Quali facoltà garantiscono una maggiore remunerazione

salario-universitaOltre a quanto descritto nell’articolo “Cosa fare dopo le superiori“, potrebbero esserti di aiuto alcune analisi sugli indirizzi di studio che garantiscono un ingresso più facile nel mondo del lavoro, oppure di quelli più remunerativi dopo un anno dall’ingresso nel mondo del lavoro.
Anche se la scelta della facoltà universitaria non deve essere fatta solamente in base ai criteri di impiego o di guadagno, abbiamo ritenuto comunque utili queste analisi estrapolate dai vari rapporti occupazionali nazionali ed internazionali (fonti: La Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc.) perché è importante valutare anche la effettiva spendibilità del titolo di studio che si intende conseguire.


In questo articolo non vogliamo però esporre dati statistici, reperibili dai rapporti degli istituti del settore, come ad esempio Almalaurea (consorzio che raggruppa 64 università italiane) che provano a dare un peso alle varie scelte universitarie in base alle prospettive di carriera che esse offrono, al potere d’acquisto dei loro laureati e alle loro migliori retribuzioni, ma fornirti un ulteriore parametro di valutazione, particolarmente di aiuto per gli indecisi.
Per prima cosa è doveroso ricordare che non tutte le lauree sono uguali, esistono indirizzi di studio che permettono di trovare un impiego più facilmente di altri, altri che garantiscono redditi maggiori nel breve e medio termine.
Altri ancora che purtroppo non offrono grandi possibilità di impiego e richiedono di arrangiarsi con quello che si trova.
Partiamo anche dalla considerazione che nell’arco della vita lavorativa la laurea rappresenta ancora un grande investimento contro la disoccupazione e che il salario di ingresso  per un laureato è mediamente superiore del 30% di quello di un diplomato (a parità di lavoro).
Infatti, tra i disoccupati italiani under 29 (circa il 30%) i laureati hanno un tasso d’impiego maggiore rispetto ai diplomati (+ 13%). Inoltre, dopo 5 anni dalla laurea, l’occupazione è per tutti vicina al 90%.
Così abbiamo provato a dare delle risposte alle tipiche domande di chi deve scegliere l’indirizzo di studio:
Guadagna di più un Ingegnere o un Medico?
Quanto guadagna un laureato in Agraria?
Trova lavoro più facilmente un laureato in Ingegneria o uno in Giurisprudenza o in Lettere ?

Partiamo dall’analisi remunerativa.

Negli ultimi anni, Economia ed Ingegneria si confermano le lauree più remunerative sia nel breve che nel lungo periodo.
Il guadagno medio di un laureato in Ingegneria, dopo un anno dal primo impiego, è di 1.500 € netti mensili, poco diverso dai 1.400 € dei laureati in Medicina.
I laureati in Agraria dichiarano guadagni medi di 1.000 € mensili, similmente ai laureati negli ambiti Letterari e in Architettura, che dichiarano 900 €.
Sicuramente molto diversa la situazione dei laureati in Giurisprudenza e in Psicologia con 850 € e di quelli nelle discipline della Formazione con soli 750 €. Va però detto che negli ultimi anni quest’ultimi accusano un calo dello stipendio minore rispetto agli altri.
Inoltre, anche i guadagni nel medio e lungo periodo sono molto diversi.
Ad esempio, i laureati in Ingegneria o in Economia dopo 15–20 anni guadagnano mediamente 25.000–30.000 € lordi annui in più rispetto a chi si è laureato in facoltà Umanistiche.

Vediamo ora l’analisi di impiego.

I ricercatori assicurano che la scelta migliore sia Ingegneria (a tre anni dal titolo accademico più di 8 ingegneri su 10 sono occupati in maniera continuativa).
La situazione è sicuramente migliore di quelli laureati in Giurisprudenza, in Scienze della Formazione o in Scienze Sociali (4 su 10 di trovano una occupazione continuativa entro i 3 anni), ma è migliore anche  di quella dei laureati in Economia Aziendale, Architettura, Odontoiatria o Farmacia (6 possibilità su 10 di trovare una occupazione continuativa).
Molti laureati in queste facoltà rimangono disoccupati per un lungo periodo e alla fine si adattano a fare altri lavori.
Va evidenziata anche la buona situazione dei laureati nel settore Medico ed in Agraria dove a 3 anni dalla laurea sono occupati quasi la totalità dei i laureati.

Inoltre, dall’analisi è emerso che negli ultimi anni (dal 2010) la situazione occupazionale è peggiorata per tutti ma in modo particolare per i laureati nelle discipline Economico-Statistiche (-7%), Politico-Sociali (-8%) e Letterarie (-9%).

Analizziamo infine qualche dato Istat.

Come si diceva sopra, dopo 3 anni dalla laurea l’80% dei laureati delle facoltà di Ingegneria svolge un lavoro continuativo, il 10% ha un posto precario e solo il 5% cerca un lavoro.
Nella situazione opposta si trovano i laureati dell’area Giuridica, Letteraria e Politico-Sociale, per i quali solo il 40% ha un impiego continuativo, il 15% lavora ma in maniera discontinua o precaria e il 25% è alla ricerca di un lavoro.
Molto simile la situazione per le facoltà Letterarie, dove il 50% ha un impiego stabile e il 20% cerca lavoro.
Va però evidenziato che i bassi tassi di occupazione per i laureati dell’area Giuridica e Medica sono dovuti anche ai percorsi post-laurea che impegnano i neolaureati nelle scuole di specializzazione o nel praticantato (circa il 50%), anche 3 anni dopo il conseguimento della laurea.

