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Come la tua crescita personale aumenta la tua felicità

crescita personale felicità

Il tema della crescita personale va molto di moda in questi tempi.

Probabilmente so già che cosa pensi, o cosa hai pensato quando per la prima volta hai letto “crescita personale”, “personal-development” o miglioramento continuo. La solita cosa americana che non funziona, ma costa un sacco di soldi.

È capitato anche a noi, per questo ti capisco e capisco sempre di più la mia frustrazione nell’imbattermi in prodotti, libri, corsi o video dai nomi altisonanti e dai contenutiti inesistenti.

Tuttavia, se riusciamo a selezionare quegli strumenti utili, quelle tecniche che funzionano, quelle persone che hanno veramente da dire qualcosa e non ripetono a pappagallo abbiamo accesso a dei doni straordinari che possono veramente cambiare la nostra vita.

In questo post, scoprirai cosa significano per noi, Gaetano e Vittorio, le parole “crescita personale”, come hanno iniziato a cambiarci la vita e come lo possono fare per te.

Ti forniremo una guida che ti aiuterà a definire le tappe intermedie e misurare i tuoi risultati aumentando il tuo stato di benessere che migliorando la tua vita.

Abbiamo anche creato un corso che spiega le strategie adottate dalle persone che hanno avuto maggiore successo nella loro vita arrivando a vivere con maggiore serenità, pienezza e soddisfazione.

Sono le strategie che abbiamo sperimentato personalmente e che hanno funzionato su di noi, sulle persone a noi vicine che hanno scelto di applicarle e su tutti coloro che nel nostro cammino abbiamo avuto la fortuna di incontrare ed aiutare. Si chiama La tua vita migliore e trovi facendo click qua.

Ma torniamo a parlare di crescita personale: in pratica di cosa si tratta?

Un percorso in salita

La crescita personale, o sviluppo personale, può essere definita come un percorso che si decide di intraprendere con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di sé stessi, migliorare il proprio benessere e la qualità della propria vita, ma anche quella delle persone che ci stanno vicine.

Chi inizia un percorso di crescita e di miglioramento personale inizia una vera e propria ricerca di sé stesso, procede su un cammino non facile, con ostacoli e insidie perché affronta una evoluzione personale che lo porta spesso fuori dalla propria zona di comfort.

In questo percorso ci si ritroverà spesso a gestire situazioni che generano disagio e che ci obbligano a rimettere in discussione nostre credenze ed abitudini, a volte anche le nostre sicurezze e certezze.

Parliamo di percorso perché la crescita personale non è qualcosa che semplicemente si legge o si studia, ma è qualcosa in cui si crede, che si sperimenta gradualmente, giorno dopo giorno, e che ci porta ad uno stato di benessere sempre maggiore, mano a mano che ci si impratichisce.

Questo significa che ciascuno di noi può affrontare il proprio percorso di crescita personale in vari modi, con varie velocità e conoscenze di base, ma per ognuno si tratta di fare della fatica, di superare delle difficoltà e delle resistenze interne.

Senza una guida non è facile mantenere il passo, si rischia di perdere motivazione e costanza un po’ come uno sportivo che deve allenarsi per una competizione.

crescita personale allenamento

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Ecco perché è fondamentale definire delle mete intermedie raggiungibili lungo questo percorso, degli obiettivi intermedi alla nostra portata che, una volta raggiunti, ci diano la soddisfazione, l’energia e la motivazione per continuare oltre, con la giusta determinazione e convinzione.

Per permetterti di affrontare il tuo percorso di crescita personale, in questo articolo abbiamo preparato una guida che ti aiuta a definire queste mete intermedie, migliorando gradualmente gli stati di benessere e la tua vita.

Se vuoi ricevere altri consigli di crescita personale e il materiale inedito che non pubblichiamo clicca qui.

 

Allora vediamo assieme come la crescita personale aumenta la tua felicità.

Perché oggi siamo meno felici di una volta?

Ti sei mai chiesto/a perché oggi, pur essendo più ricchi, pur vivendo più a lungo, pur possedendo più proprietà, pur avendo più amici, pur disponendo di maggiore cibo, pur avendo maggiori servizi e godendo di maggiori lussi, non siamo più felici di un tempo?

