Chiedere scusa e farsi perdonare: i chiodi e i buchi che restano

chiedere scusa e farsi perdonareChiedere scusa è un processo non sempre semplice perché entrano in gioco molti fattori: l’orgoglio, la comprensione dell’altra persona, la capacità di comunicare in modo assertivo, la consapevolezza dell’errore e la capacità di rimediare.

Spesso non abbiamo il coraggio di chiedere scusa perché pensiamo che sia un atto di debolezza o perché crediamo di avere ragione sempre e comunque.

A volte, poi, abbiamo paura di non sapere come farci perdonare e quindi lasciamo andare le cose per la loro strada senza affrontare il problema ma ignorandolo. In questo modo non risolviamo la situazione ma rischiamo di incrinare i rapporti con l’altra persona arrivando facendo sedimentare rancori e ingigantendo inconsapevolmente un piccolo problema.

Scusarsi non significa sempre che tu hai sbagliato e l’altro ha ragione. Significa semplicemente che tieni più a quella relazione del tuo orgoglio. – Fabio Volo

La storia che segue narra di chiodi (gli errori) e buchi restano (le ferite) e rappresenta molto bene questo processo:

C’era una volta un ragazzo con un carattere irascibile. Un giorno decise di recarsi dal saggio del villaggio per chiedere il suo aiuto. “Saggio, aiutami. Non riesco ad avere degli amici. La gente non ama stare in mia compagnia perché sono spesso critico e irascibile”.

Il saggio gli disse: “Prendi questa scatola di chiodi. Pianta un chiodo nella palizzata ogni volta che ti renderai conto di aver dato un giudizio troppo severo, di aver criticato qualcuno ingiustamente, di aver perso le staffe, di aver fatto una battuta troppo sarcastica o di aver detto qualunque altro tipo di cosa spiacevole verso un’altra persona. Quando riuscirai a non piantare nemmeno un chiodo torna da me”.

Il giovane annuì e se ne andò. I primi giorni furono un disastro: arrivò a piantare fino a 37 chiodi. Poi gradualmente il numero diminuì. Il giovane diventava sempre più consapevole delle sue reazioni e riusciva a controllarle. Scoprì anche che era più facile mantenere la calma che piantare chiodi nella palizzata.

Finalmente arrivò il giorno in cui il giovane non piantò alcun chiodo. Tornò dal saggio fiero del suo risultato. “È stato difficile ma ci sono riuscito. Eccoti i chiodi che restano”. Il saggio gli sorrise. “Bravo” gli disse. Ora sei pronto per la seconda parte. Torna dalle persone che hai accusato, giudicato o offeso in qualche modo e chiedi scusa in modo sincero per il tuo comportamento. Togli un chiodo dallo steccato per ognuna delle volte che lo farai. Quando avrai tolto tutti i chiodi torna da me”.

Il giovane annuì e se ne andò. Questo gli sembrava un compito davvero difficile ma decise di andare fino in fondo. Dopo diverse settimane il giovane tolse anche l’ultimo chiodo dalla palizzata.

Ritornò dal saggio e gli porse la scatola dei chiodi con fierezza “Ecco, questi sono tutti i chiodi che ho tolto dalla palizzata, non ne è rimasto nemmeno uno”.

“Bravo”, disse il saggio, “Ora vieni con me”. Il saggio lo portò davanti alla palizzata e il giovane fu contento di dimostrare che effettivamente non ci fossero chiodi rimasti. Il saggio disse “Che cosa vedi ora?”. “Uno steccato con i buchi dei chiodi che ho tolto”. “Ecco, questo è il punto. La palizzata non tornerà mai come prima. Quando dici delle cose preso dalla rabbia, esse lasciano una ferita, proprio come questi buchi. Non puoi piantare un coltello nella carne di un uomo e poi estrarlo. Non ha importanza quante volte dirai “mi dispiace”, la ferita sarà ancora lì. Anche se hai chiesto scusa ad una persona che hai ferito, il buco rimane. Le nostre parole restano nel tempo. È molto meglio comunicare con parole d’amore e di comprensione per poter vedere i frutti nel tempo”.

La fierezza sul viso del giovane si spense rapidamente, il saggio proseguì: “Ecco, prendi questi semi. Ogni volta che dirai parole d’amore e di comprensione pianta un seme nel tuo giardino. Non dovrai più tornare da me, ma ricordati di ringraziare Dio quando potrai godere della compagnia dei tuoi amici all’ombra delle piante che saranno cresciute”.

Non è possibile, quindi, cancellare quello che abbiamo detto o fatto come non è possibile eliminare il buco dalla staccionata, tuttavia possiamo imparare a chiedere scusa per gli errori che commettiamo e cercare di fare del nostro meglio per commetterli nuovamente.