Relativamente alle lauree triennali, i migliori riscontri occupazionali si trovano tra i laureati nelle professioni Infermieristiche ed Ostetriche (7 su 10 hanno un impiego stabile).
Come ampiamente discusso nell’articolo correlato “Cosa fare dopo le superiori” la scelta universitaria deve essere affidata ad un metodo e non solo alle considerazioni di impiego o retributive, quindi questo articolo vuole solo fare una panoramica su cosa è successo o cosa succede ai neolaureati nelle varie discipline. Naturalmente ogni storia è personale e il futuro riserverà sicuramente a ciascuno di noi delle sorprese.

Un grande in bocca al lupo !!
Se vuoi approfondire altri argomenti relativi allo studio universitario puoi anche leggere ” Come scegliere la facoltà universitaria “, oppure se hai già fatto la tua scelta ti può essere di grande aiuto sapere se è meglio frequentare le lezioni e preparare più esami contemporaneamente.

Inoltre, se hai necessità di un confronto, di un parere o di qualche consiglio basato sulla nostra esperienza, puoi scriverci e saremo ben lieti e contenti di poterti aiutare. Ciao.

 


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60 thoughts on “Quali facoltà garantiscono una maggiore remunerazione

  1. vorrei delle informazioni sulla laurea in Fisica. Quali sono gli sbocchi occupazionali? Vorrei studiare a Cagliari, mi sapete dire se la facoltà è buona?

  2. Ciao Stefano, se vuoi dei dati specifici per la laurea in fisica e per l’ateneo puoi cercare su siti dedicati come Almalaurea.
    Ad ogni modo noi ti possiamo dire che oltre al settore della ricerca pura o dell’insegnamento, oggi ci sono anche aziende manufatturiere che iniziano a cercare laureati in fisica da poter inserire nel R&D oppure a sostegno dell’area tecnica, per avere punti di vista diversi sui processi produttivi. Comunque rimane una laurea molto settoriale e specifica.
    G&V

      1. Chimica industriale, un po’ come le altre facoltà scientifiche, e’ una facoltà che permette di ottenere buone remunerazioni, soprattutto nell’ambito aziendale e in particolare in quello farmaceutico.
        Un saluto da G&V.

  3. Salve,
    vorrei avere un vostro parere riguardo un mio dubbio, sono indeciso tra le facoltà di architettura e informatica, avendo finito la scuola di geometri il mio intento era quello di andare a fare scienze dell’archittetura, ma avendo sentito molti pareri, tra cui quelli dei miei genitori e anche di amici o conoscenti che a loro volta avevano avuto esperienza nel campo dell’edilizia, mi è stato detto che gli architetti fanno davvero molta fatica a trovare un impiego mentre per quanto riguarda gli informatici, ora è un periodo in cui ce n’è molta richiesta, data la forte crescita del settore tecnologico.
    Non riesco a prendere una decisione, perche so che da una parte andrei a fare quello per cui sono piu portato e che quindi mi appassiona di più avendo così magari un migliore rendimento nello studio e più soddisfazione personale(parlo di architettura) ma meno sicurezza nel postlaurea mentre dall’altra parte una situazione quasi opposta, dove magari si una volta laureato avrò molte piu possibilità, ma nel percorso di studi troverò molti ostacoli maggiormente insuperabili dato il basso interesse di alcune materie(parlando di informatica).
    Scusate il monologo!! 🙂
    PS: abito nelle marche, e la mia intenzione era di scegliere l’UNI di Camerino che non mi è molto distante, solo che la facoltà di architettura si trova ad Ascoli e informatica a Camerino.

  4. Ciao, vorrei sapere se secondo voi conviene laurearsi in scienze ambientali data la scarsa possibilità occupazionale. e se per caso alcuni sbocchi professionali alternativi e più retribuiti sempre nell’ambito ecologico-ambientale

  5. Ciao potreste dirmi qualcosa di più sulla laurea in psicologia? In molti me la sconsigliano dato che i posti di lavoro sono pochissimi e tanti mi hanno consigliato professioni sanitarie..

    1. Ciao Doriana, come avrai certamente capito leggendo i nostri articoli, il nostro scopo e la nostra filosofia non è fornire indicazioni dettagliate sui vari corsi di laurea o valutarne le caratteristiche, ma fornire metodi per fare la migliore scelta, in base alle proprie attitudini, passioni, paure, aspettative di impiego e di remunerazione. Inoltre facciamo delle considerazioni che sono valide in questo momento storico, ma non è assolutamente detto che non possano variare nel tempo.
      Quindi siamo spiacenti, ma per avere delle risposte precise e utili ti consigliamo di cercare nei siti o nelle segreterie delle varie Università o comunque nei siti dove si analizzano i vantaggi e i limiti delle varie facoltà.
      Altro consiglio utile è di contattare persone che hanno fatto questa scelta, magari anche dei professionisti, sicuramente hanno le migliori informazioni e consigli. G&V.

  6. Ciao, volevo sapere se secondo te dopo la laurea triennale in lingue che sto per conseguire mi conviene fare i due anni di specialistica in tourism management o traduzione e interpretariato.Soprattutto per quanto riguarda l’ambito estero visto che mi trasferiró in Uk.Premetto che le lingue, culture e il viaggiare sono sempre stati la mia passione ma quale dei due ora come ora rende di più e assicura un posto di lavoro redditizio al giorno d’oggi?

