Work Life Management
  • Risorse e Corsi
  • English
  • Login
Category:

Uncategorized

Uncategorized

Artrosi e lavoro

by vittorio Settembre 4, 2025

Come rallentare i danni provocati dall’artrosi, una malattia articolare a decorso cronico e progressivo che può diventare invalidante

Cosa è

L’ Artrosi si manifesta come forma diffusa di patologia articolare quando c’è una sofferenza della cartilagine articolare, quel tessuto che fa da cuscinetto tra le ossa all’interno dell’articolazione.

La cartilagine è un tessuto molto particolare, che funziona come un ammortizzatore.

 Articolazione in salutearticolazione degenerata
Articolazione in saluteArticolazione degenerata

L’artrosi può essere silenziosa, cioè senza sintomi oppure sintomatica

Cause

La cartilagine può essere lesa a causa dell’invecchiamento o dell’usura, ma anche in seguito ad alcune malattie come:

  • artrite
  • artrite reumatoide
  • diabete
  • gotta
  • malattie metaboliche
  • situazioni di cattivo allineamento articolare (ginocchio valgo o varo)
  • esiti di traumi.

Se non curata si può arrivare a quello stato chiamato “scompenso articolare”, in cui l’articolazione non è più in grado di svolgere la sua funzione. Si giunge così alla disabilità e a problemi funzionali anche molto seri.

Proprio per evitare queste conseguenze peggiori, è importantissimo identificare e curare l’artrosi il più presto possibile, cercando di agire soprattutto sui fattori di rischio modificabili, come le posture sbagliate, i problemi metabolici e l’obesità.

Diffusione

Tracce di artrosi sono state trovate nelle persone che vivevano ancora all’età della pietra.

Si stima che il 10-12 % della popolazione ne sia affetto. La malattia è correlata all’età, spesso si sviluppa dopo i 30-35 anni ed il 90% degli ulatrasessantacinquenni soffre di questo disturbo. L’ artrosi si manifesta presso la popolazione maschile e quella femminile con la stessa frequenza , ad eccezione dell’artrosi nelle articolazioni delle mani (introfalangite) che si riscontra 10 volte di più nelle donne. Per le donne i dolori alle ossa cominciano a farsi sentire già con l’arrivo della menopausa, cioè dopo i 50 anni.

Artrosi e lavoro

Molte alterazioni posturali protratte possono favorire l’artrosi. Stare seduti diverse ore al giorno davanti al computer, con la testa e le spalle rigide; essere costretti ad assumere posizioni forzate per lavoro, come i trasportatori o gli imbianchini; utilizzare strumenti a vibrazione: tutte situazioni che portano a irrigidire i muscoli e, di conseguenza, a spostare le articolazioni in posizioni forzate.

Dolori cervicali, spesso associati a dolore alle spalle e formicolii alle braccia, lombalgia che aumenta alla sera, insonnia e cattiva digestione sono spesso sintomi legati allo stress. Questa situazione può portare ad un eccesso di tensione della muscolatura e ad un irrigidimento della colonna causando i dolori.

In questi casi è frequente notare una postura non corretta ed un utilizzo sbilanciato della muscolatura; le spalle ed il collo sono irrigiditi ed il diaframma lavora male durante la respirazione. Questo muscolo è il principale muscolo respiratorio e può divenire rigido e contratto a causa di numerosi fattori tra cui preoccupazioni e stress emotivo. Anatomicamente il diaframma è collegato non solo al tratto lombare e a quello cervicale ma anche ai visceri addominali (stomaco, intestino, fegato, ecc.).

Le problematiche digestive e gli stress legati all’attività lavorativa possono quindi portare nel tempo a queste condizioni di sofferenza.

Rimedi

Le cure “fai-da-te” sono sempre sconsigliate, soprattutto in questi casi, dove l’auto terapia può portare a conseguenze irreversibili.

Per la cura possono essere impiegati rimedi naturali, farmaci, cure termali ed esercizi posturali.

Farmaci

I farmaci utilizzabili sono classificabili in due categorie:

  • sintomatici
  • che agiscono sul processo degenerativo

Tra i farmaci sintomatici cioè che puntano a controllare il dolore ci sono gli analgesici come il paracetamolo, i farmaci antinfiammatori non steroidei (fans) e gli inibitori della cox-2.

Tra i farmaci che agiscono sul processo degenerativo della cartilagine il più noto è glucosamina solfato. Uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Menopause conferma che l’impiego quotidiano di glucosamina solfato in donne affette da artrosi al ginocchio ha portato ad una netta diminuzione dei sintomi e ad un rallentamento obiettivo dell’avanzamento dei danni alle cartilagini.
L’assunzione della glucosamina va associata all’esercizio fisico dato che la cartilagine non è vascolarizzata e deve raggiungere le cellule per “diffusione”. Il movimento facilita il tragitto verso il liquido sinoviale (il lubrificante delle articolazioni)

Una buona fonte per approfondire l’argomento è il sito noltrex

Esercizi

La riabilitazione, finalizzata a correggere le posture patologiche e a rimettere in funzione i muscoli atrofizzati, e le terapie fisiche possono essere una valida alternativa all’utilizzo dei farmaci. Anche l’ agopuntura viene impiegata per alleviare il dolore e riequilibrare la muscolatura.

Quotidianamente possiamo inoltre migliorare la nostra condizione o adottare dei comportamenti che ci aiutino a prevenire la malattia. Possiamo stare meglio semplicemente controllando la nostra postura o eseguendo dei semplici esercizi a casa nostra:

  • postura
  • cervicale
  • dorsale
  • lombare

Qualsiasi cura deve essere effettuata da personale medico qualificato. Quanto riportato in questo sito deve essere inteso come suggerimento, pertanto gli autori non si assumono alcuna responsabilità per i contenuti.

immagine: FreeDigitalPhotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

L’inconscio : il potere nascosto della tua mente

by vittorio Settembre 4, 2025

Tutti noi abbiamo un cervello conscio, preconscio ed uno inconscio o subconscio.

Più riusciamo ad utilizzare il potere nascosto del nostro cervello subconscio e più ci sarà possibile raggiungere i nostri obiettivi ed avere una vita ricca di soddisfazioni e di gioie.
Il tuo cervello ti aiuta a trovare le soluzioni se hai ben chiaro cosa vuoi raggiungere, così ogni volta che pensi in modo chiaro a cosa vuoi, la tua mente subconscia si attiva per elaborare soluzioni e trovare i giusti modi.