In molti casi siamo infelici perché soffriamo di ansia, causata dalla paura di ciò che gli altri pensano di noi, dalla paura di essere giudicati bene o male, vincenti o perdenti.

Questa preoccupazione per il nostro status sociale e per il giudizio degli altri ci fa pensare in continuazione se abbiamo fatto bene una certa cosa, oppure una certa scelta, se abbiamo l’auto o la casa adeguata, se abbiamo un lavoro importante, se quello che facciamo ha uno scopo al di là di tutto.

Ma non pensiamo mai se queste cose vanno bene a noi, se sono quelle giuste per noi.

No, noi cerchiamo di capire se agli occhi degli altri vanno bene!

Molto spesso non facciamo le cose che ci renderebbero realmente felici solo perché pensiamo di non avere abbastanza soldi per farle. Nulla di più sbagliato, molto probabilmente pensare di non possedere la giusta ricchezza è solamente una scusa per non attivare dei cambiamenti, per non evolvere e imparare a vedere, a vivere e a fare le cose in modo diverso.

 

Da cosa può dipendere la tua felicità o la tua infelicità?

Scopriamolo assieme.

Prova a pensare a quando sei felice o all’ultima volta in cui ti sei veramente sentito felice. Da dove derivava quella sensazione di pienezza e di soddisfazione?

Molto probabilmente tutte queste cose non dipendono dalla casa in cui vivi, da quante cose possiedi oppure da quanti soldi hai. La tua felicità dipende solo da te, infatti, se non vivi la vita che desideri, ti senti infelice, se non apprezzi TU ciò che hai, ti senti infelice, se non assapori ogni attimo della tua giornata, ti senti infelice.

Sicuramente ti sarai detto/a o avrai sentito dire:

sarò felice quando nel mio conto corrente ci saranno …, quando guadagnerò …, quando il mio stile di vita comprenderà…, quando avrò quella casa, quando non avrò più rate del mutuo da pagare, quando avrò quell’auto, ecc.

 

Molto spesso l’infelicità deriva anche da un rapporto di coppia che non produce più emozioni, che non permette più di esprimersi, che non lascia più spazio alla comunicazione.
Quante persone portano al lavoro le proprie difficoltà e l’infelicità di coppia, trasformando così anche il proprio lavoro in un ambiente infelice e teso?

Hai mai provato a capire cosa è cambiato dal periodo dell’innamoramento, in cui ogni cosa girava bene, in cui potevi comunicare con il tuo partner, in cui ti sentivi felice?

In “Quello che diciamo con gli occhi e sveliamo con i sensi” trattiamo anche questo aspetto della sfera delle relazioni, e ti diamo una potente strategia per trasformare il rapporto di coppia o il rapporto con i tuoi figli, per far sentire amate le persone a te care.
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Scopri i tuoi meccanismi di rinuncia

Questo test ti richiede pochi minuti, ma è estremamente potente e ti farà capire come attivi i meccanismi di rinuncia che ti impediscono di avere e di fare qualcosa per aumentare la tua felicità.

Così metterai in luce questa tua convinzione negativa limitante:

  1. Scrivi una lista di cose a cui hai rinunciato perché pensavi di non avere abbastanza soldi per permettertele o per farle.
  2. Analizza questo elenco e seleziona quelle che in realtà avresti potuto avere o avresti potuto fare.
  3. Seleziona quelle che sono realmente al di sopra delle tue possibilità economiche ma che in fondo non ti interessano tanto.

Le cose che hai selezionato per prime evidenziano che sei stato tu, con il tuo atteggiamento, a rinunciare di avere, di vivere o di fare qualcosa che invece avresti potuto permetterti per essere più felice.

Il motivo per cui non le hai fatte ti permette inoltre di scoprire quali sono alcune delle tue convinzioni limitanti.

Spesso puoi permetterti anche TU quello che desideri!

Con il test che hai fatto hai potuto vedere come molte volte ci auto-limitiamo e non siamo neppure perché lo stiamo facendo. La nostra mente lavora in automatico, i pensieri scorrono veloci e finiscono a portarci sempre alla stessa conclusione.

