di 19 anni all’istituto professionale per i servizi commerciali, scelta fatta perché a quell’età non sapevo cosa fare in futuro e l’ho scelta solo perché ci si era iscritta la mia compagna di classe. Durante il percorso formativo risultavo brava in quasi tutte le materie (cosa negativa in quanto non riuscivo a scegliere una sola strada) ma se poi ci ripenso il livello generale della mia classe non era altissimo, quindi diciamo che eccellevo forse solo perché gli altri erano mediocri. Col senno di poi la scelta delle superiori non è stata poi così errata, dato che sono sempre stata una persona molto timida e quindi preferivo fare un qualcosa di più pratico, in cui il “parlare” o il “convincere” era quasi nullo. Dopo il diploma pensavo poi di iscrivermi a lingue ma la cosa poi fu accantonata. Decisi quindi di diplomarmi e stop, nei successivi anni ho fatto un po’ l’addetta alla vendita e la cosa mi risultava difficilissima, il convincere qualcuno, il vendere, il rompere il muro già nell’avvicinarmi al cliente per chiederle se le occorreva un aiuto per me era un peso abnorme. La mia crisi risale già ai tempi delle medie, mentre tutti gli altri erano ben decisi sul loro futuro, io invece ero l’unica che non sapeva assolutamente cosa fare, ero praticamente in balia delle onde, avrei potuto fare tutto e niente, ma se mi ci soffermo ancora oggi continuo a non trovare la strada. Quest’anno (dato che a Napoli si trova poco lavoro e i miei colloqui vanno sempre male) ho fatto un corso di Brand Design e qui mi sono affacciata al mondo della grafica. Ho addirittura pensato di iscrivermi all’università, cosa che se non cambierò idea nel frattempo e riesco a implorare i miei nell’aiutarmi in questa folle idea, mi iscriverò a Design e Comunicazione. Però poi ripensandoci, ritornare a studiare dopo che il cervello è stato fermo per quasi 10 anni mi spaventa, non so se ne sono all’altezza, non so se è la facoltà giusta, a questo punto sto pensando di prendere una laurea triennale qualsiasi.. La mia insicurezza non è mai diminuita, la mia timidezza nemmeno, ma devo vedere di fare qualcosa per non sentirmi inutile, per essere più sicura e fiera di me, per avere un po’ di autostima dato che attualmente mi vedo una nullità.
    Perdonate il libro.

    1. Salve Federica, se abbiamo capito bene stai decidendo di riprendere gli studi per non sentirti fallita. Questa non è sicuramente la giusta motivazione per avere la necessaria energia per superare i vari problemi che dovrai affrontare. Quindi scegliere una qualsiasi facoltà, anche se della durata di 3 anni, sarebbe una scelta sbagliata. Se decidi di agire comunque in questo modo ( studio per non stare senza far nulla ) piuttosto opta ancora per dei corsi formativi specifici, molto più efficaci e utili.
      Il nostro consiglio è di rileggere l’articolo facendo tutte le riflessioni indicate. Innanzitutto capisci realmente se hai le giuste motivazioni per riprendere gli studi Universitari, oppure se è meglio continuare la ricerca del lavoro, magando frequentando dei corsi che prevedono anche degli stage.
      Se invece ne risulta che la scelta migliore è studiare, capisci bene cosa ti piace fare come attività lavorativa, quali sono le tue passioni, cosa ti eccita solo al pensiero, quindi scegli la facoltà che ti prepara a farlo al meglio. Non rinunciare per la paura di non farcela, di non essere all’altezza ( alle superiori non erano gli altri peggiori di te, TU eri MIGLIORE di loro ), credi più in te stessa che forse è l’unico tuo vero limite.
      Ti consigliamo anche di leggere qualche nostro articolo della PNL, oppure percorrere il nostro percorso di crescita personale ” Conoscersi al 100% “.
      Un grande in bocca al lupo dal team G&V.

  74. io ho 16 anni faccio il terzo anno di liceo artistico in architettura e ambiente… sono molto confusa nel cosa fare dopo le superiori perchè non voglio fare l’architetto ma qualcos’altro di creativo… qualcosa che rifletta le mie passioni… non voglio lavorare solo per soldi ma voglio lavorare per divertirmi a fare ciò che più mi piace,, rendere felice me e soddisfare le mie aspettative… ma il problema è che non capisco bene cosa fare,,, mi piacerebbe fare qualcosa in fotografia o qualcosa come interior disigner, pubblicità…. insomma, ripeto ancora, qualcosa di creativo… se potete darmi qualche consiglio ne sarei molto grata… grazie!

    1. Ciao Raji, poiché stai frequentando il 3 anno hai la possibilità di dedicare tempo e soprattutto la necessaria tranquillità e serenità per fare la migliore scelta. Il nostro consiglio è che innanzitutto devi capire bene quali sono le tue vere passioni, tu ne hai citate alcune e potrebbero anche essere quelle reali, ma lo devi appurare.
      Per farlo puoi leggere le riviste del settore, visitare i siti dedicati e magari parlare con chi già sta facendo queste professioni. Se poi riuscissi a passare un po’ di tempo con questi professionisti ( tipo fare degli stages o avere delle brevi collaborazioni), allora saresti veramente in grado di capire cosa ti piace fare. Un saluto dal team G&V.

  75. Salve, ho 18 anni e sono iscritta al primo anno di giurisprudenza. Dopo mesi e mesi di indecisione alla fine ho deciso di iscrivermi a questa facoltà pensando che mi potesse aprire più prospettive lavorative rispetto a quello che avrei voluto fare per passione: lingue. Ora però, leggendo i commenti di alcuni laureati in giurisprudenza del mio stesso ateneo, ho potuto constatare che la situazione è alquanto disastrosa anche per questa facoltà.. quindi ho cominciato a chiedermi: se anche con una laurea in giurisprudenza non si hanno chissà quali prospettive lavorative, perché non dovrei seguire la mia passione? Non so davvero che fare, sono confusa, non vorrei neanche sprecare tempo e soldi per cambiare facoltà, ma nello stesso tempo non vorrei arrivare tra 5 anni a trovarmi comunque in una situazione non facile e in più con la consapevolezza di non aver seguito la mia passione; però sono anche consapevole che una laurea in lingue offre davvero poche possibilità e che le lingue potrei apprenderle a parte, ho già un buon livello di inglese che sto continuando a studiare e potrei puntare ad imparare un’altra lingua..
    Scusate lo sfogo, ma sono davvero in crisi.. spero possiate darmi qualche consiglio utile. Grazie!

    1. Salve Roberta, concordiamo con te che le lingue possono essere imparate anche senza frequentare l’Università, quindi la tua passione la puoi coltivare comunque.
      Vorremmo però ragionare assieme a te sul concetto di prospettive lavorative legate a Giurisprudenza; in primis le prospettive che questa facoltà offre oggi potrebbero cambiare sensibilmente tra 5 o più anni. A questo aggiungiamo che vi sono molte possibilità di spendere questa laurea oltre a quelle più classiche e note. Ad esempio in ambito aziendale nel settore risorse umane, oppure nell’ambito della sicurezza, nella gestione della contrattualistica oppure ancora nei servizi di consulenza o di certificazione, e molti altri.
      Questo dipende da cosa ti piace fare, magari non lo sai oggi ma lo scoprirai con il tempo. Questo ragionamento però non vale se le discipline legate a Giurisprudenza non ti attraggono, magari non devono necessariamente essere una passione, ma non devono assolutamente essere un odio.
      Con questo intendiamo farti capire che sugli sbocchi lavorativi non ci sono certezze né positive ma nemmeno negative, mentre le certezze le puoi avere sulla passione o sull’odio e sulla repulsione delle discipline che devi studiare e che poi saranno il tuo lavoro, la tua vita.
      Ecco, decidi in base a questo. Un saluto da G&V.

  76. Per prima cosa la ringrazio tantissimo per i suoi consigli. Il problema però è che non riesco a capire se giurisprudenza possa appassionarmi o meno; fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di intraprendere questo percorso, e quando a scuola studiavo educazione civica non mi interessava per nulla. Ma ovviamente sono passati molti anni e il percorso non si fonda soltanto sulle poche cose fatte a scuola.
    Diciamo che la questione si pone sotto due aspetti: giurisprudenza non mi appassiona particolarmente ma so che può dare più sbocchi, inoltre ho già in mente quello che mi piacerebbe fare, ossia concentrarmi sull’aspetto internazionale così da unirvi anche le lingue: insomma vorrei puntare alla comunità europea,e so che è molto difficile, ma nel caso in cui non dovessi farcela avrei molte altre possibilità.
    Invece studiare lingue è quello che mi ha sempre appassionata, che studierei sicuramente con più voglia e passione.. ma potete confermare che gli sbocchi sono molto pochi? Tralasciando l’insegnamento che non mi piacerebbe, dubito che l’università possa dare una reale formazione per diventare interprete o traduttore, anche se non so se con una specializzazione ci si possa arrivare. Inoltre so che è un settore saturo e caratterizzato per lo più dalla precarietà.
    In conclusione, mi consigliereste di seguire comunque il cuore anche se non avrei molte possibilità e inoltre tra i pochi sbocchi mi interessano solo quelli quasi impossibili da raggiungere, oppure scegliere una strada che sarebbe inizialmente più dura in quanto non mi appassiona particolarmente, ma per cui ho già in mente degli obiettivi?
    Grazie mille per la pazienza e la disponibilità.

    1. Ciao Roberta, se ritieni che fare Giurisprudenza sia più dura solo all’inizio e poi le cose saranno più semplici, ti consigliamo di proseguire con gli studi. Per quanto riguarda gli sbocchi lavorativi di una laurea in lingue devi pensare anche ad occupazioni in ambito aziendale, soprattutto se conosci lingue come il russo o il cinese.
      Quindi il nostro consiglio è di continuare Giurisprudenza tranne se le discipline che studi ti sono proprio ostiche e l’idea di doverle utilizzare ogni giorno in ambito lavorativo ti fa venire il mal di pancia. Al contempo continua a studiare le lingue così potrai raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissa, ossia di lavorare in ambito internazionale.
      In bocca al lupo da G&V.

  77. Premessa: è un po’ lungo…mi scuso in anticipo.
    Ciao, ho 19 anni e mi trovo in una situazione che mi sembra senza via di uscita. Ho frequentato il liceo linguistico poiché le lingue sono state sempre la mia passione. Alla fine di cinque anni di liceo passati davvero male, capitata in una classe dove purtroppo non sono riuscita a stringere vere amicizie, se non con due persone, non vedevo l’ora finalmente di cambiare completamente aria, e vita. Così ho provato il test di ammissione all’università di lingue di Trieste, città di cui mi ero innamorata anche grazie a uno stage trascorso lì e a una conoscenza/appoggio molto gradito. Diciamo che ero quasi sicura che sarei passata e ovviamente mi sono montata la testa, immaginando di tutto e di più, sognando ad occhi aperti e non vedendo l’ora di lasciare la mia città e tutto. Purtroppo non è andata così; fino all’ultimo non sapevo con che lingua avrei provato il test, finché poi ho optato, ingenuamente, e lasciandomi influenzare dagli altri/familiari, inglese. Così da un giorno all’altro è come se mi fosse crollato tutto addosso…L’altra opzione che mi ero prefissata in questo caso era Economia, ma nella mia città, ancora, ingenuamente, essenzialmente perché è una doppia laurea che prevede due anni all’estero, e questo mi attirava molto, tanto da spingermi, all’ultimissimo momento, a iscrivermi, scombussolata e confusa più che mai, pensando fosse ormai troppo tardi e ragionando in questo modo; mi ero detta: “o fai lingue bene, in una delle migliori università di lingue, o se no forse è meglio cambiare completamente strada e fare un’altra cosa”. Penso di aver fatto la scelta sbagliata, o meglio di non avere scelto, di non essermi informata abbastanza sule altre possibilità, di aver ascoltato troppo gli altri, tanto da essermi fatta influenzare da aspetti superflui e non da quelli fondamentali. Oggi sono finalmente finite le lezioni, e non so assolutamente cosa fare, come muovermi. Ho capito che economia non mi piace, vivo di rimorsi, paure, ansie e insicurezze. Non so perché ma non riesco a farmi scivolare questa cosa addosso, a dirmi: “cerca di sopportare, col tempo magari andrà meglio”, no, non riesco proprio,mi pesa troppo. Ho capito che stare in questa città e tutta questa situazione non mi fanno sentire bene. Ho capito che vorrei studiare ciò che mi piace, le lingue, ma ormai mi sento immobile, senza possibilità di cambiare. Non so neanche se si possa cambiare a gennaio e se allora valga la pena di fare un corso come quello su cui mi sto informando (lingue applicate in Cattolica) che non so neanche se sia buono o se sia una di quelle tipiche lauree che non ti prepara bene né in lingue né in economia… Se poteste aiutarmi ne sarei molto grata. Scusate ancora per la lunghezza del testo ma è anche uno sfogo per me.
    Grazie mille se prenderete tempo per leggerlo e magari aiutarmi!

    1. Inutile dire che a a tutte le lezioni mi sento un pesce fuor d’acqua, sento che questo non è il posto in cui dovrei stare, non sono assolutamente entusiasta e interessata alle materie, non ho voglia di impegnarmi in materie che non mi interessano e che tra l’altro non rientrano assolutamente tra i miei punti di forza (matematica/contabilità).
      Il mio sogno è sempre stato quello di lavorare in un grande albergo, o comunque entrare nel business dell’ospitalità/ristorazione. Inoltre sento che “non appartengo all’Italia”, non vedo l’ora di scappare all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, meglio se New York, dove ho molti parenti e dove sono stata quest’estate per un mese, innamorandomene letteralmente. Amerei trascorrere un periodo di studi lì, se non anche tutto, ma, anche in questo caso, dovrei aspettare il prossimo anno…. Grazie ancora! Credevo fosse fondamentale dirvi anche questo.

      1. Ciao Giovanna, da ciò che scrivi riteniamo che in ogni caso la scelta migliore sia abbandonare Economia, che non sembra rientri assolutamente nelle tue passioni e punti di forza. Non avrebbe senso tenere duro per qualcosa che non fa proprio per te, perché non si tratta di pazientare per la sola durata degli studi, ma per tutta la tua vita.
        Naturalmente se la tua passione sono le lingue e ti immagini un futuro nell’ambito della ristorazione e dell’ospitalità devi cercare qualcosa che ti orienti e prepari per queste professioni. Il nostro consiglio è comunque di non considerare nulla che abbia attinenza ad economia.
        Perciò informati su queste possibilità senza escludere qualcosa perché magari non rappresenta un’eccellenza.
        In bocca al lupo dal G&V team.

  78. Salve. Sono una ragazza che ha compiuto 20 anni da poco.
    A 14 anni ho deciso di frequentare il liceo, con indirizzo scienze sociali.
    Questa scelta è derivata dal fatto che mi attirano tantissimo i processi psicologici, i pensieri che spingono gli esseri umani a comportarsi in determinati modi, l’inconcio, i sogni. Volevo fare il liceo linguistico nonostante ciò perchè ho un’ottima predisposizione, ma dato che la maggioranza delle mie amicizie propendeva per scienze sociali e dato che comunque mi piaceva molto l’idea di studiare questa materia insieme a diritto filosofia italiano etc. decisi di intraprendere questo percorso, poichè avrei anche studiato 2 lingue.
    Effettivamente le materie mi piacevano, ma ho avuto moltissimi problemi con la classe, litigi continui e a volte non mi sentivo proprio a mio agio. Questo mi ha portato a non seguire le lezioni, e a fare molte assenze, e di conseguenza a farmi guardare “in modo diverso” dai professori, che mi mettevano abbastanza in difficoltà nonostante cercassi di recuperare. Ci riesco, e faccio un viaggio studio a Madrid come premio all’eccellenza ad ottobre durante il 4 anno di liceo, 3 settimane fuori casa, prima volta. Capisco che adoro viaggiare, esperienza fantastica, mi sento libera e forte, sento di avere una marcia in più. Spiccano le mie doti nel campo delle lingue e nel campo della recitazione che mi è sempre piaciuto, mi vengono conferiti anche dei premi per questo (in alcuni laboratori e giochi). Purtroppo ritornando in Italia e alla scuola di tutti i giorni ritorna il mio assenteismo dovuto al fatto che proprio non mi sentivo a mio agio in quella che era la mia classe, e ormai mi sembrava tutto irrecuperabile. Non avevo stimoli, ed ero stanca. A 17 anni quindi decido di abbandonare gli studi, e non mi presento più a scuola, ovviamente vengo bocciata. Passo 1 anno in fase di stallo, dopodichè decido di iscrivermi ad un liceo linguistico. Finalmente sono contenta dei miei studi, ho sempre avuto ottima pronuncia in ogni lingua, anche se la grande passione per la psicologia/psicoanalisi etc rimane. Mi sono diplomata quest’anno con 92/100, il voto migliore della scuola. Adesso sono in bilico. Da un lato desidererei avere uno stipendio tutto per me e cominciare l’esperienza del mondo del lavoro, dall’altro questo mi spaventa, o mi sembra prematuro, non saprei… e quindi vorrei continuare a studiare per ampliare le mie conoscenze e anche perchè so di essere molto intelligente, e mi piacerebbe avere la soddisfazione per me e per i miei cari di una laurea in qualcosa che mi piace.
    Le facoltà che mi interessano maggiormente sono Psicologia, Scienze e tecniche psicologiche, Scienze della comunicazione, tecniche di neurofisiopatologia, lingue. Mi consigliano di fare giurisprudenza perchè spicco sempre per la mia parlantina, il diritto mi piace ma non mi attira molto il percorso di studi…
    Quindi sono stra indecisa su cosa fare.
    Ad oggi posso dire che sono davvero molto affascinata dalla criminologia, anche se so che il criminologo non è una figura vera e propria in italia e la cosa mi dispiace tantissimo.. mi affascinano anche i ris, l’investigazione.. è una passione enorme. Amo ancora la psicologia, psichiatria, psicoanalisi e derivate… mi immagino in un ambiente di lavoro pulito, ordinato, dove il mio lavoro possa essere di rilievo rispetto agli altri, amo sentirmi importante, per gli altri e per me stessa… avevo pensato anche per questo motivo di puntare a diventare una professionista che abbia uno studio proprio, ma ho scartato medicina anche se mi affascinano alcuni rami perchè la trovo troppo complicata come base generale, sono molto molto sensibile e non riesco a sopportare aghi e sangue… poi ho pensato a scienze erboristiche o farmacia, perchè mi ispirano serenità e ordine, ma non mi sento brava con le materie prettamente scientifiche come la fisica, chimica, matematica etc… vorrei anche approfondire le lingue perchè sono abbastanza portata, mi piace parlare in lingua e poi me lo dicono tutti, ho messo in conto anche un futuro all’estero, ma poi penso che potrei anche studiarle da sola senza bisogno di laurearmi… mi piacerebbe anche lavorare in un albergo…Avevo anche pensato di aprirmi un negozio di abbigliamento, che è sempre stato un grande sogno, ma credo sia impossibile non avendo soldi da investirvi… insomma mille idee, eppure non so cosa fare… di sicuro non voglio passare un’altro anno senza far nulla, anche perchè mi sento indietro rispetto agli altri e so che se continuo così non andrò da nessuna parte…vorrei decidere in questi mesi per essere sicura di ciò che farò l’anno prossimo… Consigli? Grazie

    1. Salve Andrea, leggendo quello che hai scritto appare chiaramente la tua grande energia e la voglia di fare tante cose, tutte diverse. Purtroppo questo comporta anche non sapere cosa fare e quindi restare immobile, sprecando tempo, denaro, energia e minando la fiducia in te stessa.
      Pertanto per non rifare questo errore devi innanzitutto distinguere le idee dalle passioni e dalle attitudini, quindi è importante che capisci cosa ti piace veramente fare e soprattutto essere.
      Per farlo inizia dal valutare quello che già conosci, ossia scienze sociali e lingue. Cerca di immaginarti nel fare quella professione, visualizzati come una persona che sta già vivendo quella vita. Ti ci vedi? Ora prova a fare la stessa cosa immaginandoti di fare le altre professioni che hai descritto. Quindi vediti come una farmacista, o una psicologa, oppure una guida turistica, una attrice di teatro, un avvocato, ecc.
      Non devi pensare alle materie che dovrai studiare ma alla professione e soprattutto al tipo di vita che quelle professioni comporteranno.
      Così domandati se ti piace viaggiare ( in questo caso escludi la professionista che ha il proprio studio), se ti piace stare all’aria aperta, se ti piace stare assieme alle persone, se preferisci lavorare da sola, e così via. Fai un elenco scritto di tutte le cose che ti piacciono e di quelle che non fanno per te, quindi escludi tutte le professioni che non ti permetterebbero di vivere la tua vita, cioè quella che ti piace, viceversa scrivi le professioni che te lo permetterebbero. Poi valuta quali tra queste sono più adatte a te, immaginandoti di viverle, approfondisci i pro ed i contro osservando e magari parlando con chi le sta già facendo.
      Infine decidi e buttati, impegnandoti al massimo a portare a termine il relativo percorso di studi. In bocca al lupo da G&V.

  79. Salve, io sono al quarto anno di ragioneria con media 9 peró mi sono resa conto che per il mio futuro mi piacerebbe fare la veterinaria. Penso che passare il test d’ingresso per me sia molto difficile perché la maggior parte delle domande sono concentrate su chimica e biologia e io ai ragionieri non ho approfondito che faccio? Penso cje saró costretta a proseguire gli studi nella facoltá di economia

    1. Salve Erica, se sei veramente appassionata di Vererinaria, il nostro consiglio è di prepararti al meglio per sostenere l’esame di ammissione.
      Poiché Economia è molto diversa dall’ambito veterinario, potrebbe essere che per te sia una pesante forzatura, quindi non devi commettere l’errore di scegliere la strada più facile.
      Detto questo, la tua passione può generare la necessaria determinazione a prepararti per essere ammessa e per superare le varie difficoltà che il percorso di studi presenterà.
      In questo modo potrai fare la Veterinaria!
      Un saluto dal G&V team.