Più l’immagine di quello che vuoi raggiungere o che vuoi essere  sarà nitida, intensa e chiara e più il tuo cervello sarà stimolato e motivato a trovare i modi per conseguire quello stato.
Esso elaborerà le soluzioni per superare gli ostacoli che ti si presenteranno.

Per attivare questo processo è fondamentale  che visualizzi la tua vita come se avessi già raggiunto gli obiettivi, cioè come se tu stessi già vivendo la vita che vuoi.
Per fare questo, un metodo semplice è quello di farti una nitida e chiara fotografia mentale della situazione finale e di impiegare molto tempo  a pensare a ciò che vuoi raggiungere, a ciò che vuoi essere.
Più tempo impieghi in questo processo e più chiaro diventerà il modo per arrivarci.

  • Il cervello conscio
    Ogni persona attiva il cervello conscio quando si concentra su una  sola cosa o quando affronta qualcosa di nuovo.
    Molte idee vengono registrate nel conscio quando siamo totalmente rilassati oppure all’opposto quando siamo sotto la pressione dell’urgenza.
  • Il cervello preconscio
    Il preconscio di una persona può controllare contemporaneamente fino a  10 pensieri o elementi che siano ben assimilati, familiari, o routinari. E’ possibile migliorare il livello delle proprie prestazioni in modo considerevole ordinando, sistemando e organizzando le attività e l’ambiente in gruppi logici, ognuno dei quali contenga al massimo 10 elementi.
    Ma è necessario avere una sola cosa per volta di fronte a noi : quella su cui si sta lavorando.
  • Il cervello subconscio o inconscio
    Il nostro subconscio è sempre attivo, anche quando si dorme. Esso produce idee, sogni, innovazione. Può fare cose senza che ne siamo consapevoli, come chiudere a chiave una porta, accendere le luci, scrivere senza guardare la tastiera.
    Abbiamo imparato a fare queste cose e le padroneggiamo. Il subconscio non si sovraccarica mai ma può elaborare contemporaneamente un numero infinito di pensieri.

Per utilizzare in modo proficuo ed efficacie il nostro inconscio possiamo seguire questi  4 consigli:

  1. Definire in modo chiaro i problemi e gli obiettivi   Più chiaramente percepiamo un problema, maggiore sarà la possibilità che il nostro subconscio lo risolva. Tutte le volte che ricorderemo il problema, il nostro subconscio impegnerà la sua energia per risolverlo. Un piccolo trucco per ricordarsi un problema consiste nello scrivere il problema su un foglio e posizionare il foglio in modo ben visibile, sulla scrivania da lavoro, sul tavolo da pranzo o sul comodino. In questo modo, ci basta un veloce sguardo per ricordarcelo attivando così il nostro subconscio che lavorerà per noi senza che ce ne accorgiamo. Facciamolo tutte le  sere, prima di uscire dall’ufficio.
  2. Scrivere o registrare le idee appena ci si presentano   L’unico modo per non dimenticare le idee è scriverle, perciò è utile questo semplice consiglio : teniamo sempre a portata di mano un block notes e matita, in bagno mentre ci facciamo la doccia o ci tagliamo la barba, sul comodino, ecc.  Ogni volta che andremo a rileggere le nostre idee rinvigoriamo il processo già in atto e stimoliamo nuovamente il nostro subconscio.
  3. Sognare ad occhi aperti e fantasticare   Il fantasticare stimola il processo di formazione delle idee del nostro subconscio che lavorerà per noi mentre noi stiamo facendo altre cose.
  4. Mantenere ordinato il posto di lavoro   Il posto di lavoro e i cassetti di molte persone sono in disordine.  Sono pieni di foglietti di carta, di pile di documenti, di statistiche, di periodici, di rapporti, di verbali di incontri, di annotazioni disordinate, di block notes usati a metà, di post it e di molte altre cose. Di conseguenza, la mente di queste persone è costantemente occupata con una miriade di piccoli dettagli sconnessi tra loro. Molto spesso le cose vengono fatte in modo scoordinato e governate solo dagli stimoli esterni che bombardano continuamente il conscio.

Se seguirai questi semplici consigli sarai in grado di usare al meglio il potere nascosto della tua mente e farlo lavorare per raggiungere i tuoi obiettivi ed i tuoi scopi.

Immagine: FreeDigitalPhotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

La tecnica dello SWISH

by vittorio Settembre 4, 2025

Se vuoi liberarti di un tuo comportamento sgradito o di un tuo vizio come fumare, mangiarti le unghie, toccarti sempre i capelli, metterti le dita nel naso, mangiare tutto quello che c’è nella dispensa oppure se hai difficoltà a parlare davanti ad un pubblico, o hai difficoltà a sostenere una discussione con il tuo capo, o a relazionarti con i colleghi, puoi utilizzare la tecnica dello SWISH.

E’ uno degli strumenti della PNL ( programmazione neuro linguistica ) è una tecnica che in soli 7 minuti per 7 giorni ti permette di liberarti dei tuoi vizi e di sostituire un comportamento negativo con uno positivo.

La PNL

La programmazione neuro linguistica (PNL) è un modello per lo studio e l’interpretazione delle potenzialità umane.

Essa fornisce delle tecniche, degli strumenti, delle regole, dei modelli e delle idee per migliorare la propria vita personale e professionale, per essere più sicuri di se stessi.

Aiuta a cercare motivazione, a cambiare comportamenti indesiderati, a controllare le emozioni.

La PNL, che è una integrazione di psicologia, di linguistica, di teoria dei sistemi e di cibernetica, aiuta a migliorare la propria capacità di capirsi, di capire gli altri e di farsi capire, in poche parole aiuta a migliorare le proprie prestazioni.

Lo SWISH

La tecnica dello SWISH si basa sul principio che il nostro cervello non è in grado di distinguere la differenza tra gli avvenimenti e le immagini realmente accaduti e viste e gli avvenimenti da noi solamente immaginati.

Con questa tecnica è possibile correggere un comportamento senza compiere realmente l’azione ma semplicemente immaginandola.

E’ possibile modificare la rappresentazione del comportamento, cioè è possibile sostituire l’immagine sbagliata con l’immagine corretta da noi disegnata.

Preparazione all’uso della tecnica

Prima di applicare questa tecnica è necessario imparare a rappresentare nella nostra mente le immagini.

Per fare questo ti consiglio di esercitarti a osservare per una decina di secondi delle semplici immagini, come ad esempio il vaso di fiori davanti a te, il tavolo con le sedie, la libreria, ecc..