    1. Ciao Any, la decisione va presa non tanto in base al futuro guadagno ( dipende da molti fattori, anche esterni a te ) quanto in funzione di come vorrai vivere e del ruolo che vuoi dare al lavoro. Significa che se privilegi una vita di movimento, di spostamenti, di scoperte e di esperienze, allora un lavoro nell’ambito del turismo ti offrirà sicuramente più occasioni e possibilità.
      Da considerare anche che specializzazioni nel management possono essere spese anche in molti altri ambiti aziendali.
      Se invece preferisci una vita più ‘casalinga’, con meno possibilità e occasioni di spostamento, magari anche un lavoro che puoi svolgere da casa, allora specializzarsi nelle traduzioni rappresenta la scelta migliore.
      Vogliamo però aggiungere che qualsiasi scelta non è mai assoluta, nel senso che anche durante il percorso lavorativo si può cambiare direzione, orientandosi verso esperienze di altro tipo. G&V.

  7. Ciao, volevo sapere quali sono le facoltà scientifiche più convenienti per quanto riguarda un lavoro per il futuro? A me piacerebbe fare astronomia, ma nonostante sia una bellissima facoltà capisco che sarebbe molto difficile trovarere un’occupazione in quel campo, ho pensato anche a Scienze biologiche, Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura, quelle che ho elencato sono convenienti? Se no quali sono le più consigliate sempre riguardo all’ambito Scentifico naturale? Ringrazio in anticipo

    1. Ciao Christian, considerando il periodo in cui viviamo e anche il prossimo futuro, ci sentiamo di dire che qualsiasi facoltà nell’ambito delle Scienze naturali o comunque dell’ambiente potrà garantire maggiori possibilità occupazionali rispetto ad Astronomia o affini. Un saluto G&V.

  8. Buongiorno, ho 21 anni e studio Giurisprudenza. Quest’anno dovrei essere al terzo ma sono molto indietro con le materie e lo studio non è mai andato bene con questa facoltà. Premetto che studio in casa, e non godo dell’indipendenza e della serenità che necessito. Da quando mi sono iscritta all’uni non ho avuto grandi soddisfazioni per quello che studiavo, anche quando mi son data delle materie. Sto pensando seriamente di lasciare questa facoltà e intraprendere o lettere (i libri sono il mio pane) o lingue e letterature straniere. Chiedo aiuto!!

    1. Buongiorno Viviana, dai pochi elementi che ci fornisci possiamo capire che lo studio di Giurisprudenza non rientra nelle tue corde in quanto non provi alcuna passione per queste materie, con la conseguenza di fare molta fatica e anche di non provare la giusta soddisfazione e gioia nel superamento degli esami. Se è realmente così, il nostro primo consiglio è di abbandonare questa facoltà e di cercare qualcos’altro che rientri nelle tue passioni e nelle tue aspirazioni.
      Ora, se queste alternative a Giurisprudenza sono Lettere o Lingue lo devi capire tu cercando di approfondire quale potrebbe essere il tuo futuro lavorativo nell’applicazione di questi insegnamenti. Quindi segui il metodo che abbiamo descritto nel nostro articolo, con lo scopo di individuare cosa realmente ti piace fare e di provare a visualizzare la tua vita nella professione che ti stai immaginando. Un saluto dal team G&V.

  9. Salve sono Daniel ho 19 anni , studio ancora alle superiori con titolo di studi Relazioni internazionali… Sono un ragazzo con molta voglia di guadagnare quel che serve nella vita e la mia domanda oggi è: Che consiglio può darmi riguardo il fine anno scolastico? Non sono amante di studio, ma non mi sono mai tirato dietro a nulla… Tantomeno al lavoro che sin da piu piccolo svolgo nel periodo estivo .
    Un altra domanda che le chiedo é: Quale università scegliere con questo titolo e che sbocchi di lavoro posso avere? ( GRAZIE in anticipo)

    1. Salve Daniel, dai pochi elementi che ci hai fornito sembra che tu sia più intenzionato ad entrare nel mondo del lavoro piuttosto che proseguire gli studi.
      Noi ti sconsigliamo di scegliere l’Università sulla base degli studi che stai completando, ma siamo convinti che la facoltà vada scelta in base alle proprie aspirazioni e ambizioni. Ora, se tu non hai una passione ed un interesse specifico, non sei orientato verso una precisa professione e non sei nemmeno particolarmente attratto dallo studio, allora puoi valutare concretamente di intraprendere una professione.
      In bocca al lupo da G&V.

  10. salve, sono un ragazzo di 27 putroppo essendosi diplomato in uno scientifico e avendo sospeso ormai 3 anni fa l’università non riesco a trovare lavoro. Siccome volevo iscrivermi ad ingegnieria informatica avendo genitori in quell’ambito e comunque essendo portato per materie matematiche. Io probabilmente prenderò la laurea a 30 anni, posso aspirare ad un lavoro??

    1. Salve Jacopo, se la tua passione è l’informatica non possiamo che dirti di seguirla, che poi sia Ingegneria o altro non fa moltissima differenza. Se però lo fai solo per seguire le orme dei tuoi genitori, lascia stare!
      Se invece stai pensando a come aumentare le possibilità di trovare un lavoro, non è necessario conseguire la laurea ma puoi optare per corsi molto più brevi e mirati. Ce ne sono moltissimi, anche in ambito informatico, statistico, ecc.
      Un saluto dal team G&V.

  11. Ho 40 anni sono laureato in giurisprudenza non posso più stare nello studio legale poiché non c’è spazio e prendono altri praticanti più giovani che laurea è più adatta per lavorare e trovare un posto sicuro e ben pagato.
    Cordialmente

    1. Salve Marco, lavorare in proprio garantisce sicuramente dei guadagni maggiori e ormai non si può più parlare di lavoro sicuro in nessun settore.
      Detto ciò, dovresti innanzitutto capire se non puoi aprire un tuo studio avvocatorile, piuttosto che lavorare in una azienda, non solo come avvocato ma anche nelle risorse umane o negli acquisti, ecc.
      Oltre a questo, ci sono altre professioni che permettono la libera professione come ad esempio Architettura, Medicina o Ingegneria.
      Un saluto da G&V.