  80. Salve,
    sto facendo il terzo anno al turistico, ma ho già le idee chiare per cosa fare in futuro.
    Il mio sogno è fare l’avvocato ma mi chiedo se sia possibile passare da un turistico a giurisprudenza e se mi conviene.Un mio problema è anche il carattere sono piuttosto introversa e i miei parenti mi dicono che non mi ci vedono a fare l’ avvocato però non voglio rinunciare al mio sogno per questo anche perché so di potercela fare .
    Spero in qualche vostro consiglio e vi ringrazio in anticipo.

    1. Salve Angela, se hai le idee chiare e ti piace Giurisprudenza non preoccuparti troppo e segui la tua passione. Non ci sono problemi per passare dal turistico a Giurisprudenza, naturalmente incontrerai delle difficoltà ma come tutti gli altri, la diversa preparazione scolastica precedente all’Università può facilitarti all’inizio perché conosci già gli argomenti ma poi c’è poca differenza, inoltre la passione è una potente arma per superare le difficoltà.
      Per quanto riguarda ciò che pensano i parenti, utilizza le loro opinioni per valutare se davvero sei introversa e poi lavora su te stessa per migliorare questo tuo punto di debolezza, ma non lasciare mai che una debolezza diventi un limite!
      Un saluto da G&V.

  81. Salve a tutti,
    frequento l’ultimo anno di un istituto tecnico commerciale. Da un po’ di tempo sto iniziando a pensare al mio futuro e più precisamente a cosa fare dopo il diploma. Premetto di voler frequentare l’università ma ciò che mi preoccupa è quale facoltà scegliere… Una delle mie passioni è l’ecologia, la natura, il riciclaggio, in poche parole tutto ciò che è sostenibile ed è compatibile con la natura. Mi interessano le energie rinnovabili e mi piacerebbe contribuire a rendere il mondo un po’ più verde e fare in modo che l’uomo viva a contatto con la natura e non soltanto spremendo le sue risorse e distruggendo tutto, (nel mio piccolo ovviamente). Ora, detto questo, sono molto confusa sulla facoltà più adatta a me. Ho iniziato a pensare che la facoltà che sembra più avvicinarsi alle mie idee sia ingegneria per l’ambiente e il territorio… Ovviamente ho molti dubbi, non sono sicura. Mi spaventa anche il fatto che ingegneria è una facoltà dura e ho paura di non avere le giuste basi…
    è una scelta molto difficile per me… Spero in un vostro consiglio e se per caso sapeste indicarmi qualche altra facoltà adatta alle mie idee ve ne sarei grata.
    Grazie, a presto.

    1. Salve Marta, sembra che tu abbia già le idee molto chiare su cosa vuoi fare, pertanto sei più fortunata di molti tuoi colleghi.
      Ora, essendoti chiaro il settore di tuo interesse, devi cercare la facoltà il cui percorso di studi sia più vicino alla professione che vuoi intraprendere.
      Per fare questo ti consigliamo di visitare i siti delle varie facoltà o di rivolgerti alle loro segreterie.
      Un sito di riferimento può essere Almalaurea.
      Per quanto riguarda il timore di non avere le giuste basi per Ingegneria, non ti preoccupare perché l’impegno e la determinazione a raggiungere l’obiettivo ti permetteranno di superare le difficoltà che incontrerai.
      Un saluto da G&V.

  82. Salve a tutti,
    scrivo qui perchè mi trovo nella difficile posizione di dover scegliere che percorso di studi intraprendere dopo le scuole superiori e leggendo l’articolo e i diversi commenti penso che potreste darmi dei buoni consigli. Frequento l’ultimo anno di liceo linguistico e sono sempre stata ben predisposta nello studio delle lingue straniere. Tuttavia non sono certa che questa sia davvero la mia strada. Il mio vero problema è che non ho degli obiettivi o sogni precisi ma la certezza di voler continuare a studiare e andare all’università. I risultati che ottengo a scuola sono positivi in tutte le materie e questo complica ancor di più la scelta. Tutti quelli che mi sono vicino mi dicono che potrei fare tutto, ma io non mi sento pronta a decidere…Ad essere sincera anche nella stessa scelta delle superiori ero combattuta tra scientifico e linguistico, perchè da una parte amo viaggiare e conoscere nuove culture, dall’altra sono curiosa e smaniosa di capire la realtà che mi circonda. Penso che le lingue debbano essere il mio valore aggiunto in quanto oggi come oggi in tantissimi ambiti lavorativi è richiesta la conoscenza di lingue straniere. E allora cosa fare? Nelle varie considerazioni mi sono direzionata maggiormente per materie tecniche/scientifiche perchè, nonostante il maggiore studio, danno risultati più gratificanti per il lavoro. Non avendo obiettivi se non quello di essere competitiva nel mercato del lavoro del futuro, è forse bene puntare su ingegneria? Su facoltà tendenti alla green economy? E se mi butto su materie che non conosco quasi per niente data la mia formazione umanistica, cadrei inesorabilmente nell’errore? Come posso sentirmi portata per una facoltà o un’altra? C’è chi mi dice “sei sprecata per fare lingue”, altri invece “tu sei fatta per mediazione linguistica”, “tu potresti fare grandi cose”. Ma in realtà questo mi porta solo ad essere più confusa, con alle spalle maggiori aspettative e io ancora non so cosa voglio da me stessa. Non riesco a proiettarmi nel futuro e quindi non capisco chi sono o chi vorrei essere. Voglio svegliarmi un domani contenta delle mie scelte, soddisfatta di quello che faccio, contribuire con il mio lavoro al benessere degli altri, scoprire, conoscere, viaggiare…cosa potrebbe condurmi a questo? Scusate se mi sono dilungata, ma la faccenda mi sta davvero buttando giù e i test d’ingresso mi spaventano realmente, perciò voglio decidere il prima possibile, per poterli affrontare con più coraggio nel caso scegliessi una facoltà a numero chiuso. In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio per il vostro tempo 🙂

    1. Salve Angela, se ti piacciono le lingue e ti senti portata per il loro studio, se ti piace viaggiare e conoscere nuove culture, perché pensare a cose completamente diverse come le materie scientifiche?
      È normale che ancora tu non sappia proiettarti nel futuro e non sappia con esattezza chi vuoi essere, ma il fatto di sapere cosa ti piace e cosa non ti va è già molto importante.
      Quindi il nostro consiglio è di scegliere una facoltà che si avvicini a queste tue passioni e non commettere l’errore di fare tutt’altra cosa solo perché gli altri ti dicono che potresti fare altro e soprattutto non devi fare quello che proprio non ti piace. Segui le tue passioni.
      In bocca al lupo da G&V.

  83. Egr. signori

    Sono un ragazzo appena diplomato di ragioneria , sono deciso a iscrivermi al università,
    nella facoltà di scienze politiche di catania ,perché essa mi offre una formazione mirata in materie giuridico-economiche da poter spendere anche nella pubblica amministrazione e nel corpo delle forze armate nazionali ,ma con le informazioni che ho ricevuto quali, che questa facoltà da queste opportunità ma nella maggior parte dei casi non sono spendibili e quindi non essendo sicuro che dopo il percorso di laurea
    posso realmente trovare lavoro mi trovo in una situazione di indecisione se iscrivermi e continuare
    in scienze politiche o economia e commercio che comunque mi da una preparazione in ambito economico-giuridico .

    con la presente poiché tutte e due le facoltà danno preparazione giuridica -economica Vi chiedo di indicarmi quale facoltà tra economia e commercio e scienze politiche da più opportunità lavoro spendibili dopo la laurea in italia .

    1. Buongiorno Sandro, come avrai sicuramente letto, noi non diamo indicazioni di quale facoltà sia migliore o prepari meglio per una determinata professione, ma forniamo un metodo e dei consigli per fare la migliore scelta tenendo in considerazione i vari parametri di valutazione.
      Pertanto, nel tuo caso possiamo confermarti che entrambe le facoltà possono fornire la preparazione che ti permetterebbe di seguire le tue passioni e inclinazioni, la differenza sostanziale sta nel fatto che Economia e Commercio ti fornisce anche una preparazione tecnico economica che è più spendibile.
      Ma ciò ha senso solo se tu sei interessato dagli aspetti economici, ossia se anche fare il “contabile” può rientrare nelle tue aspirazioni e aspettative lavorative.
      Quindi per prima cosa capisci bene cosa ti interessa di più, poi informati sulle materie dei vari corsi di laurea e scegli quello che ha il maggior numero di esami affini. Un saluto dal team G&V.

  84. Ciao! Io sono una studentessa all’ultimo anno di liceo classico e da circa tre mesi ho intrapreso un’esperienza teatrale. Il teatro mi affascina tantissimo e mi piacerebbe davvero poter entrare a far parte di un’accademia,però ho paura magari di non essere presa o di non essere all’altezza! Aiuto!

    1. Ciao Antonella, secondo noi non devi preoccuparti troppo. Se hai scoperto che lavorare nell’ambito della recitazione teatrale è una tua passione, intraprendi questi studi!
      Quindi impegnati al massimo, preparati al meglio, visualizzati come una attrice di teatro, come una professionista sui migliori palchi teatrali.
      Se hai paura di non farcela ti consigliamo di leggere i nostri articoli della categoria ” Life management “, in particolare quelli relativi al successo e all’effetto Pigmalione e Galatea. Inoltre nella sezione SHOP puoi trovare anche il nostro percorso di crescita ” Conoscersi al 100%, come aumentare la sicurezza in se stessi “.
      Un saluto dal team G&V.

  85. Buongiorno, sono Martina e ho 18 anni. Tra qualche mese ho l’esame di maturità, dopodiché inizierò il mio percorso universitario. Premetto che a scuola ho sempre ottenuto buoni risultati, buon metodo di studio e mai nessun problema di costanza e impegno, nonostante abbia scoperto in quinta che il liceo più adatto alle mie inclinazioni fosse il classico e non il linguistico. Detto ciò, vi espongo il maledetto dubbio che mi perseguita: sogno di fare l’attrice (e ovviamente studio per diventarlo), di entrare a far parte del mondo televisivo e, senza presunzione, in tanti mi dicono che le mie caratteristiche (portamento, bellezza ecc..) sono più che adatte. Al tempo stesso, però, riconosco le difficoltà a presenti a entrare in questo mondo, e, riconoscendo anche il mio essere portata per lo studio, ho deciso di continuare anche gli studi. Ho una passione non giustificata per medicina; mi affascina il corpo umano, il riconoscere le malattie, ma soprattutto il poter aiutare e rendere felici altre persone. Non so se sia realmente la mia strada, ma ne sono attratta. Al tempo stesso però, riconosco che studiare medicina e cercare di diventare attrice, sia un po impraticabile come strada: rischierei di rendere poco e male in entrambe. Quindi, ho pensato ad altre facoltà, come economia o giornalismo; quest’ultima, però, propone pochi sbocchi lavorativi, in quanto diventare giornalista al giorno d’oggi é praticamente impossibile se non si hanno le giuste conoscenze. Perciò, rimane economia.. Premetto che le materie scientifiche, quali la fisica e la chimica, non sono miei punti forti, mentre in matematica me la cavo più che bene (ricordandomi però sempre che nella mia scuola faccio una matematica ‘semplificata’ rispetto a quella del liceo scientifico). Sarebbe una facoltà adatta semplicemente perché mi permetterebbe di avere un buon piano B nel caso non riuscissi a diventare attrice, ma che al tempo stesso mi permetterebbe di continuare a coltivare il mio sogno. Spero di essere stata abbastanza esauriente e chiara..

    1. Buongiorno Martina, ragionamento corretto il tuo nel portare avanti contemporaneamente il tuo sogno di diventare attrice e di costruirti un piano di riserva.
      Concordiamo con te che Medicina sarebbe più difficile, impegnativa e lunga rispetto ad Economia o giornalismo. Premesso che prendiamo per buono che tutte e 3 queste discipline ti interessino e ti appassionino ( se così non fosse devi già escludere quelle per cui non hai alcun interesse o stimolo ), si può fare un ragionamento sulla spendibilita’ di giornalismo nell’ambito della carriera televisiva, sia come biglietto da visita che come cultura generale. Naturalmente l’ambiente sarebbe simile e quindi non sarebbe un vero e proprio piano b, come invece potrebbe essere Economia.
      Quest’ultima però ti deve realmente interessare, non deve essere solo una sterile alternativa, altrimenti sarebbe un sofferenza sia lo studio che l’eventuale professione. Noi ti sconsigliamo di scegliere qualsiasi percorso universitario che prepari a professioni che non ti interessano veramente. Per essere un concreto piano di riserva deve necessariamente coinvolgere i tuoi interessi, le tue passioni, aspirazioni e ambizioni.
      Quindi approfondisci quali sono i tuoi reali interessi, oltre al mondo dello spettacolo, e perseguili con convinzione e determinazione. Un saluto dal team G&V.

  86. salve a tutti ho 19 anni, tra un po 20. ho iniziato l’università da pochi mesi, purtroppo vivo ogni giorno nel tormento di non fare la facoltà giusta per me. vorrei che ci fosse qualcuno a dirmi cosa fare e cosa non e invece purtroppo dobbiamo essere noi gli artefici del nostro destino. sono iscritta a professioni sanitarie al corso di tecniche della prevenzione. in realtà mi ritrovo qui non perche lo volessi ma per puro caso cioè ho passato il test. anche se la prima scelta è sempre stata logopedia, ho deciso di accettare per prepararmi al test del prossimo anno. sono molto scoraggiata poiche non credo di passarlo, richiede un punteggio molto alto e a volte penso di non volerlo più neanche fare cosi tanto. non riesco a capire cosa vorrei fare veramente e quali panni mi piacerebbe rivestire tra qualche anno. a me è sempre piaciuto il campo della psicologia, servizio sociale o appunto logopedia. il problema è, cosa scegliere? allo stesso tempo non mi dispiacerebbe stare seduta dietro una scrivania ma… scartando economia poiche non sono brava in matematica e non mi piace, rimane scienze dell’amministrazione. cose totalmente diverse, a volte credo e penso di essere bipolare. tutti mi dicevano che avrei capito cosa fare dopo mesi all’università, ma in realtà più passa il tempo e piu sono sempre più confusa e demoralizzata e perdo quelle poche, pochissime certezze che prima avevo.

    1. Salve Martina, come hai detto tu stessa le decisioni dobbiamo prenderle noi stessi ma innanzitutto dobbiamo imparare a prenderle. Con questo intendiamo dire che la paura di sbagliare è normale, non essere convinti di fare la cosa migliore capita a tutti ed è normale anche sbagliare.
      Ora, se tu hai sempre avuto l’intenzione di fare Logopedia mantieni questa direzione, non disperdere le tue energie nel pensare cose diametralmente diverse. Impegnati a superare il test di ammissione, mantieni il focus su questo obiettivo e credici!
      Non commettere l’errore pensando di non farcela, ma sii la prima ad essere convinta in modo che la tua mente ti sia alleata ( leggi anche il nostro articolo sull’inconscio ). In bocca al lupo da G&V.

      1. Grazie mille per i consigli.. È vero dovrei rimanere concentrata su logopedia, pero penso anche che sarebbe opportuno tenere in considerazione un’alternativa valida e che mi piace se non dovessi entrare visto che già quest’anno e come se lo avessi perso e ritrovarmi a fare una cosa magari scelta in pochi giorni mi dispiacerebbe un sacco..

        1. Corretto Martina, preparare il piano B e’ una scelta giusta. Tra le varie possibilità valuta però quelle più attinenti alle tue passioni.
          In ogni caso fai attenzione a non lasciarti distrarre troppo da questo e concentrati sul tuo obiettivo primario. Un saluto da G&V.

  87. Ciao!!! Ho 21 anni e sono in crisi totale… avevo iniziato l’università l’anno scorso, ma poi a gennaio ho fatto la rinuncia degli studi, quest’anno ho ricominciato con lo stesso corso di studi e avevo iniziato con motivazione, ma questa l’ho persa da un po’ di tempo perché ho visto che ho fatto fatica a seguire una materia e in più non ho un gran metodo di studio e neanche metodo di prendere appunti. I miei genitori dicono che con una persona che mi aiuti a trovare i metodi che mi mancano poi ritrovo anche la motivazione, io ho accettato la loro proposta ma non sono convinta al 100% di questo. Mi dicono che sono portata per le lingue e secondo loro devo continuare, in più dicono del fatto di avere un bel lavoro e che sarò ben retribuita, loro credono in me e nelle mie potenzialità, ma io non ho tutta questa autostima. Mi piace l’inglese, ma questo corso di studi per il momento non mi da grandi soddisfazioni… non so se vedere com’è il secondo semestre oppure lasciare già tutto… mi dispiacerebbe deluderli…
    Ah la persona che mi dà un aiuto non l’ho ancora trovata.. scusate il papiro 🙂

    1. Ciao Anna, noi vorremmo tranquillizzarti e aiutarti concretamente, ma siamo consapevoli che farlo con poche parole scritte è molto ambizioso. Ad ogni modo vogliamo farti capire che la tua attenzione non deve essere rivolta a soddisfare il desiderio dei tuoi genitori o alla paura di deluderli. Concentrati innanzitutto sul capire se studiare lingue è proprio quello che vuoi tu, seguendo quanto indicato nell’articolo e magari leggendo i commenti ed i consigli dati ad Antonio. Se è veramente quello che ti piace studiare e soprattutto se le lingue rappresentaranno la tua futura professione,
      prosegui gli studi intrapresi, leggendo anche i nostri articoli sui metodi di studio e sulla motivazione.
      Se invece stai facendo qualcosa che non rientra nelle tue corde e nelle tue aspirazioni e passioni, il nostro consiglio è di non perdere ulteriore tempo e di orientarti verso altre direzioni. Un saluto dal team G&V.

  88. Salve,
    ho letto quest’articolo per caso ed ho dei fortissimi dubbi ed è proprio per questo che voglio lasciare questo commento, perchè ciò che è scritto sopra mi ha fatto molto riflettere.
    Frequento l’ultimo anno del Liceo delle Scienze Umane-Opzione Economico Sociale, il cosiddetto LES, bene; tra poco dovrò necessariamente fare LA SCELTA del mio futuro e sinceramente sono in crisi totale. Amo studiare, crescere culturalmente quindi so per certo che continuerò i miei studi ma non riesco a decidere quale facoltà: Io amo le lingue e se dovessi associare il mio percorso di studi ad un futuro lavorativo, lo vedrei per la cosa per cui amo di più ossia viaggiare e aprire la mente su più orizzonti. Ma d’altro canto, mi frulla sempre più in testa l’idea di iscrivermi in Economia vista nella dimensione dei mercati globali ed internazionali, in quanto un altro sogno nel cassetto è la carriera diplomatica. Ma ad oggi, il mio più grande dilemma è: posso iscrivermi ad una facoltà come Economia uscendo da un liceo come il mio in cui sono presenti solo 3 ore di matematica? Potrei mai superare esami della portata come Statistica o Economia aziendale o ancora economia finanziaria?
    Infine, il mio interrogativo è se una laurea in lingue ora come ora possa essere spendibile nel mondo del lavoro o piuttosto buttarmi su economia sapendo che un domani il lavoro sarebbe molto più facile da trovare?
    Non riesco davvero a capire in quale direzione andare… Certa di un vostro parere utile, vi ringrazio in anticipo.

    1. Salve Christine, non ti preoccupare troppo perché avere dei dubbi è normale, la cosa importante è reagire positivamente ed agire come stai facendo tu. Infatti, da quanto stiamo leggendo, tu hai già le idee abbastanza chiare su cosa fare, ti manca solo un po’ di rassicurazione.
      Per quanto riguarda studiare matematica, economia o statistica non è impossibile per chi proviene da un Liceo delle Scienze Umane, è solo un po’ più difficile all’inizio per la scarsa abitudine a studiare le materie tecniche. Vedrai che dopo poco tempo non saranno più un problema, anzi non è raro che studenti poco avvezzi a studiare certe materie imparino di più perché ci mettono più attenzione e impegno.
      Se studiare Lingue o Economia dipende dal tipo di vita e di lavoro che ti aspetti di fare. Ci spieghiamo meglio, se vuoi viaggiare molto è probabile che professioni legate alle lingue siano più indicate, mentre se cerchi un lavoro in azienda o vorresti avere un tuo studio, allora Economia è più indicata.
      Segui questo ragionamento per fare la migliore scelta. Un saluto, G&V.