Quindi chiudi gli occhi e ricorda l’immagine appena vista, mettendone a fuoco le forme, i dettagli e i colori.

Riapri gli occhi per alcuni secondi, riguarda l’immagine e ripeti l’esercizio più volte, finchè sarai in grado di immaginare velocemente gli oggetti che vedi davanti a te in modo preciso, dettagliato e nitido.

Primo passo per l’applicazione dello swish

Per prima cosa scegli un tuo comportamento o un tuo vizio che vuoi eliminare.

Quindi chiudi gli occhi e crea l’immagine più precisa e dettagliata possibile di quello che vuoi cambiare, deve essere precisa nelle forme, nei dettagli e nei colori.

Individua con precisione il momento in cui il comportamento sgradito inizia, come ad esempio quando apri la porta del frigorifero o della dispensa, quando ti porti le dita al naso o alla bocca, oppure quando spegni la sveglia e rimani a letto a dormire.

Secondo passo

Immagina di avere un grande schermo davanti a te e proietta l’immagine del momento iniziale.

L’immagine deve essere a fuoco, nitida e precisa.

Osserva questa immagine sullo schermo per una decina di secondi.

Terzo passo

Nell’angolo in basso a destra di questo schermo immaginario, proietta l’immagine in piccolo ed in bianco e nero del nuovo comportamento, di quello corretto, ossia dell’azione che vorresti invece fare in quel momento iniziale.

Per esempio, anziché aprire la dispensa o il frigorifero ti versi un bicchiere d’acqua, anziché portarti le mani alla faccia le incroci o te le strofini, oppure spegni la sveglia e ti alzi dal letto pieno di energia e di intenzioni positive.

L’immagine piccola in basso deve coesistere con quella grande sullo schermo.

Quarto passo

Sempre tenedo gli occhi chiusi, immagina di prendere con la mano destra l’immagine piccola in basso a destra e di ingrandirla portandola al centro dello schermo grande e sostituendola con quella originaria, ossia con quella del comportamento sbagliato da correggere.

La nuova immagine deve diventare nitida, deve essere a fuoco ed a colori come quella vecchia.

Mentre fai questa operazione immaginaria, esegui fisicamente con la mano destra l’azione di spostamento dello schermo piccolo: spostala dal basso a destra al centro del volto e di la parola: swish.

Quinto passo
Continua a visualizzare la nuova immagine (quella del comportamento corretto) per una decina di secondi circa. Quindi riapri gli occhi e attendi alcuni secondi.

Sesto passo
Ripeti il procedimento per almeno altre 6 volte, sempre più velocemente.

Settimo passo
Poiché la tecnica si basa sulla ripetizione e sulla velocità, devi ripetere questo esercizio per almeno 7 giorni consecutivi. Il risultato finale è che quando starai per iniziare il comportamento sbagliato, ti verrà subito in mente l’immagine del comportamento corretto e automaticamente farai l’azione giusta.

Se dopo un certo periodo dovesse riemergere il comportamento sbagliato, ripeti l’esercizio per qualche altro giorno. La tecnica dello swish è veramente molto efficace e credimi, inizialmente  io stesso ero molto scettico sul suo funzionamento, ma in 7 giorni mi sono liberato di un mio comportamento molto sgradevole.

Bibliografia : Leader di te stesso, Arnoldo Mondadori Editore
Immagine: FreeDigitalPhotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

Usa le logiche della PNL per migliorare la tua vita

by vittorio Settembre 4, 2025

Oggi più che mai è necessario migliorare le nostre relazioni e i processi di comunicazione all’interno delle organizzazioni e della società, prestare attenzione ai valori delle persone e ai loro processi comunicativi.
Le persone che hanno dei miglioramenti nella vita professionale hanno anche miglioramenti nella vita privata.
Il comportamento è sempre governato da criteri di utilità, attuando quello corretto si può raggiungere un obiettivo.
Dietro al comportamento c’è un’intenzione positiva che porta verso un obiettivo.
Questa è la sostanza della comunicazione.
La PNL fornisce strumenti e strategie utili a chi vuol migliorare le proprie performance e vuole vivere meglio le situazioni e la vita di tutti i giorni, potenziando le capacità che ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi e superando le limitazioni che ci frenano.

Cos’è la PNL

La programmazione neuro linguistica ( PNL ) è un modello per lo studio e l’interpretazione delle potenzialità umane. Essa fornisce delle tecniche, degli strumenti, delle regole, dei modelli e delle idee per migliorare la propria vita personale e professionale, per essere più sicuri di se stessi.

La PNL aiuta a cercare la motivazione, a cambiare i comportamenti indesiderati, a controllare le emozioni.

Con la PNL si impara a non soffermarsi troppo sui propri fallimenti, sui propri errori ma a soffermarsi a cercare delle valide soluzioni e opportunità in ogni situazione.
La PNL è una integrazione di psicologia, di linguistica, di teoria dei sistemi e di cibernetica. Essa aiuta a migliorare la propria capacità di capirsi, di capire gli altri e di farsi capire, in poche parole aiuta a migliorare le proprie prestazioni.

La programmazione neuro linguistica si fonda sullo studio di ciò che avviene all’interno degli individui quando crescono e fanno esperienza. Il termine programmazione sta a significare il modo di programmare le sequenze necessarie per ottenere specifici risultati.
Ogni comportamento ha una sua struttura ed essa può essere modificata e migliorata.

La parola neuro sta a significare che il comportamento è il risultato di un processo neurologico.

Infine il termine linguistica indica che la struttura e disposizione dei processi neurologici è ottenuta attraverso tre diversi livelli di linguaggio:

  • il linguaggio verbale ( 10% : quello delle parole );
  • il linguaggio paraverbale ( 40% :quello del tipo di voce, volume, tono, velocità );
  • il linguaggio del corpo ( 50% : postura, respirazione, colorito della pelle, movimenti ).

Quando comunichiamo qualcosa, molto spesso commettiamo l’errore di preoccuparci troppo dei contenuti ossia delle parole e ci dimentichiamo di avere di fronte delle persone che percepiscono i nostri movimenti, il tono e gli accenti della nostra voce, la nostra postura e i nostri movimenti.

A cosa può servire la PNL

La programmazione
Come il computer ( cervello elettronico ) anche il nostro cervello viene programmato dalle esperienze che facciamo durante la nostra vita.
Quello che noi facciamo dipende dai programmi che sono stati installati nel nostro cervello e che ci permettono di reagire inconsapevolmente e di comportarci in un dato modo agli stimoli ed alle esperienze che viviamo.