    1. Salve Adam, Management d’impresa e’ sicuramente un valido indirizzo di studi che prepara al mondo del lavoro, pertanto le opportunità che si potranno presentare sono interessanti.
      Naturalmente questa scelta presuppone un interesse verso le aziende e quindi, in un certo modo, l’allontanamento dalla libera professione.
      G&V team.

  12. Salve, ho 37 anni e sin da ragazzo il mio sogno è stato quello di conseguire una laurea, ho una grande passione nella vita che è quella della filosofia orientale e della mente, parlo molto bene il francese e inglese e me la cavo con lo spagnolo, avendo avuto una lunga esperienza nelle capitali, vorrei capire cosa scegliere e cosa puo darmi una sicurezza di guadagno.
    Se scegliere filosofia, lingue o qualcosa che tratta un po queste materie ?
    La ringrazio.

    1. Salve Ciro, considerando che conosci già diverse lingue ci vien da pensare che tu ci sia anche portato, pertanto prendi in seria considerazione la possibilità di studiare Lingue, in modo da diventare un vero poliglotta che le aziende potrebbero ambire di avere nel loro organico.
      In questo caso dovresti scegliere ” lingue che oggi sono ricercate “, come il russo e il cinese.
      Se invece non ti piacciono le lingue, la sola laurea in Filosofia non ti aprirebbe molte altre porte. Quindi, se filosofia non rappresenta una tua vera grande passione, il nostro consiglio è di orientarti verso qualcosa di diverso, qualcosa di ben definito, non una via di mezzo.
      Un saluto dal team G&V.

  13. Buongiorno,
    sono un ragazzo che ha da poco finito gli studi e ha conseguito il diploma di ragioniere all’indirizzo di amministrazione finanza e marketing.. ora ho il grande dubbio che hanno tutti finita la maturità.. iniziare a lavorare o continuare gli studi e in quale università? premesso che come lavoro sono uno più da ufficio da vestirsi bene da scrivania diciamo se non dovessi continuare gli studi.. alcune agenzie di assicurazioni mi hanno chiesto di provare ad iniziare li ma ci sarà uno stipendio fisso basso e variabile in base ai contratti che farai..oppure come segretario per cominciare non mi dipiacerebbe ma non per tutta la vita.. sono uno molto ambizioso che non mira a stare sempre allo stesso livello… mentre per l università io avevo pensato a fisioterapia per la durata di 3 anni e per la retribuzione lavorativa che puo dare senza eccessivi sforzi e facendo anche del bene magari anche a me stesso se dovessi farmi male facendo sport.. solo che bisogna passare un esame perche è a numero chiuso… altrimenti continuare gli studi di economia, mi piace molto e sono interessato agli argomenti sul guadagno sull investire e sull ‘immagine o brand di un qualcosa, il broker sarebbe l’ideale, mi affascinano molto queste cose, però non saprei cosa fare e come.. sennò è interessante anche l’informatica, mi piace lavorare con la tecnologia ed è anche un buon sboco lavorativo.. vorrei qualche consiglio o informazione se potete
    grazie in anticipo
    Erik Zunino

    1. Buongiorno Erik, hai fatto riferimento a varie possibilità anche molto diverse tra loro. Da questo deduciamo che come prima cosa devi fare uno sforzo e capire cosa ti piace veramente, cosa si avvicina di più alle tue passioni, cosa è in grado di emozionarti.
      Devi necessariamente fare questo prima di decidere e fallo cercando di immaginarti, di immedesimarti, di visualizzarti in quella cosa, sia che si tratti di una professione che richiede lo studio, sia che possa essere praticata subito.
      Inoltre, prova a vedere che tipo di vita queste professioni ti permetterebbero o ti richiederebbero di fare e vedi se ti potrebbe piacere.
      Escludi tutte quelle che ti annoierebbero, che ti sembrerebbero troppo lontane dalla tua idea di vita.
      Solo alla fine di questa analisi introspettiva decidi.
      In bocca al lupo da G&V.

    1. Salve Nicolò, le possibilità di impiego di un designer di interni sono molteplici, anche senza considerare la libera professione e la consulenza.
      Per quanto concerne la possibile remunerazione, può essere considerata mediamente alta, soprattutto se si tiene conto delle diverse opzioni possibili.
      Un possibile percorso di studi e’ Architettura, oltre che i vari corsi specialistici.
      Un saluto da G&V.

    1. Salve Giorgio, noi non siamo i più qualificati per darti questa risposta, però possiamo fare assieme un ragionamento.
      Ingegneria in genere offre grandi possibilità lavorative, la specializzazione aerospaziale può essere spesa bene solo in ambiti molto specifici, generalmente ma non necessariamente stranieri. Significa che riteniamo non avrai difficoltà ad inserirti nel mondo del lavoro con questa laurea ma se vuoi lavorare solo nel campo aerospaziale sarà un po’più complicato.
      Nell’ambito privato la remunerazione è buona, mentre in quello pubblico dipende molto da dove lavorerai.
      Un saluto da G&V.

