Quali facoltà garantiscono una maggiore remunerazione

di vittorio
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Oltre a quanto descritto nell’articolo “Cosa fare dopo le superiori“, potrebbero esserti di aiuto alcune analisi sugli indirizzi di studio che garantiscono un ingresso più facile nel mondo del lavoro, oppure offrono maggiore remunerazione dopo un anno dall’ingresso nel mondo del lavoro.

Anche se la scelta della facoltà universitaria non deve essere fatta solamente in base ai criteri di impiego o di guadagno, abbiamo ritenuto comunque utili queste analisi estrapolate dai vari rapporti occupazionali nazionali ed internazionali (fonti: La Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc.) perché è importante valutare anche la effettiva spendibilità del titolo di studio che si intende conseguire.

 

In questo articolo non vogliamo però esporre dati statistici, reperibili dai rapporti degli istituti del settore, come ad esempio Almalaurea (consorzio che raggruppa 64 università italiane) che provano a dare un peso alle varie scelte universitarie in base alle prospettive di carriera che esse offrono, al potere d’acquisto dei loro laureati e alle loro migliori retribuzioni, ma fornirti un ulteriore parametro di valutazione, particolarmente di aiuto per gli indecisi.

Per prima cosa è doveroso ricordare che non tutte le lauree sono uguali, esistono indirizzi di studio che permettono di trovare un impiego più facilmente di altri, altri che garantiscono redditi maggiori nel breve e medio termine.
Altri ancora che purtroppo non offrono grandi possibilità di impiego e richiedono di arrangiarsi con quello che si trova.
Partiamo anche dalla considerazione che nell’arco della vita lavorativa la laurea rappresenta ancora un grande investimento contro la disoccupazione e che il salario di ingresso per un laureato è mediamente superiore del 30% di quello di un diplomato (a parità di lavoro).

 

Infatti, tra i disoccupati italiani under 29 (circa il 30%) i laureati hanno un tasso d’impiego maggiore rispetto ai diplomati (+ 13%). Inoltre, dopo 5 anni dalla laurea, l’occupazione è per tutti vicina al 90%.
Così abbiamo provato a dare delle risposte alle tipiche domande di chi deve scegliere l’indirizzo di studio:

Guadagna di più un Ingegnere o un Medico?
Quanto guadagna un laureato in Agraria?
Trova lavoro più facilmente un laureato in Ingegneria o uno in Giurisprudenza o in Lettere?

 

 

Partiamo dall’analisi remunerativa

Negli ultimi anni, Economia ed Ingegneria si confermano le lauree più remunerative sia nel breve che nel lungo periodo.
Il guadagno medio di un laureato in Ingegneria, dopo un anno dal primo impiego, è di 1.500 € netti mensili, poco diverso dai 1.400 € dei laureati in Medicina.

I laureati in Agraria dichiarano guadagni medi di 1.000 € mensili, similmente ai laureati negli ambiti Letterari e in Architettura, che dichiarano 900 €.
Sicuramente molto diversa la situazione dei laureati in Giurisprudenza e in Psicologia con 850 € e di quelli nelle discipline della Formazione con soli 750 €. Va però detto che negli ultimi anni quest’ultimi accusano un calo dello stipendio minore rispetto agli altri.

Inoltre, anche i guadagni nel medio e lungo periodo sono molto diversi.
Ad esempio, i laureati in Ingegneria o in Economia dopo 15–20 anni guadagnano mediamente 25.000–30.000 € lordi annui in più rispetto a chi si è laureato in facoltà Umanistiche.

 

Questi sono gli indirizzi di studio principali che permettono una maggiore remunerazione.

 

Vediamo ora l’analisi di impiego

I ricercatori assicurano che la scelta migliore sia Ingegneria (a tre anni dal titolo accademico più di 8 ingegneri su 10 sono occupati in maniera continuativa).
La situazione è sicuramente migliore di quelli laureati in Giurisprudenza, in Scienze della Formazione o in Scienze Sociali (4 su 10 di trovano una occupazione continuativa entro i 3 anni), ma è migliore anche di quella dei laureati in Economia Aziendale, Architettura, Odontoiatria o Farmacia (6 possibilità su 10 di trovare una occupazione continuativa).

Molti laureati in queste facoltà rimangono disoccupati per un lungo periodo e alla fine si adattano a fare altri lavori.
Va evidenziata anche la buona situazione dei laureati nel settore Medico ed in Agraria dove a 3 anni dalla laurea sono occupati quasi la totalità dei i laureati.

Inoltre, dall’analisi è emerso che negli ultimi anni (dal 2010) la situazione occupazionale è peggiorata per tutti ma in modo particolare per i laureati nelle discipline Economico-Statistiche (-7%), Politico-Sociali (-8%) e Letterarie (-9%).

 

Analizziamo infine qualche dato Istat

Come si diceva sopra, dopo 3 anni dalla laurea l’80% dei laureati delle facoltà di Ingegneria svolge un lavoro continuativo, il 10% ha un posto precario e solo il 5% cerca un lavoro.
Nella situazione opposta si trovano i laureati dell’area Giuridica, Letteraria e Politico-Sociale, per i quali solo il 40% ha un impiego continuativo, il 15% lavora ma in maniera discontinua o precaria e il 25% è alla ricerca di un lavoro.

Molto simile la situazione per le facoltà Letterarie, dove il 50% ha un impiego stabile e il 20% cerca lavoro.
Va però evidenziato che i bassi tassi di occupazione per i laureati dell’area Giuridica e Medica sono dovuti anche ai percorsi post-laurea che impegnano i neolaureati nelle scuole di specializzazione o nel praticantato (circa il 50%), anche 3 anni dopo il conseguimento della laurea.

 

Relativamente alle lauree triennali, i migliori riscontri occupazionali si trovano tra i laureati nelle professioni Infermieristiche ed Ostetriche (7 su 10 hanno un impiego stabile).
Come ampiamente discusso nell’articolo correlato “Cosa fare dopo le superiori” la scelta universitaria deve essere affidata ad un metodo e non solo alle considerazioni di impiego o retributive, quindi questo articolo vuole solo fare una panoramica su cosa è successo o cosa succede ai neolaureati nelle varie discipline. Naturalmente ogni storia è personale e il futuro riserverà sicuramente a ciascuno di noi delle sorprese.

Un grande in bocca al lupo!!

 

Se vuoi approfondire altri argomenti relativi allo studio universitario puoi anche leggere “Come scegliere la facoltà universitaria“, oppure se hai già fatto la tua scelta ti può essere di grande aiuto sapere se è meglio frequentare le lezioni e preparare più esami contemporaneamente.

 

Inoltre, se hai necessità di un confronto, di un parere o di qualche consiglio basato sulla nostra esperienza, puoi scriverci e saremo ben lieti e contenti di poterti aiutare.

Ciao.

 

 

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