  89. ciao a tutti,
    volevo parlarvi brevemente della mia esperienza universitaria, raccontarvi cosa è successo a me e spero non succeda mai a nessun altro ragazzo di 19 anni che sceglie l’università, successivamente vorrei anche chiedere come fare per uscire anche da questa esperienza.
    A 19 mi si è presentata la possibilità per mia fortuna visto che i miei genitori potevano permetterselo di andare all’università fuori casa, in un ateneo di media grandezza del nord italia. La scelta è stata fatta a casa sia della città che della facoltà, in particolar modo della facoltà di Farmacia. Ricordo una confusione assoluta mia madre e mio padre non sapevano un emerito tubo di niente dell’università non avendola frequentata e avendo problemi in famiglia quel periodo non mi sono stati di aiuto ma per niente. Aggiungiamoci che ho fatto un liceo di merda con professori vecchio stampo che l’unica cosa a cui tenevano era la preparazione peccato che riscaldavano la sedia e basta non abbiamo imparato nulla ne io ne i miei compagni…urlavano tutto il giorno e sbraitavano senza un minimo aiuto, il mio prof una volta ci ha messo un ora di lezione per isolvere un limite di una funzione …pazzesco…come facevo a chiedere a loro quale sarebbe stata l’università migliore per me? Sta di fatto che nella confusione generale perchè non sapevo quali fossero le professioni i corsi di laurea adeguati, quale fosse una università ben fatta e organizzata e quali fossero le mie reali ambizioni ho scelto farmacia ispirandomi dal nome e dal cuore e da quelle materie che avrebbero potuto rispondere alle mie esigenze. La laurea in Farmacia però non mi ha riservato nulla, è difficilissimo come corso di studi, qualsiasi persona ti viene a dire che è bella e difficile….si ma per il ragazzo 19 enne che sceglie …secondo voi è stato un affare? Niente affatto, farmacia dopo tante bestemmie e notti insonni mi ha regalato la bella notizia che posso solo ed escusivamente andare in farmacia a lavorare sottopagato con un titolare che vuole solo risparmiare su di te e guadagnare sugli altri e che nonostante svolge un servizio pubblico si permette di dirti che la farmacia è sua e ci mette solo belle ragazze per vedndere più cose possibili….ho provato altre strade
    1) ricerca : dottorati o ricercatori in farmacia sono rari perchè vengono preferiti ctf chimici e biologi
    2) analisi cliniche e biologiche mah non esiste nessuno che lo fa non abbiamo il titolo per farlo
    3) aziende farmaceutiche anche qui per entrare bisogna avere master raccomandazioni e ctf o chimica sono meglio considerati
    4) farmacia ospedaliera: se non hai il 110 difficile che entri e a farmacia i voti sono bassi quindi anche un bravo ragazzo studioso avrebbe difficoltà ad entrarvi, e ci vogliono soldi per la specializzazioni e non hai borse di studio più aggiungici la solita spintarella che non fa mai male.
    5) insegnamento: dopo varie ricerche sul sito del ministero dell’istruzione ho potuto constatare che con la mia laurea si può solo insegnare economia domestica dopo aver preso una abilitazione all’insegnamento di 3000 euro…insomma una vergogna dopo esami di chimica e biologia non vi pare?
    ecco nessuno mi ha aiutato nella scelta, nessuno i ha consigliato, nessuno mi ha indicato, non ho seguito le mie aspirazioni, nessuno mi ha mai parlato della professione in se per se …ecco bello e fregato.
    Cosa posso fare ora dopo tanti sacrifici? quasi nulla a parte andare alla coop in parafarmacia accanto ai salumieri. Con tasse all’ordine che superano i 2500 euro l’anno. Vi sembra giusto …no….però cosa posso fare ….sono stato lasciato in balia di gente che non ha saputo indirizzare un ragazzo all’università neanche una persona capace di farti vedere qualcosa o aiutarti a scegliere….i miei colleghi non lavorano nemmeno da un anno e già si pentono o vogliono cambiare lavoro …ma come è possibile…

    Il mio consiglio a tutti i ragazzi è vedere principalmente
    1 gli sbocchi lavorativi
    2 parlare con qualcuno del settore su cosa si vuol fare da grandi
    3 non allontanatevi da casa le università sono quasi tutte uguali…non fate spender soldi ai vstri genitori inutili
    4 parlate con qualcuno che lavora gia e che ha gia fatto l’università lo RIPETO! e fatevi dire cosa concerne la professione! le materie degli esami non vi piaceranno mica tutte! in tutte le facoltà ad alcune vi dovrete adattare e sputare sangue!

    A tal proposito vorei chidere percio un consiglio io in quello che ho fatto mi riconosco però ho l’impressione che avrebbe fatto per me chimica e tecnologie farmaceutiche ….molti piu sbocchi
    analisi chimiche li richiedono, dottorati ricerca in enti privati, borse di studio, più facilità ad entrare nell’industria, li richiedono anche in aziende plastiche per dirvi un po di cose …amche per fare l’informatore serve più ctf che farmacia e in più aggiungici che si può fare il farmacista …bhe che dire

    vorrei iniziare di nuovo l’università efarmi convalidare gli esami …secondo voi è una cosa fattibile? ci sono altri casi come me che vorrebbero cambiare? secondo voi la mia scelta è stata sbagliata?

    sono pieno di dubbi perchè ero pieno di dubbi nella mia scelta iniziale …quindi cambiate finchè siete in tempo o scegliete bene …la tua laurea rispecchia poi quello che fai in futuro ricordatevelo bene …i licei le superiori in generale buttatele nel water perchè in italia non servono a nulla …difficili e con una preparazione scarsissima

    1. Ciao Francesco, è chiaro che tu sei molto deluso dalle scelte che hai fatto e capiamo la tua negatività e la difficoltà a vedere vie di sbocco, anche se non condividiamo il tuo modo di approcciare ai problemi e trovare le soluzioni.
      Indipendentemente dall’aiuto che riceviamo o non riceviamo, siamo sempre e solo noi gli autori del nostro futuro e la responsabilità è sempre nostra.
      Dire se la tua scelta è stata sbagliata non ci è possibile, dipende da cosa vuoi fare tu e dalla vita che ti aspetti di vivere. Ci sono molti laureati in farmacia che non fanno i farmacisti, o che lo fanno in una farmacia non di proprietà, ma non lo vedono come un fallimento, dipende sempre da cosa uno vuole.
      Cambiare è sempre possibile,l’importante è sapere in cosa cambiare per non rifare l’errore.
      Rifletti bene su quale futuro vuoi costruirti e solo dopo informati sulle facoltà che ti possono preparare per farlo. G&V.

  90. Ciao..sono una ragazza di 16 anni e attualmente sto frequentando ancora la 1^ del liceo classico, mi hanno bocciata 2 volte, 1 volta in 3^ elementare per problemi di salute e famiglia e 1 volta l’anno scorso per 3 materie sotto tra cui Greco e Latino gravi…quest’anno c’è un netto miglioramento ma il problema sono di nuovo le assenze e la fatica è sempre molta…a volte mi metto a disegnare..sin da piccola mi piace farlo e allora penso anche che potrei cambiare indirizzo…il problema è che poi vorrei fare l’Università di medicina…so che potrei scegliere uno scientifico o un biologico ma odio matematica e non la capisco….riguardo a scienze umane invece non mi piacciono le materie psicopedagociche e soprattutto diritto…quindi mi ritrovo in totale confusione su ciò che vorrei fare…il classico inizio a capire che è davvero molto pesante per me però anche cambiare indirizzo ho paura poi di sentirmi in colpa oppure di non avere fatto la scelta giusta..mia mamma e la mia famiglia mi sotengono molto..e comunque vedono che faccio fatica..anche secondo loro ni conviene cambiare indirizzo ma io come ho detto ho tantissima confusione e quindi mi ritrovo jn grandi difficoltà..avrei bisogno di buoni consigli per riflettere e fare la scelta giusta…

    Vi prego aiutatemi grazie….

    1. Voglio precisare che comunque il liceo classico è una scuola che mi piace se non non l’avrei scelta per la seconda volta ma mi sto accorgendo che diventa sempre più pesante…
      Quindi perfavore ditemi come posso fare grazie

    2. Ciao Elisa, da quanto ci scrivi e dalle parole che scegli, capiamo che il classico non è la tua scuola. Anche se hai già perso 2 anni, non preoccuparti a cambiare se questa scuola non ti piace. Innanzitutto perché rischieresti di perderne altri, ma soprattutto per la qualità della vita dei prossimi anni, con il rischio che la scelta universitaria cambi da qui a 4 anni.
      Ci sono altre scuole che ti permetteranno di iscriverti a Medicina, se vorrai ancora farla. In bocca al lupo da G&V.

  91. Buonasera a tutti, mi chiamo Niccolò, ho 22 anni e attualmente lavoro.
    Mi sono diplomato ormai quasi 4 anni fa, e purtroppo presi con superficialità la decisione di andare a lavorare e di rinunciare agli studi, soprattutto per credenze sbagliate e perché vivevo con mia mamma che da sola manteneva me e aveva un mutuo da pagare con un semplice stipendio da operaia (solo ora capisco quanto sia stata forte), non potendosi permettere, giustamente, quello che normalmente una famiglia può offrire a un figlio. Quindi spinto dalla voglia di essere indipendente e di potermi permettere tutti gli sfizi che prima non potevo avere decisi di andare a lavorare.
    Comunque senza divagare troppo, a distanza di tempo e avendo provato cosa voglia dire lavorare otto ore al giorno, sono cresciuto e ho capito che questo non è ciò che voglio dalla vita, sono sempre stato ambizioso e ho sempre preteso il massimo da me, quindi ho reiniziato a valutare l’idea di laurearmi, anche se le cose che mi spaventano sono molte: ho già 22 anni e uscirei dall’università all’età di 27/28 anni, la mia situazione famigliare non è cambiata quindi dovrei studiare e mantenermi allo stesso tempo , quindi dovrei anche cambiare lavoro perché quello di adesso non me lo permetterebbe, dovrei riprendere gli studi per superare i saperi minimi visto che non mi ricordo più niente ormai. Sicuramente, però , non voglio andare incontro a un rimpianto certo… La mia disperazione mi ha portato fino qua, spero di non essere stato troppo lungo e noioso e spero in un vostro consiglio perché non so più dove sbattere la testa, grazie.

    1. Buonasera Niccolò, come hai già ben espresso tu, conseguire una laurea lavorando non è affatto semplice. Inoltre non tutte le lauree ti permetterebbero di farlo, per eventuali obblighi di frequenza, per attività di laboratorio o per elevato carico di studio.
      Condividiamo che è meglio vivere senza rimpianti, ma siamo anche certi che i rimpianti molto spesso non sono tali ma sono delle illusioni, delle giustificazioni alle nostre insoddisfazioni e fallimenti.
      Quindi, se vuoi cambiare vita e soddisfare le tue ambizioni puoi pensare anche a frequentare dei corsi di specializzazione che ti permettano di imparare e svolgere la professione che desideri e che ambisci.
      Corsi di questo tipo ce ne sono moltissimi ( operatore CAD/CAM, operatore sanitario, tecnico informatico, esperto Lean production, tecnico di laboratorio, ecc. ) e ti permetterebbero di conciliare studio e lavoro.
      Non vogliamo dissuaderti dal laurearti, ma farti ragionare bene sulla vera opportunità di conseguire una laurea piuttosto che di prepararti per svolgere un’altra professione. In bocca al lupo da G&V.

  92. Salve a tutti, ho letto l’articolo, ma in un modo o nell’altro non riesco ad arginare i dubbi che frullano nella mia testa, di conseguenza ho deciso di lasciare un commento con la speranza di trovare risposta alle mie domande e alle mie incertezze. Ho vent’anni e frequento l’ultimo anno di liceo classico, nonostante avrei dovuto conseguire la maturità l’anno scorso: tuttavia, per gravi problemi di salute non mi è stato possibile farlo. Non è questo il punto. Vi scrivo perché sono letteralmente in panne e non so davvero cosa scegliere all’università. Non so cosa voglio davvero e ho una tale confusione in testa che mi porta ad avere una tale ansia e una tale paura per il futuro che non so come gestire la situazione. Partiamo con ordine però. So con certezza che non vorrei studiare tutti i vari tipi di Ingegneria perché io e la matematica non siamo mai state grandi amiche. Rimanendo, però, in campo scientifico, mi affascina molto lo studio della medicina e in particolare, la figura del medico, perché nell’immaginario collettivo è vista un po’ come l’incarnazione di un Dio umano, in grado di salvare vite umane; se da un lato, però, non credo di essere portata per questo genere di studi perché non credo di avere la costanza di studiare per così tanto tempo e stranamente la visione di organi interni oppure di arti rotti o letteralmente tranciati mi inquieta parecchio, dall’altro lato sono molto combattuta perché mi immagino con il camice bianco.
    A dire il vero, io immagino di voler diventare tante e troppe cose. Infatti se ho un lieve interesse per la professione medica, dall’altro canto l’ho maturato nel corso degli ultimi tempi anche per le professione forensi. Non mi spiacerebbe studiare Giurisprudenza, tuttavia anche qui sono frenata dal fatto che non vorrei ridurmi a marcire all’università, in quanto lo studio del diritto non è una passeggiata e non è di semplice comprensione. Inoltre, considerando che di avvocati ce ne sono fin troppi, mi viene fin da subito da abbandonare l’idea. Allora, sono arrivata ad un certo punto che mi sono domandata, perché non provare Scienze Politiche, che ha un percorso simile a Giurisprudenza. Come sempre, arrivo ad essere punto e accapo perché, per quanto mi possa piacere l’idea di intraprendere una carriera in ambasciata, sono poco convinta del piano di studi, soprattutto per la presenza di molti esami di storia, perenne tallone di Achille in questi anni di scuola, e per la presenza di esami di economia che mi spaventano. Parlando proprio di quest’ultima, ci ho fatto un pensierino qualche tempo fa, per il semplice fatto che offre molti sbocchi lavorativi, soprattutto ben remunerati, a partire dal lavoro in banca al manager di qualche azienda in vista. Il problema però resta il piano di studi, perché si studiano materie molto settoriali e tecniche che non lasciano spazio alla creatività, per non parlare poi del tassello dolente della matematica.
    Dunque tolte le materie scientifiche, sanitarie, giudiziarie ed economiche, con le quali si trova più lavoro o perlomeno sulla carta offrono più sbocchi, mi sono chiesta se anche Architettura o Design facessero per me. Ma anche in tal caso, ho subito abbandonato l’idea perché non mi ci vedo nella vita a fare l’architetto e a costruire case oppure a progettarle. E alla fine di questo lungo pensare e ragionare, mi sono chiesta se qualche facoltà umanistica facesse per me. Piano piano, ho quasi subito scartato lingue e letteratura straniere, perché per quanto ami imparare nuove lingue, odio completamente la letteratura e non credo che la studierei con tanta gioia. A questo punto, ho dato uno sguardo al piano di studi di lettere e, anche qui, mi passa completamente la voglia di studiare tali discipline perché mi annoio di dover aprire libri di latino, greco oppure di letteratura, risentendo nomi di autori, scrittori e poeti di cui ne ho le orecchie fin troppo piene. Insomma, non ho voglia di studiare cose di cui ho già sentito parlare né ho alcuna voglia di approfondirle né vorrei studiare cose aleatorie e poco concrete. Perché effettivamente lettere non dà alcun sbocco lavorativo eccetto l’insegnamento. E io non mi ci vedo nei prossimi quarant’anni della mia vita a fare un lavoro come l’insegnante, per quanto possa essere appagante o appassionante stare a contatto con i ragazzi. Tuttavia, una parte di me non disdegna tale lavoro perché alla fine del mese si percepisce uno stipendio fisso, cosa alquanto rara con i tempi di crisi attuali. Dunque, arrivata a questo punto, non so nemmeno che piega ha preso questo commento, perché sto scrivendo a ruota libera, lasciando che le mie dita scivolino sulla tastiera del computer e che diano sfogo ai miei pensieri. Perché proprio di sfogo, si tratta. Io non so cosa voglio davvero dalla mia vita e so che i miei pochi interessi non si rispecchiano in nessun indirizzo di studio serio. Io non lo so, sono semplicemente una ragazza di vent’anni, con tanti pensieri per la testa e con tanta voglia di comunicare ed esprimere ciò che sente. Non a caso, amo la scrittura, amo imprimere nero su carta le parole, soprattutto quando sono giù di morale. Amo la fotografia, amo immortalare un attimo prima che il tempo lo porti via. Amo stare in mezzo alle persone, parlare, interagire con l’altro per capire le loro storie e per comprendere ciò che nascondono. Amo girare video, catturando la realtà che mi circonda, documentandola e facendo sapere agli altri cosa sta succedendo in quel momento. Amo parlare e cerco il dialogo e il confronto con tutti per sapere cosa l’altro ne pensa. Amo viaggiare perché quando parto e poi torno, non sono mai la stessa, ma ho sempre imparato qualcosa in più. Amo poche cose, solo queste cose, che mi rendono stranamente felice.
    A volte credo che tutti questi miei interessi potrebbero convergere nella figura del giornalista o del fotoreporter che documenta la realtà dei fatti, cercando di interagire con quante più persone possibili. Tuttavia, guardando un po’ di qua e di là, mi sono informata e ho anche notato che non è semplice svolgere questa professione, ci vuole molta costanza, sacrificio e tanta pazienza perché la concorrenza è spietata, il mercato è saturo e spesso nella varie redazioni si è addirittura sottopagati e sfruttati al massimo. Inoltre, per intraprendere questo lavoro, è consigliabile iscriversi a Scienze della Comunicazione che, a essere sincera, non so se n’è valga la pena: è un corso di laurea dove si studia tutto e niente ed è spesso schernito con appellativi come Scienze delle Merendine. E voi ditemi vale la pena faticare per un qualcosa che non è preso sul serio, in cui gli stessi studenti non sanno cosa studiano? Vale la pena studiare per una laurea che viene svalutata dal mondo del lavoro?
    Io non lo so – non so quante volte l’ho scritto -.
    A volte ho la sensazione che non concluderò mai nulla di buono, perché non è umanamente possibile che non abbia ancora trovato la mia strada o almeno abbia una mezza idea, un obbiettivo, un sogno che mi spinga a proseguire verso la giusta rotta, provando a credere e a realizzarmi in qualcosa.
    Lo so che forse vi avrò annoiato con questo sfogo, commento, messaggio o qualsiasi cosa sia, ma ci tenevo davvero a scrivervi, forse perché ho soltanto il bisogno che qualcuno mi legga e che mi aiuti a cercare risposte che non trovo, o forse che mi faccia notare quanti problemi mi faccia o quanto sia strana.
    Spero che abbiate letto fin qua.
    Un caro saluto.
    Elena, una ragazza in crisi.

    1. Salve Elena, comprendiamo le tue difficoltà e il tuo senso di smarrimento, ma non è strano o raro non sapere cosa fare a 20 anni. Molti tuoi coetanei non sanno cosa vogliono fare da grandi e non riescono a indirizzare e focalizzare i propri pensieri, con il risultato di voler fare tutto e niente, o peggio con mille motivi e ragioni per non fare questa o quella cosa.
      Da quello che ci scrivi, oltre a quanto detto sopra, ci sembra di capire che tu non sia particolarmente portata per lo studio o quantomeno che ci sono poche cose che vorresti studiare, quindi il nostro consiglio è di capire innanzitutto se non sia meglio pensare subito ad una professione, senza frequentare l’Università.
      Questo significa decidere che lavoro iniziare a fare, quindi trovare dei corsi di formazione brevi, mirati, pratici e concreti.
      Ce ne sono moltissimi, nell’ambito della fotografia, del design, della musica, della danza, della viticoltura, dell’automazione industriale.
      Rifletti se l’Università è davvero la cosa migliore per te, pensa se vuoi trascorrere i tuoi prossimi 3 o 5 anni a studiare oppure a perfezionare la tua professione. Un sincero abbraccio dal team G&V.

      1. ho lo stesso problema di elena e le sue stesse passioni, è brutto pensare che dopo 5 anni di classico, alla fine non riesci a prenderti una laurea e a capire cosa vuoi fare della tua vita. credo che anche elena come me,ami studiare un minimo, a me piace essere circondata da cultura e a scuola me la sono sempre cavata. ma gli studi universitari sono tutt’altra cosa. non basta studiare un minimo, devi “buttare sangue” e studiare con passione. il problema di pensare ad andare subito a lavorare e che oltre fare la cameriera o la cassiera altro non trovi. ho spirito di intraprendenza,amo viaggiare, leggere e ascoltare. allo stesso tempo so che lingue non la prenderei mai perchè mi piace impararle stando in un posto e non studiarle sui libri. matematica non sarà mai il mio mestiere. fare l’insegnante non mi entusiasma. mi entusiasma l’ambito sanitario ma il problema e che non sono brava in queste materie.(frequento una professione sanitaria); ho pensato allora che mi piace stare in ambito sociale e umano, psicologia e assistente sociale, ma il problema che non riesco a vedermi in una piuttosto che in un’altra e non so come risolvere questo dilemma. in più oggi penso questo, ma non mi dispiacerebbe neanche una laurea in amministrazione, il posto fisso tanto amato. insomma ho 20 anni tante cose che non mi piacciono e TROPPE idee. io non so veramente come chiarirmi e vorrei tanto che mi aiutaste in questo. cosa posso fare? forse rimarrò una perenne indecisa cassiera….. con tanti sogni e idee ma senza avere il coraggio di osare.

        1. dimenticavo… al contrario di elena amo la storia contemporanea,la geografia e le culture di altri paesi. sono curiosa del mondo che mi circonda ecco! e mi piace informarmi su tutto.

          1. Ciao Martina, il consiglio che ti diamo è di fare un semplice e divertente esercizio. Si tratta di visualizzarti nelle varie professioni che hai indicato, di immaginarti a vivere quelle vite.
            Devi provare a immaginare quel tipo di vita come se tu lo stessi già vivendo, e devi farlo per più giorni consecutivi. Significa che devi vedere te stessa che entri nello studio di psicologia e aiuti il paziente, oppure tu che aiuti gli anziani, oppure ancora ti devi visualizzare mentre viaggi attraverso paesi e culture diversi e così via per tutte le professioni che ti potrebbero interessare.
            Non limitarti a a vedere le cose superficialmente dall’alto, ma prova ad immaginarle nel dettaglio, proprio come se fossero reali. Immagina tutti i dettagli, le cose che faresti, lo stile di vita che vivresti, le persone che incontreresti, i tempi che scandirebbero la tua vita, ecc.
            Più riesci a immaginare e visualizzare il tuo futuro, più puoi capire cosa ti piacerebbe veramente fare e diventare.
            Un grande in bocca al lupo dal team G&V.