Solo rendendoti conto dei tuoi meccanismi limitanti puoi realmente modificare questi automatismi e guidarti verso quello che desideri, superando le tue paure. Questo non vuol dire cancellarle e vivere senza paura ma diventare consapevoli e padroni delle proprie scelte.

Ovviamente non basta questo test per aumentare la tua consapevolezza e prendere possesso dei tuoi meccanismi inconsci.

Quello di cui hai bisogno è una solida strategia, come abbiamo spiegato nel percorso “La tua vita migliore” (hai già scaricato il capitolo che svela i segreti della posizione degli occhi e come usare al meglio i sensi?)

Ma tu vorresti veramente essere più felice?

Che domanda! Chi non vorrebbe avere una vita più felice?

Bene, e cosa fai ogni giorno per rendere la tua vita più ricca di esperienze, di relazioni, di scoperte di felicità?

Ricordi quando da piccolo uscivi alla scoperta di qualcosa di nuovo? Quando creare con i Lego o con il legno ti faceva passare ore intere seduto sul tappeto della tua camera? Oppure quando creavi storie infinite con le bambole le tazzine da caffè di plastica e poco altro?

Non ti sentivi forse felice chiuso nel tuo mondo fatto di creatività? Ebbene la creatività e la novità sono due elementi che sviluppano la tua felicità.

Lo hai sempre fatto e poi te ne sei dimenticato crescendo, perché avevi sempre meno tempo per queste cose.

Se fai qualcosa che non hai mai provato prima, la tua vita sarà sicuramente più felice.

Questa cosa è talmente vera che un ricercatore, Daniele Quercia (un ricercatore ed un ingegnere), ha creato Happy Maps un sistema di navigazione che seleziona il percorso più ricco di cose da vedere, più bello, più verde e non solo più veloce. Ti invitiamo ad andare a vedere il video su ted talks.

crescita personale happy maps

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L’apprendimento di nuove attività sviluppa la tua curiosità e allena la tua creatività, esercita una influenza positiva sul tuo cervello e in generale sul tuo benessere. Questo rende la tua vita più appagante, più felice e sviluppa anche la fiducia in te stesso o te stessa.

Se ci pensi bene, noi abbiamo la fortuna di vivere in un periodo in cui ci sono moltissimi modi, anche gratuiti, per imparare qualcosa di nuovo, per fare qualcosa di nuovo.

Pensa alle università che hanno messo online molti dei loro corsi, pensa alle molteplici piattaforme di e-learning che ci permettono di imparare standocene comodamente a casa nostra, magari seduti sul nostro divano.

Ma pensa anche a quante opportunità hai oggi per fare cose nuove e per imparare nuove abilità. Puoi entrare in un circolo, in un club, iscriverti ad una associazione di volontariato, frequentare palestre, praticare un nuovo sport con gli amici, esercitare l’arte, esercitare il tuo hobby, e molto altro.

Se visiti il nostro profilo Facebook ti accorgerai di quante cose puoi fare e di quanti stimoli ogni giorno puoi ricevere interagendo con noi e le persone della community. Se vuoi seguirci fai click qui.

Hai mai fatto qualcosa di folle?

Quando è stata l’ultima volta che hai sperimentato qualcosa di nuovo?

Qual è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?

Se la risposta non ti viene entro 20 secondi è probabile che sia passato troppo tempo da quando hai provato a fare qualcosa mai fatto prima.

Allora facciamo un tuffo nel passato! Ma come non dovevamo fare qualcosa di nuovo dirai?

Seguici e anche in questo caso, con soli pochi minuti, inizierai a dare una svolta alla tua quotidianità!

  1. Prendi un foglio e dividilo in tre
  2. Nella prima colonna scrivi 5 cose che un tempo ti piaceva fare e che ti piacciono ancora, ma che adesso non fai più.
  3. Nella seconda colonna scrivi 5 cose nuove che non hai mai fatto, ma che ti piacerebbe provare a fare.
  4. Infine, nell’ultima colonna scrivi 5 cose totalmente folli, quelle cose da pazzi che vorresti fare almeno una volta nella tua vita.