    1. Salve Daniele, come abbiamo avuto già modo di dire, la professione che verrà fatta dopo gli studi universitari non è necessariamente strettamente legata al percorso di studi intrapreso.
      Con questo intendiamo dire che se vuoi assolutamente occuparti di ciò che hai studiato, ovviamente dovrai esercitare professioni molto legate al tipo di laurea conseguita. Ma se ampli le tue vedute e cerchi punti di vista diversi, allora capisci che la tua laurea potrà essere usata come una sorta di palestra in cui hai allenato la tua mente ad essere più aperta, più ricettiva e più elastica, ma avrai anche acquisito conoscenze di base utili e fondamentali per costruire connessioni e ragionamenti, metodi e schemi utilissimi per esercitare anche professioni diverse.
      Quindi filosofia è spendibile anche nell’ambito delle risorse umane, delle assicurazioni, della formazione e consulenza aziendale. Un saluto da G&V.

  14. Salve, studio ing meccanica e questo secondo anno di studi mi ha confuso un po le idee. Vorrei passare a ing gestionale perché le materie che studio le sento un po distanti da me e volevo sapere se anche gestionale offre buone opportunita di lavoro e di remunerazione come si sente dire riguardo meccanica.

    1. Salve Antonio, come abbiamo già avuto modo di approfondire, la specializzazione della facoltà ha più valenza per le proprie preferenze e attitudini che per la futura professione.
      Detto ciò, nel tuo caso specifico, Ingegneria Gestionale offre molte possibilità in ambito aziendale ed organizzativo, ma naturalmente non permette di fare professioni specifiche, come ad esempio la libera professione nella progettazione meccanica.
      Questo per farti capire che, in questo caso, la scelta dipende più da cosa ti piace fare che dalle possibilità di impiego, come peraltro hai già indicato tu stesso. Pertanto, non ti preoccupare delle possibilità che Gestionale ti offre rispetto a Meccanica. Un saluto dal team G&V.

  15. Ciao come vedi pur essendo ferragosto sono qui a pormi mille domande sul mio futuro. Ho appena terminato la triennale in economia aziendale e non so se continuare gli studi. Sono dell opinione che le cose vanno fatte al meglio,soprattutto un ipotetica specializzazione o master. Durante gli studi ho riscontrato maggiore interesse per gli esami giuridici (diritto del lavoro, diritto commerciale) ma avendo 25 anni, se decidessi di continuare (in cosa ne lo so tra l altro) ho paura di iniziare poi ad avere una mia stabilità dopo i trenta anni. Durante il mio percorso universitario ho anche lavorato (Animazione per bambini privata), comportando un rallentamento. Pur amando il mio lavoro non investirei come prima attività. Cosa mi consigli? Grazie mille e buon ferragosto

    1. Ciao Mattia, hai ragione nel dire che le cose quando si fanno vanno fatte bene, quindi proseguire gli studi tanto per fare sarebbe un errore.
      Ora la vera questione non è se continuare a studiare ma cosa vuoi fare come professione. Soltanto quando darai una risposta a questa domanda potrai capire qual’e’ la scelta migliore, e in questo caso l’eventuale eta’ non ha tanta rilevanza. Pero’, se deciderai di continuare gli studi, concentrati solo su questo, non disperdere le energie in altre attività, a meno che tu non abbia delle necessità economiche reali.
      Un saluto da G&V.

  16. Buonasera,
    é quasi settembre e io sono ancora indecisa su cosa frequentare.
    Sono entrata a economia con il test di aprile e in settembre proverò il test per architettura.
    Da quanto ho letto offrono buone prospettive entrambe quindi dovrei scegliere quello che mi piace di più: solo che mi pare non ci sia niente che mi piaccia!
    Economia è sempre stata una seconda scelta, la reputo noiosa.
    Architettura mi entusiasma la storia dell’arte e la possibilità di mettere un po’ di creatività in quello che faccio..
    Adesso che dovrei studiare per il test sto andando in crisi: mi fa arrabbiare il disegno se non viene perfetto e sto cercando qualsiasi scusa pur di giustificarmi se dovesse andare male il test pensando che forse economia è più adatta a me.
    Inoltre mi sto rendendo conto che mi manca la motivazione, come se facessi l’università solo perché esco dal liceo e senza sarei un inutile peso.
    Cosa dovrei scegliere? architettura o economia?

    1. Buongiorno Nadia, non ci fornisci molte informazioni per darti un indirizzo, ma possiamo aiutarti dicendoti che la scelta non la devi fare solo sulla base di una materia da studiare. Significa che se ti piace la creatività, l’arte, la tecnologia, allora Economia non è la migliore scelta.
      Viceversa, se ti piace il rigore, la precisione e i numeri, allora Architettura non ti permetterebbe di esprimerti al meglio.
      Certamente il disegno è fondamentale per Architettura, così come lo è matematica per Economia. Se non ti piacciono e provi repulsione, allora non sarai un bravo Architetto o un bravo Commercialista.
      Quindi capisci le tue passioni, le tue inclinazioni, i tuoi punti di forza e fai riferimento solo a questi per fare la tua scelta.
      In bocca al lupo da G&V.

  17. Buonasera! Sono una studentessa all’ultimo anno di liceo (scienze umane opzione economico-sociale con francese e inglese) e sono indecisa sulla facoltà.. Non so se frequentare la CIELS di Padova (laurea triennale in mediazione linguistica con indirizzo criminologico) e fare la magistrale anche se nella magistrale non potrò continuare il percorso criminologico ma dovrò continuare con le lingue che comunque mi piacciono oppure “sociologia e criminologia” a Chieti o provare a fare i 5 anni di psicologia e fare un master in criminologia dopo..
    Farei “sociologia e criminologia”..ma so che non é un settore molto richiesto e non vorrei sprecare 5 anni in una facoltà sbagliata. Lei cosa mi consiglia?