  93. Ciao a tutti,
    Vorrei condividere la mia esperienza, visto che sono anche il in una crisi esistenziale. Dopo aver fantasticato tutta la vita di diventare una ricercatrice scientifica, mi sono ammazzata di studio per passare con il massimo dei voti al liceo scientifico e mi sono trasferita in inghilterra a studiare, anche perché ho sempre amato parlare inglese e essere in un ambiente internazionale. Della vita non mi lamento, anche se dopo essere tornata a casa per natale ho sentito molta nostalgia e ho pensato che se in futuro volessi avere una famiglia quello serebbe in italia. In ogni caso ho iniziato anche a pensare di non volere più fare quello che sto facendo, visto che odio scientific writing e mentre ho visto tutti i miei amici super entusiasti io non lo ero..da quando quel pensiero si é insinuato nella mia testa odio il mio corso, odio biologia etc che ho sempre amato … É strano perché questo era il mio sogno, ho dovuto lottare con i miei genitori per arrivare fino a qui. In qualche modo a volte leggendo alcune advances in ricerca o leggendo di neuroscienze vengo ispirata di nuovo, ma l’attimo é effimero, la mia motivazione é volata via. Molti mi dicono che é un momento passeggero e che il primo anno del nostro corso di studi é estremamente noioso e di andare avanti e vedere i prossimi anni quando faremo laboratorio. Ecco, laboratorio, pensavo l’avrei amato invece non mi fa né caldo né freddo. Ultimamente continuo a pensare che vorrei fare qualcosa legato a storia dell’arte, ad esempio preservazione dei beni culturali, ma mi piace tantissimo essere in un ambiente internazionale e non sò quanto io voglia tornare in italia. Fare storia dell’arte qui sarebbe troppo costoso per una laurea che non paga. Mi piacerebbe molto lavorare in una museo, ma allo stesso tempo penso a moltissime altre cose, ad esempio managment, antropologia, english literature e filosofia (bioetica) o turismo. Sono davvero molto confusa e non só se in questo stato io riesca addirittura a finire l’anno, cosa che comunque mi sono data l’obbiettivo di fare per avere il tempo di decidere magari con più calma d’estate. La cosa che mi fa più paura di tutti é imbarcarmi in un’altra avventura con grandissima convinzione e forza d’animo, come ho fatto e poi pentirmene e magari tornare sui miei passi. Finire l’anno é la cosa più logica e razionale da fare, ma non ne vedo molto il punto visto che sono abbastanza convinta di voler cambiare e questo non mi motiva. Ho l’opportunità di fare un summer placement in un laboratorio, potrei farlo per valutare ma sono talmente poco determinata che non ho neppure inviato l’application . ultimamente penso anche di abbandonare tutto e fare un lavoro tranquillo visto che mi stesso facilmente…. Sarebbe bellissimo lavorare in una libreria qui londra, raccimolare quel poco che mi basta per vivere e essere in una città che dal punto di vista culturale é eccitantissima, mostre, musei, opera e spettacolo… Un sogno

    1. Ciao Cecilia, comprendiamo i tuoi molteplici dubbi ma da quanto scrivi ci sembra di capire che vuoi mollare, arrenderti davanti alle difficoltà che stai incontrando, come quando ad esempio dici di voler lavorare e di fare il minimo indispensabile per poter vivere.
      Per quanto riguarda il tuo interesse per l’arte e per i musei, devi capire se potrebbe essere un vero interesse professionale o se è solamente un buon modo per divertirti e trascorrere il tuo tempo libero. A noi sembra più la seconda, per cui il nostro consiglio è di concentrarti su quello che stai facendo.
      Come hai scritto tu stessa, la cosa più logica e migliore da fare in questo momento è proseguire quello che hai iniziato, con convinzione e determinazione, non con l’intento celato di dimostrare a te stessa che questa è la scelta sbagliata. Ti diciamo questo perché ora più che mai è importante che dimostri perseveranza e determinazione, che non scegli la strada più facile della resa, ma che reagisci alle difficoltà.
      Comunque vada alla fine dell’anno, se ti sarai impegnata dando il massimo di te stessa, concentrandoti sull’obiettivo senza farti distrarre da altri pensieri e distrazioni, avrai sicuramente imparato come affrontare la vita e le sue avversità e incertezze. Una bella lezione comunque! Un abbraccio dal team G&V.

  94. Ciao a tutti mi chiamo Lucia,attualmente frequento il quinto anno del Liceo delle Scienze umane e sono molto triste,confusa ma soprattutto nervosa perchè è un anno che non riesco a capire quale sia il giusto percorso universitario.
    Ci penso ogni giorno e ogni volta mi impegno con tutte le mie forze per capire cosa sia giusto fare, ma non riesco mai a venire a capo di questa valanga di incertezze che costantemente mi inonda.

    Arrivo subito al nocciolo della questione: IO AMO LE NEUROSCIENZE E VOGLIO STUDIARE LE NEUROSCIENZE.

    Lo ammetto inizialmente volevo fare tutto un lungo esordio su quelli che sono stati i milioni di interessi che mi hanno accompagnata sin da quando ero bambina,descrivere come sono arrivata a questa conclusione e definire quanto quest’ambito della scienza sia significativo per me dal punto di vista gnoseologico e soprattutto umano,ma non credo sia il caso anche perchè la questione problematica è un’altra e sopratutto molto delicata per me che ho sempre messo lo studio al centro della mia vita e fatto della conoscenza fine a se stessa il fulcro dei miei molteplici interessi.

    INSOMMA NON RIESCO A CAPIRE QUALE SIA IL MIGLIORE PERCORSO PER STUDIARE LE NEUROSCIENZE dato che mi interessano in ugual modo diversi approcci

    ->Triennale Scienze e tecniche psicologiche + due anni di psicologia clinica o neuropsicologia + scuola di specializzazione in psicoterapia
    ->Triennale Scienze biologiche + due anni di neurobiologia o neuroscienze cognitive + dottorato di ricerca all’estero
    ->Sei anni di Medicina + 4\5 anni di neurologia o di psichiatria

    1) Psicologia mi piace,ma ho sempre dubitato della sua discutibile valenza riguardo la preparazione nelle discipline inerenti l’ambito scientifico e poi attualmente non ho un buon rapporto con le discipline filosofiche e letterarie, anzi ultimamente mi annoiano davvero tantissimo. Mi sembrano prive di sostanzialità.
    Mio dio neanche avrei immaginato di utilizzare in questo contesto tali parole o più precisamente mai avrei pensato di dubitare della psicologia e della filosofia …eppure non so,ad un certo punto della mia vita sono inspiegabilmente cambiata.
    Tuttavia continuo a pensare alla possibilità di intraprendere questo percorso (forse quest’ ostinato attaccamento può essere spiegato dalla mia paura di abbandonare un pensiero che mi ha accompagnata per così tanto tempo?Forse perchè sto frequentando una scuola a carattere sostanzialmente umanistico e pensare ad altri percorsi non pertinenti al mio indirizzo mi fa sentire un pò persa in acque,per così dire, sconosciute?Non saprei…) resta il fatto che ho comunque paura di perdere l’approccio terapeutico con il paziente,cosa che (tanto per dirne una a caso) mi interessa sempre quanto lo studio della propagazione dell’impulso nervoso lungo l’assone o quanto l’impiego dei farmaci e del loro effetto nello studio delle patologie mentali.
    Ecco con la psicologia ho paura di essere rilegata al discorsivo,all’astrazione e perdere tutti questi aspetti che mi piacerebbe in altrettanto modo approfondire.
    Poi resta aperta la questione della dilagante disoccupazione…

    2) Riguardo il percorso relativo alla scienze biologiche,alla neurobiologia e alla ricerca,mi piacerebbe aspirare alla figura del neuroscienziato ma…
    a- e se mi mancherà l’approccio diciamo…terapeutico,discorsivo?
    b- la disoccupazione c’è sempre e purtroppo anche in questo settore,ma comunque a me piace viaggiare,amo le lingue,di conseguenza mi piacerebbe tantissimo andare all’estero e studiare (perchè no anche lì) tali discipline.
    Solo che ho sempre paura di configurare in questo modo la mia vita come un pellegrinaggio continuo da un laboratorio all’altro,da un centro all’altro,senza fermarmi mai un pò…francamente così sarebbe un incubo per tutti,anche per chi come me odia la sedentarietà e rimanere circoscritta nei confini del proprio territorio natale.
    c-nella triennale di scienze biologiche ci sono esami che non riesco proprio a digerire e sono botanica e zoologia…questo mi fa pensare che forse non sono fatta per la biologia (???????)

    3)Ed eccoci al terzo punto dolente: il percorso per diventare Psichiatra o Neurologo.
    Questa strada ha tutto: c’è l’immancabile impronta scientifica, c’è l’approccio terapeutico, c’è la ricerca,la possibile sicurezza lavorativa ecc ma…
    a- è un percorso troppo lungo.
    Sono una ragazza molto ansiosa che mette lo studio dinnanzi a tutto e ho paura che intraprendendo un percorso così impegnativo e lungo,trascuro me stessa.
    Credetemi già ora mi capita di farlo diventando quasi ossessiva figuriamoci quando dovrò studiare tutte quelle materie,impegnarmi con tutto quel lavoro mnemonico (ergo anatomia),fare il tirocinio ecc Per come sono io, ho seriamente paura che mi annullo come essere umano,mi dimentico di vivere…o peggio non riuscire a gestire tutti questi impegni e crollare inesorabilmente,fallendo in modo vergognoso e trovandomi con il desiderio di smettere di studiare o cambiare facoltà e fare una delle due già citate sopra.
    b-con il percorso per diventare neuroscienziato mi sembra di sentirmi meno oppressa,nel senso che mi sembra un percorso più dinamico,meno lento ed esteso poichè ho paura di immobilizzarmi in quelli che solo nella migliore delle ipotesi saranno sei anni,vedere gli anni scorrere e non combinare nulla nella mia vita e rimanere incatenata qua (niente viaggi,niente approcci a nuove culture e lingue,niente tempo per dipingere,imparare a suonare il piano,approfondire i percorsi di crescita spirituale o altro solo me stessa che si affatica per imparare tutti quei libri econtemporaneamente lavorare,lavorare senza sosta per ambire a stare poi in un ospedale..)
    c-…Già l’ospedale .
    Come ambiente non mi piace molto,tutti gli ospedali che ho sempre frequentato erano piuttosto lugubri.
    La patologia e l’approccio terapeutico mi interessano moltissimo,ma non so quanto possa essere bello avere a che fare fino a questo punto con le malattie,i disagi ecc tutti i giorni in un luogo con cui si ha a che fare unicamente con le patologie,i disagi ecc.
    Tuttavia forse ho questi pensieri perchè quando ero bambina ho frequentato un reparto non proprio bello (una persona molto cara fu operata per mettere un pacemaker al cuore)..e con mia nonna fino a pochi anni fa sentivo parlare solo di oncologia,chemioterapia ecc (proprio ultimamente sono stata un giorno intero nel reparto di urologia,guardavo i medici,li ammiravo,ma mio dio,solo da semplice visitatrice sono tornata a casa stanca e devastata..non oso immaginare se fossi stata altro).
    d- Il piano di studi di medicina seppur molto lungo mi piace moltissimo, le materie sono comunque interessanti e mi coinvolgono molto solo che ho paura che,al di fuori di tutto quello già sopra detto e considerando solo l’ambito,tutto quest’interesse sia dovuto a tutti quegli accidenti di casi clinici che ho letto da Freud a Oliver Sacks. Dannazione Sacks,ti ho amato ma adesso sei probabilmente la causa scatenante di questi crucci.
    e-ULTIMA QUESTIONE: I FARMACI PER CURARE LE PATOLOGIE MENTALI.
    Molto discutibile questa cosa a parer mio….e semmai facessi psichiatria sarei l’antipsichiatra che cerca in tutti i modi di capire i possibili modi per non utilizzarli e farlo solo in quei casi più estremi.
    E a questo punto ne varrebbe la pena?

    Aiutatemi a capire,davvero,la mia mente non ha pace,ho bisogno di aiuto….

    1. Ciao Lucia, non nascondiamo che abbiamo faticato a seguire il tuo percorso logico, ma proprio in questo riteniamo stia la tua profonda indecisione.
      Secondo noi ti stai facendo troppe domande alle quali hai già dato le tue risposte, dovresti utilizzare un approccio più semplice e pragmatico.
      Il nostro consiglio è di rivedere tutto il tuo ragionamento ponendoti queste due uniche domande :
      – ti piacerebbe lavorare in un ospedale o in un ambiente più ” facile “? Rifletti sulle differenze che ciò comporterebbe, come l’ambiente di lavoro, i colleghi, gli orari di lavoro, il contatto con i pazienti, la comprensione delle loro malattie, la presenza o meno degli informatori scientifici, ecc.
      – ti piacerebbe solo fare il medico, oppure anche avere un impiego in ambito aziendale o dei servizi? Pensa se per te potrebbe essere più interessante e piacevole occuparti dei pazienti oppure delle persone, come ad esempio nell’ambito delle risorse umane, oppure ancora della ricerca.
      Comprendiamo che non è semplicissimo, ma in base alle riflessioni che farai nel rispondere a queste uniche 2 domande capirai quale percorso è più adatto a te.
      Un saluto dal team G&V.

  95. Salve a tutto lo staff di Work Life Management. Salve a Vittorio e a Gaetano. Non so se vi ricordate di me ma vi avevo già scritto quest’estate per via della mia difficoltà nella scelta del corso di laurea tra mediazione linguistica ed economia,a cui voi mi avete gentilmente aiutato. In questo caso voglio chiedervi un parere per quanto riguarda le soft skills e i percorsi curricolari idonei per il mestiere del HR manager. Sono molto interessato a questa professione, perché mi da la possibilità di mettere in pratica tutte le mie capacità personali (empatia,ascolto,comunicazione e pazienza). Volevo chiedere un parere, partendo da un background linguistico (inglese e cinese) al di fuori di stage aziendali e master, quali sono secondo voi i passi giusti per formarsi come manager delle risorse umane ad un livello il più internazionale possibile. Scusatemi se mi sono dilungato molto e se mi sono rivolto ad un forum che non è particolarmente attinente, visto che si concentra per di più su supporto psicologico e orientamento, ma volevo avere il consiglio di professionisti molto più preparati sul mondo del lavoro che di me che sono un 20enne disarmato e con tante idee in testa.
    Grazie anticipatamente per l’aiuto e la disponibilità.

    1. Ben ritrovato Riccardo, alla tua domanda non c’è una risposta univoca in quanto dipende molto dalle tue passioni, soft skills e conoscenze.
      Ad ogni modo, una preparazione umanistica potrebbe essere molto utile, così come una laurea in Psicologia o in Giurisprudenza.
      Come vedi, dipende molto da persona a persona.
      Stabilita la facoltà migliore per te, devi scegliere il percorso di studi più adatto per fare il HR manager, ossia scegliere gli esami previsti dalla tua laurea che più si avvicinano a questo mondo. Un saluto dal team G&V.

  96. Ciao a tutti, sono un ragazzo di quasi vent’anni ed attualmente sto frequentando il primo anno di medicina e chirurgia. Il mio problema, come quello di tutti che hanno commentato, è che non sono sicuro del percorso che ho deciso di seguire. Ho iniziato a maturare l’idea di fare medicina solamente un anno fa all’inizio della quinta superiore; penso di aver seguito la “moda”, visto che tutti i miei compagni di classe non vedevano l’ora di entrare a medicina anche se erano spaventati dal test di ammissione; In sostanza penso di essere stato coinvolto da questa specie di euforia generale. Per quanto mi riguarda posso dire che non hai avuto le idee chiare su quel che volevo fare; mi piace tantissimo studiare, sopratutto le materie scientifiche (fisica, biologia, chimica ecc..) e amo i numeri; il problema è che a medicina, che comunque tratta materie scientifiche, il lavoro è soltanto di tipo mnemonico, senza materie come la matematica o fisica ( cioè in realtà fisica c’è al primo anno, ma viene fatta quasi in maniera ridicola..); con questo pensiero allora dovrei abbandonare medicina, per andare a fare qualcosa come ingegneria, che penso di amare e odiare allo stesso tempo (mi piacciono le materie che si studiano ma non mi piace il lavoro dell’ingegnere), ma purtroppo mi piacciono anche alcune materie di medicina come anatomia, biochimica ecc.. ma non riesco a sopportare l’idea di fare solamente il medico nella mia vita; però c’è anche da dire che a fare il medico, si guadagna bene, mentre a fare l’ingegnere se si ha la fortuna di aver successo si guadagna bene, ma se non lo si ha, non si trova nemmeno lavoro ( ho parlato con alcuni ingegnerei neolaureati e laureti da tento); avevo preso in considerazione anche l’ipotesi di fare chimica, ma sono giunto alla stessa conclusione dell’ingegneria.. in realtà anche fare il medico o lavorare in generale non mi ha mai attirato più di tanto.
    Quello che sto cercando è un percorso di studi che mi permetta di abbracciare più materie scientifiche possibili, che non tratti solo di studio mnemonico, che tratti di numeri e che mi permetta di studiare anche nel dopo laurea. Ero quasi tentato di fare una doppia laurea, ma non so quanto convenga. E recentissimamente mi ero interessato al lavoro di ricercatore, ma non so esattamente quale sarebbe il percorso che dovrei seguire in quanto “futuro-ricercatore” ( c’è un modo per abbracciare più discipline nel proprio campo di ricerca?) e quale piano di studi dovrei affrontare per diventarlo.
    La voglia di studiare ce l’ho, i mezzi economici ce l’ho, ma mi manca un obiettivo chiaro da perseguire. Se poteste aiutarmi a fare chiarezza, mi fareste un grande piacere. Un grazie in anticipo dal cuore.

    1. Ciao Manuel, tu stai dicendo che ti piacciono le materie scientifiche e più nello specifico matematica, fisica, chimica, quindi materie che richiedono processi logici e di calcolo, mentre non ti piace ciò che richiede lo studio mnemonico.
      Appare perciò chiaro che Medicina non è la tua passione e che, come hai detto tu, probabilmente l’hai scelta solo per seguire gli altri.
      Quindi, cambiare scelta e dirottare i tuoi interessi verso facoltà come Ingegneria, Chimica, Architettura, Economia, Fisica, Matematica, ecc. è sicuramente la cosa più logica da fare. Ora, pensare che le facoltà sopra indicate non possano garantire un buon lavoro non è corretto, anzi molte di esse ti possono offrire molte opportunità’ come un lavoro in azienda, un lavoro nei servizi, la libera professione, la ricerca e l’insegnamento.
      A questo punto riteniamo che tu debba solo capire quale professione ti piacerebbe fare più delle altre e frequentare la facoltà che ti permetta di svolgere questa professione.
      Un saluto dal team G&V.

  97. Mmh… be’, qui non c’è, ma io ho deciso, dopo una luuuunga riflessione di anni ormai, che finito il quinto frequenterò Teologia. 🙂

    1. Ciao, ci sentiamo di dire che una scelta come la tua viene fatta sicuramente dopo una profonda e attenta riflessione sulle proprie aspettative, passioni e dopo aver fatto delle precise valutazioni e scelte di vita.
      Un caro saluto da G&V.

  98. Ciao sono Barbara e ho 19 anni. Mi sono iscritta quest’anno alla facoltà di Biotecnologie mediche e farmaceutiche in una facoltà che a mio parere da buone possibilità grazie alla sua nomea. Lo scorso autunno ho partecipato al test di Medicina ottenendo esito negativo.Insieme al test di Medicina,ho provato quello delle Professioni Sanitarie,Veterinaria,scienze biologiche(tutte facoltà che mi avrebbero dato una buona preparazione in caso di fallimento nel test di Medicina e quindi di successivo tentativo l’anno dopo)e infine Lettere.Quest’ultima è stata la mia ultima sponda nel caso in cui non fossi entrata in nessuna facoltà. Ció che è successo è stato proprio questo:non ero entrata in nessuna facoltà tranne lettere.A quel punto mi è caduto tutto il mondo addosso,perché non ero più così consapevole di voler fare quello.Così ho cominciato a cercare su internet qualche altra facoltà che magari facendo un test o meno in quei pochi giorni che mi mancavano prima della scelta,mi avrebbe permesso di fare Medicina l’anno dopo grazie alla conoscenze fornite.E così ho trovato la facoltà in cui sono iscritta in questo momento.Questo inizio di percorso ha comportato il mio trasferimento in una città molto grande e anche con molte distrazioni,lontana dalla mio piccolo paesino,dai miei affetti,dalla mia famiglia e insomma dalla mia quotidianità.Purtroppo peró in questi sei mesi non sono ancora riuscita a dare alcuna materia.Oltre alle distrazioni che la grande città può comportare e la lontananza da casa,ci sono stati anche altri fattori.Innanzitutto la stanchezza accumulata dopo le lezioni che non mi permetteva di studiare una volta tornata a casa(avendo fatto il liceo classico,per me fare 10 ore di chimica biologia e statistica significava mantenere la mente attaccata al 100%).Ma poi cosa più grave ciò che mi ha fatto sentire peggio è stato il fatto di non riuscire a imparare il metodo universitario(avendo già un pessimo metodo liceale).Questo mi ha quindi provocato continui stati di ansia,frustraZione,perdita di concentrazione continua nello studio e chi ne ha ,più ne metta.Adesso dopo avervi raccontato la storia della mia vita,mi trovo qui oggi a voler capire cosa fare della mia vita.Abbandonare questa facoltà(con immensi sensi di colpa grazie alle possibilità che questa fornisce)per fare lettere(ciò che non voglio intraprendere soprattutto per gli sbocchi lavorativi successivi,ma in cui tutti mi indirizzano perché mi vedono in questo impiego e nello studio di queste materie)?Oppure continuare in questa di facoltà prendendomi di coraggio e di impegno per inseguire Medicina(da piccola avevo questo sogno);con i rischi che questa comporta(se non dovessi entrare dovrei continuare con la facoltà in cui sono al momento)?