Naturalmente la follia, la pazzia sono molto personali, infatti per te potrebbe essere da pazzi fare una certa cosa che per qualcun altro potrebbe essere banale, pensa ad esempio a lanciarsi con il paracadute, a fare il sub o il down-hill con la mountain-bike.

Bene, ora che hai scritto queste 15 cose, ordinale per importanza, cioè metti al primo posto la cosa che vorresti fare entro tre mesi, quindi metti tutte le altre (quelle che vorresti fare dopo).

Ora sai quello che è veramente importante per te, quello che ti interessa realmente imparare o provare a fare.

 

Infine, ora che hai la tua lista, definisci le date entro cui farai quelle attività, cioè quando farai quelle cose.

Cosa molto importante è poi farle, rispettando le date che tu hai definito, senza commettere l’errore di procrastinare. Esistono diversi tipi di procrastinatore e diversi modi per liberarti da questa limitazione: li puoi scoprire qui.

Abbiamo bisogno degli obiettivi per motivarci, per questo motivo gli obiettivi devono essere sfidanti ma raggiungibili, alla nostra portata, devono stimolarci a fare meglio e a superare i nostri limiti, ma devono anche essere possibili per noi.

In caso contrario invece della felicità inducono stress e frustrazione.

 

Un altro esercizio per essere più felice

Se ti poni degli obiettivi definiti e chiari, dei traguardi come ad esempio imparare una lingua (qui trovi una selezione di risorse gratuite per imparare l’inglese), imparare un nuovo lavoro, sperimentare una nuova tecnica, praticare un nuovo sport, ecc., alimenti la tua autostima e sarai più felice.

Vediamo assieme cosa altro puoi fare per migliorare la qualità della tua vita e essere più felice:

  1. Scrivi 20 traguardi, ossia 20 obiettivi che vuoi raggiungere, senza pensarci troppo, devi scrivere sia obiettivi grandi che piccoli.
  2. Ora definisci qual è il tuo più importante obiettivo da raggiungere nei prossimi mesi. Devi darti il tempo giusto per raggiungerlo, modificalo se te ne occorre di più.
  3. Non ti preoccupare se devi rivedere il timing, è intelligente saper pianificare correttamente i traguardi che vogliamo raggiungere, dandoci il giusto tempo per farlo.
  4. Ora definisci anche le date degli altri obiettivi e impegnati ogni giorno a raggiungerli.

 

La crescita personale rappresenta realmente e concretamente un modo per essere più felici, o meglio è un percorso che crea la tua giusta cultura per riuscire a vivere con maggiore benessere fisico e mentale, una vita ricca di entusiasmo e successi.

Ogni uno di noi ha il proprio concetto di successo e di soddisfazione (le tue regole del successo) ecco perché non ti serve rincorrere il successo degli altri, ma capire il tuo.

Ti serve partire da cosa credi e scoprire cosa desideri. Ne “la tua via migliore” se vuoi, puoi scoprire i metodi e le strategie di chi riesce a vivere una vita più consapevole e felice, evitando di commettere molti errori che tutti noi facciamo. Per saperne di più clicca qui.

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Sarebbe possibile anche lavorare più felici?

Forse non ci hai mai pensato, ma spesso bastano veramente pochi accorgimenti e pochi gesti per rendere la tua giornata lavorativa più piacevole.

Infatti, se affronti la giornata in uno stato mentale positivo, le difficoltà che si presenteranno ti appariranno più semplici da affrontare.

Viceversa, se vai al lavoro con uno stato d’animo negativo tutto ti apparirà difficile.

Quindi, se sei di cattivo umore non arrechi danno solo a te ma anche agli altri ed all’ambiente di lavoro.

Allora cosa puoi fare per allontanare gli stati d’animo negativi?

Innanzitutto comincia dalla tua scrivania. Se al mattino arrivi sul tuo posto di lavoro e il colpo d’occhio è caotico, disordinato, confuso, allora ne risentirà anche il tuo umore.

Se invece la tua scrivania è ordinata, senza foglietti volanti e penne ovunque, se ogni cosa ha il proprio posto, avrai l’impressione di avere tutto sotto controllo.

Anche la tua sedia è importante, scegline una da ufficio, pensata per chi sta molto tempo seduto. Se stai scomodo, non sarai certo di buonumore.