    1. Buongiorno V., senza entrare nel merito specifico che differenzia le tre opzioni, proviamo a fare assieme questo ragionamento.
      Una laurea magistrale e successivo master rappresentano sicuramente un buon investimento per il proprio futuro, per contro richiedono un notevole impegno di studio, di tempo ed anche economico. Questo investimento si ripaga sicuramente se la tua vera passione e’ Criminologia e diventerà la tua professione.
      Una laurea triennale e successiva magistrale e’ un po’ la strada più semplice da percorrere, con i limiti da te indicati circa la mancanza dell’approfondimento criminologico nel biennio. Ma è anche quella che ti permette di capire, strada facendo, se è ciò che ti piace e che stai cercando, e ti dà la possibilità di modificare eventualmente la tua scelta.
      La magistrale in Sociologia e Criminologia si collocherebbe nel mezzo delle due precedenti possibilità.
      Secondo noi non ha senso che in questo momento ti ponga dei dubbi sulla probabile bassa richiesta del settore, se criminologia è la tua passione e sarà la professione che desideri fare.
      Se invece così non fosse e ti senti più portata per le lingue e le professioni correlate, beh la tua prima opzione sarebbe quella migliore.
      Quindi, prima capisci cosa ti piacerebbe veramente fare; se Lingue noi ti consigliamo la prima opzione, se Criminologia ti consigliamo la magistrale.
      In bocca al lupo da G&V.

  18. Salve, vorrei un consiglio riguardo la mia situazione. Sono al 2 anno fuori corso di ingegneria e vorrei lasciare perché ho capito che questa non è la mia strada, il problema è che ho quasi 25 anni, avrei studiato volentieri qualcosa di meno complesso. È tardi per cambiare tutto?

    1. Salve Luigi, per poterti dare un consiglio veramente utile avremmo bisogno di sapere quanti esami ti mancano perché questo fa la vera differenza.
      Il fatto che tu sia fuori corso da 2 anni ci fa capire che stai incontrando delle difficoltà nel tuo percorso di studi, ma essere ancora lì dopo 7 anni ci fa anche pensare che sai perseverare, e questa non è una caratteristica scontata.
      Noi siamo più per l’idea di portare a termine gli impegni presi, ma solo se vi sono delle reali e concrete possibilità di riuscita, altrimenti va rivista la scelta. Naturalmente la differenza la fa motivazione che ti ha spinto a studiare Ingegneria, se essa è forte, il fatto di rinunciarvi avrebbe un po’ l’aria di una sconfitta, cosa che non è mai facile da digerire.
      Quindi ti consigliamo di non porre tanto l’attenzione al fatto che sia troppo tardi per cambiare ma piuttosto a cosa ti ha spinto a fare Ingegneria e cosa ora è cambiato.
      Un saluto dal team G&V.

  19. Vi seguo da tempo e vi vorrei fare i complimenti per il blog che è per me uno spazio dove poter trovare contenuti molto interessanti!
    Sono all’inizio del secondo anno di disegno industriale e dopo il primo anno mi ritrovo a trarre le conclusioni: premetto che a me piace la teconologia, l’innovazione e sin da bambino ero “smanettote” con tutto cio che mi capitava in mano di elettronico, smontavo e cercavo di capire come funzionava ogni cosa. da adolescente mi cimentavo a fare prototipi di cellulari, erano gli anni in cui uscivano prodotti cellulari e non di design vari molto accattivanti. Successivamente con il liceo scientifico ho imparato la matematica e la fisica, matematica mi ipaceva di meno della fisica ma ci sono sempre riuscito, bastava applicarmi. con l’esperienza di questo anno di disegno industriale ho capito che questo corso di laurea è molto centrato sul disegno e prototipazione, e poco a che fare con il funzionamento degli oggetti. Mi balenava l’idea di trasferirmi a ingegneria elettronica, data la possibilità (dopo la triennale) di fare anche la magistrale in design del prodotto o comunque qualsiasi altro campo dell’elettronica che non disdegno, mentre con disegno industriale sarei costretto a fare solo design del prodotto o grafica… Sicuro è un investimento ottenere un titolo da ingegnere, ma perderei questo anno in cui ho fatto 7 esami su 7, in piu ingegneria mi apre piu strade, cosa che DI non permette. Considerando che ho 22 anni e gia lavoro full time in aeroporto ( ma penso di licenziarmi per avere piu tempo utile da investire ), cosa mi consigliate di fare? (sarei tentato ad andare a ingegneria, anche perchè come avete scritto voi è piu redditizia)
    grazie mille

    1. Ciao Lorenzo, i complimenti come i tuoi ci fanno molto piacere e ci danno forza, energia e motivazione per continuare ad impegnarci al massimo.
      Le tue considerazioni sono corrette, pertanto non vediamo elementi concreti per sconsigliarti l’iscrizione ad Ingegneria, anzi condividiamo le notevoli opportunità che essa ti potrà offrire.
      Un saluto da G&V.