  99. Inoltre ciò che vorrei aggiungere è che spesso mi sento anch’io convinta di voler fare lettere(a causa della mia passione per i libri e i romanzi in generale e della profondità e complessità che metto in ogni cosa).Al liceo non ho però ben vissuto le materie umanistiche perchè troppo impegnata a raggiungere ottimi livelli di preparazione .Non le ho ben vissute anche per l’ansia nell’insegnamento che alcuni professori mi comunicavano.Delle materie scientifiche invece come si ci potrebbe aspettare non capisco quasi niente.Helppp

    1. Ciao Barbara, sembra che a te Lettere non piaccia proprio, allora perché cercare giustificazioni per fartela piacere e ingannare anche te stessa?
      Secondo noi devi continuare il percorso di studi che hai intrapreso e concentrarti per riuscire a coronare il tuo sogno di diventare Medico.
      Quindi impegnati al massimo per superare l’ostacolo delle materie scientifiche e non farti distrarre da nulla, men che meno dalla possibilità di cambiare facoltà.
      Per quanto riguarda la mancanza di un metodo di studio, è cosa abbastanza normale e il primo consiglio che ti diamo è quello di trovare il tuo metodo provando i diversi modi che i tuoi amici e compagni di studi utilizzano.
      A breve pubblicheremo anche degli articoli sul metodo di studio, ma nel frattempo ti consigliamo di leggere :” Come studiare meglio – come dare il meglio di se – come fare la to do list “. Un saluto dal team G&V.

  100. Ciao, attualmente lavoro in una azienda di informatica come programmatore, ma ho deciso di lasciare e continuare con gli studi perché non è un lavoro che fa per me (inoltre non mi immagino proprio di passare tutta la vita dentro un ufficio davanti al pc). Cerco un lavoro che mi dia piena soddisfazione nella creatività, e per questo stavo pensando di iscrivermi al corso di Disegno Industriale, il quale permette anche diversi sbocchi (come Visual Design) e la possibilità di mettersi in proprio. In aggiunta a questo c’è un corso interessante a Tor Vergata che si specializza nella grafica 3d per film e videogiochi, ma la realtà lavorativa qui sembra essere molto più difficile. In aggiunta a questo, ultimamente mi sta ritornando in mente l’idea di iscrivermi ad una facoltà scientifica in quanto da piccolo le scienze mi interessavano molto, in particolare Chimica e Biologia, ma ho paura che non possano consentirmi di dare sfogo alla creatività. Inoltre una facoltà come Design la studierei pensando proprio al tipo di lavoro che può offrirmi, viceversa prendendo ad esempio Chimica non saprei bene cosa fare ma la studierei per curiosità verso la materia. Che fare?

    1. Ciao Antonio, innanzitutto i nostri complimenti per il coraggio che dimostri nel prendere in mano la tua vita e decidere il tuo futuro, senza farti trasportare inerte da una scelta che si è dimostrata essere poco entusiasmante e soddisfacente.
      Se vuoi dare sfogo alla tua creatività e seguire la tua passione nell’ambito del design, noi ti sconsigliamo facoltà come Chimica o Biologia.
      Sono invece sicuramente da preferire facoltà o corsi di Design che ti permettano di sviluppare conoscenze e capacità sull’utilizzo di strumenti CAD sia 2D che 3D, anche se è preferibile quest’ultimo perché ti permette di disegnare e creare, oltre che di progettare.
      Non scegliere però campi troppo settoriali e specifici come la grafica per film, come hai detto tu potrebbero limitare le tue possibilità lavorative.
      Un grande in bocca al lupo dal team G&V.

  101. Salve. Mi chiamo Giulia, ho (quasi) 21 anni e sono al primo anno di ingegneria edile. L’anno scorso è stato un anno un po’ particolare, pieno di alti e bassi: dopo il diploma di maturità scientifica, al quale sono arrivata particolarmente stanca e stufa, trascinandomi, oserei dire, non sapevo che fare tra lingue orientali e una scuola di disegno/fumetto, date le mie passioni sia per il Giappone che per, appunto, il disegno. Diciamo che…le cose sono poi precipitate: ho fatto un test per accedere ad informatica, uno per lingue, nel panico e nell’indecisione ho di voler prendere una pausa e alla fine ho provato lingue, sotto consiglio dei miei. Per motivi che non sto ad elencare sono stata fuori due mesi e sono tornata a casa. Ero combattuta perchè da una parte inglese e giapponese mi piacevano, ma dall’altra sentivo che non mi sentivo di studiare, di sentirmi “in dovere” di farlo, come a scuola.
    Quest’anno , partendo dall’idea del disegno ma convenendo che una laurea dal punto di vista lavorativo possa essere più proficua, sono arrivata al bivio con disegno industriale, per poi fare design (creatività a gogo, aspetti pratici che vedo nel disegno) e ingegneria edile (perchè dà più possibilità lavorative oltre alla possibilità della magistrale in design (?)) e ho scelto quest’ultima.
    Sono qui, ma…è come se mi lasciassi scorrere tutto addosso, facendomi trascinare, senza fare davvero qualcosa. Ingegneria mi interessa davvero? Forse era meglio rivalutare lingue, dato che sono stata sempre abbastanza portata? E se in realtà non sapessi più cosa fare “da grande”?
    Ho paura di perdere un altro anno ed è brutto vedere gli altri che vanno avanti e restare indietro, ma nello stesso tempo non voglio andare avanti passivamente, ma trovare qualcosa per cui potermi impegnare.
    Qualche consiglio?

    1. Salve Giulia, scontato notare che tra Ingegneria edile e lingue o disegno dei fumetti vi è moltissima differenza.
      Ora, la prima cosa che devi capire è cosa ti interessa veramente di più : sei una creativa? Il tuo interesse è per le lingue ( giapponese ) o per il Giappone ? Quello che devi fare è una analisi delle tue vere passioni per poter decidere quale percorso intraprendere.
      Un metodo semplice per capire se si tratta di una vera passione è dare delle
      Risposte sincere a 5 perché. Significa che, per esempio, ti devi chiedere perché ti piace il disegno, se la risposta è perché ti permette di esprimere il tuo pensiero, domandati ancora perché .
      Ripeti questo processo 5 volte, finché avrai capito cosa ti muove verso quella direzione, quella passione.
      Fallo sia x disegno, per lingue che Ingegneria, o altre eventuali possibilità.
      Un saluto da G&V.

  102. Ciao sono Daniele, sono al secondo anno di viticoltura ed enologia, ho scelto questa facoltà perché un minimo attinente al percorso fatto alle superiori ( alberghiero settore sala bar), nonostante volessi cambiare radicalmente facendo economia perché era una materia dove andavo bene. In questi due anni fi univerditaà ho perso un po’ la motivazione per via della struttura del corso: materie inutili , cose che si ripetano, professori pallosi…nonostante ciò sono in patì con esami, essendo sempre stato diligente con lo studio pur provenendo da un professionale. Il dubbio che mi viene e’ se mi potrà piacere il lavoro dell’ enologo il quale conosco solo dai libri, posso dire che amo molto la parte del laboratorio in particolare la chimica. Secondo voi potrei accedere co. La mia triennale ad una soecialistica in chimica avendo circa 27 cfu ti chimica. E se facessi la soecialistica in chimica sarebbe una giusta scelta per ampliare le mie conoscenze su questa specifica parte del settore enologico? Se conotinuassi una magistrale in agraria non so se avrai lo stesso stimolo per andare avanti…

    1. Ciao Daniele, se abbiamo capito bene il tuo dubbio è se optare per la magistrale in Agraria o se cambiare e orientarti su Chimica.
      Per prima cosa è importante che tu sappia che sono due cose molto diverse e che Chimica non rappresenta un arricchimento di Enologia. Pertanto se vuoi fare l’enologo ( professione comunque ambita e stimolante ) secondo noi devi continuare con Agraria, se invece ti senti più portato per la chimica ed in particolare per la parte di laboratorio chimico, allora dirottare su Chimica sarebbe la scelta migliore.
      Quindi il punto della questione è capire cosa ti piacerebbe fare di più e poiché stai già studiando Enologia, il nostro consiglio è di approfittare per approfondire cosa significa fare l’enologo, che tipo di vita di permetterà di fare e quale opportunità ti offre questa professione. Contatta qualcuno che fa questo lavoro, parla con i professori, partecipa a qualche incontro di enologia, visita qualche cantina vinicola e fatti spiegare cosa significa.
      Un saluto dal team G&V.

  103. Salve, mi chiamo Angela e ho 18 anni. Ho da pochi giorni concluso il quinto anno di superiori (anche se mancano ancora gli esami) presso un Istituto tecnico indirizzo amministrazione, finanza e marketing. Da molti mesi mi dichiaravo intenzionata a frequentare la facoltà di scienze delle comunicazione, data la mia grande passione per la scrittura e la lettura. Informadomi, però, ho notato che questo corso di studi è deriso e considerato inutile. In molti lo sconsigliano viste le scarse possibilità lavorative che offre. Analizzando la mia situazione, ho preso in considerazione la facoltà di scienze dei servizi giuridici, dato che il diritto mi è sempre piaciuto molto e l’ho sempre studiato volentieri in cinque anni. Ho solo una domanda: questa laurea offre effettivamente degli sbocchi lavorativi, o si rischia di essere sempre superati dai laureati in giurisprudenza?
    Grazie in anticipo per i vostri consigli.

    1. Salve Angela, permettici una domanda diretta : date le tue perplessità ti sei già chiesta perché non ti orienti su Giurisprudenza?
      G&V

      1. Ho anche pensato a questa opzione; ma considerando che la laurea in Giurisprudenza è a ciclo unico attualmente non credo di essere in grado di scegliere una facoltà il cui peso è così “massiccio”.
        Preferirei optare per una laurea triennale..

        1. Angela, comprendiamo la tua scelta cautelativa ma vogliamo anche farti presente che stai partendo con il ” freno a mano tirato “.
          Con questo intendiamo dire che se stai optando per un compromesso di impegno, dovrai anche mettere in conto un compromesso di appetibilità della tua futura laurea. Non significa che il corso che intendi frequentare vale meno, ma sarà sempre considerato una via di mezzo.
          Quindi valuta i pro ed i contro di questa scelta, ma il nostro consiglio è quello di posizionare l’asticella ad un’altezza adeguata che richieda il tuo massimo impegno, considerando che potrai comunque abbassarla in seguito.
          Un saluto da G&V.

  104. Salve, mi chiamo Riccardo e ho 19 anni (quasi 20).
    L’anno scorso mi sono diplomato da un tecnico industriale informatico, e quest’anno ho provato a fare ingegneria informatica su consiglio di amici e professori, e per mantenere l’indirizzo.
    Però per tutto l’anno non ne ho avuto davvero voglia, mi dicevo di studiare e qualcosa facevo e capivo anche, ma non sono mai riuscito a passare un esame. Durante l’ultimo esame di informatica che stavo facendo sono andato in crisi e ho avuto il pensiero di me da adulto al lavoro in ufficio, dietro al pc a programmare. Mi sono detto no, non è quello che voglio. Pensandoci su, mi sono reso conto che Ingegneria Informatica non fa per me. Non mi interessa. Voglio fare altro. Ho deciso di fare una decisione drastica e cambiare sia sede che indirizzo. Un reset totale, però non so cosa scegliere, ho provato a seguire i consigli che avete scritto, ma non sono giunto a grandi conclusioni. Sono andato a vedere tutti i vari indirizzi, ma non riuscito a far altro che restringere il campo, e anche il tempo stringe. Vi chiedo aiuto perchè ho la testa che scoppia.
    Io non ho mai avuto una passione particolare, più che altro ho delle ossessioni temporanee che mi fanno interessare a qualcosa per un breve periodo, e poi non le considero più. Scelsi di fare informatica alle superiori perchè odiavo i miei compagni alle medie e nessuno di loro andava lì. Scelta stupida? Forse, però mi sono trovato bene, tant’è che matematica e informatica mi venivano naturalmente e con poco impegno, e sono uscito quasi a pieno voto dall’esame, quindi ero capace, anche senza avere una particolare dedizione per l’informatica. In ogni caso adesso ho deciso di resettare, e se devo pensare ai miei punti di forza, ciò che mi piace è cucinare e ballare (nonostante sia negato), ho molto gusto artistico in fattore di arredamento casa, capisco bene le persone, sia nel detto che nel non detto, e nella vita quotidiana coi miei amici mi piace improvvisare, ho un’ottima elaborazione logica di problemi (analisi e metodi risolutivi), mi viene istintivo.
    Se devo trasformarli in un lavoro non mi vedo come Chef, o cuoco in generale. Già arredatore di case sembra più attraente, psicologo sinceramente mi ci vedo poco.
    Però se devo pensare a un lavoro, mi piacerebbe un lavoro molto libero, o non eccessivamente pesante.
    E se penso anche ai lavori che mi piacerebbe fare, penso sarebbe figo lavorare come animatore in una crociera, il che richiede l’uso delle lingue. L’inglese lo so. Per il resto: vuoto.
    Sarebbe interessante lavorare in tv, ma non come tecnico proprio anche come attore o presentatore, ma è un’idea che ho da poco tempo e temo sia una delle mie ossessioni temporanee.
    Pensando a un tizio che arreda case e crea composizioni devo dire che mi piace molto, ma dentro vi è disegno tecnico e io totalmente negato per disegnare.
    Sarebbe interessante anche insegnare alle scuole superiori, matematica in particolare perchè quello che io so, lo so spiegare bene agli altri (ma non agli esami….), tuttavia mi fermo alla matematica in una variabile, perchè in più variabili come ho fatto quest’anno è tremendamente complessa e difficile, e non ci sto dietro.
    Quindi nonostante veda varie possibilità, c’è sempre qualcosa che non riuscirei a fare dentro.
    Ma soprattutto io Voglio fare l’università per crescere me stesso, io so di non essere pronto per lavorare ora, quindi devo trovare il giusto indirizzo che mi permetta di riuscire a dare la laurea mentre io cresco. Non voglio bruciare tappe come già accaduto. So che sarebbe un errore.
    Chiedo scusa per la lunghezza, ma dovevo anche sfogarmi.

    1. Salve Riccardo, da quanto ci scrivi deduciamo che hai molti interessi ma forse nessuna vera passione. Se hai seguito i nostri consigli e non riesci comunque a capire cosa realmente ti piace e cosa vorrai fare, ti diamo questo suggerimento.
      Anziché concentrarti su cosa studiare e su quale lavoro fare, prova a focalizzare i tuoi pensieri sul tipo di vita che vorrai condurre.
      Ti potrebbe risultare più facile fare questo percorso a ritroso, capire chi vorrai diventare per risalire alla professione e quindi al titolo di studio.
      Allora inizia ad immaginare la tua vita e chiediti se ti piacerebbe : girare il mondo, avere un tuo studio, stare in mezzo alle persone, aiutare gli altri, avere un tuo ufficio in una societa’, vivere all’aria aperta, cambiare spesso posto dove lavorare. Oppure ancora lavorare da solo, non avere orari, viaggiare in aereo, ecc.
      Immagina la tua futura vita, focalizzati sullo stile di vita e visualizzalo.
      Se riesci a fare questo esercizio di visualizzazione e ad identificare quale vita ti piacerebbe vivere, allora avrai capito anche cosa studiare.
      In bocca al lupo da G&V.

  105. Ciao! Ho letto molto attentamente e volevo farvi i complimenti per l’articolo ben fatto. Io mi trovo in una situazione ormai pesante. Non sono più uno studente delle superiori, la mia laurea triennale me la sono già guadagnata. Purtroppo quest’anno, pensando che un determinato corso di laurea magistrale potesse essere la mia strada, ho deciso di seguirlo; dico purtroppo perchè ho capito che non mi appartiene e non mi interessa approfondire quel campo se l’ambito lavorativo è proprio come ci è stato mostrato all’università. L’anno è concluso e l’unica cosa che mi mancherebbe per completare il percorso sarebbe un erasmus e un tirocinio all’estero. Ora mi trovo davanti ad un enorme bivio: o cambio corso di laurea e inizio di nuovo una magistrale sapendo che dovrei posticipare il tutto (tirocinio e periodo all’estero, molto importante per me) oppure continuo con quello che sto facendo, buttandomi in questa avventura che tanto mi interessa fare (erasmus) e in cui potrei studiare ciò che mi voglio, ma successivamente sentirmi costretto a laurearmi in una cosa che ho visto non essere in linea con quanto sono e che saprei rendermi insoddisfatto. Che faccio? Sto tentennando da troppo tempo ormai. Vi ringrazio

    1. Grazie Andrea, quello che ci sentiamo di consigliarti e’ di continuare il percorso intrapreso, sia perché avrai modo di partecipare all’erasmus, sia perche’ allungare il percorso universitario di 3 anni potrebbe non essere una buona scelta.
      Ora noi non abbiamo elementi per capire perché la tua scelta universitaria non ti piaccia più ma, come abbiamo scritto altre volte, il futuro professionale non deve essere necessariamente strettamente legato al tipo di laurea conseguita ( vedi la mia storia personale ).
      Gli studi e l’esperienza universitaria rappresentano dei pilastri su cui costruire la propria vita, sono una base della crescita culturale, personale e professionale, ma non sono la vita e nemmeno la professione, e se abbiamo altre idee e passioni dobbiamo seguirle comunque, utilizzando tutto ciò che abbiamo imparato e le esperienze fatte.
      In bocca al lupo da G&V.

  106. Buonasera, anche io come tutti gli altri mi trovo nella più totale confusione. Mancano pochi mesi all’inizio delle lezioni, e quindi pochi mesi per prepararsi ad eventuali test. Sono confusa perché di base tempo fa avevo pensato di studiare lingue per poi continuare con editoria perché mi affascina il mondo dei libri, ma poi mi sembrava troppo campato in aria, e ho pensato di spostarmi su qualcosa di più concreto. Per un pò ho pensato di prendere veterinaria, dal momento che gli animali mi sono sempre piaciuti e che quello del veterinario è un ottimo mestiere. Ma non ho mai avuto una propensione particolare per le materie scientifiche che andrei a studiare in maniera molto approfondita. E allora ecco che torno nel dubbio… Da un pochino però ho iniziato a pensare a qualcosa che possa avere a che fare con animali ma soprattutto ambiente. Dal momento che mi stanno molto a cuore i problemi ambientali, potrebbe forse essere un’idea quella di lavorare per, ad esempio, sviluppare tecnologie ecologiche o cose simili. Il fatto è che non ho la minima idea di quale possa essere una facoltà adatta a questo scopo. E non so neppure se sia una scelta giusta o no. Avete per caso qualche risposta per me? D:

    1. Buongiorno Carolina, scrivi di essere appassionata di animali, di ecologia, di scienze ambientali ma sei spaventata dalle materie scientifiche.
      Ora non commettere l’errore di scegliere in base all’impegno allo studio che ti verrà richiesto. Qualunque cosa tu scelga mettici il massimo impegno, dai il meglio di te e sii eccellente.
      Non fare scelte facili, ma fai le scelte giuste.
      Pertanto, qualsiasi futuro nel campo della Vererinaria o delle Scienze Ambientali richiede lo studio di materie tecniche e scientifiche, quindi accetta questa cosa e pensa solamente all’obiettivo da perseguire.
      Tranne nel caso questo vada molto oltre le tue capacità, prosegui con determinazione e convinzione.
      Un grosso in bocca al lupo dal team G&V.

  107. Salve!
    Il mio problema è non avere una grande passione,finite le superiori ero indecisa tra medicina e fisica. Di medicina non sono mai stata troppo convinta,considerato che il corpo umano ‘aperto’ mi fa un po’ senso e anche studiare tutte le malattie che l’uomo può prendere non so quanto mi potrebbe piacere.
    Tuttavia mi piace moltissimo l’idea di aiutare gli altri in un momento di difficoltà come la malattia e di avere i mezzi per farlo. Diciamo che mi piace la figura del medico ma non credo di esserci portata. Fisica invece l’ho scelta perché sono sempre stata brava in matematica ed era l’unico argomento verso cui abbia provato un minimo di fascino. Però non riesco a formarmi un’immagine del ‘fisico’,sono spaventata dal lavoro futuro perché non riesco a capire in cosa consista esattamente(tranne l’insegnamento che però almeno ora non mi attrae molto) e l’idea di trasferirmi all’estero stabilmente non mi piace granchè (anche se non è detto che in Italia non possa trovare lavoro). In questo caso non ho una motivazione profonda,l’aiuto dell’altro non c’è, é semplicemente quel tipo di studi che si adatterebbe meglio a me.
    Sembrandomi la scelta più logica ho fatto il primo anno di fisica,sperando di poter stabilire se facesse per me o no. Questo non è successo e mi sta creando una sensazione di insicurezza e ansia(alimentata anche dal completo cambio di ritmo rispetto agli anni passati).
    Io credo che proprio perché mi trovo in un momento di confusione e stanchezza non abbia senso cambiare,d’altra parte però continuo a pensare che forse medicina pur non facendo per me,avendo una motivazione un po’ più forte, potrebbe darmi più soddisfazione e farmi sentire più utile in futuro.
    Secondo voi faccio bene a proseguire su questa strada (fisica), sperando che in futuro riesca a convincermene completamente? Anche perché da quanto ho letto è normale che ancora non abbia le idee chiare essendo solo all’inizio..
    Grazie in anticipo e grazie soprattutto per l’articolo e la pagina che mi sono stati molto utili,
    Marta

    1. Salve Marta, non è comune avere delle grandi passioni nemmeno da adulti, figurati da giovani. Certo, se hai delle passioni o comunque delle aspirazioni, delle attitudini è più facile fare le scelte migliori, ma non è necessario.
      Innanzitutto devi escludere ciò che non ti piace, e poi quello che ti crea indifferenza. Quindi se il corpo umano “aperto” o le malattie non ti affascinano, lascia perdere. Le persone si possono aiutare in moltissimi altri modi : incarichi in ambito sociale, nella formazione, sostegno psicologico, consulenza professionale o personale, ecc.
      La scelta di fare Fisica e’ molto particolare, apparentemente limitata a poche professioni, ma se apri la mente potrai capire che, se non vuoi rimanere strettamente legata alle discipline che studierai, gli ambiti di collocazione sono molteplici: impiego in aziende manifatturiere, nella robotica, nei laboratori, in ambito medico, ecc.
      Inoltre, e questo vale in generale per ogni laurea che si consegue, ci si può “ricollocare” frequentando dei corsi di formazione specifica che generalmente vengono organizzati nei vari distretti industriali, volti a coprire le specifiche esigenze e domande delle aziende e società. Frequentare questi corsi con una preparazione universitaria permette di essere più veloci, preparati e inclini a conseguire la necessaria preparazione richiesta.
      Altra importante considerazione, peraltro già formulata da te, e’ di non mollare mai alla prima difficoltà, pensando che un’altra strada sia la migliore, ma si deve perseverare e impegnarsi per raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo.
      Un grosso in bocca al lupo da G&V.