Inoltre, non dimenticarti del tuo corpo, fai esercizi di stretching, come allungare le braccia e la schiena, stendere le gambe.

Fai attenzione ad avere la corretta postura, evitando di passare troppo tempo con le gambe incrociate e con la schiena ingobbita.

Anche le pause sono molto importanti per mantenere il buonumore.

Ogni tanto stacca, non chiedere troppo al tuo cervello, distraiti, anche solo andando a salutare qualche collega o andando a prenderti una bottiglietta d’acqua, e alla pausa pranzo esci, non limitarti a consumare i pasti in ufficio.

Questi accorgimenti e questi piccoli esercizi cambieranno sicuramente la tua giornata lavorativa.

Non vi sono delle regole per riuscire a lavorare felici, ma possiamo fare assieme queste due riflessioni:

  1. se segui il tuo talento, e non solo la passione, lavorerai più felicemente
  2. se non sacrifichi la tua libertà ed etica per il successo, lavorerai più felicemente.

È innegabile che se ami quello che fai, tutto è più facile e più bello.

Se tu non ami ciò che fai, ma sei attratto solo dallo stipendio, dalla stabilità dell’occupazione, dalla vicinanza a casa oppure dal prestigio che quel lavoro ti offre, beh allora sei destinato al fallimento. E molti falliscono proprio per questo motivo.

È un po’ come sposare una persona che non ti piace: fallirai.

Hai mai pensato al tuo talento?

Vediamo assieme perché il talento ti permette di lavorare con più felicità.

Perché parliamo di talento più che di passione?

Solo quando ti confronti con gli altri capisci che la tua passione (soggettiva) non è necessariamente il tuo talento. Il talento è oggettivo, la passione no.

Sappiamo che stiamo dicendo qualcosa che va contro corrente, che va contro il “tutti possono fare tutto”, “basta che ci credi e ce la farai” e alti slogan creati da chi vuole venderti il suo corso sul successo portandoti a diventare milionario come lui (ma poi un milionario che ne sa della tua vita? E perché mai dovrebbe mettersi a vendere corsi su Facebook?).

Ciascuno di noi può avere delle passioni, ma se non sono accompagnate (anche solo un briciolo) dal talento rimangono solo dei sogni.

Una persona può avere passione per uno specifico sport, ad esempio lo sci, ma se non ha talento è improbabile che riesca a praticarlo in modo professionale soddisfacente e trarre grandi gioie. Certo rimane la passione, rimane il piacere di andare a sciare con gli amici la domenica e godersi l’aria pulita della montagna!

Viceversa, se ha talento per qualcosa riuscirà molto più facilmente e si divertirà molto di più.

 

La vera difficoltà consiste nel riconoscere il proprio talento, a volte ci vogliono molti anni, ma quando ti accorgi dell’energia che hai e che metti quando fai certe cose, allora avrai scoperto il tuo talento.

Purtroppo facciamo fatica a riconoscere il nostro talento, e ognuno di noi ha un talento, perché la nostra famiglia lo soffoca oppure perché il nostro partner ce lo nasconde.

Oppure ancora perché per coltivarlo dobbiamo uscire dalla nostra zona di confort.

Anche la nostra professione può nascondere il nostro talento.

Quando veniamo inseriti all’interno di una squadra di lavoro, l’organizzazione per la quale lavoriamo ci chiede di fare quella cosa e non ci darà la possibilità di dimostrare alcun talento nel fare altro.

All’organizzazione serviamo lì, a fare quel compito, e lì rimaniamo.

La responsabilità di cambiare il proprio stato di cose appartiene solo a noi, se non facciamo un lavoro che ci piace la colpa è solo nostra.

Ci sono persone capaci di vendere un talento che non hanno ed altre che non sanno riconoscerlo nemmeno quando ce l’hanno davanti.

crescita personale talento

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Ecco perché non crediamo in chi sbandiera semplici ricette per il successo o promette una vita sempre felice.

La tua vita, il tuo successo, il tuo benessere, sono tuoi, esclusivi, personali e soggettivi e solo scoprendoli puoi aprire la tua strada verso la tua personale felicità. Ne abbiamo parlato molto ne “La tua vita migliore”. Se ti interessa capire di più la trovi qui.