Vediamo come chiedere scusa e farsi perdonare seguendo il diagramma che segue:

Chiedere scusa

 

  1. Ti senti in colpa? Sentirsi in colpa per qualcosa che abbiamo fatto è indice che sentiamo di aver sbagliato. Se non ti senti in colpa vuol dire che non credi di aver sbagliato e non credi quindi di dover chiedere scusa e farti perdonare. Questo passaggio è fondamentale, in quanto se è vero che sentirci in colpa è indice di un reale pentimento è altresì vero che questo sentimento spesso ci blocca o ci porta a fare cose sbagliate. Capire quanto ci sentiamo in colpa e quanto male stiamo per l’accaduto è quindi rilevante per riacquistare la serenità necessaria per capire l’altra persona e chiedere scusa.
  2. Come liberarti del senso di colpa. Se il senso di colpa è molto presente vediamo come puoi liberartene al fine di chiedere scusa in modo efficace e farti perdonare. La persona o la situazione a cui stai pensando probabilmente contano per te oppure l’atteggiamento che hai tenuto non è in linea con i tuoi valori, quindi con l’immagine più intima di te. Per esempio se uno dei tuoi valori è essere una persona affabile e disponibile e hai trattato male un tuo collega perché ti senti pressato dai risultati che devi portare potresti sentirti in colpa. Ci sono persone che costantemente trattano male colleghi o collaboratori e non hanno nessun senso di colpa, anzi, per loro non è successo niente. Lo stesso evento quindi genera diversi stati d’animo in persone diverse, perché il sentimento è la risposta all’accadimento ed è generato in modo soggettivo. Per ridurre il senso di colpa pensa che l’evento è ormai accaduto e non potrai cambiarlo, ma potrai agire per rimediare. Quanto è accaduto ti servirà per migliorare come persona e, per quanto grave possa sembrare, ti porterà da qualche parte, verso qualcosa che in questo momento non ti immagini neppure. Se continui a stare male non sarai in grado di farti perdonare perché non sarai in grado di mettere in campo il meglio di te stesso, con la tua spontaneità ed energia. Visualizza il Te migliore mentre nei prossimi giorni rimedi a quanto fatto e abbandona il Te sconsolato dicendoti “ho fatto un errore, ma adesso sono diverso e migliore e lo dimostro”.
  3. Che ti senta in colpa o meno devi capire che errore hai commesso. Uno dei modi più efficaci che hai è chiederti se hai fatto qualcosa che non avresti voluto fosse fatta a te. Se trovi una risposta soddisfacente hai capito il tuo errore, ma potrebbe anche accadere che la tua scala di valori sia diversa da quella dell’altra persona e che tu non riesca a riconoscere il tuo errore immediatamente. Per esempio la tua ragazza potrebbe essere arrabbiata con te perché non ti sei ricordato di chiederle come è andata quella presentazione di lavoro che per lei era tanto importante e che per te è una grande normalità. Magari tu fai tantissime presentazioni come quella ed hai semplicemente applicato la tua scala di importanza o la tua mappa del mondo alla situazione. In questo caso hai bisogno di qualche altra domanda per capire prima di chiedere scusa. Infatti, se chiedi scusa senza aver compreso il tuo errore, non potrai essere sincero e l’altra persona lo capirà.
  4. Hai imposto una tua scelta? Ogni uno di noi vede il mondo con i propri occhi e si fa una sua mappa del mondo. In pratica quello che pensi e credi sia giusto è frutto di come tu interpreti le cose e la realtà ma non è la realtà, o meglio è solo la tua realtà. Potresti per esempio ritenere che andare in ferie al mare sia la cosa più giusta e bella da fare, ma alla tua ragazza o ragazzo piace di più la montagna. Ecco che ai tuoi occhi sembra tutto normale, corretto e perfetto e non ti rendi conto che stai imponendo una tua visione e quindi non ha apparentemente senso chiedere scusa.
  5. Senti che sei stato influenzato dell’altra persona? Capisci che il tuo comportamento è dettato dalla reazione ad un atteggiamento dell’altra persona. Ci sono infatti alcune persone che per modo di parlare, comportarsi o atteggiarsi ci infastidiscono “a pelle” perché ci ricordano un evento passato o una persona che in passato ci ha fatto soffrire o ancora perché vediamo in questa situazione qualcosa che va contro il nostro modo di vivere e di pensare. La stessa persona o lo stesso atteggiamento, però, non generano la stessa reazione a tutti. Non sono quindi questi elementi a generare il problema ma ancora una volta sei tu a decide la reazione emotiva, in modo pressoché istintivo. Prendere coscienza di questo elemento del tuo carattere ti fa quindi capire come agire e ti permette di capire quale è l’errore e come chiedere scusa. Ricorda che non puoi governare le azioni o gli atteggiamenti degli altri, ma puoi governare la tua reazione e le tue risposte emotive.
  6. Non hai capito dove hai sbagliato. Se ancora non hai capito cosa hai fatto di sbagliato e non sai come chiedere scusa e farti perdonare, puoi solo chiedere all’altra persona. Nel fare questa cosa potrebbe accadere che l’altra persona “rincari la dose” e si sfoghi anche per altri motivi. In questi momenti siamo tutti portati a difenderci contro attaccando o cercando giustificazioni con il risultato di irritare l’interlocutore. Ma, quale è il tuo scopo? Far capire che sei più forte, dialetticamente più bravo e più sagace oppure capire dove hai sbagliato agli occhi di chi hai di fronte? Se il tuo atteggiamento è quello di capire allora non serve difenderti, non serve replicare e neppure giustificare. Pensa a quali domande puoi fare per capire meglio e magari ripeti per assicurarti di aver compreso correttamente.
  7. Perché vuoi essere perdonato? Ora che hai capito dove hai sbagliato agli occhi della persona che hai di fonte dovresti chiederti se vuoi il perdono per interesse personale. Soprattutto se hai un forte senso di colpa ti sentirai spinto a chiedere scusa perché temi di perdere la persona che hai di fronte. Potresti per esempio avere paura che non sia più tua amica, che non ti ami più, che cambi il suo atteggiamento nei tuoi confronti, che non ti dia più affetto, sicurezza, intimità ecc. Prima di procedere dovresti quindi eliminare il tuo senso di colpa (ne abbiamo già parlato) e perdonare te stesso innanzi tutto. Quello che vuoi è che tutto torni come prima, ma quello che vuoi veramente, nel tuo profondo, è tornare in contatto con l’altra persona in modo vero ed autentico. L’affetto, la sicurezza, l’intimità, l’amicizia, ecc. sono tutte cose arriveranno come conseguenza di un obiettivo più intimo e profondo. Capisci, quindi, cosa vuoi cambiare invece di focalizzarti su cosa vuoi ottenere su un piano meramente utilitaristico.
  8. Ammetti la colpa. Ammettere la colpa significa non trovare scuse e non provare rinfacciare all’altro le sue colpe. Un modo di porsi potrebbe essere “Mi dispiace, so che ti ho ferito e che ho sbagliato. Ho agito in modo scorretto e tu non hai colpe”. Evita quindi frasi del tipo “Mi dispiace, SE ho sbagliato”. Il “se” infatti sottintende che tu non abbia capito il tuo errore e potrebbe far intendere all’altra persona che non sei sincero. Usa scusa non sincera non serve assolutamente a nulla, anzi aggrava ulteriormente la situazione. Neppure provare a scaricare le colpe sull’altra persona è un buon modo di porsi. Per esempio se dici “Mi dispiace tanto sai, so che ho sbagliato, ma anche tu a volte…” oppure “… ma sai quando dici certe cose mi fai irritare…”. In questo modo stai attribuendo all’altra persona la responsabilità delle tue azioni e delle tue emozioni mentre il tuo scopo è quello di descrivere in modo più oggettivo possibile cosa è successo senza cadere nell’autocommiserazione o in una discussione. Evita quindi pianti e scenate per suscitare compassione. Ricorda che tu vuoi farti perdonare non farti commiserare.
  9. Assumiti la responsabilità. Assumerti la responsabilità delle tue azioni significa dare segno di maturità e far capire che vuoi veramente cambiare perché tieni a quella relazione e a quella persona. Significa ammettere le proprie colpe senza vittimismi isterismi o grandi pianti disperati. Ecco perché è importante eliminare i sensi di colpa ed evitare di arrivare alle scuse solo dopo essersi stremati a causa del dolore auto-inflitto. Non far passare neppure troppo tempo altrimenti il risentimento tende ad aumentare ed è sempre più complicato e faticoso eliminare il senso di colpa.