  108. Salve!
    Ho frequentato il liceo scientifico con buoni risultati (penso di diplomarmi con 85) ma non so scegliere tra le facoltà e sono in confusione. Io preferisco le materie scientifiche ma non mi sono mai visto medico. Non sono molto abile nel disegno quindi anche ingegneria l’ho scartata. A questo punto penso di fare economia, ma non ne sono troppo convinto. Che mi consigliate? Grazie in anticipo.

    1. Salve Leonardo, ci è difficile consigliarti al meglio con le poche indicazioni che ci fornisci, ma la prima cosa che devi fare e’ di informarti bene sui percorsi di studi delle varie facoltà. Ad esempio il disegno tecnico non è affatto importante in Ingegneria, tranne che per quella civile.
      Segui le indicazioni che ti forniamo nel nostro articolo, individua le tue passioni, le tue aspirazioni, le tue inclinazioni, poi verifica quali facoltà offrono percorsi di studi in linea con esse, quindi fai la tua scelta.
      Un saluto dal team G&V.

  109. Attenta di non scegliere una facoltà per sfida, come è stato per me…. Ma mi sono resa conto che, anche se ho portato a termine gli studi universitari, “Non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere”.

  110. Fa si che nessuno abbassi la tua autostima dicendoti che non vali abbastanza, e che nessuno ti faccia sentire inferiore, perchè meno colto, meno veloce, o meno intelligente.

  111. ciao,mi chiamo Rosica,vorrei fare una domanda particolare.se l università che voglio fare dipende della scuola che ho finito,perché sono 2 campi proprio diversi.grazie

    1. Ciao Rosica, non è importante che la facoltà sia uguale agli studi delle superiori anzi, se ti rendi conto che quello che hai studiato a scuola non fa per te, è molto meglio che cambi indirizzo di studi.
      Il vero vantaggio nello studiare qualcosa di simile sta nella facilità di studio, quantomeno all’inizio, dato che hai già una certa conoscenza degli argomenti.
      Un saluto da G&V.

    1. Ciao Anna, come abbiamo risposto anche a Daniele, la preparazione universitaria va vista in un ambito più ampio rispetto alla specifica laurea che si può conseguire.
      Ad ogni modo, se cerchi informazioni dettagliate su una specifica facolta’, ti consigliamo di rivolgerti direttamente ai vari atenei.
      Team G&V.

  112. Salve, mi chiamo Lisa, ho 19 anni e ho appena concluso il liceo artistico. Ho sempre affrontato con facilità e con interesse lo studio e l’applicazione delle discipline artistiche ma sento che forzare e continuare con un percorso didattico affine a quello finora studiato non possa soddisfarmi in ambito lavorativo. Fare arte non può per me essere un lavoro ma rappresenta una crescita personale individuale. Ecco dunque che dopo anni di riflessioni e ripensamenti sono giunta alla conclusione di voler tentare di entrare alla facoltà di veterinaria. Non ho mai avuto problemi a studiare, certo, non sono tra le ragazze più sveglie della mia età ma con un pò di pazienza riesco a raggiungere le mie piccole soddisfazioni. Non sono mai stata ambiziosa per non rischiare di “inciampare”. Ho veramente pensato a tutto prima di scegliere di definitivamente questa facoltà, prima non ho mai avuto un disegno chiaro del mio futuro e per la prima volta, ora, non riesco ad avere ripensamenti su questa mia scelta e riesco finalmente ad essere orgogliosa di me stessa per quello che potrei diventare. Realisticamente parlando però mi rendo conto delle mie gravi lacune nelle materie scientifiche, non che queste non mi appassionino ma le percepisco lontane avendo infatti frequentato un artistico. Temo quindi di non avere molte speranze a entrare, considerando di dover competere con un gran numero di persone decisamente più competenti di me. Il pensiero di dover perdere un anno mi terrorizza perché potrebbe demotivarmi anche per un tentativo futuro. Non ho una seconda scelta e se la dovessi fare credo che la farei più per disperazione che per convinzione.

    1. Salve Lisa, il tuo ragionamento è corretto e i tuoi dubbi e le tue preoccupazioni sono leciti. Ma come tu stessa affermi, il tuo obiettivo e la tua ambizione sono Vererinaria, quindi su questo ti devi concentrare e focalizzare.
      Il nostro consiglio è quello di mantenere alta l’attenzione e l’impegno su questo, di non farti distrarre da preoccupazioni ma soprattutto di non porti limitazioni, sono le prime a impedirti di farcela.
      Allora preparati al meglio, dimenticati di quello che hai fatto e concentrati solo su quello che devi fare, non risparmiarti in questo momento ma dai il meglio di te stessa, sii eccellente, ne vale veramente la pena.
      Un grande in bocca al lupo da G&V.

  113. Salve,
    tra poco tempo dovrò fare l’ultimo anno delle superiori,frequento l’indirizzo sistemi informativi aziendali. Anch’io mi trovo davanti all’ardua scelta:andare all’università o meno,ed eventualmente quale facoltà scegliere. Premetto che la scelta delle superiori non l’ho fatta a caso,perché il mio sogno è stato fin da piccola diventare una segretaria d’azienda o quanto meno far parte dello stesso settore. Attualmente sto considerando l’idea di continuare gli studi,ma essendo molto insicura ho paura di sbagliare.Detto questo,su vari siti delle università ho trovato vari indirizzi economici ma non ben capito quale sia la differenza tra:economia e marketing,economia e commercio,ed infine economia aziendale. Sto valutando anche la facoltà di lingue,dato che le trovo molto interessanti. Lei saprebbe consigliarmi,tenendo conto di ciò che voglio diventare,la facoltà più adatta per ricoprire questa professione? Soprattutto c’è una facoltà economica che comprende anche una lingua straniera?
    P.s a scuola sono piuttosto brava o almeno cerco di impegnarmi sodo
    Grazie in anticipo!

    1. Salve Lisa, per quanto concerne le 3 facoltà economiche da te elencate possiamo dire che nella sostanza della preparazione non vi è grandissima differenza. Comunque, se la tua ambizione è fare la segretaria d’azienda, Economia Aziendale è la più indicata.
      Per quanto concerne la possibilità di studiare anche lingue, o altre materie specifiche, ti consigliamo di verificre negli elenchi delle materie e degli esami delle varie facoltà, sia sui siti web che negli opuscoli forniti dalle varie segreterie universitarie.
      Un saluto da G&V.

  114. Ciao, ho da poco terminato il liceo scientifico dove mi sono diplomato con un ottimo voto, ora però mi trovo nella totale indecisione riguardo il mio futuro. Sono indeciso tra l’intraprendere un percorso universitario o il cercare un lavoro. Per quanto riguarda l’università i miei dubbi riguardano la scelta della facoltà, sarei indirizzato verso ingegneria ma ho ancora diversi dubbi al riguardo in quanto in futuro non mi vedo a fare un lavoro “da scrivania” che non mi permetta di muovermi, ma anche il fatto di dover fare ogni giorno quasi 3 ore di treno per andare e tornare dall’università. In più mi piacerebbe quantomeno poter essere indipendente economicamente perché non mi va di dover passare altri 5 anni a spese dei miei genitori. Pratico anche sport a discreti livelli e non vorrei che la scelta di proseguire gli studi possa costringermi ad abbandonare tutto quello che ho costruito in questi anni.
    Saluti

    1. Ciao Paolo, una cosa che ci sentiamo di sconsigliarti è di fare ogni giorno 3 ore di treno, non sarebbe compatibile con l’impegno che lo studio e la frequenza richiederebbero.
      Praticare sport a buon livello non sarebbe semplice ma nemmeno impossibile, mentre l’impegno economico non va sottovalutato.
      Detto questo, se non hai una buona e concreta motivazione a conseguire una laurea che ti permetta di fare la professione che cerchi, proseguire gli studi sarebbe una forzatura e quindi un errore.
      Un saluto da G&V.

  115. Salve, ho letto il vostro articolo e tutti i consigli che date e non posso che farvi i complimenti per la chiarezza e l’impegno che mettete nell’aiutuare chi è in difficoltà! Io mi chiamo Ilaria, ho 20 anni e sono iscritta al primo anno di giurisprudenza alla sapienza, dovrei proseguire con il secondo. Mi trovo nella crisi più totale! Provengo da un liceo linguistico, concluso con il massimo dei voti perché le lingue straniere sono da sempre state la mia passione, la coda in cui riuscivo meglio e studiarle e fare i compiti proprio non mi pesava! Al liceo mi era più facile imparare testi dall’inglese che dall’italiano, tuttavia l’anno scorso optai per giurisprudenza. Lo feci perché lingue non offre molto ed io sono molto ambiziosa, vorrei un lavoro che mi garantisca stabilità economica ma anche che mi appassioni! Devo ammettere che il diritto non mi appassiona, ma le strade dove porta sì. Ad esempio il fatto di poter entrare in polizia, Unione Europea sfruttando l’uso delle lingue e via discorrendo. Lingue invece non so cosa possa offrirmi in questi termini. In più l’anno scorso mi sono focalizzata sul fatto che tre lingue bene o male già le conosco, mi servirebbe perfezionarle nel corso degli anni, non essendo quindi una laurea in questo campo essenziale. Tuttavia mi sono resa conto che giurisprudenza non mi appassiona così tanto come farebbero le lingue, queste mi permetterebbero di viaggiare per conto di aziende, ma se restassi in Italia come potrei sfruttarle ? Non vorrei che la mia ambizione offuscasse i miei veri interessi. Giuri mi piace, ma l’idea di essere un avvocato e ogni giorno trattare di leggi no, al più mi interesserebbe la tutela della proprietà intellettuale ma non so fino a che punto dato che la materia non la conosco. Aiuto sono molto molto in crisi! Tra poco l’anno accademico inizierà e non so se cambiare o tenere duro e restare dato che con le materie di diritto sto incontrando molte difficoltà. Grazie mille per il vostro tempo e aiuto.

    1. Salve Ilaria, grazie per l’apprezzamento, ce la mettiamo tutta per cercare di aiutarvi almeno un po’, consapevoli che non è facile ma siamo già soddisfatti se riusciamo a darvi uno schema ed un indirizzo di ragionamento.
      Nel tuo caso il ragionamento lo hai già iniziato a fare; se Giurisprudenza non ti piace, o meglio se le professioni che si basano sulla conoscenza del diritto non ti emozionano, non ti entusiasmano e non ti appassionano, allora non sono il tuo futuro, non sono la tua vita.
      Generalmente noi consigliamo di non mollare, ma solo se percepiamo una questione di difficoltà di studio e non una scarsa propensione e attitudine per le professioni che quel percorso di studi prepara a fare.
      Quindi, se abbiamo capito correttamente e questo è il tuo caso, lascia perdere Giurisprudenza, scegli una facoltà diversa che ti prepari per ciò che ti piace fare, potrebbe essere lingue ma anche qualcos’altro.
      In bocca al lupo da G&V.

  116. Ciao, ho 35 anni e ho avuto un percorso di studi un po’ fuori dal comune. Premetto che io sono sempre stato portato per le materie letterarie, storiche e linguistiche, ma confuso dai consigli di genitori e parenti che mi sconsigliavano un liceo linguistico o classico, mi sono iscritto ad un ITIS. A 16 anni, a causa di questa scelta sbagliata e anche per problemi personali, ho lasciato la scuola superiore e sono andato a lavorare. Essendomi accorto anni dopo dell’immensa stupidaggine fatta, considerando che avevo sempre avuto ottimi voti a scuola, mi sono iscritto ad una scuola serale per recuperare gli anni delle superiori; purtroppo però a Bergamo le scuole serali sono solo istituti tecnici, quindi mio malgrado ho dovuto completare gli studi tecnici (perito informatico), con la consapevolezza che NON volevo fare l’informatico e che avrei cercato un altro tipo di lavoro impiegatizio. Ma, purtroppo, una volta diplomato, con tale formazione ho trovato lavoro solo come programmatore. La mia grande aspirazione era lavorare nel settore pubblico e studiare discipline storiche, giuridiche ed economiche (oltre che una lingua straniera), mi sono quindi iscritto al corso di Management Pubblico della Facoltà di Scienze Politiche alla Statale di Milano (2008/2009).
    Purtroppo ho smesso dopo 2 esami perché avendo un lavoro di 8 ore come informatico non riuscivo a coniugare i due impegni.
    Ora, dato che l’informatica non la posso più soffrire, e in questi anni ho sempre desiderato riprendere gli studi, sto pensando di ritentare con tale corso di laurea.
    Ma, data l’età avanzata e le scarsissime possibilità di lavoro nel settore pubblico forse è meglio che opti per qualche altra facoltà, oppure che lasci proprio perdere l’università. Non vorrei mandare a ramengo il lavoro e l’indipendenza all’età in cui mio padre aveva già due figli per ritrovarmi a 38 anni con un pugno di mosche in mano, anche perché tra un 23-25enne e un quasi quarantenne, la vedo dura che venga scelto il secondo, sia nel pubblico (dove mi piacerebbe lavorare) sia nel privato. Ma, ripeto, l’informatica non la reggo più, mi sta rovinando la vita.

    Che consigli mi date ? E’ troppo tardi ? Meglio optare per corsi professionali ?
    Grazie infinite in anticipo.

    1. Ciao Joey, per prima cosa, la tua intenzione di non proseguire con la professione informatica è corretta data la sofferenza e l’intolleranza che comunichi. Detto ciò, prima di decidere se riprendere gli studi universitari o cambiare professione, devi decidere che lavoro vuoi fare.
      Ci spieghiamo meglio, cambiare professione tanto per cambiare non ha tanto senso, potresti trovarti male come fare l’informatico. Analogamente riprendere gli studi tanto per fare l’Universita’, sarebbe uno spreco di tempo, di energie e di soldi. Non significa che è troppo tardi per continuare a studiare ma ha senso farlo solo se hai un progetto professionale, se hai un’ambizione, una reale passione e quindi la giusta motivazione.
      Perciò, se l’obiettivo primario è cambiare lavoro, capisci prima cosa ti piacerebbe fare, quindi informati se per farlo sono disponibili corsi professionali o altro, oppure se è necessario fare l’Università.
      Fai una profonda riflessione su cosa vuoi dalla vita, cosa ti piace veramente fare, cosa e chi vuoi diventare.
      Naturalmente si può sempre cambiare lavoro anche senza una specifica preparazione scolastica, dipende da cosa cerchi.
      Un grande in bocca al lupo dal team G&V.

  117. Ciao, sono Martina. Scrivo perché non so se l’obiettivo di diventare medico è davvero una mia passione o è solo l’influenza dei miei genitori e il mio desiderio di non vedermi superata da altri. Quando ho assistito a una conferenza di un medico nella mia ex scuola, mi sono emozionata e ho sentito in me un desiderio di fare la cardiologa. Adesso però preparandomi al test mi stanno venendo molti dubbi. Non ho più quello stimolo, e sento di gente che dichiara di avere una forte ‘vocazione’ che io non ho.è chiaro che è la passione che manda avanti e ho paura di non farcela, anche perché 1) non ho una buona memoria o metodo di studio adeguato 2) uno sbaglio può rovinare una vita 3) non tanto la mole di studio ma la preoccupazione che non possa trascorrere tempo con la mia famiglia che per me è la cosa più importante 4) ho avuto problemi con l’autostima e uscire dal liceo con un 73 pur avendo studiato tantissimo non mi ha aiutato.Mentre se penso a lingue, sono convinta che sia davvero una mia passione ma non avrei grandi possibilità. Le altre facoltà non mi interessano. ho un obiettivo certo : quello di prendermi una laurea e lavorare all’estero. Vorrei tanto poter dire “voglio fare il medico” ma non sono convinta. Quando. cerco di parlare con mia mammadi questo mi guarda male. Dice che sono libera di scegliere ma poi mi chiede “se non fai medicina cosa scegli? matematica fisica ingegneria?” pur sapendo che sono proprio negata. Ho pensato a chimica ma sarebbe fare un passo nel buio perché al liceo non l’hanno insegnata come si deve. Economia neanche un accenno. Altre facoltà non mi interessano. Forse un po’ farmacia e andare a lavorare in Inghilterra. Ma sono molto confusa.

    Che consigli mi date? Le mie paure sono infondate come dicono? Meglio fare lingue e non avere certezze? Medicina che non so più se fa per me o no?O scelgo una via che mi potrebbe garantire un lavoro ma che non mi entusiasmi tanto?

    1. Ciao Martina, per quanto riguarda la ” vocazione “, non ci fornisci abbastanza elementi per capire se Medicina lo sia, ma per capirlo ti consigliamo di leggere i commenti di altri studenti a cui consigliamo di visualizzare la vita che farebbero esercitando quella professione, nel tuo caso il medico, e vedere se corrisponderebbe alle loro aspirazioni.
      Invece, vorremmo cercare di aiutarti circa i tuoi 4 punti di dubbio.
      Sia la memoria ma soprattutto il metodo di studio si possono migliorare seguendo buoni consigli, anche di amici e professori, e facendo esercizio ( tra l’altro noi pubblicheremo prossimamente del materiale sui migliori e più efficaci metodi di studio ).
      Ogni sbaglio può arrecare problemi agli altri, ma questo significa imparare ad assumersi le responsabilità ed è una cosa che avverrà col tempo, non ti preoccupare troppo.
      Come utilizzare il tempo e’ una tua decisione, significa che l’impegno per lo studio sarà certamente una priorità ma non sarà l’unica, quindi troverai sempre del tempo per gli affetti, la famiglia e l’amicizia.
      L’autostima si coltiva con l’impegno, con la dedizione e la perseveranza, come spieghiamo nel nostro percorso di crescita personale 1.1 ” come aumentare la fiducia in se stessi “( inoltre, a brevissimo realizzeremo anche un videocorso ).
      Per concludere, prima capisci che tipo di vita ti piacerebbe vivere, poi scegli la professione che ti permetterà di farlo, quindi impegnati a conseguire quella laurea, senza porti tutti i problemi all’inizio, ma affrontandoli uno alla volta, mano a mano che ti si presenteranno.
      Un grande in bocca al lupo da G&V.

  118. Buonasera, ho terminato un anno nelle professioni sanitarie precisamente tecnico della prevenzione, a dire il vero vorrei tanto sapere se questo corso offre reali sbocchi lavorativi. Più che altro pensavo da sempre di voler fare logopedia che riproverò il 13 settembre, ma a volte mi vengono dubbi atroci, tipo se mi piace realmente o lo faccio solo per coniugare ciò che mi piace ad una reale possibilità di lavoro in futuro. Soprattutto , è difficile entrare e se non dovessi entrare rimarrei nel corso di tecniche della prevenzione , che mi porta altri numerosi dubbi, perché le materie non le studio con grande passione ma quasi come un dovere. Se dovessi analizzare le mie passioni direi che si orientano molto sulla psicologia cosa da me sempre amata ma onestamente mai scelta perché un percorso troppo lungo che non ti porta a niente di concreto e parlando di vita reale i miei non possono mantenermi e fanno dei sacrifici per mandarmi all università e vorrei anche qualcosa che mi desse un lavoro concreto. E sappiamo che psicologia è poco produttiva da questo punto di vista (infatti la pensavo a come seconda laurea, solo la triennale per saziare la mia grande curiosità) ma ultimamente leggevo di servizio sociale (per diventare assistente sociale) e mi domandavo se anche questo allora poteva essere un giusto punto di incontro, come logopedia, tra le cose che mi piacciono. Ma non so se ci sono reali sbocchi lavorativi come assistente sociale, visto che io sto in un corso a numero chiuso,il che da una certa sicurezza.. insomma sono un attimo confusa o meglio le cose che mi piacciono , mi piacciono tutte! E non saprei in base a cosa scegliere..sono stanca di pensare e guardare dentro me e vorrei solo qualcuno che mi desse un reale consiglio da genitore, da persona adulta perché io proprio non so cosa fare. a volte credo che l università sia uno schifo, pensavo al liceo di realizzare i miei sogni , di studiare cio che volevo e invece non è affatto così, molto spesso si ci accontenta e magari si finisce per fare anche un cosa che non ci soddisfa a pieno e molte volte ce ne rendiamo conto quando è troppo tardi. Forse perché prendere decisioni cosi importanti a 20anni non è facile.. ormai sto per “buttare”anche il mio secondo anno…spero un giorno di poter essere felice..

    1. Buongiorno Martina, nel rispetto della nostra filosofia, non possiamo e non saremmo nemmeno in grado di dirti esattamente cosa fare.
      Però possiamo guidarti e accompagnarti per mano a ragionare secondo uno schema collaudato.
      Per prima cosa, siamo concordi con te che non ci si deve accontentare di tutto, certo ogni scelta richiede l’accettazione di compromessi, ma i propri sogni vanno inseguiti, le nostre aspirazioni ci devono guidare ed incoraggiare a seguire direzioni ben precise e non cambiarle solo per comodità, difficoltà ed opportunità. I nostri sogni non si realizzano in momenti predefiniti, ma lungo il percorso della nostra vita, se li trasformiamo in obiettivi da raggiungere e ci impegniamo ogni giorno a farlo.
      Frequentare l’Università e laurearsi sono elementi che si aggiungono alla nostra cassetta degli attrezzi per raggiungere i nostri obiettivi e quindi per vivere una vita felice e ricca di soddisfazioni.
      Se la tua passione e’ lavorare nel campo del sociale, coltivala, inseguila.
      Date le caratteristiche della nostra società, queste attività e professioni sono sempre più richieste, le stesse cose le possiamo dire per Logopedia e Psicologia. Ma sono reali opportunità per te solo se ti piacciono veramente, solo se ti ci senti portata, solo se sono una tua inclinazione.
      Nessuno fa la migliore scelta al primo colpo, ne fa una che poi deve ritoccare, correggere e rivedere, mano a mano che scopre cosa vuole veramente. La cosa importante è continuare a capire cosa ci piace, cosa ci fa felici e seguire quella direzione, senza farsi sopraffare dall’inerzia, dalla comodità e dalla facilità del non cambiare.
      Un abbraccio dal team G&V.

