La felicità con il flusso

by vittorio
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Ti è mai successo di praticare qualche attività e di sentirti talmente assorbito da essa da perdere il senso del tempo? Nella foto a fianco ho giocato a scacchi sotto un sole cocente per più di due ore, quando ho finito non ero stanco, ero felice e non avevo nessuna percezione di fatica nonostante mi chiedessero come avevo fatto a resistere sotto il sole per tanto tempo. Solo due ore prima mi stavo lamentando del caldo e di quanto questo togliesse le forze, poi, quasi per magia, avevo dimenticato i disagi, i lamenti, la stanchezza!


Cosa era successo? Ero entrato in uno stato di “flusso”!

Cos’è il flusso

Il concetto di  flow (in italiano “flusso”, “corrente” inteso come “esperienza ottimale”) fu introdotto da   Mihaly Csikszentmihalyi, uno psicologo croato di matrice positivista.

Citando le parole di Csikszentmihalyi il flusso è “l’esperienza olistica che le persone provano quando agiscono con coinvolgimento totale. È lo stato nel quale le persone sono così coinvolte in un’attività che null’altro sembra avere importanza; l’esperienza stessa è così piacevole che le persone la fanno anche a grande costo, per il puro e semplice gusto di farla.

Questo stato ci avvicina all’estasi, ad una felicità dove non sono presenti euforia ed eccitazione (tipiche della felicità vera e propria), ma c’è uno stato di grazia che ci porta fuori dal tempo, nell’universo senza tempo dell’anima.

Nello stato di flow si può avere il massimo apprendimento, infatti tutta l’energia è incanalata verso il compito che si sta svolgendo e ci si sente pervasi dal benessere per quello che si sta facendo.

Non si compie l’attività per ottenere un risultato, ma questa è fine a se stessa. Lo stato di flow diventa esso stesso motivazione per continuare in quanto qualsiasi cosa porti alla piacevolezza dello stato di flow diviene un’attività desiderabile.

La felicità con il flusso

Csikszentmihalyi cerca di rispondere alla domanda: “come essere felici?”, partendo dal presupposto che l’uomo ricerca la felicità e qualsiasi comportamento è attuato per il raggiungimento di questa condizione.

“Ogni arte, ogni ricerca, ogni azione, ogni scelta mira infatti a un fine, ovvero a un bene, che viene definito come “ciò a cui tutto tende” e la felicità è proprio il fine ultimo, il bene supremo, che si basa nel praticare al meglio ciò che distingue gli uomini dagli altri esseri”

Etica Nicomachea, Aristotele 384 – 322 a.c.

Oggi disponiamo di beni materiali e di opportunità neanche immaginabili per i nostri genitori o per i nostri nonni, eppure questo non ci rende più felici. La felicità non deriva dalla fortuna o dal caso e non è determinata da eventi esterni al di fuori del nostro controllo ma è strettamene legata alla nostra volontà e a come ognuno di noi interpreta gli eventi che accadono e le esperienze che compie.

l’esperienza non è ciò che accade ad un uomo, ma è ciò che un uomo fa con ciò che gli accade”

Aldous Huxley 1860 – 1933

La nostra cultura e la società influenzano il modo di vedere, assimilare ed interpretare gli eventi, ma siamo noi, come individui ad attribuire un valore ad ogni esperienza che viviamo.

Tutto muta o per dirla con le parole di Zenone “tutto scorre”! Sento spesso la frase “io sono fatta così” oppure “la mia vita è così”, ma niente è uguale all’istante precedente ed ogni informazione, ogni evento ed esperienza creano quello che siamo adesso.

Ciò si verifica attraverso un processo di selezione attiva delle informazioni; ogni soggetto seleziona ed organizza le informazioni acquisite nel contesto in cui opera secondo un criterio specifico: la qualità dell’esperienza associata a tali informazioni.

Cerchiamo, infatti, di evitare le situazioni che provano stress, o ansia e ricerchiamo le esperienze positive, quelle che conducono ad uno stato di coscienza pieno e positivo.

Ma cosa c’entra il Flow con la ricerca della felicità?

Le persone che ascoltano le proprie emozioni e vivono sfide anche impegnative ma senza andare pesantemente oltre i propri limiti sono quelle maggiormente in grado di determinare la qualità della propria vita. Questo è il modo migliore per avvicinarsi alla condizione di felicità.

Cosa accade nello stato di flusso

Quando entriamo in uno stato di flow:

  • gli obiettivi divengono chiari, sia nel loro fine che nel percorso per il raggiungimento, abbiamo molta chiarezza interiore e sappiamo perfettamente cosa vogliamo fare;
  • siamo completamente coinvolti, focalizzati e concentrati al punto da perdere consapevolezza dei bisogni corporali. Non esistono distrazioni (siamo quasi in estasi);
  • sentiamo che l’attività è fattibile, che dominiamo la situazione e che le nostre abilità sono adeguate;
  • percepiamo che stiamo usando le nostre abilità al massimo ma non oltre (non c’è ansia né noia);
  • perdiamo la cognizione del tempo;
  • siamo completamente focalizzati sul presente (“Qui ed Ora”);
  • percepiamo che l’attività andrà bene;
  • siamo sicuri di noi e lucidi, ogni gesto viene portato a termine in maniera naturale;
  • ci sentiamo gratificati, abbiamo una motivazione intrinseca: qualsiasi cosa produca il Flow quella diventa la stessa ricompensa;
  • ci rendiamo conto dell’effetto delle nostre azioni, capiamo infatti se esse portano al successo oppure no, e sappiamo correggerci;
  • perdiamo la cognizione del nostro ego e siamo pervasi da un senso di serenità, anche il giudizio esterno su di noi non ha più importanza. Ci sentiamo parte di un sistema più grande nel quale ci muoviamo con armonia, come dentro una corrente, un flusso;

Se allora il flusso è davvero uno stato “ottimale”, come si raggiunge?
Nel prossimo articolo vi spiegherò come fare.

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