Rimedia incondizionatamente. Puoi decidere di rimediare in modo diretto al torto che hai fatto oppure, se non ti è possibile in modo indiretto. Per esempio se hai rotto il telefono della tua amica o le hai rovinato il vestito puoi scegliere di ripararlo o di acquistarne uno nuovo. Se hai trattato male un tuo collega puoi scegliere di aiutarlo a finire un lavoro o dargli una mano in una riunione “schierandoti” dalla sua parte. Sicuramente quello che devi evitare è di fare grandi gesti (tipo la montagna di rose rosse che si vede nei film) che non centrano nulla con il torto che hai fatto.

Chi hai di fronte vuole vedere in te un cambiamento concreto relativamente al torto che sente di aver subito. Se tratti male i tuoi dipendenti e poi a Natale regali a tutti un pacco con spumante, panettone, ecc. probabilmente attirerai più critiche che consensi. Le persone vogliono da te rispetto e comprensione non cotechini e vino! Se infine NON pensi di aver sbagliato evita di chiedere scusa, sarebbe un atto non naturale che l’altra persona capisce immediatamente, per come parli, come ti muovi e cosa dici. Cerca invece di mantenere un atteggiamento positivo e di donare il tuo affetto in modo incondizionato. Mantieni un atteggiamento normale, disponibile e aperto e l’altra persona lo percepirà comunque!

Foto di Jenavieve / CC BY

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