  119. Ciao, ho letto il vostro articolo e l’ho trovato molto interessante. Ho una grande confusione e mi piacerebbe avere un consiglio. Ho 19 anni e l’anno scorso ho cominciato l’università in chimica. Ho dato 5 materie su 8, lasciando per ultime proprio le tre chimiche del primo anno. Avrei dovuto cominciare a studiarle per la sessione estiva, ma non avevo proprio nessuna voglia, le sento pesanti, e il mio cervello si rifiuta anche solo di aprire il libro. Negli ultimi mesi di università, è venuto sempre più a galla il pensiero di lasciare o cambiare indirizzo. Sono piena di interessi, mi piace studiare molte cose però solo quando il mio cervello lo vuole. La mia vera passione è la musica e la sto coltivando, solo che riuscire a farla diventare un lavoro è davvero difficile, devo aprirmi una strada alternativa. Ho frequentato un liceo dove facevo informatica e mi divertivo molto a programmare, ma non amavo tantissimo la parte teorica, sono molto pratica. Ora ho anche tre siti che gestisco (alcuni da qualche tempo in pausa che voglio riavviare) e mi piace molto farlo, avere a che fare con il codice e studiare sui problemi per risolverli, tanto che avevo proprio pensato di cambiare chimica con informatica. Ma non so se è la scelta giusta. Chimica mi occupa troppo tempo e io ho voglia di coltivare anche le mie passioni, mi piacerebbe laurearmi e fare una facoltà che mi lasci anche spazio per dedicarmi a ciò che mi piace, e se fosse connessa a ciò che mi piace fare sarebbe anche bello. Informatica forse potrebbe fare al caso mio, ma pure prima pensavo che chimica facesse al caso mio visto che al liceo la facevo molto volentieri e con facilità. Sono troppo indecisa e non vorrei perdere di nuovo un anno. L’alternativa all’università è lavorare con mia madre, facendo un lavoro che non mi ispira proprio, ma che almeno mi occuperebbe solo mezza giornata senza altri pensieri di mezzo. I miei parenti premono per continuare l’università, e io mi sento carica di responsabilità, non vorrei deludere nessuno. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    1. Ciao Debbie, cogliamo l’occasione per dire a te e agli altri ragazzi che il fatto che alcune materie studiate alle superiori piacciano e risultino facili da studiare e da capire non significa che siano una vera passione. Si può essere facilitati nel loro studio dallo specifico insegnante, dalla possibilità di fare laboratorio, oppure perché spezzano la monotonia delle materie più specialistiche. Perciò potrebbero piacere come materie in se, ma non rappresentare una passione tanto da diventare una futura professione.
      Quindi, se affrontare i 3 esami di chimica ti pesa davvero molto, potrebbe essere che la chimica non fa per te, che non sia una tua reale inclinazione.
      Invece l’informatica potrebbe esserlo, stando a quello che ci racconti.
      Il nostro consiglio è di approfondire il tuo interesse per l’informatica e capire se è una tua passione, se è un tuo interesse forte. In questo caso, ti consigliamo di cambiare facolta’.
      Senza considerare che sarebbe un po’ più “connessa” alla musica.
      Un abbraccio da G&V.

  120. Buonasera, mi servirebbe un aiuto molto importante. Visto che non sono in tempo per logopedia, vorrei sapere un’università che permette di convalidare gli esami.

    1. Buongiorno Maria, ci dispiace ma non siamo in grado di fornirti queste informazioni, non rientrando nei nostri ambiti di competenza.
      Ti consigliamo di rivolgerti alle specifiche segreterie di facolta’.
      Team G&V.

  121. Ciao ho davvero bisogno di un consiglio dato che sono entrato in crisi: ho 25 anni e dopo 5 anni di lavoro come operaio stavo pensando di iniziare un cammino triennale universitario in un ambito che mi permetta di aiutare il prossimo dato che è il mio più grande desiderio; mi sono pre iscritto ai test di ammissione a scienze motorie, infermieristica e fisio; anche se dubito di passarli, ho il terrore x via della cosa scielta nel caso mi andassero bene tutti.
    Il mio preferito è scienze motorie però dà pochi sbocchi lavorativi infatti molti a fine corso si iscrivono a fisio o osteopatia proprio x mancanza di sbocchi lavorativi mentre tra fisio e infermieristica nonostante abbia passato pause pranzo e serate a vedere materie e scenari didattici, non trovo quella che come si suol dire fà al mio caso.
    Ho paura di iniziare qualcosa che magari non andrà bene e rimpiangerei un lavoro fisso che nonostante odi mi dà a fine mese uno stipendio sicuro x siutare a casa….. Grazie

    1. Ciao Mattia, intanto aspetta l’esito dei test e non mettere in dubbio la coraggiosa scelta di riprendere gli studi.
      Qualora dovessi scegliere tra i 3 indirizzi, ci sembra di capire che solo uno soddisferebbe le tue aspettative e le tue attitudini, quindi scegli quello e vai avanti con determinazione e convinzione.
      Un saluto da G&V.

  122. Ciao, sono molto confusa tra due facoltà e non riesco proprio a scegliere anche se il tempo stringe. Un mio interesse sono sempre state le lingue e le relazioni internazionali, ma non ho scelto lingue e letterature straniere poiché non mi piace la letteratura. Ho trovato invece un altro percorso di laurea in comunicazione internazionale e pubblicitaria e poi potrò scegliere tra 4 diverse lauree magistrali che mi sembrano interessanti. In questo caso dovrei peró studiare fuori sede e devo quindi tener conto anche delle mie disponibilità economiche, in più sono molto indecisa sugli sbocchi lavorativi che questa facoltà potrebbe offrirmi. La seconda opzione sarebbe invece management d’impresa, perché offre diverse possibilità lavorative e sembra interessante, ma non riesco a capire se il percorso di studi possa piacermi realmente o no, dal momento che non ho mai trattato materie economiche. Questa facoltà si trova peró nella mia città, quindi comporterebbe spese assai più ridotte.
    Ho paura che se dovessi andare fuori sede per poi rendermi conto che non é la strada giusta per me, avrei fatto spendere soldi inutili ai miei genitori… voi cosa consigliate?

    1. Ciao Arianna, innanzitutto nel valutare se frequentare una facoltà nella tua città oppure fuori sede, con la necessità di vivere assieme ad altre persone, oltre all’aspetto economico assolutamente importante, ti consigliamo di tenere in considerazione anche tutti gli altri aspetti che abbiamo scritto nel nostro articolo. Essi rappresentano un grande elemento di crescita e arricchiscono notevolmente l’esperienza e la formazione universitaria.
      Per quanto concerne la facoltà, se sei più portata per lingue e relazioni internazionali, facciamo fatica a considerare Management d’impresa la migliore scelta. Mentre Comunicazione internazionale e pubblicitaria ci sembra molto più vicina alla tua passione. La possibilità poi di poter scegliere tra 4 diversi percorsi è molto positiva.
      Un abbraccio da G&V.

  123. Buongiorno, spero di trovare finalmente pace dopo anni di false aspettative e illusioni. Classe 94 con liceo scientifico alle spalle, ho ripetuto un anno in secondo superiore che mi ha portato ad avere un anno di ritardo. finito il liceo, ignaro di tutta una serie di implicazioni che questa importante scelta possa comportare, scelsi una laurea in Economia sotto consiglio dei miei genitori. ho fatto un esame e ho rinunciato agli studi perchè mi sentivo in gabbia in una facoltà di cui non capivo le potenzialità. Diciamo che ero ancora nella fase” segui le tue passioni col paraocchi” senza considerare l’aspetto sia lavorativo, di impatto emotivo consapevole, mi sento di dire che ero molto immaturo per una tale scelta. L’anno successivo mi sono iscritto finalmente a disegno industriale, facoltà che ammiravo da anni, dal 3 liceo, mi ricordo che andai due anni di fila all’open day senza mai sceglierla alla fine, perchè ero intimorito dal test, avevo paura di scegliere io, di assumermi una responsabilità, perchè avevo nel frattempo mille altre facolta i mente tipo psicologia o lingue ( ringrazio dio per non averle scelte perchè ora non mi interessa proprio), come si dice, ho “ficcato la testa sotto la sabbia””. Ora, passato un anno di disegno industriale, durante il quale ho lavorato 6 ore al giorno per 5 giorni a settimana in una importante compagnia aerea come steward seguendo tutte le lezioni e riuscendo pure a fare tutti e 7 gli esami del primo anno, mi ritorna il mostro nella testa: ho capito che il lavoro monotono e ripetitivo mi fa schifo, opto per un lavoro dove si deve sempre restare aggiornati e ho bisogno di essere stimolato, amo l’arte la scienza la teconologia e il progresso, ho cambiato totalmente la mia vita e le mie considerazioni in questo anno, soprattutto perchè ho avuto modo di conoscere un nuovo amico, laureato in ingegneria di cui ho amato la sua trasversalità, poiche ha conoscenze scientifiche e tecninche elevate che sono spendibili in qualsiasi direzione, mi sono sentito uno scemo perchè non ho mai avuto il coraggio di scegliere un percorso difficile come ingegneria per pigrizia e per non fare materie scomode che sono di base per ogni ingegenere. Ho capito che per avere buone garanzie non si possono fare slalom alla fine il conto si paga, per questo, se devo spendere i miei 5 anni all’università preferisco sputare sangue ora che rimpiangere dopo. In aggiunta ho scoperto che il corso di laurea in design del prodotto che vorrei fare io è accessibile anche a chi proviene da ingegneria dell’informazione. Mi sono sentito fregato con le mie stesse mani. Sarei tentato di passare a ingegneria delle tlc, o elettronica, avere una triennale che possa essere valida doppiamente, sia per lavorare nel mondo del ITC in rapida espansione nei prossimi anni che è super richiesta, sia se volessi fare altri tipi di studi tipo continuare con il design. Anche per fare lavori che implicano designand engeneering è apprezzata ingegneria. insomma non c’è paragone….
    Posso considerarmi pazzo se cambiassi per la seconda volta? iniziare a 22 anni ingegneria, lasciare( in futuro, per forza) il lavoro che tra l’altro è diventato a tempo pieno di cui non me ne frega niente starci? butterei un anno di DI ma fortunatamente gli esami non li perdo, restano lì in attesa di convalida di laurea. rischio di laurearmi con ritardo? faccio una cavolata? ho maturato questa concezione, mi voglio mettere “sotto” e garantirmi un futuro in un mondo che ancora sta evolvendo… e molti lavori, tra cui quello che sto facendo ora, saranno automatizzati.
    grazie per l’attenzione

    1. PS: sono interessato a capire se tutto questo sia normale, sto per fare l’ennesimo passo nel buio, sempre che ne abbia il coraggio, e se riesco a trovare giustificazioni a questo mio essere inquieto da anni, e vorrei capire se sto finalmente pensando alla cosa giusta per me o sto rischiando di perdere tempo.

    2. Buongiorno Lorenzo, tutto quello che hai scritto è corretto ed è normale la tua preoccupazione.
      Come prima cosa ti diciamo di non pensare troppo alla tua età, se sei convinto di quello che vuoi fare e ti impegni al massimo per ottenerlo non terminerai gli studi più tardi di tanti altri.
      A questo aggiungiamo che è normale non avere subito le idee chiare e cambiare scelta, anzi sarebbe sbagliato non avere il coraggio di farlo oppure non voler ammettere di aver sbagliato ( prima di tutto a se stessi ).
      Quindi, il nostro pensiero e’, se sei convinto che Ingegneria fa per te, di farti coraggio, prendere in mano il tuo futuro e dedicare tempo, energie e concentrazione per trasformare la tua vita.
      Un grande in bocca al lupo da G&V.

  124. Buonasera, innanzitutto complimenti per il vostro articolo, mi ha dato molti spunti utili di riflessione. Io mi sono diplomata l’anno scorso al liceo linguistico, mi sono iscritta alla facoltà di Turismo però alla fine del primo semestre mi sono accorta che non faceva per me: c’erano molte materie artistiche che non sono la mia passione. Quindi mi prendo del tempo per pensare, mi guardo intorno, cambio moltissime volte idee, spaziando da una facoltà ad un’altra, nonostante conosca il mio grande limite: le materie scientifiche. Alla fine opto per una scuola superiore per mediatori linguistici, lo trovo un buon compromesso adatto alle mie capacità. Nonostante questo mi sorgono ancora dei dubbi. Finita la scuola superiore ho giurato che non avrei più studiato lingue perché non ne potevo più, eppure adesso non mi dispiacciono, mi ci vedo a studiarle. A scuola non ero la migliore ma me la cavavo,
    non ho mai avuto interessi specifici per nulla, sogni nel cassetto o altro, ma so che se studio qualcosa che non mi appassiona un minimo non riesco a portarlo a termine. So che non vorró studiare molti altri anni, perché mi piacerebbe essere presto indipendente. Inoltre ho un carattere introverso e timido, ma soprattutto non ho la passione del viaggiare. Anche io ho fatto l’esercizio della “visione futura”, ma non riesco a vedere una professione specifica, solo io con una famiglia, felice. Non mi interessano i soldi, certo non vorrei fare la fame, ma la mia famiglia mi ha insegnato che se sei felice con quello che hai sei a posto. Ecco la mia felicità consiste nel tornare a casa la sera dalla mia famiglia, essere con loro durante le festività, tutto qui. Senza viaggi o trasferte (per lavoro ovviamente, il piacere è un’altro discorso); può sembrare monotono ma non sopporto di allontanarmi per troppo tempo da chi amo, e la mia città mi piace, vorrei continuare a vivere qui. Ormai non posso cambiare la mia scelta anche perché come avete detto voi, è giusto accettare di sbagliare ma è concesso un solo cambio di rotta, dopodiché si guarda avanti. Anche solo per orgoglio personale. In ogni caso volevo avere un vostro parere, questa facoltà potrebbe fare per me e per le mie esigenze/desideri? Grazie.

    1. Buongiorno Laura, grazie per l’apprezzamento del nostro lavoro.
      Da quanto scrivi ci sembra che il percorso di studi che hai scelto sia affine alle tue inclinazioni e che lo studio delle lingue ti piaccia.
      Detto ciò, la professione che intraprenderai al termine degli studi la dovrai scegliere nel rispetto del tipo di vita che ti piace fare e con questi studi ci sono molte e varie possibilità.
      Questo significa che, secondo noi, ora non ti devi preoccupare eccessivamente perché la strada che hai intrapreso ti permetterà di vivere anche il tipo di vita che ci hai descritto.
      Se non ti piace il diritto e le questioni legali, lascia perdere Giurisprudenza, sarebbe una forzatura. Fai caso al verbo che tu usi ” tentare “, esprime bene l’approccio che avresti.
      Un abbraccio da G&V.

  125. Ps: mi era passato anche per la testa di poter tentare la triennale di Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, non perché abbia una particolare passione per il diritto ma perché come lavoro rispecchierebbe le caratteristiche che cerco, autonomo e magari d’ufficio. Solo che non so se mi ci vedo a trattare questioni legali/tributarie, non ci ho mai capito granché, certo basterebbe studiare però ripeto, non so quanto sarei coinvolta e se riuscirei ad arrivare in fondo. Ci ho pensato dopo aver visto che altre mie amiche hanno intrapreso quella strada, anche se io ho sempre sentito dire che Giurisprudenza, soprattutto a Padova, non sia per niente semplice.

  126. Buongiorno, complimenti innanzitutto per l’articolo!
    Sono una ragazza uscita dal Liceo classico della comunicazione (dunque poche materie scientifiche: 2 ore di matematica, 2 di fisica e 2 di biologia a settimana), da sempre appassionata delle materie umanistiche e con un debole per la scrittura, che tuttavia non sono mai riuscita a sfruttare fino in fondo a causa della mia insicurezza.
    A partire dal triennio ho scoperto di apprezzare le materie scientifiche, specialmente biologia e anatomia, probabilmente anche per merito di una grande insegnante, e questo mi ha mandato in crisi.
    Quest’anno ho provato il test per medicina e biotecnologie a Torino, e ho fallito in tutti e due. Ora mi trovo a un bivio: iscrivermi a biotecnologie in una facoltà a numero aperto e provare a coltivare questo nuovo interesse, provando a sposarmi anche all’estero per trovare lavoro, oppure iscrivermi a scienze della comunicazione, facendo affidamento ai talenti che i miei amici mi riconoscono e alla passione che ho da sempre, seppure con poche probabilità di trovare un impiego?
    Sono disperata, non riesco a prendere una scelta in modo lucido e appena faccio per iscrivermi a una facoltà mi sembra di perdere il treno per l’altra. E le iscrizioni per biotecnologie si chiuderanno tra tre giorni.
    Grazie per l’attenzione!

    1. Grazie Clo, poiché hai poco tempo per decidere cerchiamo di essere più veloci e chiari possibile, infrangendo in un certo senso la regola di consigliare direttamente cosa fare.
      Noi non vediamo differenza tra la tua passione per le materie umanistiche e la nuova passione per quelle scientifiche, ci sembra che possano essere messe sullo stesso piano. Se poi consideri le maggiori possibilità che ti può offrire Biotecnologie, beh allora la scelta da fare è chiara.
      Inoltre, sei proprio certa che sia la tua insicurezza a frenarti nello scrivere?
      In bocca al lupo da G&V.

  127. Buongiorno,vi scrivo per parlarvi della mia situazione
    Sono da meno di un anno laureato in Biotecnologie per la qualità e la sicurezza dell’alimentazione con lode all’età di 24 anni. Tuttavia,da quel momento,sono praticamente bloccato e l’unico tentativo di uscire da questa condizione è stata la partecipazione ad un concorso di dottorato nella mia università senza esiti anche perchè non noto ai componenti della commissione. Ahimè,dalle mie parti,questo titolo di studio non gode di un’elevata spendibilità così come auspicato anni fa. Purtroppo,ho grande paura di spostarmi dalla mia terra perchè spaventato dai pericoli che potrei incontrare(la cronaca di oggi giorno è piena di cattive notizie dall’estero) e soprattutto temo che mia madre possa subire un contraccolpo psicologico per cui me ne sentirei in colpa. Avendo frequentato un liceo scientifico ad indirizzo linguistico,ero convinto che non avrei avuto problemi a spostarmi all’estero ma , mi sono reso conto che tale via risulta difficile da percorrere sia per problemi economici della famiglia che soprattutto per la mia paura di uscire dalla mia casa materna.Scusandomi per la lunghezza della mail ,vi porgo Cordiali Saluti

  128. Aggiungo,inoltre,alla precedente mail che ho una sorella più piccola iscritta alla facoltà di lingue e,dunque,probabilmente anche lei destinata ad una carriera internazionale. Anche questo costituisce un ulteriore freno,e mi fa sentire in ulteriore colpa.Col senno di poi,avrei frequentato un corso di studio con maggiore spendibilità nel mio territorio (es.Farmacia) piuttosto che frequentare tale corso di studi(Biotecnologie)sebbene esso mi fosse stato consigliato anche da persone attive in ambito accademico.

    1. Buongiorno Gabriele, la tua richiesta va un po’ oltre ciò che attiene all’articolo, ad ogni modo cerchiamo di darti il nostro punto di vista.
      Se il trasferimento all’estero non è contemplato tra le tue possibili scelte, non entrando nel merito dei motivi, devi individuare cosa ti potrebbe fornire delle chances in più per riuscire a collocarti nel mondo del lavoro.
      Con questo intendiamo dire che ti consigliamo di seguire dei corsi di specializzazione finalizzati ad acquisire skills e conoscenze specifiche facilmente spendibili nelle aziende presenti nel tuo territorio.
      Significa che devi abbandonare l’idea di trovare necessariamente impiego nel settore che hai studiato ma devi cercare di fornire un’offerta alla domanda delle aziende.
      Solitamente questi corsi sono organizzati da associazioni di settore o altre come Assindustria, e nascono dalle reali necessità delle aziende.
      Ad esempio esse possono cercare esperti di esecuzione test, lean production, elaborazione report, project management, ecc.
      Bene, se riesci a trovare questi tipi di corsi e ti “adatti” a fare qualcosa di diverso aumenti sensibilmente le possibilità di collocarti, poi quando lavori puoi anche pensare di avvicinarti a ciò che hai studiato.
      Un grande in bocca al lupo da G&V

  129. Salve, ho letto il vostro articolo e mi è sembrato molto interessante. Vi spiego la mia situazione: per due anni ho desiderato entrare in fisioterapia e quest’anno ce l’ho fatta. Questo corso di laurea mi è interessato sin da subito perché provo interesse per lo studio del corpo umano, perché sono uno sportivo sin da quando ero piccolo e anche perchè sono venuto in contatto con un’osteopata nella mia palestra e mi ha, diciamo, affascinato e incuriosito questa branca. Ora che però ho guadagnato l’accesso in questa facoltà, qualcosa mi turba: tutto d’un tratto non mi emoziona più intraprendere questo corso di studi, non vedo possibilità di carriera e la vedo come una professione fine a se stessa; insomma non il massimo a cui potrei ambire. In un futuro non mi riesco a vedere come fisioterapista (mi ci sono voluti due maledetti anni per poterlo capire).
    Chiudendo gli occhi e “proiettandomi” nel futuro ho una visione di me che parlo più lingue(mi piacciono tantissimo), che lavoro per una multinazionale e che sono in continuo spostamento in giro per il mondo. Cosi, escludendo le facoltà che non mi piacciono, l’unico ramo rimasto è quello di economia. Tuttavia, non so se le materie trattate possano piacermi (visto che non ho mai studiato nè diritto nè ragioneria, ecc), però gli sbocchi lavorativi mi piacciono. Cosa ne pensate? Chiedo scuso se mi sono dilungato troppo e ringrazio in anticipo per l’attenzione 🙂

    1. Salve Claudio, a noi sembra capire che Fisioterapia ti piace ma non ti piace il tipo di vita che questa professione ti porterebbe a fare.
      Se questa nostra considerazione e’ corretta, intraprendere un altro percorso di studi ha senso. Poiché hai già escluso le discipline che non ti piacciono, le materie e gli esami relativi ad Economia non dovrebbero essere così brutti ed ostili per te.
      Ma ora ti trovi nella situazione opposta alla prima, cioè ti piace la vita che una laurea in Economia ti permetterebbe di fare, ma forse non ti piacciono le materie che devi studiare.
      Noi possiamo solo consigliarti di fare focus sulla tua idea del futuro e di considerare lo studio come un mezzo, un percorso per realizzare il futuro, ma non dimenticare che la professione nell’ambito economico non potrà comunque prescindere dalla conoscenza e convivenza con le materie economiche.
      Quindi scegli sulla base del futuro e della vita che ti immagini di vivere, ma non dimenticare di cosa ti dovrai occupare ogni giorno.
      In bocca al lupo da G&V.