Noi possiamo riprogrammare il nostro cervello, eliminando i programmi che danno luogo a comportamenti negativi e installando nuovi programmi che ci permettono di potenziare le nostre abilità e di raggiungere più facilmente i nostri obiettivi.

Il processo neurologico
L’interpretazione di una esperienza vissuta contribuisce alla costruzione di una convinzione e la convinzione può condizionare le esperienze future, sia in positivo che in negativo.
Così accade che convinzioni molto forti e radicate producono comportamenti automatici anche quando sappiamo che comportarci in quel modo è negativo, è controproducente e insoddisfacente, è dannoso. Il modo di vivere un’esperienza dipende da come noi rappresentiamo quell’esperienza attraverso l’elaborazione delle informazioni con i nostri sistemi rappresentazionali e più continuiamo a rappresentarla con quel sistema più ne rafforziamo quel significato ( positivo o negativo ).
Modificare il sistema di descrizione di una esperienza, oltre a modificare il ricordo modifica anche la rappresentazione dell’esperienza stessa.
Questo fatto influenzerà il modo con cui vivremo la stessa esperienza in futuro.

Il processo di comunicazione
Il processo di comunicazione è un processo di emissione e ricezione ricorsivo e retroattivo in cui la nostra risposta ( emissione ) influenza la successiva emissione del nostro interlocutore, che a sua volta influenza la nostra risposta.
Quindi, nel processo comunicativo noi influenziamo i nostri interlocutori e la loro reazione influenza il nostro successivo comportamento… e così di seguito.
Esistono diversi modi di comunicare, di pensare e di esprimersi molto differenti dai nostri ma ugualmente validi.
Riuscire a capire e a porci sulla stessa lunghezza d’onda degli altri ci facilita la comunicazione.
In una comunicazione difficoltosa, come ad esempio durante un litigio, non importa cosa o chi l’abbia originata ma è meglio, ad un certo punto, iniziare a comunicare con consapevolezza anziché reagire automaticamente agli stimoli.
Pertanto, se la mia comunicazione non ha prodotto il risultato desiderato è la mia comunicazione che deve essere modificata e non è colpa del ricevente che non ha capito.
E’ mio compito trovare un modo di comunicare più adatto al ricevente affinché il mio messaggio giunga a lui in modo tale da avere la stessa connotazione e lo stesso significato che ha per me.

Cogliere i segnali e calibrare la comunicazione

La capacità di cogliere e di calibrare i segnali che ci invia la persona con cui stiamo comunicando ci permette di modificare e indirizzare la nostra comunicazione nel giusto verso, facendo percepire all’altra persona di essere compresa.
Se ad esempio il nostro interlocutore si sta emozionando per quello che gli stiamo dicendo, possiamo continuare indifferenti ed imperterriti con il nostro discorso ma la persona sarà distratta e immersa nei propri pensieri, con il risultato che non avremo trasmesso nulla e lui penserà che siamo insensibili.
Se invece calibriamo e modifichiamo il nostro discorso e magari cambiamo argomento, la persona riacquisterà serenità ed attenzione e non daremo l’impressione di essere concentrati solo su noi stessi.

Come la comunicazione possiamo calibrare anche il nostro comportamento.
Rispecchiare il comportamento degli altri apre delle efficaci porte di comunicazione e permette di porre dei binari su cui è più facile muoversi.Le persone che si trovano bene assieme hanno comportamenti di rispecchiamento istintivi.

Bibliografia : PNL : La programmazione neurolinguistica, De Vecchi Editore
Immagine : freedigitalphotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

I 6 strumenti della PNL per vivere con entusiasmo

by vittorio Settembre 4, 2025

Noi possiamo vivere la nostra vita con stati d’animo interni di frustrazione, di rassegnazione e di paura, mentre agli altri essa potrebbe sembrare una vita felice, ricca di occasioni, di opportunità.
Al contrario, possiamo vivere la nostra vita con entusiasmo, considerarla ricca di opportunità e di potenzialità, mentre agli altri essa appare una vita normale.
Il nostro star bene o male rispetto a un evento non nasce dall’evento in sé ma dal significato che noi gli attribuiamo in base ai nostri schemi.
Tutto è una questione di percezioni. Il nostro cervello non è in grado di distinguere un’esperienza realmente vissuta da una immaginata.
Sfruttando questo meccanismo è possibile creare nella nostra mente delle situazioni immaginarie che ci aiutano a riprogrammare il nostro cervello.

Molti strumenti della PNL si basano sulla sostituzione di momenti vissuti negativamente con situazioni positive e di intensa felicità.

Le convinzioni limitanti  1

La convinzione o credenza limitante è tra le più pericolose in quanto ci impedisce di raggiungere un certo risultato perché siamo già sfiduciati in partenza.
Questa sfiducia iniziale crea un effetto circolare che fa accrescere la convinzione limitante, infatti se noi pensiamo di non essere capaci di fare una certa cosa e ci accingiamo a farla consapevoli che sarà un insuccesso, non ci metteremo il meglio di noi stessi e probabilmente falliremo o comunque la performance sarà scadente e ciò aumenterà ancora di più la convinzione che non siamo capaci di fare quella cosa. Le principali forme di convinzioni limitanti sono:

  • NON SONO CAPACE

    Sono convinto che gli altri riescono a fare una certa cosa ma io non sono capace.

  • NON SERVE

    E’ la convinzione di chi si sente in colpa e pensa che, indipendentemente da come andranno le cose, il risultato sarà negativo.

  • E’ IMPOSSIBILE

    E’ la convinzione che deriva dal dare più peso e più importanza alle opinioni degli altri.

Ogni convinzione, sia essa limitante o sfidante, è il frutto di ciò che abbiamo imparato durante le nostre esperienze di vita e può essere modificata o cancellata sviluppando una nuova capacità per noi.

Come creare e sviluppare una nuova capacità in 4 passi:

  1. non so di non possedere una certa capacità
  2. mi accorgo, osservando gli altri, che esiste una certa capacità che io non ho
  3. decido di imparare quella capacità imitando quel modello e allenandomi
  4. la capacità diventa una cosa automatica e agisco senza dover pensare.

Un nuovo apprendimento ci permette eliminare le nostre convinzioni limitanti.