      1. Vi ringrazio per la risposta, a distanza di tempo vorrei sapere un parere esterno da voi, in termini di spendibilità dei titoli e di gestione del tempo, vorrei sapere se il mio ragionamento abbia una base solida e che magari non stia dicendo delle assurdità; sono del 94 e sto all’inizio del secondo anno di disegno industriale come scrissi prima, nessun esame lasciato indietro e nel giro di due anni potrei prendere la laurea triennale. Sono più di due mesi che ho in mente l’idea di fare ingegneria elettronica, ma ho timore di perdere un anno di esami e un anno di sforzi che andrebbero vanificati.
        Secondo me (correggetemi se sbaglio) per il tipo di titolo che sto conseguendo (d.i.) penso sia importante anche l’università che eroga l’insegnamento (in questo caso sapienza, Roma) che non penso sia così eccelsa per design ( sono deluso dalla didattica, appunti inesistenti, troppa chiacchiera, esami di gruppo…)Per cui, da una parte farei il cambio pensando che potrei risparmiare due anni che mancano alla laurea (considerato il valore che penso non abbia), facendo subito quello che mi sento ora di fare senza perdere ulteriore tempo (finendo così 3+2 sperando a 27/28 anni) oppure per coerenza e per concludere un percorso che comunque avevo deciso di iniziare, e per laurearmi il prima possibile come spesso mi è stato suggerito, finisco questo corso (a 24 anni) facendo dopo Ingegneria. Secondo me, corregetemi se dico un’assurdità, se facessi quest’ultimo percorso avrò due titoli triennali (eventualmente dovrò fare una specialistica) ma non c’entrano quasi nulla! oppure un percorso 3+2 di un unica facoltà? secondo il mio istinto sento di arrivare troppo “vecchio” nel mondo del lavoro con la prima scelta. Vorrei che mi aiutaste a capire cosa è meglio fare ora che sono a metà percorso, aggiungo infine che non sono così attratto dalla grafica e dal fare il grafico, nemmeno fare solo design del prodotto. sono molto invogliato a fare ingegneria elettronica , cambio ora o dopo questa triennale? voi cosa consigliereste?
        grazie mille… sono molto confuso e spero di avere una chiara visione di quello che devo fare tramite i vostri preziosi consigli.
        Lorenzo

        1. Ciao Lorenzo, quello che ci stai chiedendo esula dal nostro articolo, ma ti posso illustrare il mio punto di vista.
          A mio avviso, conseguire queste 2 lauree triennali significa non avere una precisa preparazione professionale e aggiungere altri 2 anni di specialistica significa studiare minimo 8-9 anni.
          Quindi non ritengo che questa sia la migliore scelta. Se aggiungi una didattica lacunosa e una scarsa passione per il disegno, allora la scelta di Ingegneria risulta di gran lunga la migliore.
          Si è vero, perdi un anno ai fini della laurea ma lo investi parzialmente per quanto riguarda le materie che hai imparato e per il metodo di studio, quindi la perdita può essere considerata di soli 6 mesi.
          Questo è il mio punto di vista e quindi quello che farei io.
          Un saluto da Vittorio.

  20. Salve,vorrei sapere, se possibile, quante possibilità ho di trovare lavoro come Magistrato e quante ne ho come laureato in medicina e specializzato in un settore specifico, ho sempre avuto questo dubbio in mente e vorrei mi fosse chiarito

    1. Salve Antonio, non c’è una risposta univoca a questa domanda.
      Con riferimento alle posizioni disponibili, un Medico specializzato ne ha di più che un Magistrato, inoltre c’è anche la possibilità di fare la libera professione.
      Un saluto da G&V.

  21. Salve,vorrei un consiglio su cosa scegliere dopo il mio ultimo anno alle superiori in amministrazione,finanza e marketing.Ritengo molto interessante i corsi in infromatica pur non avendo scelto il triennio infromatico alle superiori,cosa mi consigliate?

    1. Salve Stefano, se l’informatica ti piace e ti senti portato, essa rappresenta sicuramente una buona scelta. Le aziende ricercano specialisti in informatica e la conseguente remunerazione è buona.
      Poiché è una scelta molto specifica e settoriale, la cosa più importante è che ti piaccia veramente e che tu ti senta portato per questa professione che non è proprio adatta a tutti.

  22. Salve, ho 20 anni, circa 2 anni fa ho conseguito la maturità classica, non avevo le idee molto chiare riguardo l’università, e ho provato su consiglio dei miei genitori i test di medicina a Settembre. Non essendomi preparata sufficientemente non ho superato i test. Ho deciso di iscrivermi a Giurisprudenza, ad un’università privata ed ho frequentato il primo anno. Da subito ho trovato il corso di studi molto noioso, ma essendo ”abituata” a studiare credevo che ce l’avrei fatta a dare gli esami. Ho dato il mio primo esame, Economia Politica e l’ho superato con un voto quasi eccellente. Tuttavia mi sono resa conto, studiando altre materie quali Filosofia del Diritto e Diritto Romano, di trovare molta difficoltà, tant’è che sono arrivata a Settembre di quest’anno avendo dato soltanto Economia degli 8 esami previsti. Ho deciso di lasciare Giurisprudenza e mi sono buttata su Medicina che era stata la mia prima scelta. Avendo studiato in un Liceo Classico ho pensato che avrei avuto maggiori difficoltà ad affrontare il corso di studi di Medicina e ho lasciato perdere. Ho fatto delle ricerche su internet, e basandomi su queste e sulla poca difficoltà che avevo avuto nel dare l’esame di Economia Politica ho scelto di prepararmi per i test di Febbraio di Economia Aziendale della Bocconi. Ora, io in Matematica al Liceo non ero un’eccellenza, quindi mi stanno sorgendo dei dubbi sia sulla facoltà, sia sul volerla fare fuori a Milano, o sul voler frequentare un’università pubblica del mio paese. Oltre tutto sono impaurita perchè ho perso 2 anni e ho paura per le possibilità lavorative che potrò avere dopo la laurea. Lei mi può darmi dei consigli riguardo la scelta della facoltà e soprattutto riguardo l’ambito lavorativo?