 

Inoltre, è molto comune che la passione nasconda il talento.

È importante credere ai propri sogni, ma è necessario essere oggettivi ed onesti con sé stessi, magari confrontandosi con persone serie che ti dicono la verità.

Quando capisci che la tua passione non sarà la tua professione perché non hai il minimo talento, allora avrai fatto il primo passo e quando avrai capito quale passione coincide almeno in parte con un tuo talento avrai fatto il successivo.

 

 Salvaguardare la tua libertà e la tua etica

Abbiamo appena visto che non vi sono delle vere regole per riuscire a lavorare felici, ma seguire il proprio talento, e non solo le proprie passioni, è fondamentale per riuscire ad essere felici.

Ora vediamo l’importanza di non sacrificare la tua etica e la tua libertà, i tuoi valori per inseguire il successo.

Facciamo subito questo esempio per mostrarti cosa intendiamo quando diciamo che è meglio assecondare i propri valori anziché sfidare i propri limiti.

Nel lavoro (ma anche nelle associazioni e nello sport) è importante capire che tipo di organizzazione ti fa bene.

Se sei una persona che preferisce la missione dell’organizzazione alla crescita professionale individuale, se sei poco competitivo, e lavori in un ambiente con persone molto aggressive, estremamente meritocratico e competitivo, dove i tuoi colleghi sono i tuoi concorrenti, dove vi sono grandi moli di lavoro da svolgere, con ottime possibilità di crescita, allora questo lavoro non fa per te e difficilmente potrai essere felice.

Viceversa, se lavori in un ambiente dove l’età media aziendale è abbastanza alta (quindici o vent’anni), dove la cooperazione vale molto più della competizione, allora ti troverai benissimo.

Non sacrificare la tua libertà per il successo significa fare le scelte che ti permettono di non essere ricattabile.

Se decidi di accettare un lavoro senza le necessarie qualifiche, allora diventi prigioniero del tuo patto col diavolo.

crescita personale etica

crescita personale etica

Se accetti qualcosa non rispettando la tua etica, perdi la tua credibilità e sarà un disastro.

Non scendere a compromessi solo per raggiungere più velocemente il successo, non tradire i tuoi valori, la tua etica per la carriera: mantieniti libero.

Capire chi fa patti col diavolo, ossia chi accetta di andare contro i propri valori, contro la propria etica è anche un modo per valutare chi lavora con noi.

Quali “animali” lavorano con te?

Quando lavori in un’organizzazione ci sono due domande che ti puoi porre per capire meglio le persone che lavorano con te:

  • lavorano solo per sé stesse o per l’organizzazione?
  • conoscono la politica dell’organizzazione o no?

Se costruisci una matrice con le risposte a queste due domande, ottieni quattro tipologie di persone che puoi rappresentare con altrettanti animali:

  • i polli – sono le persone che lavorano solo per sé stesse ma sono anche molto sprovvedute. Non durano molto nell’organizzazione perché fanno molti errori.
  • i serpenti – sono persone con grande intelligenza politica ma seguono solo le loro ambizioni personali. Sono persone da evitare.
  • i cani – sono persone molto fedeli all’organizzazione ma anche molto sprovvedute. Sopravvivono nell’organizzazione, ma non fanno mai carriera.
  • gli elefanti – sono persone che hanno intelligenza politica e non seguono solo le ambizioni personali, ma lavorano per gli altri. Queste persone sono molto contente del posto in cui lavorano, infondono sicurezza, energia, positività.

Quando entri a far parte di un’organizzazione o di una nuova squadra, cerca di capire chi sono i tuoi colleghi e utilizza dinamiche di relazione diverse in base a chi ti sta davanti.

Quindi dovrai aiutare i cani, evitare i serpenti e non frequentare i polli e soprattutto dovrai passare più tempo possibile con gli elefanti!

Impara anche a riconoscere se il tuo collega o collaboratore ti sta mentendo, facendo attenzione alla posizione dei suoi occhi. Scopri e impara il metodo con il libro “Quello che diciamo con gli occhi e sveliamo con i sensi”, che puoi avere gratis cliccando sotto.

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