Le percezione disassociata  2

Quando siamo in situazioni di sofferenza e di difficoltà è molto importante considerare gli eventi con un certo distacco e senza eccessivi coinvolgimenti.
Per riuscire a farlo si deve assumere la posizione percettiva dis-associata.
Nel caso di rappresentazioni associate, siamo dentro l’immagine e vediamo le cose con i nostri occhi.
Invece, nel caso della posizione percettiva dis-associata ci vediamo dall’esterno come fossimo spettatori che stanno vedendo un film interpretato da noi stessi.
Nel caso di percezione associata, le immagini sono vissute più intensamente, ci danno maggiori sensazioni come se vivessimo realmente l’esperienza.
Vedere il nostro corpo, la nostra faccia dall’esterno ci permette invece di distaccarci emotivamente dalla situazione e quindi ci aiuta a diluire e allontanare le sensazioni collegate all’esperienza, sia essa negativa che positiva.
Associarsi o dis-associarsi cambia l’impatto emotivo derivante dalla percezione di un’esperienza.
Ci sono persone che si dissociano dalle situazioni positive ed altre da quelle negative.
Chi si dissocia dalle situazioni positive non è capace di vivere pienamente i propri successi, non si sofferma a congratularsi con se stesso, non è mai soddisfatto di ciò che fa.
Inoltre, chi si dissocia dalle situazioni positive è portato ad associarsi facilmente alle situazioni negative, vivendo intensamente gli stati di sofferenza e valorizzando il sacrificio.
Al contrario le persone che si dissociano dalle situazioni negative sanno che possono fare qualcosa che permette loro di cambiare lo stato d’animo in cui si trovano.
Esse sanno che sono in grado di superare più facilmente e velocemente gli stati di sofferenza e di passare a stati d’animo più leggeri e positivi.

La tecnica dello Swish  3

Con questa tecnica è possibile correggere un comportamento senza compiere realmente l’azione ma solamente immaginandola.
Sostituendo mentalmente l’immagine corretta a quella sbagliata si riesce ad eliminare il comportamento errato.

Imparare la tecnica dello Swish è molto semplice, come illustrato nell’articolo ”  Si può dimagrire o smettere di fumare, la tecnica dello SWISH “.

Le ancore  4

Noi possiamo indurre degli stati d’animo positivi e piacevoli ricordando quegli eventi e quelle situazioni che ci hanno fatto sentire bene, che ci hanno appagati.
Associare uno stimolo a una specifica risposta significa creare un’ancora.
Ricordare particolari momenti felici e positivi costituisce la creazione di ancore positive, similmente a ciò che fanno le celebrazioni, i riti propiziatori, le inaugurazioni che sono un modo attivare stati d’animo positivi.
Al contrario, possiamo capire e riconoscere quali sono per noi le ancore negativeche ci inducono stati d’animo spiacevoli, di sofferenza.
Sovrapponendo le nostre ancore positive a quelle negative possiamo annullarle e uscire da stati d’animo di frustrazione.
Un semplice modo per creare un’ancora positiva è associare un gesto o una parola ad un particolare stato d’animo positivo ( ad esempio si possono incrociare le mani, oppure toccarsi un orecchio o pronunciare una specifica parola ). Quindi devi scegliere e rivivere un momento in cui ti sei sentito davvero felice ed eseguire il movimento sopra descritto.
Ripetendo più volte questo meccanismo, assocerai quel movimento o parola allo stato d’animo positivo.
Tutte le volte che ripeterai il movimento o pronuncerai la parola attiverai lo stato positivo.

Il pensiero negativo  5

Il nostro cervello non percepisce le formulazioni negative perché non è capace di immaginarle.
Ad esempio se ci diciamo di stare attenti a non sporcarci, prima ci immaginiamo di esserci sporcati e poi cancelliamo quell’immagine.
Il risultato è che con molta probabilità ci sporcheremo.
Questo significa che per non fallire o che per avere maggiori probabilità di riuscire, non dobbiamo mai formulare obiettivi al negativo.
E’molto meglio dire che voglio fare una vita salutare piuttosto che dire che non voglio più fumare o che non voglio ingrassare.
Quindi dobbiamo smettere di pensare a ciò che non vogliamo fare o che non vogliamo essere e concentrarci di più a pensare a cosa vogliamo fare e a come vogliamo essere.

Lamentela o problema  6

La lamentela si differenzia dal problema in quanto essa si riconduce alla semplice osservazione e considerazione di qualcosa che non va e che non funziona.
La lamentela induce uno stato negativo e implica la rassegnazione.
Il problema invece prevede la possibilità che vi sia una soluzione, che vi sia una possibilità ed un obiettivo di miglioramento.
La persona che pensa a un problema ne intravvede le possibili azioni, immagina se stessa con il problema e se stessa senza il problema.
Nell’atto di immaginarsi senza il problema già si focalizza sulle possibili soluzioni.
É più facile e più comodo nasconderci e rassegnarci piuttosto che avere il coraggio di attivare un cambiamento ed il miglioramento.
Ogni lamentela può essere riformulata in un modo positivo immaginando uno stato positivo:

lamentela (negativo)stato positivo
non ho mai tempo per me stessovorrei dedicare più tempo a me stesso
non riuscirò mai a fare quella cosatroverò un sistema per fare quella cosa
non dimagrirò maitroverò il modo di fare una dieta efficacie.

Molti problemi spariscono solo perché avere un obiettivo, una motivazione, uno stato positivo li fa scomparire.

Bibliografia: PNL La programmazione neurolinguistica, De Vecchi Editore

Immagine: freedigitalphotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

La tua mappa del mondo con i 5 sensi

by vittorio Settembre 4, 2025

Il nostro modo di vedere il mondo è soltanto la nostra visione, ma ce ne sono molte altre.
Il tuo modo non può essere definito né corretto né sbagliato, ma è uno dei tanti modi possibili creati dalla tua mappa del mondo e dalla tua visione della realtà.
Però ti puoi domandare: Il mio modo funziona? Mi permette di essere felice? Mi fa sentire bene? Mi permette di raggiungere gli obiettivi?

I sistemi rappresentazionali

La nostra mente costruisce gradualmente un “suo mondo” che non è la realtà ma è la sua interpretazione e rappresentazione, basata sulle nostre esperienze, sui nostri valori, sulle nostre convinzioni che sono le relazioni di causa ed effetto di specifiche azioni imparate durante la nostra vita.

In questo modo ogni persona sviluppa la propria idea del mondo perché si è creata una mappa del mondo.
La nostra mappa del mondo non è statica ma è dinamica poiché viene modificata ogni volta che attuiamo un comportamento per noi nuovo, insolito, diverso, ogni volta che sfidiamo la nostra convinzione.
In questo modo noi cambiamo e quindi miglioriamo.

