Abbiamo visto nell’articolo “Come essere felici con il flusso” cosa sia il flusso e quali benefici possa portare questo stato. Il raggiungimento di questa condizione, vicina all’estasi, non è però semplice, per quanto ad ogni uno di noi nella vita è probabilmente capitato di provare questa sensazione.

Come entrare nel flusso
Ovviamente ci sono persone che per loro natura sono più portate a vivere esperienze di flow. Mihaly Csikszentmihalyi, uno psicologo croato di matrice positivista, fondatore della teoria del flusso sostiene che le persone più predisposte sono quelle che possiedono curiosità, persistenza e poco egocentrismo.
Per accrescere le esperienze di flusso è necessario impegnarsi al massimo in quello che si fa senza risparmiarsi, ma tenendo sempre presenti i nostri limiti. Le sfide non dovrebbero essere troppo semplici, ma comunque possibili, e, soprattutto, a prescindere dal risultato, ogni esperienza dovrebbe essere vissuta come miglioramento del proprio essere e quindi della propria vita.
Le esperienze, anche quelle che tramutiamo in sfida, non devono essere sempre vincenti!
La chiave è l’atteggiamento che deve essere vincente, cioè tale per cui la persona senta di aver dato il meglio di sé. In questo modo vinciamo comunque, imparando dai propri errori e migliorando noi stessi anche senza portare sempre una coppa a casa.
Csikszentmihalyi sostiene che per avere un’esperienza ottimale si deve raggiungere un flusso continuo, attraverso il completo assorbimento dell’attenzione nel compito che si sta svolgendo.
Si ha il senso che le proprie abilità siano sufficienti a far fronte alle sfide dirette verso l’obiettivo a portata di mano e il azione associate forniscono indicazioni chiare su come si sta andando. La concentrazione è così intensa che non c’è spazio per in pensare a nulla di irrilevante o di cui preoccuparsi dei problemi. La coscienza di sé scompare, e il senso del tempo diventa distorto. Un’attività che produce tali esperienze è così gratificante che le persone sono disposte a farla per essa stessa, con scarsa preoccupazione per quello che risulterà, anche quando è difficile o pericolosa.
Csikszentmihalyi, 1991
Generalmente questa sensazione è facile da ottenere con compiti o attività molto stimolanti, ma può diventare difficile ottenerla in mancanza di stimolazioni o quando sono presenti delle distrazioni. In questi casi è necessario uno sforzo volontario per mantenere elevata l’attenzione annullando l’Ego.
Nello stato di Flow, gli individui esprimo un elevato controllo su quello che stanno facendo e le loro reazioni automaticamente vanno in armonia con i cambiamenti e le esigenze del compito, fino nei minimi dettagli.
Eliminando la tensione emotiva, l’ispirazione fluisce, si raggiunge una leggera estasi e il cervello è tranquillo perché stimoli ed inibizioni sono in accordo con la necessità del momento. L’estasi deriva dalla concentrazione (la meditazione è un valido supporto) che è la condizione base per lo stato di Flow.
Quando siamo immersi in un’attività che dimostra tutto il nostro talento allora è possibile che si manifesti il flow. Con il perfezionamento dell’abilità crescerà anche il Flow.
Chi raggiunge risultati straordinari ha sviluppato uno dei talenti più preziosi: motivare se stesso e gli altri! Ma qual è la scintilla che accende la motivazione e quale la benzina che alimenta la fiamma? Il motore della motivazione è sempre uno: l’emozione. Più impariamo a conoscere le nostre emozioni, ad osservarle, accettarle e gestirle e più saremo padroni di noi stessi.
Il flow nello sport sta assumendo sempre più rilevanza e stupisce come negli sportivi sia così sviluppata la capacità di auto-motivarsi e di sopportare durissimi programmi di studio e allenamento.
Un punto fondamentale dello stato di “flusso” risulta essere la motivazione intrinseca del soggetto che agisce proprio per il piacere stesso di svolgere l’azione e non per ciò che può ottenere.
Il flusso e tutti gli stati positivi che ne derivano sono anche caratteristiche chiave del buon leader e del grande manager. Il flusso per i manager consente di basare il rapporto lavorativo su motivazioni interiori e non su obblighi esterni con un elevato aumento dei risultati. La cosa dovrebbe far riflettere i manager sempre arrabbiati e che fanno dell’orientamento al risultato fine a se stesso il motivo della loro esistenza, se spostassero la loro attenzione sul piacere di fare quel che si fa avrebbero dei risultati molto migliori!
Riepilogando, per favorire lo stato di flusso è importante:
- possedere curiosità
- rilassarsi preventivamente
- essere tenaci e persistenti
- alimentare la nostra naturale inclinazione alla speranza
- non concentrarsi su se stessi, ma su quello che si fa annullando l’Ego
- impegnarsi al massimo
- conoscere i propri limiti, per non imporsi sfide impossibili
- mantenere un atteggiamento vincente, sapendo di aver dato il meglio di sé, senza voler vincere per forza
- lasciare che il compito assorba la nostra attenzione, eliminando altri pensieri e preoccupazioni
- eliminare la tensione emotiva, le ansie e lo stress
- motivare se stessi e gli altri
- ascoltare le emozioni, osservandole, accettandole e gestendole
- assaporare il piacere di quello che si fa
Cosa blocca il flusso
Più saremo concentrati su noi stessi e sul pensiero di entrare in uno stato di Flow e più difficile sarà riuscire a raggiungere lo scopo, infatti, per definizione non si può entrare volontariamente nello stato di flusso. Cercare di auto-osservarsi per comprendere se si stia entrando nello stato di flow rischia di generare l’effetto opposto, perché distrae dal compito originale.
Il flusso deve poter scorre da solo libero, partendo dal profondo di noi stessi; se vi sono le condizioni giuste verrà da solo.
La mancanza di autocontrollo sulle emozioni, un elevato livello di ansia, preoccupazioni esterne, cattivo umore ed eccessiva tensione al risultato, sono tutti elementi nocivi.
Le condizioni che ostacolano il flow sono quindi riassumibili in:
- un livello di ansia elevato
- la mancanza di autocontrollo
- un’alta emotività
- preoccupazioni di diverso tipo
- il cattivo umore
- un’elevata preoccupazione per le motivazioni ed i giudizi esterni
- la mancanza di concentrazione e motivazione
- la mancanza di convinzione nei propri mezzi
Spesso basta spostare il focus della motivazione portandolo da esterno a interno per cambiare molti degli atteggiamenti negativi elencati.
Anche se non è facile sperimentare questo stato, la cosa bella è che si tratta di una condizione che tutti noi conosciamo molto bene e che abbiamo provato più volte nella nostra vita. Questo dovrebbe fornirci la spinta e la convinzione giuste per andare avanti e per convincerci che per tutti è possibile provare il flow.
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