  130. Ciao, ho 21 anni e sono al terzo anno di un corso di laurea che non mi è mai andato giù, ma che comunque ho dovuto portare a termine. Tra un anno però( finalmente), mi laureerò, ma appunto non penso sia la mia strada. Il mio desiderio sarebbe quello di mettere da parte la laurea e iniziare totalmente un nuovo percorso che più mi si addice.
    In questi tre anni ho lottato contro me stessa arrivando alla conclusione che per tutto questo tempo era come se avessi represso i miei veri interessi. Non me ne ero resa conto prima ma è come se avessi passato l’adolescenza in modo “contenuto”, nascondendo le mie più vere passioni( per causa mia ma anche per le compagnie cattive che avevo e di cui temevo il giudizio).
    Da quando sono “rinsavita” e ho iniziato ad ascoltare un po’ più me stessa e il mio istinto ho capito che il mio posto potrebbe essere nel mondo dello spettacolo, per la precisione nel mondo del teatro/cinema. Mi piace molto la recitazione( quando ero più piccola, nei momenti in cui c’erano ancora degli sprazzi di me stessa, ho frequentato vari corsi annuali di teatro amatoriale). Mi piace però anche il “dietro le quinte”, sapere come sono state registrate certe scene e imparare io stessa a farlo.
    A volte mi sento stupida e infantile, mi chiedo se io non sogni troppo in grande. Prima di arrivare ad accettare questi miei desideri ho impiegato un sacco di anni! Non riuscivo ad ammettere a me stessa che sono incuriosita da tutto ciò. Come se mi vergognassi di me stessa. Sono sempre stata una persona molto razionale, un contrasto enorme con la mia parte “creativa” che per molto tempo ho dimenticato.
    Il punto è che tra un anno vorrei iniziare un nuovo percorso ma non so da dove iniziare, come posso fare e gestire le cose. Ho un sacco di paure: ho paura di sbagliare( e sarebbe il secondo sbaglio…), ho paura dei miei genitori, di quello che penseranno le mie amiche dell’università… ma dall’altro lato ho paura di ritrovarmi ad accontentarmi di un lavoro che non mi piace e così rimanere intrappolata per tutta la vita.
    Qualche dritta da darmi in generale? E come faccio a lasciar perdere tutte queste paure?
    Grazie in anticipo!

    1. Ciao Isabella, la tua richiesta è un po’ insolita ma cerchiamo di fornirti comunque un nostro punto di vista.
      Se ti sei resa conto che il tuo attuale percorso di studi non si addice alle tue caratteristiche e ti porterebbe a fare un lavoro che non ti piace, non possiamo che confermare quanto da te indicato, ossia che è meglio provare qualcosa di diverso ora, quando le cose sono sicuramente più facili che tra qualche anno.
      Ci sembra di capire che ti vergogni un po’ di intraprendere una carriera nell’ambito del cinema o del teatro, o quantomeno ti preoccupi del giudizio degli altri. Se questo è il punto, il nostro sincero consiglio è di fregartene, di non far condizionare le tue scelte e la tua vita dagli altri. Nessuno meglio di te può sapere cosa ti piace, cosa ti appassiona ma soprattutto cosa non ti piace.
      Le paure, le insicurezze e il timore del giudizio degli altri sono una costante nella vita di molti di noi, ma la vera intelligenza sta nel considerare i pareri ed i consigli delle persone come un data base di informazioni da usare per prendere le nostre scelte, per decidere al meglio, ma non per fare le loro scelte.
      Così anche questi nostri consigli, che hanno lo scopo di fornire punti di vista diversi, spunti di riflessione ed elementi di analisi.
      Se ti può essere di aiuto, leggi anche qualche nostro articolo delle categorie “life management”, quelli relativi alla fiducia in se stessi, l’effetto Pigmalione e Galatea, e altri. Magari dai un occhio anche ai nostri percorsi di crescita.
      In bocca al lupo da G&V.

  131. Buonasera, sono Beatrice ed ho 23 anni. Dopo essermi diplomata ho deciso di mettermi a lavorare non avendo ben chiaro in testa un obiettivo o comunque un percorso di studi che mi avrebbe portata a realizzare ciò che sognavo. Ho lavorato per quattro anni e qualche mese fa ho finalmente deciso di riprendere gli studi; mi piace scrivere, è per me il miglior modo di esprimere ciò che sento e così dopo aver scartato la facoltà di lettere non volendo intraprendere il greco e il latino, mi sono buttata su Lingue pensando potesse essere un percorso più “completo”, ma non avendo delle basi mi sono resa conto che sarebbe stato un percorso tutto in salita e forse poco piacevole. Infine forse perchè ho creduto in maggiori possibilità future, mi sono iscitta a Sienze dell educazione e della formazione: ritengo sia un indirizzo molto interessante e che può portarti ad operare in campi bisognosi..
    Detto ciò mi trovo ancora scontenta perchè sento di non esprimere ciò che vorrei e di non trovare nelle materie previste il giusto appagamento. Forse dovrei fare un corso più specifico che non sia univeristà? So di essere una persona molto indecisa, però la certezza che mi piace scrivere e che adoro i libri posso dire di averla. Aspetto un consiglio.. grazie!!!

    1. Buongiorno Beatrice, se veramente vuoi trasformare la tua passione per la scrittura in una professione cerca dei corsi mirati per raggiungere questo obiettivo.
      Secondo noi, frequentare corsi universitari “generici” potrebbe farti allungare il percorso e, come hai già notato, portarti a studiare materie he non ti appassionano.
      Quindi, potresti contattare qualcuno che fa questo lavoro e farti consigliare sulla strada più corretta da intraprendere.
      Un saluto dal team G&V.

  132. Buonasera, ho trovato il vostro articolo molto interessante e spunto per diverse riflessioni. Il mio dubbio è questo: frequento la facoltà di mediazione linguistica e mi piace, soprattutto perché dove studio ci si focalizza molto sulla traduzione e sulla pratica. Molte volte però leggo pareri contrastanti (più che altro negativi) sugli sbocchi occupazionali possibili qui in Italia. Io penso che mi piacerebbe specializzarmi in traduzione terminati gli studi, o comunque indirizzare la mia carriera verso quel campo, ma davvero è quasi impossibile ed è meglio spostarsi su altro (magari qualche master in materie giuridico-economiche)?
    Io penso che studiare qualcosa che piaccia sia appagante ma allo stesso tempo frustrante quando si sentono certe cose, e ci si trova in una situazione scomoda, almeno io è così che mi sento. Vi ringrazio per il vostro impegno nel cercare di aiutare noi studenti.

    1. Grazie Laura, secondo noi studiare qualcosa che ci appassiona è fondamentale perché si presuppone che dopo gli studi ci si dedicherà ad una professione attinente agli studi e conseguentemente la nostra vita girerà attorno a quegli insegnamenti.
      Naturalmente non tutte le passioni conciliano con delle grandi opportunità lavorative, ma ci sentiamo di dire che quelle da te espresse permettono buoni sbocchi professionali. Certamente dovrai adattare ciò che imparerai a quello che vorrai fare, ma seguirai la tua passione di base.
      Se invece opterai per qualcosa di completamente diverso, allora dovrai adattare la tua vita a quella cosa, a quegli insegnamenti e questa non potrà che essere una forzatura.
      Un saluto da G&V.

  133. Buonasera,
    sono un ragazzo che si è laureato in corso alla facoltà di scienze e tecnologie alimentari con 110 ma che da luglio ha perso un po’ la bussola, poiché fissato con l’idea che questa laurea non mi permetta poi di trovare un lavoro. Ora sto frequentando un po’ di lezioni a Chimica ed Economia per vedere cosa mi piace di più poiché non so bene cosa fare nella vita ma allo stesso tempo ho paura di perdere tempo inutilmente a cercare una facoltà più sicura. cosa mi consigliate di fare? rischiare cambiando facoltà per qualcosa di più sicuro in futuro oppure continuare la mia conscio che gli sbocchi saranno minori?

    1. Buongiorno Luca, la vera discriminante è cosa ti piace fare, per cosa ti senti portato.
      Certamente è importante studiare qualcosa che poi sia spendibile nella vita, per non rimanere nel solo campo delle conoscenze e della cultura, ma una laurea in un campo che non ti appartiene, che non rientra nelle tue corde e nelle tue attitudini non sarebbe maggiormente spendibile per te. Trascorrere la vita ad occuparsi di cose che non ci piacciono non si addice al miglior concetto di vivere una vita felice ed entusiasmante.
      Quindi, per prima cosa capisci se il corso di laurea in cui ti sei laureato corrisponde a quello che vuoi fare e solo dopo puoi fare la tua migliore scelta.
      Inoltre il concetto di sicurezza è molto labile e varia nel tempo.
      Nel tuo caso, siamo del parere che devi dare maggiore importanza a fare ciò che ti piace, piuttosto che a cercare qualcosa di più “sicuro”.
      Un saluto da G&V.

      1. Ora come.ora non riesco a capire quale è il mio vero interesse. La mia attuale università non mi ha entusiasmato in questi anni e ancora nom ho ben capito cosa farò nel futuro con questa laurea. Però in magistrale posso scegliere gli esami che mi interessano di più. L’alternativa è passare direttamente in magistrale in finanza ( si proprio magistrale) ma non avendola mai fatta prima non so nemmeno se riesco a farla e che cosa tratta. La sceglierei non perché sono sicuro che mi piaccia ma perché potrebbe piacermi e mi fa sentire anche più importante agli occhi degli altri rispetto alla laurea in scienze alimentari. Secondo voi è meglio perdere questo anno per riflettere e capire cosa voglio oppure non perdere altro tempo e continuare la.mia che mi fa stare più tranquillo?

          1. Salve Luca, senza ripeterci in quanto scritto la volta scorsa, abbiamo capito che per te frequentare l’una o l’altra facoltà è indifferente.
            Inoltre, aggiungiamo che la tua attuale laurea è più spendibile di quanto tu non pensi, così il nostro pensiero è che sia meglio non mollare la strada intrapresa per iniziarne una ancora meno nota.
            Inoltre, ogni perdita di tempo va sempre considerata e non presa alla leggera.
            In bocca al lupo da G&V.

  134. Grazie per la risposta. So che dentro di me continuare la mia mi farebbe restare più sicuro anche se però mi piace meno. Finanza è un interesse che ho ma sicuramente non posso dire che ora come ora è la mia passione. E il dubbio rimane sempre quello, se finire la mia o avventurarmi essendo ancora giovane (22 anni). Posso sapere su che basi dite che la mia laurea è importante?

    1. Luca, il principio che guida il nostro ragionamento è molto pragmatico: mollare una cosa per qualcosa di ancora meno definito non ha un gran senso.
      La tua laurea può essere utilizzata per un impiego negli ospedali, negli asili, nelle case di riposo, ecc.
      Considerando che la nostra società sta invecchiando, che la sensibilità per l’alimentazione sana sta aumentando, che le allergie sono sempre più diffuse, ed altro ancora, ci risulta difficile pensare che una laurea in Scienze dell’alimentazione non sia spendibile.
      Come diciamo a tutti voi, la vera differenza la fa la passione in quello che si studia ed in quello che si fa.
      Come ultimo consiglio, vorremmo dirti che ogni scelta è giusta se la si sostiene fino in fondo.
      Un abbraccio da G&V.

  135. Ciao a tutti, ho 20 anni e sono in totale confusione nella scelta del percorso di studi. Io sono entrato quest’anno in Chimica e tecniche farmaceutiche (mia seconda scelta ) , perché durante l’estate grazie ad un professore mi sono appassionato alla chimica e alla biologia, ma ora in vista del primo esame (chimica) ho dei dubbi se continuare o meno, perché vedo che mi è difficile studiarla e guardando ora al futuro non riesco a vedermi tanto bene nel ruolo di chimico/ricercatore. Penso che se le materie “base” mi vengano ostiche, non voglio sapere quelle più complesse; io devo dire che mi sta passando per la testa di cambiare corso di laurea e andare in Storia, perché è la materia che più amo ma so che lavoro in questo campo è pari a zero. Non so che fare sono nella più totale confusione, non voglio né perdere anni né far spendere ulteriori soldi ai miei genitori.

    Scusate lo sfogo

    1. Ciao Vincenzo, converrai con noi che c’è ben poca attinenza tra chimica e storia e questo ci fa pensare che tu non stia ancora capendo cosa ti piace veramente, qual’è la tua passione o magari il tuo talento.
      Inoltre, non devi focalizzarti sulla singola e specifica materia che dovrai studiare ma sulla preparazione complessiva che il percorso di studi ti fornirà e sull’ambito professionale nel quale opererai.
      Allora, il nostro consiglio è di pensare alla professione che potrai esercitare con il tuo titolo di studio, di focalizzarti su ciò che potrai fare e sull’ambito nel quale opererai: tecnico, umanistico, scientifico, ecc.
      In qualche altro nostro commento potrai anche leggere come ti può essere di grande aiuto la visualizzazione della tua vita futura e dello stile di vita che essa ti permetterà di fare: all’aperto, all’estero, in ufficio, ecc.
      Un saluto e un abbraccio dal team G&V.

  136. Ciao ,ho 22 anni e mi mancano 12 esami per finire economia.Sono solo in parte convinto della mia scelta,le materie non mi hanno mai appassionato molto.
    Dopo la laurea sono indeciso tra ricominciare una laurea in psicologia(che mi appassiona veramente,ma non mi convince a livello lavorativo)o continuare in economia,ma in ambito sociale(la materia é interessante ma non mi appassiona del tutto,mentre il lavoro mi convince abbastanza).
    Non so come orientarmi bene.
    Infine vorrei dei consigli per trovare la voglia di finire la triennale,che vedo un po come insormontabile.
    Il mio sogno piu nascosto infine è quello di studiare antropologia.Ma è una strada che lascia poche occasioni dopo la laurea.
    Thxxx
    Grazie per il vostro tempo!

    1. Ciao Matteo, noi siamo dell’opinione che sia preferibile mantenere l’attenzione ed il focus su quanto hai già iniziato e non farti distrarre da altre possibilità.
      Naturalmente puoi e devi coltivare le altre passioni, a tempo debito, non appena hai raggiunto gli obiettivi principali che ti sei prefisso.
      Per quanto concerne “come trovare la voglia” di finire la triennale, oltre a quanto puoi leggere nei nostri articoli ( ad es. Come imparare divertendosi- Come studiare meglio- Come dare il meglio di te- Si può essere ciò che si vuole, ecc. ), puoi fare riferimento ai PDF che inviamo gratuitamente a chi è iscritto al nostro blog.
      Un saluto dal team G&V.

  137. Ciao, ho 20 anni e ho incominciato a ottobre a studiare Fisica a Berlino. Vengo da un liceo classico in cui di matematica e fisica ne ho fatta ben poca, ma essendo in cerca di una sfida e avendo ascoltato varie esperienze di persone che nella mia stessa situazione sono riusciti ad affrontare con successo lo studio, non volendo che il lato “scientifico” del mondo mi rimanesse per sempre oscuro, ho optato per questa facoltà.
    Ora sapevo che sarebbe stata dura, dovendo per di più fare tutto in tedesco, ma messa di fronte alla realtà mi sono completamente bloccata. Qui si lavora molto in gruppo e anche questo mi interessava perché avrei potuto liberami delle mie inibizioni sociali (sono sempre stata abbastanza timida, ma ci avevo lavorato su…il problema è che parlando in tedesco e non sentendomi molto sicura è come se fossi punto e daccapo) ma purtroppo non ho avuto successo neanche in questo: mi sono anzi isolata completamente e ho fatto pochissime conoscenze. Questo mi crea problemi anche con lo studio, visto che mi sarebbe stato molto utile lavorare con ragazzi che sono più preparati.
    Per farla breve sono molto indietro con lo studio e ho gli esami tra poco più di un mese e, cosa peggiore, non ho proprio la motivazione per superarli. Ho incominciato sin da subito a dubitare della mia scelta, e anche se le lezioni non sono male (quando le capisco) non so più se mi interessa uno sbocco in questo campo.
    Il mio problema è che non riesco più a capire se questi miei dubbi sono dovuti solo al fallimento (cosa certo comprensibile) o se sono dubbi concreti che mi indicano che questa non è la mia scelta.
    Sono anche preoccupata di essermi sopravvalutata, posta davanti troppe sfide, anche se credo che se mi fossi preparata meglio prima di iniziare l’università e fossi riuscita a superare i miei limiti, affrontare questo semestre sarebbe stato fattibile.
    Così non riesco ad andare avanti, ma non so quale sia la scelta giusta e non riesco a capire cosa voglio.
    Nella mia vita sono sempre stata brava a studiare, ma ora mi sto addirittura chiedendo se la vita che voglio sia di un altro tipo. Inoltre ho davvero molti interessi ma nulla che riesca davvero ad appassionarmi. Adoro viaggiare (forse questa è l’unica cosa che veramente amo) e mi piacciono le lingue, ma lingue mi sembra una laurea un po’ strana che non ti da alla fine molte competenze, e penso si debba avere già un chiaro cosa si vuole fare dopo.
    Mi interessa molto la psicologia (e in generale tutto quello che riguarda la psiche e il cervello umano, anche dal punto di vista medico) ma non farei mai la psicologa o similari.
    Mi piace la biologia ma non so bene dove possa portarmi.
    Qual è la mia migliore opzione adesso e come posso capire ciò che voglio?
    Scusate per la lunghezza del commento e delle frasi, vengo pur sempre da un liceo classico 😛

    1. Ciao Sara, intanto complimenti per il tuo coraggio.
      Non è da tutti intraprendere un percorso così, sommando tante difficoltà per sfidare e superare i propri limiti. Ora, partendo dal presupposto che tu non debba dimostrare o riscattare nulla ma “solamente” confrontarti con i tuoi limiti, non troviamo un motivo valido per non continuare a farlo.
      Ci spieghiamo meglio: era sicuramente chiaro fin da subito che le difficoltà che dovevi affrontare erano tante e non crediamo che tu ti fossi illusa della complessità della lingua, o delle materie scientifiche o della difficoltà a studiare in gruppo.
      Tra l’altro, sviluppare la capacità di relazionarsi con gli altri, di lavorare in gruppo e fare team è una soft skill molto importante per il lavoro di oggi e di domani.
      Allora, perché oggi tutto questo ti sembra estraneo? Perché ti spaventa oggi e non ieri? Perché rinunci a quello per cui eri tanto convinta?
      Ecco, noi pensiamo che su questo sia opportuno che tu ti concentri per trovare le risposte. E se le risposte sono solo la paura di non farcela o le difficoltà da affrontare, beh allora non ti preoccupare: è normale!
      Tu hai deciso di fare il percorso più difficile, non ti sei accontentata di fare le cose semplici, come la maggior parte. Allora impegnati a fare questo percorso, sviluppa la determinazione nel raggiungere il tuo obiettivo.
      Secondo noi, dovresti iniziare innanzitutto dal lavorare con gli altri, impegnati per vincere la tua timidezza. Buttati e fai vedere a tutti, e prima ancora a te stessa, che ne sei capace.
      Non farti distrarre da altri obiettivi, da altre facoltà, ma prima di tutto provaci seriamente su quella che hai scelto.
      Credici, non ci sono molte persone che hanno il tuo coraggio, ti manca solo un po’ di determinazione, hai tutta la nostra ammirazione.
      Un grosso in bocca al lupo ed un abbraccio da G&V.

      1. Vi ringrazio per la risposta e per l’incoraggiamento, penso abbiate ragione e che tutti i miei dubbi siano solo frutto della paura. Farò del mio meglio per affrontarla.
        Grazie e ottimo lavoro per l’articolo e il blog!

  138. Ciao, sono una studentessa al quinto anno di liceo scientifico e sono totalmente disorientata. Non ho preferenze o tendenze in qualcosa. Sono nel più totale panico. A scuola le uniche cose che realmente non mi piace studiare sono la storia, il latino e l’italiano, anche se mi piace molto scrivere simulazioni di articoli di giornale, ma sono brava solo riguardo questo ambito. Io vorrei guadagnare molto in futuro e fare un lavoro gratificante, che mi faccia appassionare giorno dopo giorno. Ma concretamente non saprei che pesci prendere. Provo a fare un’analisi di coscienza, ma è come se volessi fuggire tutto ciò. Ho molta paura, soprattutto di sbagliare, di intraprendere un percorso di studi non adatto a me o alle mie capacità o peggio ancora, di non trovare lavoro dopo aver conseguito la laurea. Cosa posso fare? Dovrei anche iniziare a prepararmi per i test.

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