La nostra personale rappresentazione o mappa del mondo si forma in base alle informazioni che percepiamo dalla realtà che ci circonda e dalla loro elaborazione (il programma).

Queste informazioni vengono colte dai 5 sensi:

SENSOSISTEMA RAPPRESENTATIVO
vistavisivo
uditouditivo
tattocinestesico
olfattoolfattivo
gustogustativo

 

Ognuno di noi dà più o meno attenzione a ciascuno dei 5 sensi. In base alla preferenza che si dà ad un senso piuttosto che ad un altro lo si usa più o meno frequentemente.

La maggior parte delle persone utilizza prevalentemente il sistema visivo ( 40 % ) e quello cinestesico ( 40 % ), mentre solo il 20% utilizza l’uditivo.

Quando noi viviamo un’esperienza c’è sempre un sistema (senso) che segnerà più di tutti gli altri quell’esperienza.

Ad esempio, uno stesso concerto può essere descritto con aggettivi molto diversi: toccante e travolgente (per il cinestesico) oppure assordante, roboante o clamoroso (per l’auditivo), spettacolare, immenso e ricco di luci ed effetti (per il visivo).

Pertanto, lo stimolo esterno (il mondo reale) viene percepito dai nostri 5 sensi con un peso ed un filtro personalizzato e da origine ad una personale rappresentazione della realtà che è diversa per ciascuna persona: la nostra mappa del mondo.

Le nostre mappe vengono definite dal modo di percezione e rappresentazione che utilizziamo nel vivere le nostre esperienze.
Il nostro modo di apprendere e il significato che diamo alle nostre esperienze determina la nostra visione della realtà.
La tua visione del mondo è una visione, ma ce ne sono molte altre, e non è né corretta né sbagliata.
Però, conoscere qual’è il proprio sistema rappresentazionale e quindi qual’è il senso predominante è molto importante per la conoscenza di sé stessi.

Più sistemi rappresentazionali siamo in grado di utilizzare è più sarà semplice comprendere le persone che ci stanno attorno, provando a riconoscere il loro mondo attraverso il modo con cui esse lo rappresentano.
Osservando le espressioni verbali delle persone siamo in grado di capire il sistema rappresentativo che esse preferiscono.

Riuscire a usare tutti i sistemi rappresentazionali permette di ottenere l’attenzione e la comprensione di tutti, come ad esempio in un meeting, tra amici, in famiglia, ecc.

Immagine:   freedigitalphotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

Errori umani

by vittorio Settembre 4, 2025

Tutti commettiamo errori ma non sempre li capiamo o ne capiamo il perchè, così continuiamo a commetterli. La disciplina dell’interazione UOMO – MACCHINA, che studia anche i fattori umani all’origine degli errori e studia le strategie per prevenirli o per ridurne gli effetti, ci può aiutare a capire meglio gli errori che commettiamo.

Una classificazione del comportamento dell’uomo viene analizzata e proposta dal modello skill-rule-knowledge (SRK) realizzato dal Dottor J. Rasmussen.

Questo modello divide il comportamento umano in in tre tipologie che prevedono un livello crescente di complessità e quindi di attenzione e di impegno cognitivo.

Skill-based behaviour

È il comportamento di routine basato su abilità apprese per le quali l’impegno cognitivo è bassissimo ed il ragionamento è inconsapevole, automatico.

La persona reagisce allo stimolo quasi istantaneamente eseguendo un’azione legata ad una procedura ben interiorizzata.

Rule-based behaviour

Il comportamento è guidato da regole di cui la persona dispone per eseguire compiti noti.

La persona riconosce la situazione ed applica la procedura giusta per eseguire il compito, quindi esegue una serie di azioni mediante l’uso di procedure.

In questo caso l’impegno cognitivo è più elevato e implica un certo ragionamento.

Knowledge-based behaviour

È il comportamento da attuare quando ci si trova in presenza di situazioni nuove o impreviste, cioè non conosciute per le quali non si conoscono delle regole o delle procedure di riferimento.

La persona deve reagire in modo creativo ed autonomo, ossia senza l’uso di procedure o di comportamenti istintivi, in base alle informazioni disponibili e alle conoscenze acquisite.

Sulla base del modello proposto da Rasmussen si individuano tre principali tipologie di errore umano:

  1. errore lapse: vuoto di memoriaè un errore di esecuzione provocato da una dimenticanza.

    L’azione ha un risultato diverso da quello atteso a causa della memoria.

    L’errore non è direttamente osservabile.

    Il piano di azioni pensato dalla persona è corretto ma una o più delle azioni previste sono state saltate e non sono state eseguite.

  2. errore slip: dimenticanza o sbaglio involontarioè un errore di esecuzione che si verifica a livello di abilità.

    Le azioni sono eseguite in modo diverso da come pianificato, la persona sa come dovrebbe eseguire il compito ma non lo fa e lo esegue in modo non corretto.

    L’errore è direttamente osservabile.

    In questo caso il piano di azioni pensato dalla persona è corretto ma una o più delle azioni previste sono state condotte in modo errato.

  3. errore mistake: si fanno le cose sbagliatel’errore non viene commesso durante l’esecuzione pratica del piano d’azione, infatti le azioni vengono svolte come pianificate, ma ci sono altri problemi che portano all’errore.

    Le azioni sono state condotte tutte correttamente ma il piano predisposto dalla persona è sbagliato.

    Per questo tipo di errore possiamo avere:

    rule-based mistakes: errori dovuti alla scelta della regola sbagliata a causa di una errata percezione della situazione, oppure sbagli nell’applicazione di una regola;

    knowledge-based mistakes: errori dovuti alla mancanza di conoscenze o alla loro non corretta applicazione.

A questi tre tipi di errori possiamo aggiungere un quarto tipo di errore: la violazione.

Si verificano degli errori perché si vuole accelerare un processo prendendo la scorciatoia; gli errori sono commessi per inesperienza o per eccessiva fiducia nelle proprie capacità.

Capire se un nostro errore è di tipo mistake, slip o lapse è molto importante poiché ci mette nella condizione di decidere cosa fare per evitare di ripetere lo stesso errore in una situazione simile.

Per capire la differenza tra questi tre principali tipi di errore proponiamo il seguente esercizio nel quale vengono riassunte tre diverse situazioni con lo stesso oggetto.
Ciascuna di esse esemplifica uno dei tre errori principali commessi dall’agire dell’uomo.