    1. Salve Giorgia, secondo noi ti stai focalizzando troppo sugli esami da sostenere invece che sulla professione a cui una data facoltà ti prepara.
      Quindi, non farti spaventare dagli esami ma focalizzati sulla preparazione che avrai al termine degli studi.
      Per capire se Giurisprudenza non fa per te, pensa alla professione che farai dopo gli studi, ad es. ti piace fare l’avvocato?
      Analogamente per Medicina o per Economia, nel fare il medico o il commercialista, ecc.
      Dal punto di vista delle possibilità lavorative, queste facoltà si equivalgono e tutte e 3 offrono la possibilità della libera professione.
      L’Universita’ fuori casa noi la consigliamo perché prepara di più alla vita, al lavoro di squadra ed alle relazioni, in particolare se si condivide l’appartamento con altri studenti.
      In conclusione, il nostro consiglio è di focalizzarti sulla professione che vorrai fare e sul tipo di vita che essa ti permetterà di fare, affrontando le paure ed i dubbi. Non fare l’errore di cambiare per evitare gli ostacoli che incontri, nella speranza di evitare i problemi, ma affrontali con determinazione e convinzione, sostieni le tue scelte. È la migliore preparazione alla vita! Un saluto da G&V.

  23. Ciao Vittorio, sono un militare in servizio e come ogni lavoro ci sono pro e contro. Ho deciso di scegliere l’università telematica per fare un punteggio all’interno Delle forze armate. Ma non nascondo anche l’idea che un domani una laurea potrebbe farmi cambiare lavoro uscendo dalle forze armate. Una sorta di piano B. Cosa ne pensi!?! E come piano B meglio una laurea in economia o sc.motorie!? Oppure non ha molto importanza perché sono entrambe telematiche!?

    1. Ciao Salvo, intelligente e lodevole pensare anche ad un piano B.
      Secondo noi non fa tanta differenza che tipo di Università fare quanto piuttosto quale facoltà.
      Il concetto principale che deve guidare la tua scelta è di fare ciò che ti piace, ciò he rientra nelle tue passioni.
      Non commettere l’errore di studiare tanto per avere una laurea che aumenti il tuo punteggio.
      Poiché devi impegnarti comunque e devi faticare per imparare, fallo per qualcosa che ti piace e che quindi ne valga la pena.
      Anzi, studiando ciò che ti piace ti sarà anche più facile oltre che divertente.
      Detto ciò, capisci cosa ti piace di più tra Scienze motorie ed Economia, cosa ti piacerebbe di più fare se quella fosse la tua professione.
      Un saluto da G&V.

  24. Buona sera, leggendo il vostro articolo, molto interessante, ho deciso di chiedere consiglio a degli esperti!! Sono indeciso tra la facoltà di fisioterapia, specializzandomi poi in osteopatia o
    comunque terapia manuale e Giurisprudenza, per poi fare l’avvocato..Non per sembrare banale, la passione c’è ovviamente, ma sarei interessato anche riguardo al lato economico e di occupazione dei rispettivi campi.. aspetto sue notizie grazie

    1. Buongiorno Matteo, partendo dal presupposto che tu abbia passione per entrambe le discipline ed analizzando la scelta dal solo punto di vista della possibile occupazione e remunerazione, possiamo fare assieme questo ragionamento.
      Essere un buon avvocato sicuramente garantisce il lavoro e un dignitoso stipendio ma per riuscire a distinguersi dagli altri serve veramente passione e determinazione. Va poi considerato il periodo di tirocinio, durante il quale si impara molto ma si guadagna molto meno.
      Inoltre la vera passione per questa professione non è facile da avere, anche perché richiede una buona dose di capacità di distacco dalle persone ma senza diventare cinici e freddi.
      Per quanto riguarda fisioterapia, la passione è più facile da individuare e se veramente c’è, diventare un buon o ottimo fisioterapista, in grado di distinguersi per la reale e concreta capacità di aiutare le persone ed entrare in sintonia con loro, è più alla portata.
      Un bravo fisioterapista è molto ricercato, quindi lavoro e guadagni non mancano, così come la impagabile soddisfazione di riuscire ad aiutare concretamente gli altri.
      Un saluto da G&V.

      1. Io sono una persona molto ma molto empatica e precisa, attenta a ogni minimo particolare, mentre per quanto concerne l’avvocatura l’unico mio vantaggio è la loquacità e il non darsi mai per vinto, trovando spesso però i testi di diritto un po’ aridi e noiosi..Secondo lei queste mie caratteristiche, considerando anche i tempi che corrono per gli avvocati, dove sono maggiormente spendibili? Ed è possibile far carriera da fisioterapista-osteopata o si rimane sempre su una remunerazione piatta e fissa? Grazie ancora

        1. Buongiorno Matteo, l’empatia ed anche la loquacità sono sicuramente molto spendibili nell’ambito della fisioterapia e dell’osteopatia.
          Queste caratteristiche, unite alle competenze ed alla passione, possono permetterti di diventare un bravo e riconosciuto professionista.
          Naturalmente un bravo professionista ha la possibilità di avere molti clienti, di fare carriera e anche di poter scegliere la clientela, ciò significa anche poter gestire un buon stipendio.
          Ovviamente la carriera di avvocato non va disdegnata, ma secondo noi è più difficile è lungo distinguerti dalla massa.
          Un saluto dal team G&V.

          1. Grazie mille per la disponibilità, mi ha aiutato moltissimo a chiarirmi le idee :)..Le auguro una buona giornata

          2. Grazie Matteo, il nostro obiettivo è riuscire a darvi dei buoni ed utili punti di vista per fare la vostra migliore scelta.
            Speriamo di essere stati concretamente di aiuto.
            In bocca al lupo per la tua migliore scelta da G&V.

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