Prima situazione:
Ho intenzione di fare un regalo a mia moglie e poiché mi è sempre difficile fare dei regali in quanto non ci sono abituato, dopo molte indecisioni ho trovato qual’è il miglior regalo da farle.
Appena lei lo apre capisco dalla sua espressione che non è affatto di suo gradimento e che ci è rimasta male, anche se ha cercato di non darmelo a vedere.

Seconda situazione:
A Natale mio fratello ha comprato un regalo per sua moglie ed uno per me.
Appena apro il mio capiamo che mio fratello ha scambiato i due regali, e io mi ritrovo con un grazioso vestitino da sera e sua moglie con una lucente penna stilografica.

Terza situazione:
Mio padre rientra la sera dell’anniversario di nozze senza alcun regalo e appena vede mia madre con il muso si ricorda di essersi dimenticato di comprarle le rose rosse che si era ripromesso di fare fin dal primo mattino.
Infatti, di rientro dal lavoro ha guidato fino a casa in automatico, come fa tutte le sere, scordandosi completamente di fermarsi dal fioraio.

Come si vede, in tutte tre le situazioni sono stati commessi degli errori che hanno avuto delle conseguenze più o meno spiacevoli.

I tre errori sono notevolmente diversi l’uno dall’altro e rappresentano i tre principali tipi di errore che l’uomo può commettere nel suo agire.

Infatti, le tre situazioni possono essere proiettate nell’insieme dell’agire umano:

  • nei rapporti sociali con le altre persone
  • nell’esercizio della propria professione
  • nell’utilizzo di un elettrodomestico o del PC
  • nell’utilizzo di un impianto o attrezzatura industriale.

Avete capito a quale delle tre tipologie di errore descritte all’inizio corrisponde ciascuna delle situazioni descritte?

  • Nella prima situazione, io ho eseguito correttamente tutte le azioni previste nel mio piano, però il mio piano era sbagliato in quanto avevo scelto il regalo errato per mia moglie.Ho perciò commesso un errore di tipo mistake.
  • Nella seconda situazione, il piano di azione di mio fratello era corretto, ma una delle azioni da lui condotte era sbagliata, avendo erroneamente scambiato i due regali.Questo è un tipico errore slip.
  • Nella terza situazione, il piano di mio padre era corretto ma lui ha saltato una delle azioni previste nel suo piano, si è dimenticato di fermarsi dal fioraio.L’errore commesso da mio padre è di tipo lapse.

Con questo semplice esercizio abbiamo capito la differenza tra i tre principali tipi di errore, ora dobbiamo analizzare quale errore commettiamo più frequentemente.

Se gli errori che commettiamo solitamente sono di tipo mistake, significa che i piani di azione che attiviamo non sono fatti bene, sono errati.

E’ probabile che ci manchino le giuste e complete conoscenze per svolgere bene il nostro compito e raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi, oppure che esse non siano abbastanza dettagliate e sviluppate, oppure che le nostre conoscenze siano errate.

Per ridurre o eliminare l’errore di tipo mistake dobbiamo impegnarci a migliorare le nostre conoscenze, dobbiamo studiare, prepararci meglio e addestrarci maggiormente su quel compito.

Se invece gli errori che commettiamo sono di tipo lapse o slip, significa che abbiamo le giuste e complete conoscenze per svolgere il nostro compito ma dobbiamo essere più concentrati su quello che facciamo, dobbiamo ridurre le distrazioni e aumentare l’attenzione e il riposo.

Infatti, all’origine degli errori di tipo slip e lapse vi sono le eccessive distrazioni, l’affaticamento, la fretta, l’eccessivo carico di lavoro, la deconcentrazione e lo stress.

Possiamo concludere che non basta suddividere e classificare gli errori che commettiamo per evitarli, ma questo è un primo passo per mettere in atto le soluzioni migliori per prevenirli, come la formazione adeguata e l’addestramento, oppure l’attenzione e il riposo, ecc.

Se vuoi, puoi fare questo esercizio e verificare  la soluzione lasciando le tue risposte nei commenti :

  • Prima situazione:in una fabbrica di biscotti, al momento del confezionamento l’operatore si accorge che tutti i biscotti al cioccolato presentano uno strano colore scuro.

    E’ successo che durante il turno notturno l’operatore di impianto si è dimenticato di regolare la temperatura del forno di cottura finale e i biscotti si sono bruciati.

  • Seconda situazione:durante la preparazione del materiale di stampaggio per la realizzazione degli pneumatici, il capo reparto si accorge che anziché essere di colore nero, il materiale che gli è stato consegnato si presenta di un bianco candido.

    Interpellato il nuovo magazziniere scopre che anziché prelevare la scatola con l’etichetta pneumatici, aveva prelevato quella con l’etichetta gomme.

  • Terza situazione:nel reparto controllo qualità finale della fabbrica di calzature, gli operatori sono euforici in quanto nell’aprire delle confezioni di “scarponcini da uomo” pronte per la spedizione, trovano delle graziose scarpe verdi con tacco a spillo.

    L’operatore addetto al confezionamento aveva invertito i dispenser con le etichette adesive.

 

immagine: FreeDigitalPhotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
Uncategorized

Effetto Galatea

by vittorio Settembre 4, 2025

Tutti sanno che ciò che facciamo nella vita plasma ciò che otteniamo. Se ci si esercita regolarmente si resta in forma. Se amministrate bene le vostre finanze probabilmente avrete più soldi. Se fate le cose giuste con il vostro partner otterrete un rapporto migliore, e così via..

Ma, non tutti sono consapevoli del fatto che ciò che si è veramente è guidato da ciò che pensiamo e crediamo, in particolare le credenze nascoste che ci aiutano a dare un senso al mondo e noi stessi.

Non è facile conoscere le nostre convinzioni, perché di solito appaiono travestite da fatti, e dobbiamo ascoltare profondamente noi stessi per scoprirle.

È come avere un “pensatore” e un “verificatore” nella mente: qualunque cosa il pensatore pensi, il verificatore la rileverà. Inoltre, altre persone dimostrano quello che altri pensatori pensano!

Abbiamo già visto (quello che gli altri pensano di te può diventare realtà) come quello in cui credi degli altri influenza quello che fanno. Questo scambio agisce continuamente nelle due direzione con la comunicazione verbale e non verbale.

L’ “auto-compimento della profezia”

Un esempio potrebbe essere una donna che crede che tutti i suoi rapporti sono destinati a fallire. Inconsciamente lei fa piccole cose che portano la relazione al fallimento, e quando finisce, si conferma la convinzione. La donna ha contribuito a ‘compiere la profezia’.

Abbiamo già parlato l’effetto Pigmalione, ma l’effetto Galatea è ancor più potente. Se un dipendente pensa di poter avere successo, probabilmente avrà successo. Di conseguenza, qualsiasi azione il capo assumerà per accrescere l’autostima del lavoratore, aiuterà a migliorare le prestazioni del dipendente.

Uno dei presupposti più importanti della PNL è: “ogni persona ha già tutte le risorse necessarie per compiere qualsiasi cambiamento desiderato”. Ciò significa che se una persona vuole cambiare, può farlo! Lei ha  tutte le risorse interiori necessarie. Può mancarle il “come”, ma ne ha la capacità.

Possiamo cogliere le nostre convinzioni attraverso le nostre parole, in particolare attraverso le etichette che assegniamo alle cose. Un’etichetta è una generalizzazione di molte percezioni (credenze, comportamenti ed esperienze) che ci aiutano a dividere il nostro mondo in piccoli pacchetti ordinati e sapere come agire per ciascuno di essi. Rispondiamo a questi aspetti, cambiando le nostre realtà attorno all’etichetta.

Chi è etichettato come “intelligente” tende ad agire in modo più intelligente, chi viene trattato come pazzo può iniziare ad agire in quel modo, e chi viene etichettata come “bella” si comporta come tale. La modifica dell’etichetta può aprire molte interessanti possibilità.

Quello che molti di noi cercano di fare  è mantenere le etichette esistenti e apportare delle modifiche nel comportamento.

Quindi, se siamo troppo veloci dovremmo rallentare. Se beviamo troppo dovremmo smettere. Se siamo grassi e pigri, dobbiamo iniziare ad allenarci.

Il problema è che il desiderio di cambiare contiene i semi della nostra etichetta pre-esistente e viceversa. Ogni cosa contiene i semi per il suo opposto dentro di sé: questa è la realtà del dualismo.

Così, invece di dire che “voglio smettere di fumare” potremmo creare una nuova etichetta come “voglio essere una persona sana e attiva”. Quando desideri fare un cambiamento, dovresti pensare a quale nuova etichetta daresti a te stesso come se lo facessi per una persona che ha già naturalmente i nuovi comportamenti.

Chiediti spesso che cosa vuoi essere e poi selezionare l’etichetta più appropriata.

Chi vuoi essere?

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
esercizi artrosi dorsale
Uncategorized

Artrosi dorsale

by vittorio Febbraio 24, 2025

L’artrosi dorsale è assai frequente anche se non provoca sempre dolori.Molto spesso, una limitazione articolare e quindi funzionale, è un sintomo frequente. Il dolore spesso è localizzato e può essere provocato dai colpi di tosse; a volte si irradia ai fianchi ed alle costole oppure alla parte anteriore del torace.


L’artrosi è la conseguenza di una sindrome muscolo-tensiva, ecco perché è importante intervenire sui muscoli andando a riequilibrare la postura.

Con esercizi di stretching mirati che consentono di allungare la colonna vertebrale e di rilassare la muscolatura, è possibile riequilibrare la postura dedicando almeno 15 minuti al giorni di esercizio.

artrosi dorsale

Posizione iniziale

Inginocchiati, con le mani appoggiate a terra di fronte a se. Posizione iniziale

 

Esercizio 1

Sollevare un braccio lentamente tenendolo teso e portandolo in verticale sopra la testa. Poi tornare nella posizione iniziale e ripetere l’esercizio con l’altro braccio. Esercizio 1

 

Esercizio 2

Sollevare un braccio lentamente tenendolo teso e descrivere un semicerchio in avanti ed all’indietro. Eseguire l’esercizio seguendo la mano con lo sguardo e ripeterlo prima con una mano e poi con l’altra. Esercizio 2

 

Posizione iniziale

Distesi sulla pancia con le braccia tese in avanti Posizione iniziale

 

Esercizio 3

Senza muovere la testa sollevare lentamente prima un braccio, poi l’altro, poi entrambi contemporaneamente. Esercizio 3

 

Esercizio 4

Sollevare leggermente le braccia, la testa ed il torace per rinforzare la muscolatura. Esercizio 4

 

Posizione iniziale

Sdraiato sulla schiena con le ginocchia piegate e le braccia lungo i fianchi Posizione iniziale

 

Esercizio 5

Inspirando, tendere le braccia dietro la testa, descrivendo un arco; espirando tornare nella posizione iniziale, portando le braccia lungo i fianchi parallelamente al terreno Esercizio 5

 

Posizione iniziale

Sdraiati sul dorso, con le ginocchia piegate e le braccia piegate sotto la nuca Posizione iniziale

 

Esercizio 6

Inspirando, premere con i gomiti contro il pavimento, poi rilassare la muscolatura espirando Esercizio 6

 

Posizione iniziale

Inginocchiati con le braccia distese in avanti Posizione iniziale

 

Esercizio 7

Cercare di toccare il suolo con il petto eseguendo leggeri molleggi Esercizio 7

Qualsiasi cura deve essere effettuata da personale medico qualificato. Quanto riportato in questo sito deve essere inteso come suggerimento, pertanto gli autori non si assumono alcuna responsabilità per i contenuti.

immagine: FreeDigitalPhotos.net

0 comments
0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2

Siamo Gaetano Cirino e Vittorio Da Sois autori di iWolm: il Blog italiano di Crescita Personale e Bilanciamento Vita e Lavoro. Qui puoi scoprire come migliorare la tua vita, trovare ispirazione e realizzare i tuoi obiettivi bilanciando il lavoro e la vita personale. Prima volta? Clicca qui sotto.

INIZIA DA QUI >>

Categorie

  • Comunicazione (9)
  • Crescita personale (52)
  • Excel (5)
  • Gestione dei Progetti (12)
  • Gestione del Tempo (14)
  • Gestione della Produzione (2)
  • Gestione della Qualità (7)
  • Informatica (6)
  • Lavoro (30)
  • Programmazione neuro linguistica – PNL (2)
  • Risorse Umane (7)
  • slider (4)
  • Slogan e Citazioni (1)
  • Studio (20)
  • Uncategorized (20)
Gaetano Cirino - formazione in aula

Cuore anima e mente per scoprire la tua autenticità

Vittorio Da Sois - formazione in aula

Equilibrio, concretezza e determinazione

  • Facebook

@2026 Copyright iWolm,com
Privacy policy | Cookies policy


Back To Top
Questo sito usa i cookies per milgiorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.Accetto Informazioni
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA
Work Life Management
  • Risorse e Corsi
  • English
  • Login